<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627</id><updated>2012-01-03T23:11:59.505+01:00</updated><title type='text'>Il Nuovo Vento</title><subtitle type='html'>“Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista” (Dom Hélder Camara)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>228</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6349217155360718581</id><published>2011-09-30T00:08:00.004+02:00</published><updated>2011-09-30T01:01:22.837+02:00</updated><title type='text'>Avere ragione non basta</title><content type='html'>Abbiamo ragione. Questo direi che è sotto gli occhi di tutti alla luce dei cambiamenti che sono avvenuti nella nostra società negli ultimi venti anni. Ma non basta. Non basta per rilanciarci, almeno nell'Occidente capitalista che vive un edonismo di fine impero tristemente simile alla "Belle Epoque" che fu anticamera della macelleria della Prima Guerra Mondiale. Forse in molti si sono dimenticati che senza la Prima Guerra Mondiale e le contraddizioni da essa innervate all'interno del sistema capitalista, nemmeno Lenin sarebbe riuscito a imporsi in Russia contro lo zarismo. Dove non riuscirono le tesi leniniste e marxiste (il partito bolscevico fu minoritario fino a poco tempo prima della Rivoluzione d'Ottobre), riuscirono le baionette austro-prussiane e la crisi economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da questo, non scontato, presupposto, occorre trarne ispirazione per approcciarci con meno pessimismo e maggior pragmatismo ai fatti odierni. Ci troviamo in uno stato avanzato di crisi del capitalismo, non mi dilungherò a elencarne i motivi, ottimamente sviscerati da buone analisi portate avanti da studiosi sicuramente più ferrati di me sull'argomento, tuttavia a me questo stadio del capitalismo ricorda la fase evocata da Lenin nelle sue opere (Imperialismo fase suprema del Capitalismo). Vladimir Ilic Lenin parlava proprio dell'imperialismo come evoluzione del capitalismo, una sorta di sua degenarazione, e oggi direi che per certi versi lo spettacolo cui stiamo assistendo in Afghanistan, Iraq, Libia altro non è che la versione attualizzata nel XXI secolo proprio di quel processo. Sappiamo tutti dove portò l'imperialismo del XX secolo, e si spera che questa volta la storia non si ripeta, per il bene dell'umanità, tuttavia ritengo che sia opportuno prepararsi, almeno come partito politico, a qualsiasi evenienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prepararsi a qualsiasi evenienza non vuol dire rinnegare la via democratica o intraprendere le incerte vie della violenza, bensì significa finalmente tornare a essere dei protagonisti attivi e non passivi della storia. L'analisi, importantissima, è una cosa che noi comunisti sappiamo fare molto bene. Da sola però non permette, se non accompagnata anche dalla prassi, di rilanciare un partito in crisi di iscritti e di convinzione, afflitto dall'endemico "pessimismo" della classe dirigente, e soprattutto privo di prospettive che non siano meramente di sopravvivenza. L'analisi è una premessa importante a qualsiasi tipo di lavoro, e direi che dopo vent'anni in cui abbiamo assistito da attori inerti allo sgretolamento del capitalismo e all'emergere di contraddizioni insanabili nel suo seno, sia forse ora di tornare a recitare un ruolo da protagonisti. Come fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente è molto facile invitare alla pratica e al lavoro, meno lo è indicare cosa esattamente fare e dove esattamente intervenire per conseguire dei risultati. Innanzitutto ritengo sia assolutamente necessario snellire le strutture interne di un partito che è stato pensato e costruito per e nel XX secolo. Utilizzando una metafora sarebbe come gareggiare contro i nuovi modelli di una macchina con lo stesso modello che si utilizzava trent'anni prima; a meno di miracoli le macchine più moderne doppieranno per forza di cosa quelle più vecchie. Cosa fare dunque per progettare nuovi motori e nuove carrozzerie in grado di reggere il confronto con i nostri avversari, che da tempo spendono e spandono nel tentativo di vincere la concorrenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuando la metafora è come se noi comunisti fossimo un team che in passato una macchina vincente l'ha progettata, anzi forse per innovazione e prospettive la nostra vettura rappresentava per certi versi la migliore.Adattare e rinnovare dovrebbe essere meno difficile che creare dal nulla un modello, è chiaro se questo fino a oggi non è stato fatto, va fatto oggi, senza più perdere un giorno di tempo. Le idee, per quanto rivoluzionarie possano essere, per quanto giuste e condivisibili, se non vengono divulgate nel modo e nel tempo giusto finiscono per evaporare come neve al sole.Noi abbiamo un GAP da questo punto di vista, un GAP di comprensione delle modalità di diffusione delle idee nel mondo contemporaneo, e questo lo dobbiamo in parte alla nostra forma mentis nutritasi con i valori di una ideologia ormai considerata morta o inutile, nostro malgrado, dalla maggioranza della popolazione (d'Occidente si intente). Ma se i nostri dirigenti NON sono in grado di comprendere come comunicare a questa società globalizzata così diversa dall'epoca in cui costoro diventarono dirigenti, allora la risposta è quasi scontata: occorre cambiarli, i dirigenti. Per metterci chi? obietterà qualcuno, spaventato anche solo dall'idea di incrinare il monolite partitico. Per metterci un giovane, e subito, risponderei. Per quanto un giovane possa essere poco preparato,inesperto, impulsivo, chi meglio di lui potrà comprendere il mondo in cui è nato e cresciuto? il XXI secolo è il mondo di chi ha ricevuto la propria formazione a cavallo tra il XX e il XXI secolo, non di chi ha vissuto e si è formato interamente sotto gli schemi del vecchio mondo e della vecchia politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione però. Innovare non significa cedere, nè misconoscere nemmeno una goccia di quella che è stata la storia dei comunisti e del comunismo nel XX secolo. Al contrario, innovare significa attribuire a quella storia e a quei valori un'importanza tale da meritare il tentativo di riportarli ai fasti che meritano. E questo, giocoforza non può che passare dal tentare di attualizzare il comunismo a una società che, se non è cambiata per niente per quanto riguarda le dinamiche del capitalismo e della lotta tra le classi (e anche del rapporto lavoratore-mezzi di produzione), è cambiata completamente come valori dominanti e come struttura sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo va fatto tenendo conto di alcune cose. Innanzitutto da qui ai prossimi 20 anni ci saranno dei cambiamenti epocali e assolutamente imprevedibili. Questo non lo dico in base a una presunta dote di preveggenza bensì lo sostiene la storia, Magistra Vitae, come dicevano i romani. La storia ci dice che l'Ottocento è stato un secolo differente dal Novecento, e che quindi il XXI secolo sarà giocoforza differente dal XX. Chiaramente non si attende un avvento millenaristico che cambierà la storia come se fosse piovuto dall'alto, bensì si attende che un processo rivoluzionario maturi a compimento per poi giungere a fioritura al momento opportuno. Tutto questo sta già avvenendo, e in qualche misura noi comunisti, anche in Italia, stiamo facendo il nostro compito minimo: sopravvivere e mantenere con la stessa sopravvivenza un'alternativa,anche se debole e frenata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il XXI secolo è già diverso dal XX, ma i processi che stanno innestando il cambiamento hanno messo i semi negli anni Ottanta del Novecento,e, nel 2011, dopo quasi trent'anni, già iniziamo a vederne i risultati nella vita di tutti i giorni. Il compito dei comunisti del XXI secolo deve essere quello di lavorare per portare a maturazione i cambiamenti e orientarli verso una prospettiva che, pragmaticamente parlando, ci possa consentire di ripartire. Questo non è il tempo della teoria, ma della prassi, verrebbe da dire. E' il momento in cui bisogna piantare altri semi badando che quelli vecchi non secchino.E per farlo occorre lasciare alle spalle i facili e comprensibili pessimismi, e vestire le vesti dell'ottimismo di chi, nonostante tutto, è convinto di avere ragione. Chi ha ragione tendenzialmente, se non possiede l'acume per convincere con la dialettica gli avversari, o la forza per costringere gli altri a seguirlo, allora non può che armarsi di pazienza e aspettare. A quel punto ha due alternative: la prima, quella che abbiamo percorso negli ultimi vent'anni, fallendo, prevede di lavorare per cercare di cambiare i rapporti di forza in modo da riuscire a convincere le masse; la seconda prevede di sopravvivere, in attesa che la realtà riesca dove noi abbiamo fallito, far capire la nostra ragione. Chiaramente le alternative 1 e 2 non si escludono a vicenda. Sta a noi percorrere entrambe senza sosta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6349217155360718581?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6349217155360718581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/09/avere-ragione-non-basta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6349217155360718581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6349217155360718581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/09/avere-ragione-non-basta.html' title='Avere ragione non basta'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8185208715234947613</id><published>2011-07-31T14:00:00.002+02:00</published><updated>2011-07-31T14:16:04.622+02:00</updated><title type='text'>La scommessa.</title><content type='html'>Con i miei precedenti interventi ho cercato, spesso sicuramente in modo un pò troppo superficiale e affrettato, di delineare una visione ben precisa dell'organizzazione sociale del capitalismo avanzato in questo inizio di XXI secolo. La situazione entro cui ci troviamo in Italia è particolarmente drammatica per via delle difficoltà economiche e dell'assalto alle istituzioni di una destra eversiva e predatoria, che ha il chiaro intento di attaccarsi inesorabilmente agli ingranaggi dello stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo capitalismo predatorio all'italiana che sta attraversando, forse, il suo periodo crepuscolare, le forze comuniste, o quelle che ancora ambiscono a chiamarsi tali, risultano divise, frammentate, deluse e soprattutto marginali. Non sta scritto da nessuna parte che questo stato di cose durerà per sempre, ma molto, è chiaro dipende anche da quello che riusciremo a dire e fare nei prossimi tempi. Io sono convinto che alla fine inevitabilmente trarremo giovamento dallo sfascio della classe politica attuale, uno sfascio che per forza di cose non ci trascinerà a fondo dato che dal 2008 siamo inevitabilmente stati esclusi dal parlamento e quindi dalla gestione del potere e dell'economia. Certo, non illudiamo almeno noi stessi, se rimarremo fuori da questa tempesta lo saremo più per causalità che per determinata volontà, tuttavia dovremo capitalizzare al meglio questo possibile vantaggio morale per concretizzarlo in un azione reale nella società capace di aggregare le proteste sociali intorno ai nostri simboli e alla nostra struttura organizzativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8185208715234947613?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8185208715234947613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/la-scommessa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8185208715234947613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8185208715234947613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/la-scommessa.html' title='La scommessa.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7528449522830501172</id><published>2011-07-27T14:02:00.004+02:00</published><updated>2011-07-27T14:37:05.168+02:00</updated><title type='text'>Ripudiamo l'Europa di Breivik e dei razzisti</title><content type='html'>Anders Behring Breivik ha massacrato nell'isola di Utoya circa 68 ragazzi a colpi di arma da fuoco. Lo ha fatto coerentemente alle sue idee estremiste di destra, conservatrici e intolleranti, impastate di misticismo e religione cristiana fondamentalista. Ci hanno raccontato da almeno dieci anni di uno scontro di civiltà in atto tra Occidente e Islam, è questo che è riuscito a produrre il mondo dopo caduta dell'Unione Sovietica e la crociata antimarxista. Ora, dopo il successo di questa crociata ci si vuole spingere oltre, e Breivik, seppure tutti abbiano preso le distanze da lui, ha solamente portato alle estreme conseguenze le idee della destra estremista e conservatrice che sta prendendo piede un pò in tutta Europa.&lt;br /&gt;In Italia Mario Borghezio ha difeso le posizioni di Brievik causando una presa di distanze netta e convinta di tutto lo spettro politico,da destra a sinistra, ma le parole di Calderoli, che ha definito le dichiarazioni di Borghezio farneticanti, non possono essere sincere. Calderoli ha fatto pascolare maiali sulle moschee, ha dichiarato che la Francia ha una nazionale di calcio di islamici, zingari negri e comunisti, e non si è mai dissociato dagli atti di vergognoso razzismo dei vari Borghezio, Gentilini e compagnia cantante. Non lo ha fatto perchè la Lega rappresenta esattamente il prototipo del partito identitario di estrema destra, nazionalista e che persegue il fine dell'annientamento del multiculturalismo, il progetto ammirato da Brievik, il mostro di Oslo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Borghezio si è difeso dicendo che le sue idee sono quelle di Oriana Fallaci, come se questo fosse una scusante. Ora, per i lettori riportiamo solo uno stralcio delle parole della defunta scrittrice, non certo una candidata al nobel per la Pace: « Sì, io odio i Bin Laden. Odio gli Zarkawi. Odio i kamikaze e le bestie che ci tagliano la testa e ci fanno saltare in aria e martirizzano le loro donne. Odio i bastardi che insozzano le facciate delle chiese. Odio gli Ward Churchill, i Noam Chomsky, i Louis Farrakhan, i Michael Moore, i complici i collaborazionisti, i traditori, che ci vendono al nemico». Ora, da comunista io mi sento di rigettare con violenza tutte queste posizioni razziste, intolleranti e antimoderne. L'Europa cui Borghezio, Brievik e l'ammasso dei loro sostenitori guarda è l'Europa delle crociate, l'Europa dell'oscurantismo che bruciava vivi gli eretici, un Europa ottusamente fanatica in un mondo in cui i "talebani" eravamo noi, e i tolleranti, amanti della scienza e della cultura erano proprio gli arabi che rovinano i sonni del povero Borghezio.&lt;br /&gt;Osservando il mondo in macerie del 2011 provo l'orgoglio di ritenermi ancora marxista e comunista nel 2011, un orgoglio da non declinarsi solo come mero orgoglio identitario, bensì come pratica quotidiana di approccio alla realtà, un approccio qualitativamente e oggettivamente superiore, sotto ogni punto di vista, alle derive violente e orribilmente oscurantiste che stanno prendendo piega nel XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che piaccia o no, venuta meno l'ideologia, ovvero il collante capace di coordinare gli sforzi di culture e religioni diverse verso un fine comune, nel mondo sono tornati a farla da padrone il profitto e Dio. Il profitto è il "Dio" capitalista lasciatoci dal mondo post-guerra fredda, prodotto dalla vittoria del modello americano su quello sovietico e dallo sgretolamento inesorabile della visione marxista della società; il "Dio" che ci viene lasciato dalla distruzione degli ideali socialisti, comunisti e marxisti è invece un Dio maledettamente crudele, un Dio intollerante che propugna il "clash of civilizations", rigetta il multiculturalismo, e trova come propellente il fallimento e il disgregamento sociale provocato dal capitalismo in rovina. Il sistema economico attuale negli ultimi vent'anni ha prodotto disuguaglianze crescenti, e non voglio dilungarmi sul deserto culturale e valoriale che ne è l'inesorabile conseguenza. Il fanatismo intollerante e razzista è il risultato di un approccio che, al posto che comprendere che questo azzeramento valoriale è strettamente correlato al sistema economico che lo ha prodotto, ne addossa la colpa al multiculturalismo e alla globalizzazione, sicuramente la via più semplice di affrontare un problema troppo complicato per ricevere delle risposte univoche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mondo capitalista regolato unicamente dal profitto e dalle leggi di mercato, in sostanza, una volta deprivato delle ideologie che tenevano insieme i lavoratori di ogni cultura, ogni paese, ogni religione, in quanto facenti parte della stessa classe sociale di sfruttati,non può che portare alla lunga a una divisione tra i lavoratori operata in base a criteri etnico-religiosi, che potrebbe alla lunga portare a una balcanizzazione mondiale e al tanto sbandierato "Clash of Civilizations". Le teorie marxiste e comuniste sono un antidoto rispetto a questo. Le teorie socialiste si muovono verso un superamento graduale delle differenze etnico-religiose tra i paesi, promuovendo forme di cooperazione comune in vista di un fine condiviso, un fine che vede i lavoratori e gli uomini di tutto il mondo cooperare per una società dove vi siano giustizia e uguaglianza per tutti. Per questo come comunisti del XXI secolo dobbiamo rivendicare il nostro netto rifiuto nei confronti di qualsiasi conflitto che avvenga su base che non sia prettamente di classe, ovvero teso al rovesciamento dei rapporti di forza che vedono i mezzi di produzione nelle mani del 10% della popolazione mondiale.Per questo come comunisti del XXI secolo dovremmo comunicare agli estremisti di destra di tutto il mondo, e sono tanti, che troveranno in noi sempre e comunque degli instancabili oppositori nel loro disegno bestiale di distruzione. Ovunque ci saranno dei comunisti ci sarà ancora qualcuno pronto a lottare per la cooperazione interetnica volta al superamento del capitalismo e all'amicizia tra tutti i popoli mondiali; e anche se siamo deboli e battuti, sarà la stessa sopravvivenza delle nostre idee a rappresentare una minaccia terribile per tutti i razzisti del mondo. I razzisti e i fanatici del mondo devono sapere che troveranno nei comunisti una barriera inesorabile che dovranno superare se vorranno cercare di imporre la loro terrificante visione della realtà. Per questo non dovremo mai vergognarci di sbandierare le nostre idee, idee che parlano di solidarietà tra i popoli laddove il capitalismo parla di competizione e il fanatismo di estrema destra parla di odio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7528449522830501172?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7528449522830501172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/ripudiamo-leuropa-di-breivik-e-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7528449522830501172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7528449522830501172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/ripudiamo-leuropa-di-breivik-e-dei.html' title='Ripudiamo l&apos;Europa di Breivik e dei razzisti'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2076137311742237279</id><published>2011-07-21T19:37:00.007+02:00</published><updated>2011-07-24T22:55:53.633+02:00</updated><title type='text'>Tutto il male abbiamo davanti, tutto il bene abbiamo nel cuore.</title><content type='html'>"Tutto il male abbiamo davanti, tutto il bene abbiamo nel cuore": mai frase di una canzone è stata così attuale per chi, come noi, si scervella giornalmente per costruire una prospettiva socialista e comunista che sia reale e non solamente illusoria. Credo che sia necessario, al fine di portare a compimento un lavoro che sembra oggettivamente titanico, per prima cosa toglierci di dosso le zavorre che abbiamo ereditato dagli errori del passato. Viviamo in un'epoca dove tutto ciò che nel XX secolo è stato utilizzato per aumentare il benessere sociale e l'avanzamento culturale delle masse viene oggi etichettato come "comunista", e quindi come sostanzialmente sbagliato. L'errore che, a mio giudizio, è stato commesso da una certa parte della socialdemocrazia mondiale è stato proprio appiattirsi sulle rivendicazioni e sulle teorie di coloro che per tutto il XX secolo sono stati dei veri propri nemici di classe, prima ancora che nemici politici.I comunisti sono rimasti da soli, e considerato che già prima, quando vi era una unità sostanziale di intenti con le socialdemocrazie mondiali (non certo per tutto il XX secolo), comunque il mondo era diviso in due blocchi, è chiaro che con lo sfaldamento di uno di essi il castello di carte è crollato. Ma cosa intendo per socialdemocrazia? Innanzitutto non sto parlando del concetto di socialdemocrazia tout court, bensì sto parlando di un particolare approccio tenuto da una certa parte della sinistra (nel secondo dopoguerra), la quale pur riconoscendosi inizialmente nelle rivendicazioni di grandi partiti comunisti occidentali quali il PCI, il PCE, e il PCF, ha finito prima o dopo per operare uno slittamento inesorabile che l'ha portata a dolorosi cambi di campo o ad acrobatiche alleanze contro gli amici di un tempo. Mi rendo conto che affrontare un tema così complesso in poche righe possa essere superficiale prima ancora che fuorviante, tuttavia a mio giudizio è proprio dietro questo slittamento che bisogna guardare per rendersi conto del come i nostri nemici sono riusciti a distruggerci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Divide et Impera"era la parola d'ordine dei romani, il primo popolo capace di edificare il suo dominio su un'intero continente basandosi proprio su questo diktat. E' una formula ancora attuale quella degli antichi romani, una formula che i nostri avversari di classe hanno applicato, gli va dato atto, in modo a dir poco perfetto. Basti vedere alla parabola dei sindacati in Italia, unificati con la Cgil nel 1944, per poi subire la scissione di Cisl e Uil dopo il tentato assassinio di Togliatti nel 1948. Non appena si è passati dall'entusiasmo e dalla spinta unitaria della fine della guerra, alla costruzione dei blocchi e al nascere della guerra fredda, ecco che i sindacati si sono divisi lungo le linee di faglia della lotta politica, sociale, di classe. Un sindacato diviso è un sindacato più debole, e gli avversari politici di PCI e PSI subito dopo la guerra avevano un disperato bisogno di indebolire gli avversari. Si può poi andare oltre, facendo riferimento alla parabola stessa del PSI, divisosi al suo interno per colpa di Saragat, nel 1947, il quale andò a fondare il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), sancendo così una divisione incolmabile con il PCI, oltre che mettendo nero su bianco una divisione di intenti e di visione della società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, anche nel PCI la situazione non era idillica,lo stesso PCI si modificò nel corso del tempo, fin quando la componente che possiamo definire forse grossolonamente più "socialdemocratica" non è riuscita a prendere le leve del partito, allontanandolo lentamente, ma inesorabilmente, dalla sua vera natura di partito anticapitalista e comunista di massa, il quale si dovrebbe proporre un superamento della società capitalista per la costruzione di una società socialista, e non solamente un lento appiattimento verso un tentativo di correzione dall'interno del sistema capitalistico; una visione questa più che rispettabile ma che non ha nulla a che vedere con il comunismo, il quale anzi è nato (si pensi alla nascita del PCI nel 1921) proprio per marcare la propria alterità e il proprio diritto a voler perseguire un salto rivoluzionario. Beninteso questo testo non vuole affatto essere un pamphlet contro i socialdemocratici, in quanto ritengo grottesco e inutile arroccarsi su posizioni ortodosse a priori, rifiutando il test della realtà di tutti i giorni; tuttavia credo che dissipare questi coni d'ombra sul nostro passato possa essere solo utile per il futuro. Come ho ribadito poco prima non vi è assolutamente nulla di male nel decidere che sia utile per l'umanità smetterla di criticare il capitalismo proponendo il suo abbattimento e l'instaurazione di un sistema differente, tuttavia basterebbe già esigere altrettanto rispetto per coloro i quali vogliono ostinarsi, in pieno XXI secolo, a ribadire che il capitalismo non può essere modificato se non con una rottura rivoluzionaria o comunque con la volontà del suo superamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea socialdemoratica di riuscire a giungere al superamento del capitalismo per via democratica, rispettando e governando le regole del capitalismo, è semplicemente un'idea falsa, un 'idea sbagliata e soprattutto smentibile dalla storia. Rientra, a mio giudizio, all'interno della formula del "Divide et impera" di romana memoria, in quanto divide inevitabilmente la cosiddetta "sinistra" mondiale in due schieramenti. E se fino al 1989 la parte prevalente era quella comunista, negli ultimi vent'anni quella prevalente è stata quella socialdemocratica, e i diversi risultati portati a casa per i lavoratori e per la stragrande massa della popolazione mondiale sono sotto sotto gli occhi di tutti. Quando la parte prevalente dello schieramento che chiameremo per semplicità di "sinistra" (per quanto parlare di sinistra in Occidente negli ultimi vent'anni risulti alquanto complicato)era quella comunista, che si richiamava alla tradizione marxista-leninista e alle esperienze teoriche e pratiche del XX secolo, i vantaggi conseguiti per le fasce popolari sono stati immensi, più grandi che in tutte le epoche passate della storia umana. Man mano che tale componente si è andata svuotando, ecco che le conquiste e i vantaggi delle fasce popolari sono andati lentamente scemando, fino a che, quando la componente comunista è diventata completamente marginale,ecco che da un lento progresso le fasce popolari iniziano a conoscere un velocissimo regresso, un regresso che le sta portando a calci verso il XIX secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi un altro tipo di approccio utilizzabile per cercare di rilanciare le idee socialiste e comuniste in questo bizzarro XXI secolo, ed è l'analisi storica del progresso umano e l'analisi del funzionamento delle società umane nel corso della storia. Qualora si utilizzasse un metodo di analisi di questo tipo si potrebbe verificare come le idee comuniste e socialiste siano solo state verbalizzate, schematizzate e organizzate da Marx e Engels nel XIX secolo, ma che invece abbiano avuto la loro origine millenni prima, da quando l'uomo cioè ha cominciato a vivere in società complesse e ha cominciato l'organizzazione del lavoro e del potere. La richiesta di una divisione equa delle risorse e di una ripartizione giusta delle cariche e del lavoro è infatti vecchia come l'uomo, in che modo si potrebbe infatti definire la lotta che fu di Spartaco contro la schiavitù come diversa da quella combattuta dagli operai e dai lavoratori tra XIX e XX secolo per il riconoscimento dei propri diritti personali? Cercare di banalizzare i contenuti di quello che si chiama "comunismo" identificandoli unicamente con alcune esperienze del XX secolo,spesso decontestualizzate, non è altro che il tentativo di chi si oppone alle rivendicazioni succitate di congelare in modo irreversibile la divisione del potere e lo status quo. E il bello è vedere che soprattutto molti comunisti fino al 1989 sono stati proprio loro a cadere nel tranello, essendo i primi ad aver preso le distanze da alcune rivendicazioni che, una volta abbandonate, sono state dimenticate per sempre.&lt;br /&gt;D.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2076137311742237279?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2076137311742237279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/tutto-il-male-abbiamo-davanti-tutto-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2076137311742237279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2076137311742237279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/tutto-il-male-abbiamo-davanti-tutto-il.html' title='Tutto il male abbiamo davanti, tutto il bene abbiamo nel cuore.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7336006381949890277</id><published>2011-07-15T14:24:00.002+02:00</published><updated>2011-07-15T14:25:13.869+02:00</updated><title type='text'>Russia: com'è la vita con il capitalismo?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-sN153RIl2JM/TiAxpMumq0I/AAAAAAAAAik/_P1x-G9THvA/s1600/Lenin.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 243px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-sN153RIl2JM/TiAxpMumq0I/AAAAAAAAAik/_P1x-G9THvA/s320/Lenin.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629554118074215234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOSCA, 15 LUG - «Come vivete, moscoviti, sotto il capitalismo»: è lo slogan usato dal partito comunista russo (Kprf) su sei mega poster con il ritratto del loro leader Ghennadi Ziuganov, sullo sfondo di una bandiera rossa con Lenin e Stalin e di un corteo comunista. Ma la loro esposizione è stata breve, come riferisce il quotidiano Kommersant. I cartelloni sono stati prontamente rimossi ed ora i comunisti accusano le autorità municipali di averli tolti senza giustificazione. L'iniziativa non era comunque certamente gradita in vista del doppio turno di elezioni (legislative a fine anno e presidenziali a marzo 2012) in un momento in cui un'ampia fascia della società - più in provincia che a Mosca - vive in condizioni spesso al di sotto della soglia di sopravvivenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7336006381949890277?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7336006381949890277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/russia-come-la-vita-con-il-capitalismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7336006381949890277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7336006381949890277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/russia-come-la-vita-con-il-capitalismo.html' title='Russia: com&apos;è la vita con il capitalismo?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sN153RIl2JM/TiAxpMumq0I/AAAAAAAAAik/_P1x-G9THvA/s72-c/Lenin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2586348117448872246</id><published>2011-07-13T20:59:00.004+02:00</published><updated>2011-07-13T22:03:55.068+02:00</updated><title type='text'>Il volto della vergogna</title><content type='html'>Ci troviamo sull'orlo del baratro. Siamo di fronte all'ennesima finanziaria di lacrime e sangue imposta dalla contingenza per tenere a galla questo paese. Abbiamo assistito, inerti, alla demolizione di parte dello stato sociale conquistato con durissimi sforzi nel secondo dopoguerra; abbiamo assistito inerti alla presa del potere di una destra cleptocratica che vive nel totale disprezzo delle regole democratiche. Oggi, lo scenario che abbiamo di fronte ai nostri occhi è un cumulo di macerie fumanti, e la cosa ancor più grave è che il nostro governo è in mano a una banda che non si fermerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo farà. Perchè dovrebbe fermarsi? fanno quasi tenerezza gli italiani che sembrano sbalordirsi di fronte alla nitidezza dell'arroganza e della strafottenza di questi signori, salvo poi aver zittito e offeso coloro che li mettevano in guardia negli anni precedenti. In Italia è diventato di moda non essere comunisti, anzi trattarli come degli sfigati, dei reietti. E' diventato di moda perchè il Pci non esiste più, è sin troppo semplice, mentre i nemici politici del Pci esistono ancora; e non ci va un genio a capire che una guerra, se una delle due fazioni si ritira, viene vinta dagli avversari. Solo che a noi italiani hanno raccontato che questa guerra non è mai stata combattuta, per tenerci buoni, e come dargli torto? nessuno ha fatto nulla, nessuno ha detto nulla, abbiamo lasciato che costoro sguazzassero nel vuoto cosmico della politica, sostituendo con il vuoto cosmico lo spazio un tempo ricoperto da contenuti e dalla cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai, è quasi troppo tardi per rimettersi in carreggiata. Grazie alle menzogne, alle false verità, persino i valori un tempo ritenuti essenziali sono stati picconati. La solidarietà non è più un valore, la bontà, l'onestà vengono ormai considerate delle doti perdenti, magari ancora difese a parole, ma rinnegate nell'intimità del singolo.Per molti dei politici del centrodestra che ci governano, il concetto stesso di Welfare è un concetto negativo. Ora, il welfare, anche noto come stato sociale, non dovrebbe essere un concetto ideologizzabile e politicizzabile, non dovrebbe essere concesso a un politico di dichiararsi contrario al welfare, è semplicemente un'assurdità. Lo stato sociale significa aiutare le persone in difficoltà, significa che lo stato si deve prendere carico di quelle persone che non riescono a prendersi cura di se stesse e degli altri, e lo fa indipendentemente dalla colpa presunta o supposta (ammesso che si possa parlare di colpe)dei cittadini. E' oggettivamente una bestialità ritenere lo stato sociale una cosa negativa, e in questo essere di sinistra o di destra non c'entra assolutamente niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure in nome della lotta al comunismo, assurto negli anni Settanta e Ottanta alla quintessenza del regno di Satana sulla terra, si è giusitificato persino la messa in discussione dello stato sociale. Ora pochi sanno che il welfare, come chiosato da Eric Hobsbawn nel suo capolavoro "Il secolo breve", è stato un concetto che il capitalismo ha letteralmente "copiato" ispirandosi niente di meno che alle teorie marxiste e socialiste/comuniste di attivismo statale all'interno della società e dell'economia. Questi personaggi che reggono il destino del mondo si sono trovati vincitori senza più avere avversari, e quindi non vi è stata alcuna barriere allo straripare dei loro danni, danni che hanno sconvolto la società civile di tutti i paesi occidentali. I vincitori, come spesso accade quando vincono troppo facilmente, sono anche arroganti. E come definire diversamente una classe politica che continua, anche di fronte al proprio palese fallimento, a difendere il proprio operato di fronte alla miseria sociale da essi stessi provocata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai persino milioni di persone che si dichiarano "di sinistra" hanno introiettato le regole del gioco imposte dagli avversari di un tempo, al punto che oggi, senza accorgersene, sono diventati i cani da guardia di quello stesso sistema che sono convinti sinceramente di avversare. Poi certo, ci sono anche i fanatici di professione, quelli che riescono ancora a vedere nemici comunisti annidarsi dappertutto, quelli per cui le leggi del mercato sono superiori anche alla vita di milioni di persone. E dire che hanno condannato il comunismo proprio in nome dell'etica e della libertà, ma ora a distanza di trent'anni abbiamo tutti sotto gli occhi che cosa intendessero per la libertà: non certo la libertà individuale, bensì quella dei mercati. Il denaro è diventata l'unica molla a portare avanti la società, il profitto è diventato un fine a sè stante, non più un mezzo per conseguire un avanzamento comune del livello di benessere sociale. Il comunsimo è stato accusato di non aver rispettato i diritti umani, cosa senz'altro vera, tuttavia la differenza tra i due sistemi è enorme. Il comunismo per quanto fosse spietato, operava in vista di un fine che io, in tutta sincerità mi sento di condividere, ovvero una società giusta dove i valori dominanti siano l'uguaglianza, la giustizia, la pace, il rispetto,la solidarietà  e l'assenza di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Il capitalismo, è ormai sotto gli occhi di tutti, ha come unico fine il consolidamento e l'accrescimento della ricchezza, lo sviluppo del mercato, la rimozione delle barriere alla produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non starò qui a dilungarmi su spiegazioni tecniche, pur praticabili ed esistenti, che mostrino come un sistema comunista non sia affatto condannato alla povertà e alla marginalità per la debolezza stessa delle sue basi teoriche. Mi limiterò a indicare il capitalismo in frantumi, incapace di produrre uguaglianza sociale, e soprattutto incapace di umanizzarsi. In molti ci hanno provato, a umanizzare il capitalismo, ma hanno fallito, macinati da una forza troppo forte, come gli apprendisti stregoni che vengono risucchiati dalla forza che hanno evocato. A ben guarda è successo proprio questo. Una classe sociale e politica frustrata dalla marginalità di decenni di egemonia culturale ( e di avanzamento innegabile del benessere sociale per tutti) della sinistra, ha evocato gli spettri del liberismo, della reagonomics, della privatizzazione, del taglio del welfare, della macelleria sociale, tutto in nome del profitto, della mano libera del mercato, del grasso che cola di Friedman.Spettri evidentemente incontrollabili che li hanno sì portati alla vittoria, ma che ora li stanno portando inevitabilmente al fallimento, un pò come una locomotiva con i freni rotti che viaggia a grande velocità contro un pilastro di cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra quasi che la gente di questo mondo, come se fosse vittima di un incantesimo, abbia smesso di ragionare con la sua testa, come se si fosse stabilito per legge che cercare di perseguire il bene di molti contro il bene di pochi sia sbagliato, o comunque inapplicabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi fosse in errore, a noi sembra chiaro. Ai posteri l'ardua sentenza.&lt;br /&gt;D.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2586348117448872246?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2586348117448872246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/il-volto-della-vergogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2586348117448872246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2586348117448872246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/il-volto-della-vergogna.html' title='Il volto della vergogna'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8427561153114802975</id><published>2011-07-11T21:14:00.005+02:00</published><updated>2011-07-12T00:20:11.247+02:00</updated><title type='text'>L'importanza di esistere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-NXyJBmwMU-M/Tht3EEcB8lI/AAAAAAAAAic/Htlnkm8oqC8/s1600/mondo_%2Bdi_%2Bnotte_%2B110x70_.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-NXyJBmwMU-M/Tht3EEcB8lI/AAAAAAAAAic/Htlnkm8oqC8/s320/mondo_%2Bdi_%2Bnotte_%2B110x70_.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628223071124058706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dal gennaio del 2011 molte cose sono successe nel mondo, suggerendoci di affrontare un dibattito e una riflessione profonda sulla portata dei cambiamenti che stanno avvenendo intorno a noi. Innanzitutto meriterebbe un approfondimento ciò che è successo con la cosiddetta "Primavera Araba", anche se ritengo opportuno collegare questi fatti straordinari di sommovimenti popolari e di rivolte di popolo alla forte crisi dell'Unione Europea, una crisi culminata con il tracollo della Grecia e con la speculazione ai danni di Spagna e Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche gli Stati Uniti devono fare i conti con gli interessi del proprio enorme debito pubblico, e questo forzerà il presidente Obama a una dura politica di tagli nel campo della Sanità e della Difesa. Tempi di recessione per il capitalismo, questo è certo, e tempi di cambiamenti tellurici che rischiano di sconvolgere profondamente la struttura sociale ed economica del mondo che conosciamo.In Italia ci troviamo in una situazione ancora più delicata, con il governo Berlusconi indebolito dagli scandali e dalla sua stessa mediocrità, che rischia di essere tenuto a galla proprio dalle speculazioni finanziarie, per il rischio che cadendo in questo momento ci possa essere una colossale bancarotta dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo con quello che sta accadendo in Nord Africa, un immenso movimento popolare di protesta che ha avuto il suo epicentro in Tunisia. Pensateci, in quanti avevano anche solo pensato nel 2010 che solamente un anno dopo sarebbe scoppiata una rivoluzione proprio in Tunisia? non molti credo. Certo, alcuni avevano immaginato che il rincaro delle materie prime agricole,causato dal fatto che gli Usa, per tamponare la crisi,abbiano deciso di inondare il mondo di liquidità, avrebbe potuto causare alcune turbolenze proprio in quelle economie periferiche maggiormente esposte, ma in pochi avrebbero immaginato che sarebbero esplose proprio in Nord Africa, e in un così breve lasso di tempo.In ogni caso questa liquidità irrorata dagli Stati Uniti non è più riuscita a dirigersi verso gli obiettivi tradizionali del mercato immobiliare, ed è conseguentemente finito per individuare come grosso target proprio le materie prime, innestando in questo modo una vera e propria speculazione. Il fatto che il canale trovato per gli investimenti sia quello delle materie prime energetiche e agricole, sarebbe quindi la vera causa della crisi del Nord Africa e del Medio Oriente; esisterebbe in sostanza un nesso di fondo tra questo tipo di politica economica e quanto sta succedendo in questo 2011, e questo avviene sotto le sembianze di un calo di fiducia nelle prospettive, di un rialzo delle materie energetiche per via dei disordini, di turbativa negli scambi commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dunque è stato a grandi linee il contesto entro cui si sono sviluppate le rivolte, ma è chiaro che dietro di esse c'è ben di più, anche se in molti si sono già dimenticati che a dare origine alla "Primavera Araba" è stato proprio un ambulante che ha preso la terribile decisione di darsi fuoco spinto dalla miseria. Ecco dunque che le considerazioni economiche sin qui fatte sono essenziali per comprendere i cambiamenti di questo 2011, senza di essi insomma si perderebbe il senso profondo di essi,e si sfiorerebbe solo il problema di fondo, senza affrontarlo realmente.Vi è poi il caso della Libia,un caso molto diverso da quelli dell'Egitto e della Tunisia. In Libia infatti si è scatenato nel febbraio 2011 un vero e proprio conflitto civile, inizialmente configuratosi semplicemente come una rivolta di popolo repressa in modo sanguinario da Muammar Gheddafi.La repressione del governo legittimo ha autorizzato la Nato a organizzare una vera e propria missione offensiva in grande stile contro la Libia, tanto che dal marzo al luglio 2011 gli aerei dell'Alleanza hanno effettuato migliaia di azioni sul territorio libico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di tre mesi le forze di Gheddafi,pur molto indebolite dagli attacchi della Nato, non sono ancora state sconfitte, e l'opinione pubblica sembra percepire sempre di più che dietro l'intervento dell'Alleanza non ci fossero tanto motivazioni umanitarie quanto motivazioni molto più pragmatiche. Si è scritto molto riguardo agli interessi di paesi come la Francia e l'Inghilterra nel territorio libico,e appare chiaro che una volta sconfitto Gheddafi, Parigi e Londra otterranno accordi commerciali particolarmente favorevoli dal nuovo governo di Bengasi. Anche in Siria assistiamo a furiose ribellioni di popolo, soffocate dalla reazione del governo degli Assad, e anche qui risulta molto difficile per noi occidentali prendere posizione, per quanto risulti subito perlomeno strano l'attivismo di Francia e Inghilterra a Damasco, sospettate di aver supportato insieme ad Israele le proteste di piazza contro gli Assad per destabilizzare il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Egitto la rivoluzione che ha spodestato Hosni Mubarak mettendo al potere una Giunta straordinaria militare di transizione,sembrava essersi conclusa. Eppure nei primi giorni di luglio l'esito grottesco di alcuni processi ad esponenti del passato regime, ovviamente assolti, ha alimentato nuove violente proteste di piazza, le quali fanno traballare il potere dei militari e informano il mondo che il popolo egiziano ha capito di poter finalmente incidere nel destino del proprio paese.Anche la Costa d'Avorio in Africa Subsahariana è stata squassata da una violenta guerra civile che ha visto un forte attivismo francese, e persino lo Yemen sta traballando sotto i colpi della rivolta e del terrorismo islamico. E in Europa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Europa abbiamo assistito al lento tracollo della Grecia, un tracollo annunciato che si è trascinato nel corso dei mesi finendo spesso nel dimenticatoio degli europei. La Grecia è un laboratorio di quello che potrebbe succedere ben presto, nei prossimi 5 anni ad esempio, ad altri paesi dell'Europa come l'Italia, la Spagna,il Portogallo, e l'Irlanda; cosa che a ben guardare significherebbe la fine dell'Eurozona e dell'Unione Europea. Unione Europea da cui la Gran Bretagna si è tenuta ben lontana ad esempio, e la stessa Unione Europea al cui interno la Germania sta vivendo un vero e proprio boom economico, e la Francia sta riscoprendo un attivismo estero dal sapore neocolonialista. In questa situazione drammatica, la Grecia sta offrendo un esempio di consapevolezza e di preparazione politica, mostrando al mondo di aver perfettamente introiettato quelli che sono i motivi che hanno portato alla crisi economica e alla bancarotta. In Grecia però esiste un punto di riferimento rappresentato dal KKE, il Partito Comunista Greco, che con il suo 10% rappresenta una realtà importante, e grazie al suo sindacato, il PAME, dimostra di saper incidere attivamente nelle lotte e non in modo residuale e passivo, o comunque subordinato. Ora, la Grecia è messa sicuramente peggio dell'Italia dal punto di vista economico, per quanto l'Italia si avvicini a grandi passi verso il fallimento, ma l'Italia è messa incommensurabilmente peggio della Grecia dal punto di vista politico (ovviamente assumendo una prospettiva anticapitalista e socialista, cosa sin qui data per scontata). In Italia, a parte la Fiom, non esiste nessun sindacato paragonabile al PAME, e questo è un primo elemento di endemica debolezza rispetto al paese ellenico. La Federazione della Sinistra è una formazione eterogenea composta da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Comunisti Italiani, e presenta al suo interno ancora molte contraddizioni, nonostante abbia costituito un significativo passo in avanti verso la riunificazione di un soggetto anticapitalista, socialista, e comunista in questo Paese. Il paragone con il KKE è inclemente, anche se andrebbero fatte tutte le riserve del caso per via della giovane vita della Fds e delle differenze contestuali e di storia molto profonde tra i due paesi.&lt;br /&gt;In Grecia inoltre ad affrontare la crisi si è trovato ad operare Giorgio Papandreou del Pasok, il partito socialista ellenico, ed è stato lui a dover imporre i durissimi tagli alla spesa pubblica e agli stipendi dei greci. In Italia a gestire la crisi non si trova il PD (che possiamo teoricamente paragonare al PASOK), ma il Pdl,il partito di Silvio Berlusconi alleato con un partito xenofobo e razzista come la Lega Nord, un partito che per sua stessa ammissione vuole lavorare per il bene di quella che i suoi aderenti chiamano "Padania", e non certo per l'Italia nella sua totalità.Risulta sin troppo evidente come la situazione politica italiana sia molto peggiore di quella greca, sotto ogni punto di vista e da qualsiasi prospettiva la si voglia guardare (sia da quella socialdemocratica che da quella comunista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giungo qui a quello che considero il vero nocciolo del mio discorso, ovvero l'importanza essenziale del continuare a esistere in questa fase storica per un movimento che ancora si definisce, ormai in pieno XXI secolo, comunista. Abbiamo assistito a trent'anni di attacchi durissimi all'identità socialista e comunista nell'Occidente del capitalismo maturo e della globalizzazione, e in parte, almeno in Italia, abbiamo contribuito noi stessi a scavarci la fossa ammalandoci di un nuovismo che ha perso di vista non tanto le proprie radici, ma anche la realtà stessa. Ci troviamo in una fase in cui l'Unione Europea ha di fatto defraudato di parte della sua sovranità ogni singolo stato-nazione che la compone, rendendo lettera morta la Costituzione in più di un suo articolo, senza che nessuno abbia gridato allo scandalo. Abbiamo assistito alla vittoria, datata alla fine degli anni Settanta, della concertazione sindacale, una vittoria che ha ucciso la natura stessa dei sindacati portando le masse di lavoratori salariati in una condizione di subalternità e debolezza epocali. Abbiamo, in Italia, assistito alla furia maccartista della destra italiana, la quale ha trovato colpevole complicità nella socialdemocrazia di casa nostra, facendogli danneggiare in profondità il tessuto culturale sapientemente e pazientemente tessuto dai comunisti italiani dal secondo dopoguerra in poi. Abbiamo assistito a tutto questo eppure, anche se con le ossa rotte e ridotti ai minimi storici, siamo ancora vivi. E sopratuttto abbiamo dimostrato di non essere una forza residuale, palesando una forza di reazione impensata dopo tutti gli insuccessi che ci hanno travolto l'uno dopo l'altro. Con Pisapia e De Magistris a Milano e Napoli abbiamo reagito, abbiamo dimostrato che i comunisti in questo paese esistono ancora, e questo semplice dato di fatto, per quanto oggi possa sembrarci gramo e infimo, in un futuro potrebbe essere interpretato come una medaglia al valore. Abbiamo sbagliato, è indubitabile, eppure forse era anche inevitabile, dato che siamo finiti in un tritacarne che avrebbe stritolato chiunque. Siamo stati gettati in una strada sconosciuta privi di strumenti e bussole, abbiamo continuato a sbagliare strada, a tornare indietro, eppure siamo ancora qui. Siamo ancora qui oggi, a misurarci con i cambiamenti del 2011, a misurarci con il tracollo del capitalismo morente. Corriamo il rischio di sopravvivere allo stesso capitalismo come lo abbiamo conosciuto, e soprattutto rappresentiamo l'unica parte sociale e politica che pur con tutti i suoi immensi e dogmatici limiti non ha mai smesso di indicare con forza che un'alternativa al capitalismo esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre osserviamo preoccupati crollare l'impalcatura del capitalismo occidentale, costretto a tagliare anche sulle mutande per sopravvivere, ecco che la Cina, dall'altra parte del mondo, festeggia il Novantesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese. A dispetto di tutti quelli che accusano la Cina di aver abiurato il socialismo, la Cina è ancora governata da un partito che si dichiara orgogliosamente comunista e marxista in pieno XXI secolo, un partito che nel 2011 ha deciso di dedicare il suo anniversario a Mao Zedong, e soprattutto un partito che sta guidando la Cina, seppur tra mille contraddizioni, verso lo storico superamento dell'economia dell'Occidente. Mentre la Cina avvia il suo XII Piano Quinquennale (2011-2015) che prevede sviluppo, ricerca, aumenti di salari e pensioni, sovranità energetica, aumento dei consumi; l'Occidente invece si appresta alla bancarotta, con austerità, speculazione, macelleria sociale, svendita delle proprietà pubblica, degrado sociale e culturale. Forse, tra tutti, noi siamo i comunisti più fortunati, perchè siamo quelli nati nel periodo  del crollo di quello stesso sistema che è stato capace di vincerci. Avremo forse la fortuna e la possibilità, con le nostre idee e con la nostra stessa esistenza, di vedere il cadavere del nostro nemico portato dalla corrente, mentre aspettiamo ai bordi del fiume. Quando il cadavere del nemico passerà, sarà allora che non avremo più scuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8427561153114802975?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8427561153114802975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/limportanza-di-esistere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8427561153114802975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8427561153114802975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/limportanza-di-esistere.html' title='L&apos;importanza di esistere'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NXyJBmwMU-M/Tht3EEcB8lI/AAAAAAAAAic/Htlnkm8oqC8/s72-c/mondo_%2Bdi_%2Bnotte_%2B110x70_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-9095085817557685679</id><published>2011-07-10T23:53:00.002+02:00</published><updated>2011-07-10T23:55:53.267+02:00</updated><title type='text'>DECRETO AGCOM, FGCI PIEMONTE: CENSURA INACCETTABILE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-dPbrdMRKNxc/Thof5XHWtcI/AAAAAAAAAiU/a4RuzRfKQOo/s1600/FGCI.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dPbrdMRKNxc/Thof5XHWtcI/AAAAAAAAAiU/a4RuzRfKQOo/s320/FGCI.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627845754670724546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il decreto dell'Agcom riguardo alla regolamentazione dei diritti d'autore sul web è un obbrobrio inaccettabile. La Fgci piemontese si schiera compatta senza se e senza ma contro la censura in ogni sua forma. Ogni cittadino deve essere libero di poter esprimere le proprie idee, e non sarà per decreto che si potrà mettere il bavaglio all'informazione per celare delle notizie scomode che non si vuole vengano divulgate"&lt;br /&gt;"E' semplicemente ridicolo"- dice Daniele Cardetta, coordinatore regionale della FGCI Piemonte- che nessuno sollevi la questione della salute dell'informazione in Italia. La gente deve sapere che l'Italia si posiziona al quarantesimo posto dopo la Bulgaria e la Corea del Sud nella classifica della libertà dell'informazione, e con questo decreto degno delle peggiori dittature oscurantiste, sicuramente faremo un bel balzo indietro in classifica" "Occorre spiegare con pazienza-conclude-quelle che saranno le implicazioni di questo decreto, il quale se dovesse diventare operativo permetterà a pochi di controllare le informazioni sul web, oscurando e facendo sparire tutto ciò che viene ritenuto lesivo per gli interessi di chi ben conosciamo. Confido nella forza del web e nella voglia di libertà e di informarsi degli italiani"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali Saluti&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;br /&gt;Coordinatore regionale FGCI Piemonte&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-9095085817557685679?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/9095085817557685679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/decreto-agcom-fgci-piemonte-censura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9095085817557685679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9095085817557685679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/decreto-agcom-fgci-piemonte-censura.html' title='DECRETO AGCOM, FGCI PIEMONTE: CENSURA INACCETTABILE'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dPbrdMRKNxc/Thof5XHWtcI/AAAAAAAAAiU/a4RuzRfKQOo/s72-c/FGCI.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2409643626063429582</id><published>2011-07-10T23:50:00.002+02:00</published><updated>2011-07-10T23:52:59.236+02:00</updated><title type='text'>I “TENTACOLI” DELL’ AGCOM PER CENSURARE LA RETE IMPEDIAMOLO!, tratto da http://www.federazionedellasinistra.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-b43Bw_ebYCM/Thoe_njpELI/AAAAAAAAAiE/ZVOKS6rqKuQ/s1600/italy_censura_internet_1_460x230.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 160px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-b43Bw_ebYCM/Thoe_njpELI/AAAAAAAAAiE/ZVOKS6rqKuQ/s320/italy_censura_internet_1_460x230.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627844762651922610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fra pochi giorni l’Autorità per le comunicazioni potrebbe votare un provvedimento che metterebbe il bavaglio alla rete, arrivando perfino a chiudere siti internet stranieri in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Inondiamo i membri dell’Autorità di messaggi per difendere la nostra libertà d’informazione su internet!&lt;br /&gt;Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all’informazione, e fra qualche giorno un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.&lt;br /&gt;L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero – da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! – in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.&lt;br /&gt;Non c’è tempo da perdere. La prossima settimana l’Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell’Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l’appello a tutti!&lt;br /&gt;http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl&lt;br /&gt;Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora, lontano dai riflettori, il governo ha la possibilità concreta di espandere i suoi tentacoli sulla rete, a meno che i cittadini non alzeranno la voce per fermarlo.&lt;br /&gt;La nuova regolamentazione permetterebbe all’Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright da siti internet italiani senza alcun controllo giudiziario. Ancora peggio, la pubblicazione di una canzone o di un testo sospetto potrebbero perfino portare alla chiusura di interi siti internet stranieri, inclusi siti d’informazione, portali di software libero, piattaforme video come YouTube o d’interesse pubblico come WikiLeaks.&lt;br /&gt;Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe di fatto poteri legislativi e giudiziari a un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada a un processo decisionale arbitrario e incontrollato. L’Autorità, nella speranza di passare inosservata, sta velocizzando al massimo la decisione, che è prevista per la prossima settimana.&lt;br /&gt;Ma insieme possiamo costruire un enorme grido pubblico e convincere i membri chiave dell’Autorità che sono ancora indecisi a opporsi alla regolamentazione e rimandare così la questione all’unico organo che ha i poteri costituzionali per legiferare sulla materia: il Parlamento. Manda un messaggio ora e inoltra l’appello il più possibile:&lt;br /&gt;http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl&lt;br /&gt;I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando così di imporre regole più strette di censura. Ma i cittadini stanno rispondendo, come in Gran Bretagna, dove l’opposizione dell’opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla rete. In Italia lo scorso anno siamo riusciti a fermare la “legge bavaglio” liberticida. Vinciamo di nuovo!&lt;br /&gt;FONTI&lt;br /&gt;Campagna di Agorà Digitale, Altroconsumo e altre associazioni contro la delibera AGCOM sulla rimozione automatica dei contenuti su internet:&lt;br /&gt;http://sitononraggiungibile.e-policy.it/&lt;br /&gt;6 luglio, muore il web italiano:&lt;br /&gt;http://espresso.repubblica.it/dettaglio/6-luglio-muore-il-web-italiano/2154694&lt;br /&gt;Agcom, si sveglia l’opposizione politica: “Modifica diritto d’autore spetta al Parlamento”:&lt;br /&gt;http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=1219&amp;ID_sezione=&amp;sezione=&lt;br /&gt;Internet: Fini su delibera Agcom, no ai paletti, si tuteli la libertà:&lt;br /&gt;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Internet-Fini-su-delibera-Agcom-no-ai-paletti-si-tuteli-la-liberta_312189942267.html&lt;br /&gt;D’Angelo (Agcom): “La libertà non è un procedimento amministrativo”:&lt;br /&gt;http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/12/15/dangelo-agcom-il-decreto-romani-un-errore-aver-paura-della-liberta/&lt;br /&gt;Delibera n. 668/10/CONS dell’Agcom, Lineamenti di provvedimento concernente l’esercizio delle competenze dell’Autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica:&lt;br /&gt;http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=5415&lt;br /&gt;Il governo britannico pronto a rivedere i suoi piani per bloccare i siti che violano il copyright (in inglese):&lt;br /&gt;http://www.computerweekly.com/Articles/2011/02/02/245187/Government-to-review-plans-to-block-copyright-infringing.htm&lt;br /&gt;Sostieni il nostro lavoro!&lt;br /&gt;Avaaz.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2409643626063429582?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2409643626063429582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/i-tentacoli-dell-agcom-per-censurare-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2409643626063429582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2409643626063429582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/i-tentacoli-dell-agcom-per-censurare-la.html' title='I “TENTACOLI” DELL’ AGCOM PER CENSURARE LA RETE IMPEDIAMOLO!, tratto da http://www.federazionedellasinistra.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-b43Bw_ebYCM/Thoe_njpELI/AAAAAAAAAiE/ZVOKS6rqKuQ/s72-c/italy_censura_internet_1_460x230.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8668390920764515606</id><published>2011-07-10T23:46:00.001+02:00</published><updated>2011-07-10T23:48:41.754+02:00</updated><title type='text'>Grecia: la situazione si fa sempre più esplosiva</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-73yRlOXxfzY/ThoeNdNmWRI/AAAAAAAAAh8/63smvvgbY-A/s1600/scontri_grecia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 197px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-73yRlOXxfzY/ThoeNdNmWRI/AAAAAAAAAh8/63smvvgbY-A/s320/scontri_grecia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627843900881656082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti hanno visto l’evolversi della situazione greca negli ultimi tempi, con particolare attenzione alla votazione in Parlamento delle misure di austerity per riuscire a ottenere gli investimenti necessari a evitare la bancarotta. Il popolo greco ha reagito con scioperi generali partecipati e con scontri, anche duri, con le forze dell’ordine, registratesi un pò in tutti i grandi centri ma soprattutto ad Atene, dove nella centrale Piazza Syntagma sono avvenuti quelli più intensi. L’allarme ora nel paese ellenico è molto alto, ancor più che i casi di cittadini che attaccano fisicamente e offendono i politici stanno crescendo giorno dopo giorno, specialmente contro i parlamentari del Pasok, il partito socialista al governo ritenuto responsabile di aver votato in favore del” Programma Economico di Medio Termine” lanciato da Atene in collaborazione con i creditori del paese ellenico.&lt;br /&gt;Si parla di più di ottanta casi di politici che hanno lamentato attacchi di vario genere da cittadini indignati, mentre la temperatura dello scontro politico si sta alzando pericolosamente per via di toni sempre più duri utilizzati nel confronto tra il Pasok e gli altri partiti alla sua sinistra come il Syriza e il Kke.  Il Pasok continua ad accusare il piccolo partito Syriza e il suo leader, Alexis Tsipiras, di istigare alla violenza contro i parlamentari; al contrario Tsipiras non solo restituisce al mittente le accuse, ma incolpa il Pasok di voler minimizzare le violenze commesse dalla polizia contro i dimostranti nelle scorse settimane.&lt;br /&gt;Nella giornata di oggi la questione dovrebbe essere trattata dal Consiglio dei ministri riuniti, e secondo i giornali il premier Giorgio Papandreou potrebbe decidere di fare un appello a tutti i partiti presenti in Parlamento ad assumersi le loro responsabilità in un momento così difficile per il paese ellenico. Il premier esorterà  i politici a cercare di evitare dichiarazioni capaci di fomentare l’indignazione dei cittadini, e nel contempo si rivolgerà anche ai cittadini greci, invitandoli a smettere gli attacchi contro i politici e le forze dell’ordine. Ma che la temperatura sia alta, e i timori per una esclation esistano e siano reali, è provato dalle misure di sicurezza che sono state intensificate dalla polizia intorno alle residenze dei politici; per esempio il ministro Christos Papoutsis avrebbe ricevuto serie minacce contro membri della sua famiglia.&lt;br /&gt;L’esasperazione di una vasta parte del popolo greco è del resto comprensibile, soprattutto alla luce degli ingenti tagli varati da Atene. La sensazione è che per Giorgio Papandreou non siano affatto passati i momenti più difficili, e anzi probabilmente verrà chiamato nei prossimi mesi a gestire situazioni ancora più drammatiche e pericolose per la sicurezza e per la stabilità interna del paese ellenico.&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8668390920764515606?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8668390920764515606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/grecia-la-situazione-si-fa-sempre-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8668390920764515606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8668390920764515606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/grecia-la-situazione-si-fa-sempre-piu.html' title='Grecia: la situazione si fa sempre più esplosiva'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-73yRlOXxfzY/ThoeNdNmWRI/AAAAAAAAAh8/63smvvgbY-A/s72-c/scontri_grecia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5751914187206317147</id><published>2011-07-10T23:44:00.001+02:00</published><updated>2011-07-10T23:46:35.858+02:00</updated><title type='text'>Il comunismo torna d’attualità?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-_FrOl6bHmNo/Thodt1YSXOI/AAAAAAAAAh0/GnH1dmhyEco/s1600/olivierodiliberto3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_FrOl6bHmNo/Thodt1YSXOI/AAAAAAAAAh0/GnH1dmhyEco/s320/olivierodiliberto3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627843357613120738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;23 giu. Dopo molti anni di arretramento e di forzata marginalità, la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) si è finalmente in parte rilanciata in occasione delle ultime elezioni ammistrative, dove è risultata decisiva per la vittoria di Pisapia a Milano, e di De Magistris a Napoli. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, ha recentemente lanciato una nuova avventura editoriale insieme a Fausto Sorini del Pdci, e a Vladimiro Giacchè, economista marxista, un libro chiamato con il titolo esemplificativo di “Ricostruire il partito comunista”. Il libro è stato il frutto di una duratura e intensa rilfessione, ed è stato pensato e concepito per coloro i quali non si sono rassegnati a una marginalità delle teorie marxiste, e anzi ne vedono maturi i tempi per un loro pronto rilancio. La fatica di  Diliberto, Sorini e Giacchè è stata promossa in giro per l’Italia, con un tour ignorato dai mass media, che sta però riempiendo le sale, facendo letteralmente il tutto esaurito nelle librerie, un risultato del tutto inatteso anche per gli stessi ideatori.&lt;br /&gt;Per la prima edizione sono state stampate ben 3.500 copie, subito andate a ruba, e per questo dopo solo un mese è già stata prevista la ristampa del volume. Nessuno avrebbe previsto un successo simile, un successo editoriale e politico che potrebbe anche sbarcare all’estero, come riferito dallo stesso Diliberto, che ha investito molto del suo tempo proprio in questo progetto:«Il successo ha sorpreso anche noi; tra i tanti che affollano le presentazioni ci sono molti giovani che non hanno conosciuto il partito comunista e si dimostrano interessati. E poi, abbiamo ricevuto inviti per andare a parlarne a Parigi, Bruxelles, Lisbona, Atene e Nicosia».  Il libro fornisce un interessante analisi e disamina economica e sociale degli ultimi vent’anni, applicando i paradigmi del marxismo al mondo in cambiamento del XXI secolo, e fornendo una piattaforma di concetti, dati e strumenti di primordine per comprenderne la profonda complessità.&lt;br /&gt;Per la prima volta si forniscono nuovi elementi a una discussione, quella riguardo al comunismo, data per morente con troppo anticipo (almeno secondo gli autori del libro).  Lo stesso Diliberto chiosa a riguardo che:«tutti si aspettavano che dopo la caduta del muro di Berlino, il comunismo fosse finito in tutto il mondo e invece dalla Cina al Sudafrica e a gran parte dell’America latina, i comunisti sono al governo»; e  il segretario del Pdci vede anche per l’Italia la possibilità di un rilancio per quelle forze che si dichiarano ancora, nonostante tutto, comuniste: «Credo che i margini per una formazione comunista a sinistra della sinistra moderata ci siano, innanzitutto tra noi e Rifondazione. Basti pensare che alle ultime amministrative ci siamo presentati insieme, con falce e martello nel simbolo e senza avere nessuna visibilità rispetto a Sel di Nichi Vendola, siamo stati altrettanto determinanti».&lt;br /&gt;Insomma un successo editoriale da tenere d’occhio, e un lavoro di tutto rispetto che merita senza ombra di dubbio tutto l’interesse di simpatizzanti, curiosi e studiosi.&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5751914187206317147?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5751914187206317147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/il-comunismo-torna-dattualita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5751914187206317147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5751914187206317147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/07/il-comunismo-torna-dattualita.html' title='Il comunismo torna d’attualità?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_FrOl6bHmNo/Thodt1YSXOI/AAAAAAAAAh0/GnH1dmhyEco/s72-c/olivierodiliberto3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2543959173460840858</id><published>2011-06-26T22:03:00.002+02:00</published><updated>2011-06-26T22:04:10.734+02:00</updated><title type='text'>Continua la protesta degli Indignados</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-p_6vt6Y7OFI/TgeQtxh96WI/AAAAAAAAAhs/0PonusjMWdY/s1600/Indignados1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-p_6vt6Y7OFI/TgeQtxh96WI/AAAAAAAAAhs/0PonusjMWdY/s320/Indignados1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622621775859673442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Hanno gremito le piazze di mezza Spagna, gli ormai famosi “indignados” che hanno fatto parlare di loro in tutta Europa, e ora sono passati alla seconda fase della loro lotta politica, sicuramente la più faticosa e dura. Questa mattina infatti una cinquantina di “indignados” ha lasciato a piedi Barcellona, munita solamente di sacco a pelo, con l’intento di raggiungere a piedi Madrid in un mese. Un viaggio durissimo nel quale i manifestanti via via accompagnati e raggiunti da altri ragazzi, con i quali convergeranno per il 24 luglio proprio a Madrid, dove è stata organizzata una grande manifestazione nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Barcellona a Madrid ci sono 652 chilometri, un percorso davvero difficile soprattutto perchè verrà affrontato sotto la calura estiva da quella che si preannuncia come una vera e propria marcia popolare. Altri manifestanti hanno già lasciato Valencia e Cadice, e stanno marciando a piedi a loro volta verso Madrid. Secondo uno degli organizzatori, chiamato David, questa marcia sarà «una nuova tappa per far recepire l’indignazione, perchè crediamo che camminare sia un modo per scambiarsi idee, per ascoltare, per costruire dei domani allo stesso tempo numerosi e diversi, uniti dalla stessa indignazione». Ogni sera, al termine della marcia diurna, si terrà un’assemblea, e la colonna farà tappa in più di 29 paesi e città al fine di aggregare altre persone alla marcia verso Madrid. Quello degli “indignados” è un fenomeno che dalla Spagna si è diffuso anche in Grecia, dove peraltro esistevano già movimenti di questo tipo creatosi nei duri mesi di tagli imposti dal governo, ed è stato esportato per certi versi anche in Francia. Bisognerà seguire con viva attenzione la manifestazione del 24 luglio per valutare che prospettive sociali e politiche potranno portare con sè questi “indignados” spagnoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2543959173460840858?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2543959173460840858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/continua-la-protesta-degli-indignados.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2543959173460840858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2543959173460840858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/continua-la-protesta-degli-indignados.html' title='Continua la protesta degli Indignados'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-p_6vt6Y7OFI/TgeQtxh96WI/AAAAAAAAAhs/0PonusjMWdY/s72-c/Indignados1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-9079885798145941262</id><published>2011-06-20T18:47:00.003+02:00</published><updated>2011-06-20T18:49:33.316+02:00</updated><title type='text'>Trovato nuovo diario del "Che"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_79zpKDFTV0/Tf96F3akrxI/AAAAAAAAAhk/hpT7IIeEb0A/s1600/che%2Bguev71.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 257px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_79zpKDFTV0/Tf96F3akrxI/AAAAAAAAAhk/hpT7IIeEb0A/s320/che%2Bguev71.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620345101175009042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;20 giu. Tutti conoscono le gesta di uno dei personaggi più affascinanti e amati del XX secolo, stiamo parlando di Ernesto “Che” Guevara, il famosissimo medico argentino che legò il suo destino a quello di Fidèl Castro e della Rivoluzione cubana del 1959. Oggi, grazie ad alcuni appunti che si pensavano perduti e sono invece stati ritrovati e tradotti, è stato pubblicato un nuovo diario che racconta proprio degli anni della guerriglia a Cuba. I ricercatori che si sono occupati di questo lavoro hanno dovuto impiegare anni per decifrare la scrittura a mano dell’icona rivoluzionaria, ma il frutto del loro lavoro è  un diario che parla dei tre anni di guerriglia contro l’allora presidente Fulgencio Batista. Il diario, per l’appunto, offre un resoconto dettagliato e ricco di particolari della guerriglia sulla Sierra Maestra e della marcia effettuata dai rivoluzionari dalla parte meridionale del paese verso L’Havana, senza trascurare anche curiosità e particolari sulla complessa relazione tra il “Che” e Fidèl Castro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo libro è stato edito dal ” Che Guevara Studies Centre”, brillantemente diretto dalla sua vedova, Aleida March, la quale sostiene che con questo ultimo lavoro i lettori potranno realmente affacciarsi dentro la mente del “Che”, apprendendone i timori e le speranze, e comprendendo effettivamente il suo modo di pensare e di relazionarsi con la vita. Alcune delle note contenute nel diario in questione erano state usate da Che Guevara nel suo racconto del 1963 sulla campagna della Sierra Maestra: “Episodi della guerra rivoluzionaria cubana”, ma questi diari non erano mai stati trovati e si credevano perduti. I ricercatori hanno voluto sottolineare che la pubblicazione di queste note scritte a mano è stata ritardata in quanto mancavano alcuni fogli e lo scritto era assai difficile da decifrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di ormai 44 anni dalla morte del “Che” in Bolivia, il suo mito e il suo ricordo sono ancora vivissimi in tutto il mondo, tanto che continua a essere uno dei personaggi più amati dai giovani e dai rivoluzionari. La speranza è che questo nuovo diario possa tenere acceso il dibattito e l’attenzione su un personaggio forse sin troppo famoso e noto per il suo carisma e il suo appeal, e troppo poco conoscuto invece per quanto riguarda il suo pensiero, il suo lavoro, e le sue teorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-9079885798145941262?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/9079885798145941262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/trovato-nuovo-diario-del-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9079885798145941262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9079885798145941262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/trovato-nuovo-diario-del-che.html' title='Trovato nuovo diario del &quot;Che&quot;'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_79zpKDFTV0/Tf96F3akrxI/AAAAAAAAAhk/hpT7IIeEb0A/s72-c/che%2Bguev71.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3072967480862455020</id><published>2011-06-20T18:45:00.000+02:00</published><updated>2011-06-20T18:46:52.668+02:00</updated><title type='text'>Venti di guerra tra le due Coree</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-TTQcjTzSgcE/Tf95b8UrmuI/AAAAAAAAAhc/1yXntsvOIkk/s1600/border-between-north-and-south-korea.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 175px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-TTQcjTzSgcE/Tf95b8UrmuI/AAAAAAAAAhc/1yXntsvOIkk/s320/border-between-north-and-south-korea.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620344380937968354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mondo in questo 2011 si presenta instabile come mai lo era stato almeno da vent’anni a questa parte; le aree di instabilità aumentano sempre di più, basti pensare al Nord Africa, che fino a tutto il 2010 rientrava nelle zone considerate “stabili” del pianeta. Una delle aree maggiormente instabili che rischia continuamente di precipitare in un conflitto armato pericoloso è proprio quella delle due Coree, che restano divise ormai dal lontano 1953, data in cui venne firmato tra la Corea del Sud e quella del Nord l’armistizio di Panmunjeon, il quale smilitarizzava la penisola coreana senza però sancire un vero trattato di pace. Negli ultimi anni abbiamo assistito a continui incidenti tra i due paesi, i quali spesso hanno rischiato una vera escalation di violenza incontrollabile che però non sarebbe stata voluta da nessuno, menchemmeno dalla Cina, la quale continua a sostenere il governo di Pyongyang con forniture di vario tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa un nuovo incidente ha ulteriomente aumentato la tensione tra i due paesi; venerdì infatti un jet sudcoreano stava per atterrare all’aereoporto internazionale di Seoul, abbastanza vicino al confine con la Nord Corea, quando è stato oggetto di colpi da arma da fuoco da parte dei marines. Fortunatamente il velivolo civile, che trasportava ben 119 persone, non ha subito danneggiamenti ed è riuscito comunque ad atterrare senza avere feriti a bordo. Questo incidente, l’ennesimo, mostra come sia alta la tensione al confine tra le due Coreee, dove si trovano soldati pesantemente armati da entrambi le parti, aumentando il rischio di incidenti e di errori. Il personale di difesa militare e dell’aviazione civile non ha potuto commentare immediatamente l’accaduto di venerdì, anche se una fonte della compagnia aerea del velivolo confermerebbe che i marines avrebbero sparato con armi leggere contro uno degli aerei provenienti a Seoul dalla Cina, e che non vi sarebbero stati danneggiamenti. In base a quanto si è potuto comprendere a qualche giorno dall’incidente due marines che stazionavano nell’isola di Gyodong avrebbero sparato alla volta dell’aereo che procedeva in direzione dell’ areoporto internazionale Incheon di Seoul, scambiandolo per un aereo militare nordcoreano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aereoporto di Incheon si trova a sole 25 miglia a sud dal confine con la Nord Corea, e la compagnia aerea non avrebbe riscontrato alcuna irregolarità nella rotta dell’aereo. Intanto arrivano anche notizie relative a un altro incidente, quello riguardante un gruppo di nordcoreani che aveva passato la frontiera verso la Corea del Sud in barca lo scorso week-end, sembra che la Sud Corea abbia deciso di non rimandarli indietro dicendo che tutti e nove i profughi si sarebbero rifiutati di fare ritorno a Pyongyang, forse avendo paura di eventuali probabili rappresaglie. La Nord Corea aveva ovviamente subito chiesto il rientro immediato dei nove profughi che erano sbarcati sabato scorso su un’isola sudcoreana a bordo di due piccole imbarcazioni, e preso atto del rifiuto di Seoul, ha ammonito che questo sarebbe un episodio che potrebbe aggravare le relazioni tra due Coree,il che essendo tali relazioni già ai minimi storici, può voler dire solo la possibile dichiarazione di un conflitto armato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si aggiunga anche il fatto che la Nord Corea all’inizio del mese si era formalmente lamentata del fatto che i soldati sudcoreani usassero fotografie del leader Kim Jong Il e della sua famiglia per le esercitazioni di tiro, e che Seoul continua ad avere rimostranze nei confronti di Pyongyang a causa dei due attacchi che avrebbero provocato almeno 50 morti tra i sudocreani lo scorso anno. La sensazione è che senza un continuo richiamo alla calma e al controllo dei nervi, prima o poi possa scoppiare un vero e proprio conflitto armato tra i due paesi, e che questo potrebbe facilmente sfuggire di mano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3072967480862455020?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3072967480862455020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/venti-di-guerra-tra-le-due-coree.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3072967480862455020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3072967480862455020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/venti-di-guerra-tra-le-due-coree.html' title='Venti di guerra tra le due Coree'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-TTQcjTzSgcE/Tf95b8UrmuI/AAAAAAAAAhc/1yXntsvOIkk/s72-c/border-between-north-and-south-korea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6135659607203843562</id><published>2011-06-16T19:02:00.001+02:00</published><updated>2011-06-16T19:03:41.286+02:00</updated><title type='text'>Afghanistan: continua la guerra ai civili</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-dkh_nPP3Fq4/Tfo3aZAKffI/AAAAAAAAAhU/r-vWEmgi0u0/s1600/us_army_afghanistan_2006.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dkh_nPP3Fq4/Tfo3aZAKffI/AAAAAAAAAhU/r-vWEmgi0u0/s320/us_army_afghanistan_2006.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618864411625815538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di anni, da quando gli Stati Uniti hanno deciso di invadere l’Aghanistan dando avvio alla ormai famosa “guerra al terrore”, ne sono passati dieci. Eppure la guerra afghana non è ancora finita, come testimonia l’elevatissimo tributo di sangue che viene pagato dalla popolazione civile del paese. Il recente aumento di uccisioni di civili in Afghanistan solleva a questo punto alcuni interrogativi di fondo: come mai il numero di civili uccisi è aumentato nel corso del conflitto anzichè diminuire dopo le fasi più acute della guerra?. Al Pentagono, ovviamente, parlano di incidenti, di errori di guerra e di “effetti collaterali”, accusando quindi i guerriglieri afghani di ingaggiare battaglia volontariamente in aree piene di civili, costringendo gli americani a rispondere al fuoco. Infine, molti analisti americani accusano i guerriglieri di convertire al fondamentalismo islamico gli abitanti dei villaggi, costringendo la Nato a uccidere civili in modo che essi diventino poi martiri da utilizzare come dispositivo di reclutamento. Ma allora, la guerra che ci è stata descritta da Nato e Usa in Afghanistan è una guerra ben diversa da quella che effettivamente viene combattuta da dieci anni a questa parte, in quanto non sarebbe una guerra al “terrore”, cioè ad alcuni gruppi terroristici che utilizzano alcune basi logistiche in Afghanistan, bensì una guerra totale vera e propria vista la costante promiscuità tra guerriglieri e popolazione.&lt;br /&gt;Del resto il modus operandi della Nato in Afghanistan prevede tranquillamente la possibilità di sacrificare anche parecchi civili al fine di uccidere un singolo o pochi sospetti combattenti, un modo di operare molto più vicino a una guerra di occupazione che a una operazione umanitaria o di polizia internazionale. La realtà sembra essere che gli americani e la Nato starebbero ormai combattendo una guerra “contro” il popolo afghano, dato che i legami personali di solidarietà tra i combattenti e la popolazione civile sono troppo profondi per essere schematizzati a tavolino nella Casa Bianca. Ecco quindi che situazioni  considerate sospette, come ad esempio riunioni di famiglia (spesso confuse  con riunioni di terroristi), o carovane commerciali (spesso confuse con missioni di contrabbandieri),  vedono intervenire i militari americani con conseguenze drammatiche.E’ chiaro che delle forze di occupazione che hanno interessi profondamente diversi da quelli di milioni di cittadini afghani, non possono che non riuscire a relazionarsi con esse, continuando a parlare due lingue diverse che non si incontreranno mai, facendo precipitare la situazione nella violenza.&lt;br /&gt;Spesso civili e combattenti dunque sono indistinguibili, anche perchè la maggior parte dei combattenti afghani possiede una famiglia, coltiva terreni agricoli, e magari alleva anche bestiame, frequentando spazi sociali come moschee e piazze cittadine, mettendo quindi a repentaglio l’incolumità di tutta la popolazione. I civili- combattenti sono purtroppo un fenomeno popolare di massa, come evidenziato dal fatto che non sono bastati dieci anni di guerra per piegare la resistenza afghana, segno evidente che i cosiddetti gruppi fondamentalisti non sono isolati dal resto della popolazione come si pensava, altrimenti sarebbero stati piegati molto prima essendo in una condizione di soverchiante inferiorità numerica e di mezzi. Vista questa difficile situazione, forse la Nato dovrebbe considerare al più presto un disimpegno dall’Afghanistan, in quanto stando così le cose sembrerebbe sempre di più una guerra impossibile da vincere, dove gli unici a cadere e a pagare il conto sarebbero civili innocenti, già peraltro duramente provati da dieci anni di sofferenze.&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6135659607203843562?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6135659607203843562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/afghanistan-continua-la-guerra-ai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6135659607203843562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6135659607203843562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/afghanistan-continua-la-guerra-ai.html' title='Afghanistan: continua la guerra ai civili'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dkh_nPP3Fq4/Tfo3aZAKffI/AAAAAAAAAhU/r-vWEmgi0u0/s72-c/us_army_afghanistan_2006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5878522832601118651</id><published>2011-06-15T18:37:00.001+02:00</published><updated>2011-06-15T18:38:50.138+02:00</updated><title type='text'>Grecia: rabbia e malcontento contro i tagli del governo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-JjhBVoB8UVs/TfjgE4JLRZI/AAAAAAAAAhM/bFH_ewJyA_c/s1600/aussteiryyys.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 160px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-JjhBVoB8UVs/TfjgE4JLRZI/AAAAAAAAAhM/bFH_ewJyA_c/s320/aussteiryyys.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618486909539665298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Malcontento in Grecia a causa delle misure indiscriminate di austerità che il  governo socialista dovrebbe varare entro la fine del mese. I trasporti e i servizi pubblici infatti nella giornata di oggi si fermeranno per uno sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati. Saranno interessate dallo sciopero anche banche, scuole, uffici e servizi pubblici, tra cui anche gli ospedali, i quali rimarranno operativi solo per quanto riguarda le emergenze. Persino i giornalisti hanno deciso di aderire allo sciopero, promuovendo un silenzio stampa informativo a partire da questa mattina; i traghetti rimarranno fermi nei porti per tutta la giornata, anche se almeno i voli saranno operativi dato che i controllori di volo hanno scelto di non aderire allo sciopero nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sciopero è stato indetto mentre il parlamento si accinge ormai ad approvare una manovra di auserity da almeno 28 miliardi di euro, una cifra enorme che porterà a tagli rilevanti alla spesa pubblica e ad aumenti di tasse consistenti almeno fino al 2015. Queste misure di austerità saranno necessarie al fine di riuscire a ricevere il prestito internazionale da 110 miliardi di dollari, prestito in grado di poter salvare l’economia greca, già duramente provata dalla crisi. Come se non bastasse, inoltre, il governo socialista avrebbe intenzione anche di varare una privatizzazione da 50 miliardi di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, fin dalle prime ore del mattino, migliaia di lavoratori, studenti e pensionati si sono sistemati in attesa proprio di fronte al parlamento, dove da settimane centinaia di attivisti hanno allestito gazebi e sit-in. L’obiettivo dei manifestanti sarebbe quello di tentare di impedire ai deputati di entrare in aula per il dibattito sulle misure si austerity, e per far comprendere il clima di incertezza che si respira ad Atene, il ministro socialista dello Sport, Giorgios Liannis, si è dimesso dal suo incarico per proteste. Del resto il partito socialista di Papandreou è spaccato al suo interno riguardo a queste misure di lacrime e sangue, il deputato Alexandros Athanassiadis infatti ha annunciato che intende votare contro le nuove misure, e diversi suoi colleghi hanno condiviso le sue perplessità sul pacchetto “austerity”. La sensazione è che di fronte a questi tagli ingenti e indiscriminati, le proteste potrebbero riaccendersi mettendo in seria difficoltà il governo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5878522832601118651?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5878522832601118651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/grecia-rabbia-e-malcontento-contro-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5878522832601118651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5878522832601118651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/grecia-rabbia-e-malcontento-contro-i.html' title='Grecia: rabbia e malcontento contro i tagli del governo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-JjhBVoB8UVs/TfjgE4JLRZI/AAAAAAAAAhM/bFH_ewJyA_c/s72-c/aussteiryyys.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5530074131182984521</id><published>2011-06-14T17:10:00.002+02:00</published><updated>2011-06-14T17:11:04.515+02:00</updated><title type='text'>Cina: Il Partito Comunista festeggia il novantesimo anniversario nel segno della riscoperta di Mao</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-bs_2ewFDs1g/Tfd5--QForI/AAAAAAAAAhE/8WHspk4X21Y/s1600/Communist_Party_Chongqing_Bo_Xilai.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bs_2ewFDs1g/Tfd5--QForI/AAAAAAAAAhE/8WHspk4X21Y/s320/Communist_Party_Chongqing_Bo_Xilai.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618093182937309874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per quanto ai più sembri bizzarro, se non grottesco, che alla guida della nazione emergente più potente e con più prospettive di crescita al mondo ci sia un partito che si dichiara ancora, orgogliosamente  comunista nel XXI secolo, questo corrisponde indubitabilmente alla realtà. Il Partito Comunista Cinese infatti, celebra proprio quest’anno il novantesimo anniversario della sua fondazione, e coglie l’occasione per ribadire di fronte al mondo i passi in avanti fatti dalla Cina in quest’ ultimo  periodo. Con l’approssimarsi dell’anniversario della fondazione del Partito, avvenuta il 1 luglio 1921, il governo municipale di Pechino ha già cominciato a invitare i giornalisti stranieri per farli assistere all’esibizione patriottica, che sarà sicuramente uno spettacolo curato nei minimi particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione dell’anniversario della fondazione del Partito sarà comunque l’occasione per prepararsi opportunamente al cambio della guardia in seno ai quadri dirigenti, dato che tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 , l’attuale gruppo dirigente dovrebbe andare in pensione, lasciando quindi spazio a una nuova generazione di statisti, tra i quali svetta per spessore e popolarità Bo Xilai, 62 enne figlio di Bo Yibo, uno degli esponenti più noti del Partito. Bo Xilai è riuscito a farsi apprezzare in Cina per la sua lotta aspra e spietata alla mafia e ai suoi legami sempre più stretti con la politica, ma non è questo lato che lo rende interessante alla luce del Novantesimo del Partito. Bo Xilai infatti ha coniugato da sempre alla lotta alla mafia anche  la riscoperta dell’ideologia comunista, secondo molti lasciata un pò da parte dalle scelte di Pechino degli ultimi quindici anni.  Bo Xilai è attivissimo nell’organizzare e guidare assemblee e convegni nei quali si cantano canzoni rivoluzionarie e “rosse”, inoltre ha anche fatto sì che venissero introdotte alcune trasmissioni considerate “patriottiche” sulle reti televisive statali. Bo Xilai infine gestisce anche numerosi microblog “rossi”, i sostituti cinesi dei social network, di quali esalta la figura di Mao Zedong, invitando a riflessioni e a discussioni sui suoi insegnamenti, ritenuti ancora attualissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaramente in questo Novantesimo sarà centrale l’imponente figura di Mao Zedong, sul quale il Partito ha deciso di investire a piene mani tanto che una delle caratteristiche delle celebrazioni sarà proprio la riscoperta del “Grande Timoniere”, colui che ha legato il comunismo a doppio filo con il destino della Cina contemporanea. Dopo che negli ultimi vent’anni il pensiero e l’operato di Mao erano stati sottoposti a dure critiche, spesso costruttive, ecco che all’interno del Partito Comunista Cinese sta prendendo importanza e potere una delle fazioni piu “rosse” che si riconoscono maggiormente proprio nel Grande Timoniere. Sarà molto interessante seguire il dibattito che si animerà in occasione delle celebrazioni del novantesimo per sapere come il Partito Comunista Cinese intenderà coniguare la sua impronta marxista con la grande e sostenuta crescita dell’economia cinese, una economia che potrebbe portare il colosso cinese a superare quella degli Stati Uniti nei prossimi dieci anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5530074131182984521?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5530074131182984521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/cina-il-partito-comunista-festeggia-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5530074131182984521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5530074131182984521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/cina-il-partito-comunista-festeggia-il.html' title='Cina: Il Partito Comunista festeggia il novantesimo anniversario nel segno della riscoperta di Mao'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bs_2ewFDs1g/Tfd5--QForI/AAAAAAAAAhE/8WHspk4X21Y/s72-c/Communist_Party_Chongqing_Bo_Xilai.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1285548636119351191</id><published>2011-06-13T12:04:00.001+02:00</published><updated>2011-06-13T12:05:59.617+02:00</updated><title type='text'>Smascherata l’ennesima truffa, due americani dietro il blog della lesbica siriana.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3wNk74wZ6ag/TfXg9KcamwI/AAAAAAAAAg8/reAOMUYe5P0/s1600/amina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3wNk74wZ6ag/TfXg9KcamwI/AAAAAAAAAg8/reAOMUYe5P0/s320/amina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617643451594742530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;13 giu. La notizia ha dell’ incredibile, eppure riceve conferme da più fonti e dunque merita un approfondimento adeguato. Sto parlando del caso di Amina Arraf, una blogger siriano-americana, una ragazza lesbica e naturalmente dissidente, dotata di un talento straordinario nella scrittura. Questa fantomatica ragazza ha fatto parlare di sè sul web e sui media internazionali, assurgendo un pò a piccolo mito, tanto che da tutto il mondo migliaia di persone cliccavano sul fortunato blog “A gay girl in Damascus” per leggerne le riflessioni e le opinioni su quanto stava accadendo in Siria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana scorsa è arrivata però la svolta, migliaia di persone si sono collegate come di consueto al blog della presunta dissidente e hanno constatato con enorme sdegno e stupore che la presunta cugina di Amina ne aveva denunciato la sparizione sul blog. Ovviamente la notizia della sparizione della ragazza ha lasciato tutti con il fiato sospeso, e migliaia di persone hanno commentato su vari forum online la vicenda, cercando di immaginare in chissà quale carcere del regime di Assad dovesse essere stata trasportata. Lo sdegno per la sparizione della povera dissidente ha raggiunto livelli altissimi, tanto che si sono creati dei gruppi spontanei su internet per ottenere la sua liberazione che hanno raggiunto anche 15mila iscritti. Come se non bastasse persino il dipartimento di Stato americano si sarebbe mosso per cercare questa fantomatica dissidente, o perlomeno la sua presunta famiglia che secondo quando riferito dal blog constava di una madre americana e di un padre siriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa ancora più grottesca è che anche dei media  importanti come il Guardian, il New York Times, e persino la Cnn, abbiano intervistato Amina tramite email, dandole un risalto da prima pagina e rendendola una star, senza però cercare in alcun modo di verificare l’esistenza e l’identità della presunta blogger. Qualcuno meno sprovveduto ha subito dubitato della vicenda, come Andy Carvin di Npr, e ha cominciato a chiedersi come mai non venisse trovato alcun riscontro nella vita reale riguardo all’esistenza di Amina, e come mai nessuno la conoscesse a Damasco. Indagini più approfondite hanno poi portato a scoprire che le presunte foto di Amina erano in realtà foto di una ignara ragazza inglese, rubate e spacciate per quelle della fantomatica lesbica siro-americana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto le indagini sono continuate concentrandosi sugli indirizzi proxy da cui la presunta ragazza postava i blog, e hanno portato a risalire ad un unica persona: Tom MacMaster. Costui, un americano di 40 anni, sta seguendo un master in studi orientali a Edimburgo, in Scozia, confermando così le tracce cibernetiche del blog di Amina, le quali portavano proprio in Scozia. MacMaster è sposato con Britta Froelicher, un’attivista di un’associazione americana per la pace in Medio Oriente, nonchè un’attenta osservatrice delle questioni siriane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque Amina non solo non esisteva, ma non era nemmeno una donna, nè tantomento una lesbica. Amina era un uomo di quarant’anni, responsabile di aver rubato una ragazza inglese della sua foto tramite facebook e di aver risposto a decine di interviste via email fingendo di essere una persona che non esiste. Smascherato, MacMaster ha cercato di arrampicarsi sugli specchi postando un ultimo post sul blog della ragazza virtuale, chiedendo scusa ai lettori e cercando di spiegare di aver raccontato questo castello di bugie solo col nobile proposito di sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale ai problemi del Medio Oriente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ennesimo caso di bufala mediatica, una bufala che ha coinvolto media e migliaia di internauti, dovrebbe fare riflettere sull’uso sempre più sconsiderato che viene fatto dall’ informazione del mezzo di internet. Chiunque, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo del mondo, può crare con pochi gesti un blog e può gestirlo stando comodamente a casa comunicando contemporaneamente con migliaia e migliaia di persone. E’ chiaro che il rischio che possano esserci dei millantatori è altissimo, ed è grottesco che alcuni giornalisti predano per vera qualsiasi notizia di un certo tipo che compaia sulla rete; basta che vi sia una notizia che tocchi argomenti sentiti da milioni di persone che si prendono per vere le bufale più incredibili, peraltro verificabili con poche mosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre migliaia di internauti si stracciavano le vesti per la povera Amina, rinchiusa in chissà quale duro carcere di Damasco, ecco che nella realtà i soldati siriani la repressione la facevano per davvero, e questa volta non vi era nessun blog che raccontasse delle  sofferenze e della prigionia patite da centinaia di dissidenti, quelli veri però. La loro vita però è forse troppo ordinaria per interessare il palato fine del pubblico occidentale, abituato con il caso della blogger lesbica a storie mirabolanti capaci di commuovere milioni di persone, e forse, in fin dei conti, preconfezionate. In un mondo in cui tutto è collegato da internet, e in cui le sofferenze e il dolore di popolazioni martoriate può raggiungere tutte le case in pochi secondi, ecco emergere una nuova patologia dell’informazione: la creazione di profili inventati che servano a canalizzare la sensibilità di milioni di persone verso una direzione precisa. In Sudan, in Africa, in altri paesi martoriati dalla guerra, dalla povertà, e dalla fame, aspettano con fiducia la loro “Amina”, per un pò di attenzione e un pò di compassione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1285548636119351191?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1285548636119351191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/smascherata-lennesima-truffa-due.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1285548636119351191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1285548636119351191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/smascherata-lennesima-truffa-due.html' title='Smascherata l’ennesima truffa, due americani dietro il blog della lesbica siriana.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3wNk74wZ6ag/TfXg9KcamwI/AAAAAAAAAg8/reAOMUYe5P0/s72-c/amina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4658643866023250690</id><published>2011-06-12T13:13:00.000+02:00</published><updated>2011-06-12T13:14:36.179+02:00</updated><title type='text'>Nasce la guerra cibernetica: Fmi sotto attacco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ALhmha0DDUI/TfSflEUGTmI/AAAAAAAAAg0/7qEn4owqs18/s1600/Computer-Hackers1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 212px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ALhmha0DDUI/TfSflEUGTmI/AAAAAAAAAg0/7qEn4owqs18/s320/Computer-Hackers1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617290094399868514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i vari tipi di terrorismo e di guerra del XXI secolo, in molti hanno già espresso il fondato giudizio di includere anche quelli di tipo cibernetico e informatico; nella società globalizzata e informatizzata dei nostri tempi infatti, moltissimi servizi di vitale importanza vengono gestiti da sistemi informatici ramificati e complessi, e quindi gli stati devono vigilare giorno e notte sulla loro sicurezza, se non vogliono trovarsi di fronte a episodi di pirateria o sabotaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che sembrerebbe la trama di un film di intrighi e spie, in realtà si sta configurando come pura e semplice realtà almeno dalle prime ore di questa mattina, quando cioè è stata resa pubblica la notizia che i computer del Fondo Monetario Internazionale sarebbero sotto attacco cibernetico. A confermarlo ci ha pensato proprio un portavoce del Fmi, affidando le sue dichiarazioni al New York Times: «Il Fondo è pienamente operativo. Posso solo confermare che sull’incidente è stata aperta un’indagine». Ricordiamo che il Fmi ha acesso a informazioni sensibili di moltissime Nazioni, e quello che ha subito sembrerebbe essere un attacco cibernetico sofisticato su larga scala, non una bravata episodica dunque, ma un vero e proprio attacco pianificato e organizzato a tutto il sistema. Il New York Times ha riferito che il consiglio direttivo dell’Fmi sarebbe stato informato dell’accaduto solo mercoledì scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente l’Fbi sta indagando approfonditamente sull’accaduto, come reso noto peraltro da un portavoce del dipartimento della Difesa, secondo il quale l’obiettivo vero dell’attacco sarebbe stato quello di installare un software che desse lo status di “nazione” ad un “intruso digitale”. Queste ipotesi lasciano una sorta di cappa inquietante su tutta la vicenda, ancor più che non si sa assolutamente nulla relativamente all’identità e ai propositi di questi hackers, non si sa se hanno lavorato in qualità di indipendenti o se invece hanno eseguito ordini arrivati da qualcun’altro, sicuramente questo potrebbe essere l’inizio della prima Cyber War del XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4658643866023250690?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4658643866023250690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/nasce-la-guerra-cibernetica-fmi-sotto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4658643866023250690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4658643866023250690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/nasce-la-guerra-cibernetica-fmi-sotto.html' title='Nasce la guerra cibernetica: Fmi sotto attacco'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ALhmha0DDUI/TfSflEUGTmI/AAAAAAAAAg0/7qEn4owqs18/s72-c/Computer-Hackers1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2733338553273339155</id><published>2011-06-11T17:52:00.003+02:00</published><updated>2011-06-11T17:53:51.824+02:00</updated><title type='text'>Un nuovo modello di sviluppo questo l'obiettivo del SI. Di Ugo Mattei, tratto da "Il Manifesto"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Ig76CNR1PfY/TfOPiyGf7-I/AAAAAAAAAgs/J2mcA-wi718/s1600/nucleare_def_318.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ig76CNR1PfY/TfOPiyGf7-I/AAAAAAAAAgs/J2mcA-wi718/s320/nucleare_def_318.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616990987988496354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siamo vicinissimi al quorum e con un ultimo sforzo possiamo farcela. Le circostanze ci sono favorevoli. L’incredibile autogol prodotto dal tentativo di scippare il referendum pesa sugli umori del fronte del no. Ma è importante che l’allargamento del perimetro del sì non faccia perdere di vista l’essenza politica di questo voto: un’inversione di rotta rispetto a un ventennio di politiche liberiste e un modello di sviluppo nuovo, fondato sulla qualità della vita e finalmente libero dalla schiavitù del Pil, del pensiero economico mainstream dei Draghi e dei poteri forti, del falso realismo conservatore. Un sì che legittima politicamente la realizzazione delle idee (sul manifesto del 7 giugno Viale ne ha esposte alcune di grande importanza) che ci possono consentire di uscire davvero dalla crisi. Tutti quei sì metteranno all’ordine del giorno la riforma del servizio idrico proposta dai Forum con la legge di iniziativa popolare mai discussa in Parlamento, e la riforma della proprietà pubblica della Commissione Rodotà, a sua volta giacente in Senato, che per prima definisce giuridicamente i beni comuni.&lt;br /&gt;Il modello di sviluppo attuale ha causato Fukushima e la crisi economica che colpisce i più deboli. Un modello figlio del tatcherismo e della destra liberista degli anni ottanta e che in Italia è stato sdoganato anche a sinistra all’inizio della cosiddetta Seconda repubblica: in Toscana ed Emilia l’acqua ha subito le prime privatizzazioni, rese possibili dalla legge Galli. L’ingresso dei privati nei servizi pubblici, pur in quote minoritarie, porta sempre con sé un amministratore delegato attento solo al profitto di breve periodo. Al pubblico resta il Presidente, una figura politica scelta al di fuori di qualunque criterio di competenza specifica. Certo, il pubblico ha dei limiti, siamo i primi a riconoscerlo, ma rinunciare a individuarne la natura istituzionale al fine di correggerli è una resa al privatismo che gli italiani non possono più accettare. Il pubblico va curato insieme, con umiltà, dedizione e fantasia istituzionale. Smantellarlo a favore del privato è una scorciatoia pigra, cinica e disonesta che vogliamo sconfiggere per sempre.&lt;br /&gt;Abbiamo iniziato la campagna di raccolta firme, in compagnia di migliaia di iscritti e militanti del Pd che si mobilitavano con noi nonostante i distinguo e le critiche dei D’ Alema, dei Veltroni e dei Bersani. Tutti possono oggi cambiare idea e non siamo noi a offenderci perché ai talk show invitano solo politici di professione. Ma su una cosa non possiamo transigere, quali che siano le logiche della società dello spettacolo. Non è vero che quei milioni di voti che otterremo per il sì vogliono aprire una discussione sui territori per scegliere se l’acqua vada gestita in modo pubblico, privato o misto. Il senso della scelta è chiaro fin dal 12 gennaio, quando la Corte ha ammesso i nostri due referendum. Tutti i sì che riceveremo sull’acqua bocciano senza appello e per sempre i sistemi privatistici nel governo dei beni comuni, riconoscendoli come beni da porsi fuori commercio, le cui utilità sono funzionali alla soddisfazione di diritti fondamentali della persona e che vanno governati anche nell’interesse delle generazioni future (è l’essenza della definizione che ne diede la Commisione Rodotà).&lt;br /&gt;Gli elettori che voteranno sì, come quelli che hanno votato per De Magistris e Pisapia, hanno capito che il modello privatistico di gestione è fallito nel ventennio della “fine della storia” e che l’acqua (e la produzione energetica) va governata come un bene comune, inventando forme nuove nettamente decentrate di pubblico partecipato. Le privatizzazioni e le lenzuolate sono finite. Così come finita deve essere quella concorrenza al centro, con partiti della sinistra che imitano la destra, che tanto è corresponsabile della drammatica crisi che stiamo vivendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2733338553273339155?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2733338553273339155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/un-nuovo-modello-di-sviluppo-questo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2733338553273339155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2733338553273339155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/un-nuovo-modello-di-sviluppo-questo.html' title='Un nuovo modello di sviluppo questo l&apos;obiettivo del SI. Di Ugo Mattei, tratto da &quot;Il Manifesto&quot;'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ig76CNR1PfY/TfOPiyGf7-I/AAAAAAAAAgs/J2mcA-wi718/s72-c/nucleare_def_318.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3016614464516744417</id><published>2011-06-11T17:49:00.002+02:00</published><updated>2011-06-11T17:50:00.079+02:00</updated><title type='text'>Colombia: Finalmente aperto il dialogo con le Farc</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-sTsKS81boXc/TfOOo65T-OI/AAAAAAAAAgk/gj2hnq1NtH8/s1600/FARC.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sTsKS81boXc/TfOOo65T-OI/AAAAAAAAAgk/gj2hnq1NtH8/s320/FARC.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616989993916692706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In Colombia è in atto, ormai da parecchi anni, quella che avrebbe tutti i connotati per essere definita una vera e propria guerra civile, anche se fortunatamente è circoscritta solo ad alcune determinate aree del paese, e negli ultimi anni la situazione è andata leggermente migliorando. Ora invece, sembra finalmente esserci l’opportunità per una vera e propria svolta nei rapporti tra il governo di Bogotà e le Farc, il gruppo guerrigliero di impronta marxista che in un modo o nell’altro riesce a resistere alla repressione governativa ed è riuscito a radicarsi in alcune aree consistenti della Colombia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ho sempre detto che la porta non è chiusa al dialogo con le Farc, ma devono cessare ogni attività terroristica e presentarsi in piena buona fede»: queste le dichiarazioni rilasciate dal presidente colombiano Juan Manuel Santos  al Washington Post all’indomani dell’importantissimo gesto da lui compiuto, ovvero l’aver firmato la legge che compenserà 4 milioni di colombiani vittime del lungo e ancora irrisolto conflitto civile che ha insanguinato il paese Mesoamericano. Tale legge è stata firmata alla presenza del segretario generale dell’Onu, Ban ki Moon, e rappresenta una vera e propria svolta nei rapporti tra il governo e le Farc, perchè viene considerata una legge storica nei confronti di tutte le famiglie che hanno perso beni e familiari a partire dal 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra civile colombiana negli ultimi decenni ha causato la morte di qualcosa come 200mila persone, una cifra enorme che è spesso passata inosservata ai media di tutto il mondo,  attratti forse da teatri ritenuti strategicamente maggiormente interessanti. Questa legge firmata dal presidente Santos ha l’ambizione di affrontare alla radice le cause del conflitto, restituendo migliaia di ettari di terra ai contadini poveri, costretti fino a questo momento a vedersela espropriare da veri e propri squadroni della morte e boss locali. Inoltre lo sforzo che sta compiendo Santos si pone in completa antitesi rispetto all’operato del suo predecessore, Alvaro Uribe, il quale era arrivato persino a negare che in Colombia esistesse un confronto civile armato, non essendo disposto a dare dignità ai guerriglieri delle Farc. Lo stesso Uribe si era sempre dimostrato contrario a una legge di questo tipo in quanto sosteneva in modo grottesco che tale legge avrebbe penalizzato ingiustamente esercito e polizia per crimini di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riconoscere che migliaia di colombiani sono stati danneggiati nel corso degli anni e che quindi dovrebbero aver diritto a un risarcimento, potrebbe essere un primo passo verso una pacificazione generale che possa consentire al paese colombiano una lenta e difficile transizione verso la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3016614464516744417?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3016614464516744417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/colombia-finalmente-aperto-il-dialogo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3016614464516744417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3016614464516744417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/colombia-finalmente-aperto-il-dialogo.html' title='Colombia: Finalmente aperto il dialogo con le Farc'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sTsKS81boXc/TfOOo65T-OI/AAAAAAAAAgk/gj2hnq1NtH8/s72-c/FARC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2716078698115678848</id><published>2011-06-09T11:41:00.001+02:00</published><updated>2011-06-09T11:42:49.135+02:00</updated><title type='text'>Ollanta: un nuovo Chàvez in Perù?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4U6leuuGLkE/TfCVlGLfzWI/AAAAAAAAAgc/nF7STqEdCCc/s1600/ollanta-humalaaaaa-300x225.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4U6leuuGLkE/TfCVlGLfzWI/AAAAAAAAAgc/nF7STqEdCCc/s320/ollanta-humalaaaaa-300x225.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616153199877541218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La vittoria alle recenti elezioni  di Ollanta Humala permette al Perù di virare verso sinistra, facendo spirare ancora più forte il vento di rinnovamento su tutta l’America Latina. In realtà la vittoria di Ollanta parte da lontano, almeno dal tentato colpo di stato che aveva portato alla fuga precipitosa del discusso e discutibile Fujimori, accusato tra le altre cose di aver proceduto alla sterilizzazione forzata di almeno 300mila donne indigene, oltre che reo di aver sciolto unilateralmente il Parlamento; tutti reati per i quali dovrebbe scontare 225 anni di carcere. Ollanta in quel tentato colpo di stato era un tenente colonnello dell’esercito, e in questo presenta grandi analogie con un altro protagonista della politica dell’America Latina di inizio secolo, Hugo Chàvez. Ollanta ha vito le elezioni contro la figlia di Fujimori, Keiko, e ha quindi appalesato la volontà di cambiamento richiesta a gran voce dal popolo peruviano, tuttavia dovrà affrontare non poche difficoltà per riuscire a incidere con la sua politica in uno scenario che si fa molto complicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ollanta comunque non ha alcuna intenzione di imitare Chavèz in modo acritico, bensì ha ribadito di voler portare avanti un modello di sviluppo indipendente non basato sulla nazionalizzazione massiccia del mercato, e cercando di tutelare l’indipendenza dei mass media. Intanto però i mercati sono spaventati dalla vittoria di Ollanta,  la Borsa di Lima è crollata del 6% dopo l’annuncio della sua vittoria contro Keiko Fujimori, e la società americana Blackrock ha preso la repentina decisione di liquidare un fondo peruviano a New York, segnali questi di una diffidenza nemmeno troppo velata nei suoi confronti. Dopo il voto Ollanta ha anche voluto dire la sua sulla politica estera che cercherà di praticare per il bene del Perù, una politica che vede più vicina agli Stati Uniti, i più importanti partner commerciali del paese andino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il quadro per Ollanta è complicato ulteriormente dalla diffidenza della Colombia, i cui principali giornali hanno appoggiato la Fujimori in modo nemmeno troppo velato. In sostanza Ollanta Humala e Hugo Chavèz sono due personaggi molto diversi, tuttavia sono accomunati da alcuni aspetti, a cominciare dal fatto che entrambi in un modo o nell’altro stanno contribuendo a cambiare gli assetti geopolitici di un continente, quello Latinoamericano, che è da sempre stato considerato dai vicini statunitensi a guisa di un “cortile di casa”. A Bolivia, Ecuador e Venezuela che portano avanti un’alternativa e un progetto bolivariano, e al Brasile che ha un governo di sinistra stabilmente al potere, si aggiunge ora anche il Perù, aumentando il peso specifico di un cambiamento che sta rendendo il Sudamerica un vero laboratorio di questo XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2716078698115678848?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2716078698115678848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/ollanta-un-nuovo-chavez-in-peru.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2716078698115678848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2716078698115678848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/ollanta-un-nuovo-chavez-in-peru.html' title='Ollanta: un nuovo Chàvez in Perù?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4U6leuuGLkE/TfCVlGLfzWI/AAAAAAAAAgc/nF7STqEdCCc/s72-c/ollanta-humalaaaaa-300x225.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6279991728985746740</id><published>2011-06-09T11:37:00.003+02:00</published><updated>2011-06-09T11:40:00.046+02:00</updated><title type='text'>La Cina valuta l’invio di aiuti umanitari a Tripoli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-pj1LnMpsDQs/TfCU7B6i8sI/AAAAAAAAAgU/jTOH2gzsfao/s1600/La-rivolta-in-Libia-preoccupa-la-Cina-95-miliardi-per-la-sicurezza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-pj1LnMpsDQs/TfCU7B6i8sI/AAAAAAAAAgU/jTOH2gzsfao/s320/La-rivolta-in-Libia-preoccupa-la-Cina-95-miliardi-per-la-sicurezza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616152477178196674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La Cina sta esaminando le attuali condizioni umanitarie della Libia e valuterà se fornire ulteriori aiuti al Paese»: con queste parole Chen Xiaodong, il direttore generale del Dipartimento per l’Asia occidentale e il Nord Africa del ministero degli Esteri di Pechino, ha voluto sottolineare l’attenzione con cui la Cina guarda alle recenti vicende libiche. Le parole di Chen Xiaodong sono arrivate subito dopo l’incontro avvenuto a Pechino tra Yangh Jiechi, il capo della diplomazia cinese, e il suo omologo libico Abdul Ati al-Obeidi, mandato in Cina dal Colonnello Gheddafi in persona. Questo incontro è molto importante in quanto rende palese quella che è una strategia a breve e lungo termine della Repubblica Popolare, ovvero inserirsi nelle dinamiche sociali ed economiche del continente africano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se fino a questo momento la Repubblica Popolare ha cercato la penetrazione economica nell’Africa subsahariana, negli ultimi mesi ha approfittato delle rivolte che hanno reso instabile il Nord Africa per inserirsi anche in questo contesto. La Cina sostiene infatti l’Egitto con un milione di dollari e la Tunisia con due milioni di dollari e con aiuti umanitari tesi  a far fronte all’arrivo di rifugiati libici nei due Paesi. Il ministro Yang ha poi esortato le due parti in guerra, ribelli e lealisti, ad «avviare un processo politico per risolvere presto la crisi in atto, in modo da tutelare la pace e la stabilità nella regione»; la priorità secondo la Cina insomma dovrebbe essere il raggiungimento di un cessate il fuoco teso a evitare grandi disastri umanitari e a risolvere la crisi politicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo infine che la Repubblica Popolare, allo stesso modo che la Russia, si è astenuta dal voto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di marzo, voto che sanciva la no-fly zone sulla Libia e che ha preluso all’intervento militare alleato nel paese di Gheddafi. La Cina intrattiene relazioni diplomatiche continuativamente con la Libia sin dal 1978, e dallo scoppio della guerra ha evacuato da Tripoli almeno 40mila cinesi, quasi tutti impiegati in aziende edili, petrolifere, di telecomunicazioni e infrastrutture. Questo a testimoniare lo stretto legame strettosi nel tempo tra Pechino e Tripoli, un legame che non è stato incrinato nemmeno dal deflagrare della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6279991728985746740?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6279991728985746740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/la-cina-valuta-linvio-di-aiuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6279991728985746740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6279991728985746740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/la-cina-valuta-linvio-di-aiuti.html' title='La Cina valuta l’invio di aiuti umanitari a Tripoli'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pj1LnMpsDQs/TfCU7B6i8sI/AAAAAAAAAgU/jTOH2gzsfao/s72-c/La-rivolta-in-Libia-preoccupa-la-Cina-95-miliardi-per-la-sicurezza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8324191792779521583</id><published>2011-06-07T15:59:00.002+02:00</published><updated>2011-06-07T16:01:21.264+02:00</updated><title type='text'>Spira vento di sinistra nell'America Latina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Jt5vAqaFPic/Te4vJJMOuJI/AAAAAAAAAgE/x7TlwXyJjBY/s1600/ollanta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 245px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Jt5vAqaFPic/Te4vJJMOuJI/AAAAAAAAAgE/x7TlwXyJjBY/s320/ollanta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615477619510130834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spira vento di rinnovamento nel Sudamerica, come testimoniato dalla vittoria di Ollanta Humala in Perù contro la sua avversaria della destra Keiko Fujimori, la quale ha riconosciuto la vittoria del rivale dopo il ballottaggio di domenica. Ollanta Humala, ex militare, era il candidato della sinistra peruviana, e ha ottenuto consensi decisivi nelle aree rurali del paese andino. La Fujimori dal conto suo portava su di sè l’eredità ingombrante del padre e quindi non partiva da una posizione vantaggiosa nella sfida contro il suo rivale politico. Alla stampa di Lima la Fujimori ha voluto riconoscere la vittoria di Ollanta, congrutalandosi con lui per la vittoria elettorale. Con la vittoria di Ollanta anche il Perù dunque vira a sinistra dopo la Bolivia, il Venezuela e il Brasile, aumentando dunque le possibilità dell’affermazione di un nuovo blocco antimperialista e autonomo nel continente dell’America Latina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8324191792779521583?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8324191792779521583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/spira-vento-di-sinistra-nellamerica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8324191792779521583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8324191792779521583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/spira-vento-di-sinistra-nellamerica.html' title='Spira vento di sinistra nell&apos;America Latina'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Jt5vAqaFPic/Te4vJJMOuJI/AAAAAAAAAgE/x7TlwXyJjBY/s72-c/ollanta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6427870316787996031</id><published>2011-06-07T15:56:00.002+02:00</published><updated>2011-06-07T15:59:15.116+02:00</updated><title type='text'>A Roma nasce “RibAlta-Alternativa Ribelle”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kWN1PkwbYA4/Te4uqxOda0I/AAAAAAAAAf8/yRuVAuhEang/s1600/ribalta2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 282px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kWN1PkwbYA4/Te4uqxOda0I/AAAAAAAAAf8/yRuVAuhEang/s320/ribalta2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615477097680956226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 giu. Nella quiete e tranquillità dell’ex Lavanderia di Roma, situata nel parco dell’ex Manicomio in Piazza Santa Maria della Pietà, si è svolto il 4 e il 5 giugno un interessante incontro organizzato dalle giovanili di Rifondazione Comunista (GC: Giovani Comunisti), e dei Comunisti Italiani (Fgci: Federazione giovanile Comunisti italiani). L’incontro era orientato all’apertura di un nuovo percorso condiviso tra le due organizzazioni giovanili, le quali ovviamente si trovano a cooperare attivamente visto l’avvicinamento in atto tra i due partiti, che dopo essere rimasti divisi per più di dieci anni hanno finalmente trovato nella Federazione della Sinistra delle modalità nuove di aggregazione e cooperazione. RibAlta-Alternativa Ribelle è una nuova associazione nata appunto dal confronto attivo e proficuo tra le due organizzazioni, e sarà una associazione che dovrà porre le basi per la riorganizzazione di una presenza attiva dei due partiti all’interno della società civile, con un particolare occhio di riguardo al mondo dei giovani. Le due giornate di assemblea che hanno certificato il lancio dell’associazione sono state molto intense con workshop tematici che hanno coinvolto decine di giovani arrivati da tutta Italia per prendere parte a questo processo nuovo, un processo su cui le due organizzazioni giovanili hanno deciso di puntare con decisione al fine di innovare e rilanciare i rispettivi partiti e la Federazione della Sinistra. Questa associazione permetterà ai giovani dei Gc e della Fgci di ricostruire un tessuto connettivo con le lotte sociali e con il mondo giovanile, permettendo di costruire dal basso dei movimenti che offrirebbero luoghi di discussione senza l’opprimente cappa partitica di contorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6427870316787996031?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6427870316787996031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/roma-nasce-ribalta-alternativa-ribelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6427870316787996031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6427870316787996031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/roma-nasce-ribalta-alternativa-ribelle.html' title='A Roma nasce “RibAlta-Alternativa Ribelle”'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kWN1PkwbYA4/Te4uqxOda0I/AAAAAAAAAf8/yRuVAuhEang/s72-c/ribalta2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4886472298460450452</id><published>2011-06-02T17:57:00.001+02:00</published><updated>2011-06-02T17:57:52.114+02:00</updated><title type='text'>Svolta in Honduras: Zelaya è tornato a casa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-4EIQU_lTfpg/Teey_N7qXrI/AAAAAAAAAfw/p9zbPyqULRU/s1600/Manuel-Zelaya3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 244px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4EIQU_lTfpg/Teey_N7qXrI/AAAAAAAAAfw/p9zbPyqULRU/s320/Manuel-Zelaya3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613652259682016946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 giu. Mel Zelaya è finalmente atterrato a Tegucicalpa. Nel periodo di tempo in cui il legittimo presidente rovesciato del popolo honduregno è rimasto fuori dal suo paese, i media hanno taciuto in merito alla violenta repressione che i golpisti hanno scatenato contro la società civile rea di averlo supportato. Il ritorno di Zelaya a casa è una vittoria sotto diversi punti di vista, da un lato infatti è la dimostrazione della vittoria del popolo dell’Honduras contro gli interessi di parte dei golpisti che lo rovesciarono con un golpe vergognoso, un golpe che ha visto l’indignazione generale dei primi giorni lentamente scemare fino a diventare una omertà vergognosa. Nel periodo in cui Mel Zelaya ha abbandonato l’Honduras, a Tegucicalpa sono avvenuti fatti gravissimi come l’assassinio di molti leader contadini e della resistenza ai golpisti, e ora forse si potrebbe aprire una nuova fase politica in cui potrebbe essere messa in discussione anche l’impunità ai limiti dello scandaloso di cui si sono giovati Micheletti e i golpisti per instaurare il proprio controllo nelle istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabile che dietro il ritorno a casa di Zelaya ci siano anche delle pressioni esercitate da Hugo Chàvez, il presidente del Venezuela bolivariano, il quale sta dimostrando sempre più con il passare del tempo di voler esercitare un ruolo sempre più rilevante e attivo nel disegnare gli scenari del continente Mesoamericano. Il fatto che Zelaya sia potuto ritornare in Honduras, e possa ricominciare nuovamente la lotta politica nel suo paese, sta a testimoniare una raggiunta maturità del blocco per così dire “antimperialista” nel continente dell’America Latina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4886472298460450452?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4886472298460450452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/svolta-in-honduras-zelaya-e-tornato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4886472298460450452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4886472298460450452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/svolta-in-honduras-zelaya-e-tornato.html' title='Svolta in Honduras: Zelaya è tornato a casa'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4EIQU_lTfpg/Teey_N7qXrI/AAAAAAAAAfw/p9zbPyqULRU/s72-c/Manuel-Zelaya3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-729552773312586659</id><published>2011-06-02T13:46:00.000+02:00</published><updated>2011-06-02T13:47:36.211+02:00</updated><title type='text'>Cina: la moratoria sulla pena di morte è realtà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-NXqVueJAaP0/Ted4N0LHuLI/AAAAAAAAAfo/loiI_Z9Ords/s1600/CHINASSSSS0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 155px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NXqVueJAaP0/Ted4N0LHuLI/AAAAAAAAAfo/loiI_Z9Ords/s320/CHINASSSSS0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613587639279532210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;02 giu- Si parla ormai da sempre della Cina come una delle grandi potenze proiettate a estendere il proprio controllo economico e politico su gran parte del mondo nel giro dei prossimi decenni. In molti però hanno da sempre criticato la Cina non vedendo progredire i diritti umani di quel paese parallelamente ai progressi, indiscutibili, ottenuti nel settore economico e industriale. Nel 2011 sono purtroppo ancora troppi i paesi che praticano abitualmente la pena di morte, Stati Uniti e Cina ovviamente non sono da meno, anche se è proprio di questi giorni la notizia, colpevolmente trascurata dalla maggior parte dei media, che la Corte suprema cinese avrebbe dichiarato una moratoria di due anni sulla pena di morte. Questa a ben vedere è una splendida notizia, che meriterebbe ben altri approfondimenti e meriterebbe di essere nelle prime pagine di tutti i giornali. A questo punto subentra una domanda: come mai dopo anni e anni in cui l’occidente ha fatto una giusta e sacrosanta campagna contro l’uso della pena di morte in Cina, oggi questa notizia non viene quasi commentata?. Gli Stati Uniti ad esempio non hanno ancora deciso di mettere in pratica nessuna moratoria, tuttavia ormai sembra quasi che la questione non interessi più quasi nessuno, come se ci si fosse ormai rassegnati a questa pratica nel paese più importante, per il momento, del mondo. Secondo quanto riferito dall’agenzia “Nuova Cina” infatti, la Suprema corte del popolo cinese, la massima istanza giudiziaria del paese, ha chiesto esplicitamente a tutti i tribunali operanti in Cina di applicare una moratoria di due anni alle esecuzioni con pena capitale attualmente previste. La pena di morte verrà prevista solamente ad “un piccolo numero di criminali responsabili di reati estremamente gravi”. Alla luce di questi fatti è facile comprendere la portata che per il progresso del popolo cinese potrebbe venire assunta da questa notizia straordinaria. La speranza è che l’opinione pubblica mondiale possa riflettere lungamente su questa moratoria, magari riportando d’attualità il tema della pena di morte e inserendola in un contesto più ampio che non rinunci a fare pressioni anche sugli Stati Uniti, i quali continuano senza problemi a usare tale pratica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-729552773312586659?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/729552773312586659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/cina-la-moratoria-sulla-pena-di-morte-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/729552773312586659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/729552773312586659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/06/cina-la-moratoria-sulla-pena-di-morte-e.html' title='Cina: la moratoria sulla pena di morte è realtà'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-NXqVueJAaP0/Ted4N0LHuLI/AAAAAAAAAfo/loiI_Z9Ords/s72-c/CHINASSSSS0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3673985011130533504</id><published>2011-05-31T16:52:00.001+02:00</published><updated>2011-05-31T16:54:01.524+02:00</updated><title type='text'>Beppe Grillo delira come Libero e il Giornale: “Ha vinto Pisapippa, ha vinto il Sistema”. Tratto da www.giornalettismo.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ytn4DdDiW3o/TeUA3xqOT7I/AAAAAAAAAfg/5Wg5bdPTcas/s1600/bunga-bunga-berlusconi-beppe-grillo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ytn4DdDiW3o/TeUA3xqOT7I/AAAAAAAAAfg/5Wg5bdPTcas/s320/bunga-bunga-berlusconi-beppe-grillo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612893468810432434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beppe Grillo l’ha presa benissimo. La vittoria di Giuliano Pisapia, che lui aveva pronosticato con la solita certezza che gli si confà (qui un video nel quale dava per trionfante la Moratti), e soprattutto il fatto che l’avvocato milanese abbia vinto con uno scarto di 67mila voti mentre il MoVimento 5 Stelle ne aveva presi 21mila al primo turno (e quindi, anche se nessuno dei loro ha espresso ufficialmente una posizione ufficiale pro-Pisapia, quei voti non sarebbero stati decisivi), hanno agito da ricostituente al comico genovese, che oggi sul suo blog ha espresso con la solita serenità la sua opinione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o alternativamente, ha vinto la destra. Qualcuno ha detto al Pdmenoelle che “E’ facile vincere con i candidati degli altri”. Già, ma chi sono gli altri? Pisapia avvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO (che ha per l’ingegnere svizzero gli stessi effetti taumaturgici della mitica monetina di Zio Paperone), Fassino deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa? Vendola che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua? Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto. Se sono vecchie, le fa passare per nuove. Se sono nuove le fagocita con la tessera di partito e ruoli di rappresentanza. Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell’EXPO 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi dei consiglieri comunali, mi ricrederò, pensate che lo farà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, Grillo ha continuato parlando del suo MoVimento cancellato e del Pdmenoelle che non ha fatto la legge elettorale e quella sul conflitto di interessi. E infine ha chiosato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La Confindustria cerca nuove vie per mantenere i suoi parassiti. Si è svegliata dopo Fukushima, quando ha capito che la torta di circa 30 miliardi delle centrali nucleari stava svanendo, prima aspettava l’osso e taceva. La Confindustria, insieme ai partiti, farà di tutto per far fallire i referendum che gli sotrarrebbero la gestione dell’acqua per sempre. Dei referendum non parla più nessuno. Tutti in piazza a festeggiare. Tutto cambia perché nulla cambi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a parte che Pisapia ha chiuso il suo ultimo intervento dicendo “Ora andiamo a votare al referendum”, sembra proprio strano che nell’analisi manchi anche una sola parola sul risultato di Napoli, dove l’ex amico De Magistris ha vinto alla grande. Come mai questo silenzio? Non si può sapere perché De Magistris è un ex amico? E che ha fatto di male? Uff, la trasparenza…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3673985011130533504?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3673985011130533504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/beppe-grillo-lha-presa-benissimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3673985011130533504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3673985011130533504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/beppe-grillo-lha-presa-benissimo.html' title='Beppe Grillo delira come Libero e il Giornale: “Ha vinto Pisapippa, ha vinto il Sistema”. Tratto da www.giornalettismo.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ytn4DdDiW3o/TeUA3xqOT7I/AAAAAAAAAfg/5Wg5bdPTcas/s72-c/bunga-bunga-berlusconi-beppe-grillo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3054148123469547602</id><published>2011-05-30T20:20:00.002+02:00</published><updated>2011-05-30T20:21:05.950+02:00</updated><title type='text'>Con De Magistris e Pisapia, la maggioranza vola via</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-FhthhfESPGY/TePgDMdE8TI/AAAAAAAAAfY/KhFuPV08wc0/s1600/pisapiass.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 206px; height: 206px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-FhthhfESPGY/TePgDMdE8TI/AAAAAAAAAfY/KhFuPV08wc0/s320/pisapiass.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612575906121183538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finalmente, dopo una settimana di parole al vento, di pantomime e di frecciatine incrociate, ecco arrivare i verdetti, quelli sì pesanti come macigni. I risultati elettorali di questi ballottaggi sono inclementi per la maggioranza di governo del centrodestra, e ci parlano di un Italia diversa, di un vento nuovo che sta soffiando sul nostro paese, un vento che ha spazzato via i relitti della politica ed è stato più forte di ogni tentativo di Berlusconi e soci di imbrigliarlo. E’ stato un verdetto della pancia degli italiani, uno di quei verdetti insindacabili che non lasciano adito a dubbi. Del resto, era stato proprio il Cavaliere di Arcore a trasformare le elezioni amministrative nel “dentro o fuori” del governo, ed è stato proprio il Cavaliere, altre volte attento aruspice della volontà popolare, a finire travolto da forze che, come un apprendista stregone poco avveduto, ha maneggiato con incuria. Letizia Moratti a Milano le ha provate tutte, prima ha cercato di infangare Pisapia con dei trascorsi poco trasparenti del suo passato (poi rivelatosi delle falsità), poi la farsa delle accuse a Pisapia di essere un pericoloso comunista amico di “gay”, “femminielli”, e “zingari”, poi le imbarazzanti affermazioni di Bossi: “se vince Pisapia mi taglio le balle”, e della Santanchè, la quale preannunciava un dominio del Leoncavallo sulla sua amata Milano.  Evidentemente la “pasionaria” del centro destra dovrà rassegnarsi, i milanesi vogliono perlomeno correre il rischio pur di levarsela dalle scatole. Sono stati dei verdetti che hanno punito in modo chiaro e netto l’arroganza della maggioranza, un’arroganza che è andata crescendo con il passare degli anni, con il passare delle contraddizioni che si sono aperte all’interno dello schieramento di centrodestra.  Dopo la sconfitta della settimana scorsa a Torino, e il ballottaggio impensabile a Napoli e a Milano, il Pdl era riuscito a parlare di pareggio sostanziale. Ancora una volta ci ha pensato la realtà a sbriciolare il castello di bugie e mezze verità costruito dalla maggioranza, e la realtà ci parla di Pisapia vincente a Milano e di De Magistris vincitore in una città come Napoli, dove in pochissimi avrebbero osato preventivare un risultato di questo tipo solo poche settimane prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora cosa accadrà? innanzitutto occorre ben chiarire quelle che sono le effettive proporzioni della disfatta del centrodestra, un centrodestra sconfitto anche a Trieste, Cagliari, Pavia, Mantova e Novara, si proprio la Novara culla della Lega Nord che ha voltato le spalle al suo concittadino Cota. Il centrodestra ha perso, senza se e senza ma, e a giudicare dalle prime dichiarazioni rilasciate dai suoi aderenti, sembra come al solito voler cercare di mettere la testa sotto la sabbia, come non volesse ammettere l’evidenza. Ma una cosa è certa, mai il governo di Berlusconi è stato così traballante, mai ha visto così da vicino l’abisso della sconfitta, mai il Cavaliere, maestro nel manovrare le folle, ha toccato con mano l’amara sensazione di essere stato rifiutato. Ha messo se stesso e le sue vicende personali all’interno della competizione politica, lo ha fatto lui, avrebbe anche potuto non farlo, eppure lo ha fatto. Probabilmente contava nell’empatia che gli italiani in passato hanno dimostrato nei suoi confronti, pensava evidentemente che la maggioranza degli italiani condividesse la sua visione della politica, della giustizia, della moralità; ha creduto forse che la sua rabbia nei confronti di magistrati e regole fosse condivisa, e ha sbagliato. Gli italiani non la pensano come Silvio Berlusconi, e soprattutto sono abbastanza intelligenti da aver capito che non bisogna aver paura di un sindaco di Rifondazione Comunista solo perchè Belpietro, Minzolini o Larussa in televisione hanno agitato lo spettro dell’estremismo.  Ora, dentro il Pdl ci sarà l’inevitabile resa dei conti interna, e la Lega Nord farà prima o poi avere il conto del suo appoggio al Cavaliere, sempre che possa ancora essere in grado di saldarlo.  A caldo però Berlusconi ci ha tenuto a precisare di avere ancora l’appoggio di Bossi per le riforme, buon per lui. Qualora il referendum del 12 giugno dovesse superare il quorum, ecco che il governo di Berlusconi riceverebbe un’altra insperata spallata, e allora forse per il berlusconismo potrebbe essere veramente la fine. Napoli e Milano intanto, già guardano al domani con fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3054148123469547602?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3054148123469547602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/con-de-magistris-e-pisapia-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3054148123469547602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3054148123469547602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/con-de-magistris-e-pisapia-la.html' title='Con De Magistris e Pisapia, la maggioranza vola via'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FhthhfESPGY/TePgDMdE8TI/AAAAAAAAAfY/KhFuPV08wc0/s72-c/pisapiass.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6665234900849283693</id><published>2011-05-30T12:11:00.002+02:00</published><updated>2011-05-30T12:12:45.311+02:00</updated><title type='text'>Vento di guerra sulle Coree: la Corea del Nord chiude a ogni trattativa con Seul.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-VoalJRqI4RM/TeNtl-XvdfI/AAAAAAAAAfQ/JaBwV23cflQ/s1600/koreanorth.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VoalJRqI4RM/TeNtl-XvdfI/AAAAAAAAAfQ/JaBwV23cflQ/s320/koreanorth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612450059798935026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venti di guerra sulle Coree. Sembra un ammonimento trito e ritrito, eppure la tensione sta sul serio aumentando su tutta l’area, che come sappiamo è già di per sè ad un livello estremamente alto. La Corea del Nord ha annunciato di non voler sollecitare mai più trattative con la Corea del Sud, e soprattutto ha sottolineato che tagliando ogni comunicazione di tipo militare non potrebbe escludere di dare il via a una vera e propria rappresaglia contro la guerra psicologica imposta da Seul. Recentemente vi erano stati vari attriti con la Corea del Sud a causa di alcune esercitazioni congiunte di Seul con le forze armate americane, tuttavia la situazione sembrava essere rimasta sotto controllo, e la tensione sembrava essere rimasta a livelli soliti. Invece è arrivata in queste ore la dichiarazione di un portavoce della Commissione nazionale di Difesa di Pyongyang, il quale non solo ha preannunciato la volontà di chiudere l’ufficio di collegamento nella zona del Monte Kumgang, ma ha anche dichiarato che:«L’esercito e il popolo della Corea del Nord  non potranno mai negoziare con il traditore Lee Myung-bak e il suo clan. Il Nord prenderà un’azione fisica, senza alcun preavviso e in qualsiasi momento, contro ogni bersaglio per fare fronte alla guerra psicologica anti-Repubblica popolare democratica di Corea». L’annuncio ha colto un pò tutti gli addetti ai lavori di sorpresa, soprattutto perchè è arrivato a pochi giorni dall’auspicio di Kim Jong-il di riprendere i colloqui con Seul, annuncio che il “caro leader” aveva fatto in occasione della sua visita a Pechino. Dopo l’affondamento nel 2010 della corvetta sudcoreana Cheonan (di cui Seul ha accusato la Corea del Nord), e il bombardamento dell’isola di Yeonpyeong, questo è l’ultimo capitolo di una storia recente di tensione; la sensazione è che prima o dopo, qualora non si esperiscano seriamente delle modalità di cooperazione e di confronto, la situazione possa anche degenerare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6665234900849283693?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6665234900849283693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/vento-di-guerra-sulle-coree-la-corea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6665234900849283693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6665234900849283693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/vento-di-guerra-sulle-coree-la-corea.html' title='Vento di guerra sulle Coree: la Corea del Nord chiude a ogni trattativa con Seul.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VoalJRqI4RM/TeNtl-XvdfI/AAAAAAAAAfQ/JaBwV23cflQ/s72-c/koreanorth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6380951841754866890</id><published>2011-05-29T14:59:00.000+02:00</published><updated>2011-05-29T15:01:23.354+02:00</updated><title type='text'>Libia: Francia e Inghilterra si preparano all’invasione?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FWBQ1_E1580/TeJDn7b73hI/AAAAAAAAAfI/nPIXMOPTGVs/s1600/libia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 306px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FWBQ1_E1580/TeJDn7b73hI/AAAAAAAAAfI/nPIXMOPTGVs/s320/libia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612122438905880082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno raccontato che l’intervento in Libia contro le truppe di Gheddafi sarebbe stato utile per difendere la popolazione civile dai massacri perpetrati dai seguaci del Colonnello. Hanno raccontato che gli attacchi sarebbero durati pochi giorni, e che i ribelli di Bengasi avrebbero agevolmente preso il controllo del territorio libico, se efficacemente supportati e riforniti dall’Occidente. Tutto questo però non è accaduto, ancor più che le truppe di Gheddafi sono ancora attive nel territorio libico, e le bombe della Nato sono servite si ad annientare l’aviazione del Colonnello, ma non sono affatto servite a fargli deporre le armi, né ad aiutare la popolazione civile, anzi duramente colpita dagli effetti dei bombardamenti. Vista l’inefficacia sostanziale dei bombardamenti della Nato, ecco che al termine del G8 il presidente francese Sarkozy ha annunciato la sua volontà di recarsi a Bengasi insieme al premier inglese Cameron, con cui sostanzialmente condivide la stessa visione e le stesse idee. Sia Obama che Cameron e Sarkozy infatti, hanno più volte ribadito la volontà di non voler in alcun modo trattare con Gheddafi, un concetto ribadito proprio da Obama: «Non allenteremo finché il popolo libico non sia protetto e l'ombra della tirannia scomparsa».&lt;br /&gt;E intanto, proprio mentre il G8 si riuniva in Francia, e si ribadiva la richiesta a Gheddafi di cessare l’uso della forza in Libia contro i ribelli e i civili, la Nato ha intensificato le incursioni aree, che hanno già raggiunto il numero notevole di 8500 in otto settimane. La sensazione è che l’impiego massiccio di elicotteri operato da Francia e Inghilterra con i rispettivi Tigre e Apache, possano in qualche modo preludere a un salto di qualità, ovvero a una invasione via terra da parte della Nato. Questo timore è confermato dall’arrivo nel Mediterraneo di  una intera flotta da guerra guidata dall’ammiraglia portaerei nucleare Gerorge H.W. Bush. La portaerei americana può portare almeno seimila uomini e 56 aerei, e il suo impiego lascerebbe pensare a un aumento qualitativo dell’attività bellica in Libia. Qualora fosse vero questo maggior dispiegamento delle truppe e dei mezzi della Nato a largo delle coste libiche, questo preluderebbe effettivamente a un probabile sbarco “umanitario” in Libia, delle cui tragiche conseguenze è facile rendersi conto già ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6380951841754866890?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6380951841754866890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/libia-francia-e-inghilterra-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6380951841754866890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6380951841754866890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/libia-francia-e-inghilterra-si.html' title='Libia: Francia e Inghilterra si preparano all’invasione?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FWBQ1_E1580/TeJDn7b73hI/AAAAAAAAAfI/nPIXMOPTGVs/s72-c/libia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7505314553606881925</id><published>2011-05-29T13:38:00.000+02:00</published><updated>2011-05-29T13:46:09.190+02:00</updated><title type='text'>Reportage. Tav: libera repubblica della Maddalena. Tratto da www.Articolotre.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-VqzIdgcXMSE/TeIx_ccuOxI/AAAAAAAAAfA/KRKncxgCIMw/s1600/No%2Btavsss.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 183px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VqzIdgcXMSE/TeIx_ccuOxI/AAAAAAAAAfA/KRKncxgCIMw/s320/No%2Btavsss.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612103051695242002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Era dai tempi di Venaus e del Seghino che non vedevamo così tanta gente”. Davanti al centro polivalente di Bussoleno manca ancora un’ora all’inizio dell’assemblea pubblica del movimento No Tav, ma la sala è già colma di gente. Cinquecento persone che arrivano non solo da tutti i paesi della Valle, ma anche dalla pianura. Pensionati, giovani universitari, falegnami, rappresentanti dei movimenti cattolici. La discussione è aperta dal Alberto Perino, leader dei No Tav che stigmatizza subito il dato delle oltre settecento pietre rinvenute dalla questura con queste parole: “Più persone significano meno pietre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli echi della notte di resistenza sono arrivati in tutta Italia. Lo testimoniano i comunicati di solidarietà arrivati dai lavoratori Fincantieri di Genova che oggi hanno raggiounto in delegazione la “Libera repubblica della Maddalena”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli interventi dal palco spicca quello del presidente della comunità montana Sandro Plano che ci tiene a ribadire la sua contrarietà all’opera tanto quanto alle compensazioni. “Essere contro la Tav significa essere contro ogni tipo di compensazione” spiega Plano smentendo così le indiscrezioni pubblicate dai principali quotidiani che prospettavano una rottura tra il presidente e il movimento. Rottura che stando a sentire la calorosa reazione dei cinquecento di Bussoleno alle parole di Plano sembra essere ben lontana dalla realtà. “Bisogna però essere consapevoli del proprio ruolo, il movimento fa le barricate in legno, noi come istituzioni possiamo provare a farle di carta” conclude Plano riferendosi ai ricorsi su presunte irregolarità presentate al Tar del Lazio e alla corte dei Conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della serata, viene poi annunciata l’intenzione di costituire un’associazione di imprenditori della Valle contrari alla Tav. Una risposta indiretta a chi sostiene di avere dalla sua parte la parte imprenditoriale della Val di Susa “La raccolta dei possessori di partita Iva contrari alla Tav è già partita e verrà formalizzata nei prossimi giorni” spiega Perino. Ma i timori sulle conseguenze negative dell’opera non coinvolgono solamente la parte imprenditoriale della Valle, ma anche gli agricoltori che lavorano nella zona adiacente alla Maddalena. La zona del cantiere accoglie oggi numerosi vigneti e campi agricoli che potrebbero essere sacrificati sull’altare del progresso. “Nessuna compoensazione ci potrà restituire il valore del nostro lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo oltre tre ore di interventi fiume, l’assemblea si scioglie dandosi appuntamento alla Maddalena. La scadenza del 31 maggio si avvicina sempre di più e al presidio della Maddalena vige uno stato di allerta permanente. Gli abitanti e i contadini della zona continuano a portare viveri , frutta e verdura ai presidianti e nel fine settimana la presenza al presidio è destinata a salire di numero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Simone Bauducco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7505314553606881925?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7505314553606881925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/reportage-tav-libera-repubblica-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7505314553606881925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7505314553606881925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/reportage-tav-libera-repubblica-della.html' title='Reportage. Tav: libera repubblica della Maddalena. Tratto da www.Articolotre.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VqzIdgcXMSE/TeIx_ccuOxI/AAAAAAAAAfA/KRKncxgCIMw/s72-c/No%2Btavsss.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7771767100812714807</id><published>2011-05-28T19:27:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T19:29:01.509+02:00</updated><title type='text'>Per un voto contro la destra ai ballottaggi. Tratto da  www.federazionedellasinistra.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-HwfOpu0wFTk/TeEw2YV8WVI/AAAAAAAAAe4/GxsNMnrMZGg/s1600/adesione_fds2011_300214.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-HwfOpu0wFTk/TeEw2YV8WVI/AAAAAAAAAe4/GxsNMnrMZGg/s320/adesione_fds2011_300214.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611820321485904210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coordinamento nazionale enti locali della FEDERAZIONE della SINISTRA impegna tutte le proprie strutture locali a realizzare un ulteriore impegno, generoso e militante, nei ballottaggi previsti per domenica 29 e lunedì 30 per battere  le destre, a partire da Napoli e Milano, ed in tutti gli enti locali dove già dal primo turno siamo stati parte, con significative intese programmatiche, di coalizioni di sinistra e di centro sinistra.&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra  da in ogni caso un‘indicazione di voto contro i candidati di destra in tutti i comuni e le province che vanno al ballottaggio, anche dove non si è realizzata nessuna intesa politica e programmatica, valutando caso per caso, localmente, forme e modi di articolazione di questa indicazione di voto.&lt;br /&gt;Il primo turno delle recenti elezioni amministrative, infatti, ha segnato, pur nelle specificità locali, un importante sconfitta della destra e di tutte le forze politiche che sostengono il governo Berlusconi.&lt;br /&gt;Queste elezioni sono arrivate dopo una lunga stagione di lotte sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, attraverso vari scioperi generali, dei precari, degli studenti, delle donne, in difesa della Costituzione e della libertà di informazione che hanno contribuito ad  incrinare il consenso ed il blocco sociale delle destre.&lt;br /&gt;Il positivo risultato elettorale per la Federazione della Sinistra, che nei comuni capoluogo si attesta quasi al 3 % e nelle elezioni provinciali supera il 4 % , andando oltre il risultato delle regionali, premia la nostra impostazione programmatica. La Federazione della Sinistra si è infatti caratterizzata su un‘impostazione programmatica, centrata sul ruolo degli enti locali come enti di prossimità capaci di rappresentare i bisogni dei cittadini ed essere fattore attivo di difesa dei ceti più deboli maggiormente attaccati dai tagli dei trasferimenti e dal cosiddetto federalismo municipale – che non garantirebbe più  diritti e servizi uguali per tutti – , contro l’ urbanistica contrattata e speculativa a difesa di ambiente e territorio, per l‘acqua pubblica in città denuclearizzate.&lt;br /&gt;Le destre hanno subito una pesante sconfitta, in particolare a Milano,  ma non solo. Inoltre la perdita di consensi del PdL non si è travasata sulla Lega che ha perso consensi a sua volta. Il voto non rappresenta quindi solo una perdita di voti della destra ma incrina pesantemente l’asse di governo con la Lega che è il vero cemento della maggioranza.&lt;br /&gt;Il centro sinistra dimostra di poter vincere con candidati anche di sinistra e, comunque, senza il centro. La crisi di Berlusconi non avviene su un piano centrista ma propone una domanda di sinistra potenzialmente maggioritaria nel paese. Gli eccellenti risultati di Pisapia e de Magistris premiano, infatti, profili politici anche chiaramente di sinistra e – per quanto riguarda Napoli – in netta discontinuità con la fallimentare gestione di un centrosinistra consociativo.&lt;br /&gt;Il responso delle urne ci consegna quindi una situazione positivamente dinamizzata in cui  la Federazione della Sinistra può avere la forza e gli spazi per produrre una rinnovata iniziativa politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COORDINAMENTO NAZIONALE  ENTI LOCALI della FEDERAZIONE  DELLA  SINISTRA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7771767100812714807?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7771767100812714807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/per-un-voto-contro-la-destra-ai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7771767100812714807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7771767100812714807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/per-un-voto-contro-la-destra-ai.html' title='Per un voto contro la destra ai ballottaggi. Tratto da  www.federazionedellasinistra.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HwfOpu0wFTk/TeEw2YV8WVI/AAAAAAAAAe4/GxsNMnrMZGg/s72-c/adesione_fds2011_300214.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6033398547090299947</id><published>2011-05-28T11:55:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T12:02:11.810+02:00</updated><title type='text'>Mafia. Spatuzza: “Le stragi del 1993 non appartengono a Cosa Nostra”. Tratto da www.articolotre.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-pyPJk1jXsic/TeDIH67xazI/AAAAAAAAAew/_MwXUj9EszI/s1600/spatuzza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-pyPJk1jXsic/TeDIH67xazI/AAAAAAAAAew/_MwXUj9EszI/s320/spatuzza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611705174108236594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 mag.  Fra il 26 e il 27 maggio 1993, alle ore 1.04, a Firenze, esplode un Fiat Fiorino imbottito di 250 chilogrammi di una miscela esplosiva composta da tritolo,T4, pentrite, nitroglicerina. L’esplosione provoca il crollo della Torre del Pulci e la devastazione del tessuto urbano del centro storico per un’estensione di ben 12 ettari, con un impatto che è stato definito ” bellico”.&lt;br /&gt;Quella notte muoiono Caterina Nencioni di 50 giorni, Nadia Nencioni di 9 anni, Angela Fiume di 36 anni, Fabrizio Nencioni di 39 anni, Dario Capolicchio di 22 anni. I feriti sono 48. “Per quello che mi riguarda, nell’ ottica criminale, Capaci ci appartiene, via D’Amelio ci appartiene. Ma su Firenze, Milano e Roma entriamo in una storia diversa, è un terreno che non ci appartiene. Cosa Nostra non è così imbecille da andare in guerra senza le spalle coperte”. Chi parla è Gaspare Spatuzza davanti ai giudici del processo di Firenze lo scorso 2 febbraio. Una frase emblematica di quanto accaduto nel nostro paese all’inizio degli anni ’90 con conseguenze che, come una infezione, nel tempo si moltiplicano, creando sempre più gravi patologie nella società italiana. Una frase, quella di Spatuzza che, tutto sommato, andrebbe spiegata meglio agli italiani. E qualcuno l’ha fatto.&lt;br /&gt;Lo hanno scritto i giudici della corte d’Appello di Firenze nella motivazione della sentenza nel processo per le stragi 1992/93, riportando un passo della deposizione del pentito Tullio Cannella che ha riferito delle confidenze fattegli da Leoluca Bagarella, braccio destro e cognato di Totò Riina: “Il commento del signor Bagarella era e fu, ripercorrendo a ritroso pagine della storia italiana e quindi più specificatamente partendo dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio, a quelle che si erano verificate nell’estate del 1993, Bagarella mi disse che questo era frutto di un determinato piano che era stato preventivamente stabilito o concordato. [...] Mi disse: «È molto facile, caro Tullio, secondo i pentiti, che di tutto viene scaricata la responsabilità su Salvatore Riina o su di me. Mentre altri hanno questa responsabilità». [...] Con questa dichiarazione non sto affatto escludendo che sul piano operativo militare il signor Bagarella era a conoscenza e che altri fattivamente hanno partecipato praticamente all’attuazione delle stragi”.&lt;br /&gt;Dunque quanto Spatuzza vuole “prudentemente” significare a proposito delle stragi messe in atto al di fuori della Sicilia è «che sul piano operativo altri fattivamente hanno partecipato praticamente all’attuazione delle stragi». Non si tratta solo di mandanti “a volto coperto”, ma di “altri”, esterni a Cosa Nostra, coinvolti «pratica attuazione delle stragi». Il che può significare diverse cose. Ad esempio, escludendo quelle già ampiamente dimostrate nelle sentenze, rimane tutt’ora aperto il capitolo sulla fornitura agli artificieri di Cosa Nostra, dell’esplosivo militare utilizzato in tutte le stragi del ‘93 e di cui pentiti e collaboratori sembrano non sapere assolutamente nulla: quasi certamente non il Semtex H, dagli anni ’80 in possesso di Cosa Nostra, o il “Torpex” recuperato da ordigni residuati bellici, ma il T4, abbinato a miccia detonante alla pentrite. Una strada che, se perseguita con determinazione, potrebbe portare vicino a verità davvero inconfessabili.&lt;br /&gt;Non c’è giustizia senza verità&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6033398547090299947?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6033398547090299947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/mafia-spatuzza-le-stragi-del-1993-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6033398547090299947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6033398547090299947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/mafia-spatuzza-le-stragi-del-1993-non.html' title='Mafia. Spatuzza: “Le stragi del 1993 non appartengono a Cosa Nostra”. Tratto da www.articolotre.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-pyPJk1jXsic/TeDIH67xazI/AAAAAAAAAew/_MwXUj9EszI/s72-c/spatuzza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5695006923456606636</id><published>2011-05-28T11:44:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T11:50:38.594+02:00</updated><title type='text'>I livelli di povertà negli Stati Uniti uguali a quelli degli anni Trenta. Tratto da http://inforossa.altervista.org</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-pYoB35UZBe0/TeDFaojhNkI/AAAAAAAAAeo/3gdprER_5sg/s1600/stati-uniti-poverta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-pYoB35UZBe0/TeDFaojhNkI/AAAAAAAAAeo/3gdprER_5sg/s320/stati-uniti-poverta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611702197057304130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wall Street, che almeno temporaneamente si è alleggerita del peso di dover comprare bond Treasuries &amp; Agency, sta guardando al balzo del prezzo del petrolio come niente di più di un fastidio ai suoi piani per fare più affari. Bill Dudley, uno dei più potenti membri della New York Fed, continua a difendere vigorosamente la politiche della Federal Reserve. Lui, alcuni altri partecipanti della Fed ed il presidente Bernanke, credono che la liquidità sia la chiave per risolvere i problemi. Non solo nel regno dell’acquisto del debito, ma anche per il sollievo che porta a Wall Street e alle banche. Le solleva dalla responsabilità di dover fare quegli acquisti per sostenere la Fed. Quei fondi possono allora essere diretti verso altri investimenti, come l’aumento sostenuto del prezzo delle azioni guidato dalla liquidità. La correlazione tra i movimenti nello stato patrimoniale della Fed e il mercato può essere rilevata all’85% dei movimenti di mercato per i passati due anni e mezzo.&lt;br /&gt;Un interessante risultato della politica manipolativa della Fed è un basso livello di interessi a breve termine in questo periodo. La maggior parte di questi giocatori di mercato professionisti sapeva che il mercato era stato tenuto su di giri, perchè sapevano che una così travolgente iniezione di liquidità lo avrebbe portato ad un livello più elevato.&lt;br /&gt;Sapevano anche che la Fed doveva continuare a far andare “l’effetto ricchezza”, poichè il mercato era il solo generatore di ricchezza rimasto, visto che la bolla di mercato dei bond sarebbe poi alla fine esplosa. La Fed ha architettato una ripresa di mercato e anche Wall Street sapeva che si sarebbe rialzata. QE1 ha salvato la comunità finanziaria e QE2 ha salvato la struttura di debito del governo almeno temporaneamente. Anche l’effetto ricchezza è stato salvato per ora. Il pubblico è stato lasciato con un mucchio di briciole mentre lottava per sopravvivere. La disoccupazione non è mai migliorata così lievemente e ora abbiamo il nuovo problema di aumentare la sofferenza, che è molto più alta dei prezzi del petrolio.&lt;br /&gt;La generosità sponsorizzata dalla Federal Reserve, posseduta da privati, non è ancora stata sufficiente per stimolare una crescita adeguata e gli effetti sia della creazione monetaria della Fed che dell’esaurimento del deficit non sono stati sufficienti a produrre una più elevata crescita economica; e ora l’economia deve fare i conti un’inflazione rampante, il risultato di QE1 e QE2, più lo stimolo di ciò che si dimostrerà essere un sussidio di circa 15 milioni di dollari, più i prezzi del petrolio che vanno alle stelle. Non è allora sorprendente assistere a revisioni verso il basso di analisti sulle stime di crescita del terzo e quarto trimestre. Stiamo ancora assistendo a declini nei prezzi domestici e nelle vendite, così come negli ordini e nelle spedizioni. Tutto questo non può essere d’aiuto ma influisce negativamente sulla spesa dei consumatori. Allo stesso tempo gli stati ed i comuni stanno tagliando severamente.&lt;br /&gt;L’incombere delle giacenze, tassi di interesse più elevati e la mancanza di fondi per le caparre hanno intrappolato un’altra volta il mercato delle case. Come abbiamo predetto tempo fa, prima di chiunque altro, il lato negativo del settore immobiliare andrà avanti ancora un paio d’anni, e forse quattro, prima di trovare un fondo.Allora per quanto tempo continuerà a sbattere sul fondo? Forse otto anni o venti, o di più. Anche le case nuove stanno affrontando valutazioni più basse.&lt;br /&gt;Sono assenti la creazione di posti di lavoro e il controllo del debito. I repubblicani vogliono tagliare 61 miliardi di dollari dal deficit del budget, che è una miseria ed un insulto con davanti ad un deficit di 1,6 trilioni di dollari. Non possono essere seri, ma lo sono.&lt;br /&gt;Questo ti mostra come la maggior parte dei politici sia privo di contatto con la realtà e che essi rispondono solamente a coloro che li stanno pagando, non ai loro elettori.&lt;br /&gt;Non c’è stata nessuna spinta alla creazione di lavoro al momento in cui l’occupazione reale è al 22,4%. Come se il lavoratore americano non esistesse. Neanche la situazione a livello di stati e comuni sta aiutando, visto che i tagli e i licenziamenti prevalgono. Questo mentre il prezzo degli alimenti e del gas salgono a livello della stratosfera. Come avevamo preannunciato in anticipo, il 2011 non è un buon anno per la crescita, dal 2% al 2-1%, 4% al massimo. Il mercato azionario non si aspetta questo, e quando il dato sarà evidente il mercato cadrà.&lt;br /&gt;Interessante è notare che gli introiti personali sono aumentati dell 1% mese a mese, ma una volta sottratto lo sgravio fiscale (vi ricordate dello scherzetto di Dicembre vero?), e che le crescita sarebbe stata dello 0.1%.Non è certo un numero di cui vantarsi. Come risultato, la spesa di gennaio è caduta dello 0,1%, e ciò dovrebbe proseguire in negativo. Non dimentichiamo che tutto il debito delle carte di credito da novembre e dicembre deve essere pagato. Come avevamo predetto, il primo quarto [dell'anno] dovrebbe mostrare una situazione di spesa e consumo negativa.&lt;br /&gt;La domanda personale che ci hanno fatto è: quando la Fed capirà che non può continuare a creare soldi e credito? Che la maggior parte di voi lo capisca o no, la politica di regali monetari è stata in azione per 11 anni, quindi niente di nuovo. Che è il tempo durante il quale l’inflazione è stata creata in questi anni. Ti mostra che le banche centrali hanno una grave deriva e una prolungata serie di azioni ignobili. Il problema per questi banchieri è che alla fine perdono ogni volta. Storicamente se ne sono tirati fuori comprando chiunque fosse sotto tiro. Quando la lega lombarda ebbe un collasso nel 1348 essi furono esiliati e nel 1789 in Francia i loro capi furono rimossi.&lt;br /&gt;Ciò che è interessante è che in ogni caso (e ce n’erano molti), i banchieri sapevano esattamente quale sarebbe stato il risultato, ma essi proseguirono nonostante quello. Oggi, la Fed sta provando a stabilizzare l’inflazione al 2% circa, I dati ufficiali parlano dell’ 1,5%, quando in realtà i dati sono tra il 7 e il 9%. C’è una presunta ripresa nel lavoro. Che ancora non è accaduta visto che c’è stata una sola riduzione ufficiale del 1% nel U6. Non c’è bisogno di dirlo, noi obiettiamo queste statistiche fortemente, nello stesso modo in cui il governo ha grosse difficoltà a dire la verità.Tra il 65% e il 70% dei posti di lavoro sono creati da piccole e medie aziende, e i prestiti a queste aziende sono stati ridotti di almeno il 30%, rallentando l’abilità di queste compagnie di espandersi e creare occupazione. La situazione non è cambiata.&lt;br /&gt;Per la maggior parte solo le compagnie AAA hanno accesso facile al credito e la percentuale più saggia ha tagliato l’occupazione. La crescita del consumatore è stata limitata dalle bancherotte e dalla non disponibilità del credito. 17 milioni di posti di lavoro sono stati creati da 26 milioni come risultato della cartolarizzazione del credito, un mercato che non esiste più. Come risultato nei due anni precedenti l’economia ha perso 2 milioni di posti di lavoro. Queste perdite sono complicate dalle perdite attribuibili alla libertà di scambio, alla globalizzazione, all’offshoring e all’outsourcing. Dovuto a questa politica sul commercio, l’economia non può aumentare la produttività a nessun livello più alto, nè può prdourre lavoro. La nascita/morte di questa ragione non inganna nessuna mente che indaga. Semplicemente è fasullo e i millioni di posti di lavoro creati sotto le sue statistiche sono bugie senza valore.Finchè avremo una tale politica di commercio dovremo avere alleggerimenti quantitativi indefiniti.&lt;br /&gt;QE2, che predicemmo nel maggio 2010, cominciò in giugno, non più tardi di quanto fosse noto alla maggior parte dei professionisti. L’intero ammontare dei fondi da usare era di 900 miliardi di dollari, non 600, e resta da vedere solo ancora quanti soldi sono stati creati dal nulla. L’acquisto di CDS e MGS, conosciuti come rifiuti tossici, si supponeva fosse terminato, ma sappiamo che una parte fu acquistato dalla Cina. Ci chiediamo solo: quanta parte venne comprata e dove è stata nascosta? Il QE2 e i fondi di stimolo saranno spesi ad andare a giugno, che significa che la seconda metà dell’anno vedrà un ribasso economico, che pochi si aspettano. Ciò potrebbe essere in parte perchè stiamo assistendo finalmente ad una correzione di mercato. Per quello che sappiamo la Fed sta tenendo circa 1,3 trilioni di dollari nel tesoro, seguita a ridosso dalla Cina, che ha circa 1,17 trilioni. Gli americani hanno 3,3 trilioni di dollari e gli stranieri 4,45. L’inflazione creata dalla monetizzazione del debito del governo degli Stati Uniti si sta mostrando nell’inflazione dei prezzi, soprattutto nel cibo. Ciò è stato aiutato da un aumento delle vendite per l’oro e l’argento, ma anche di tutti i beni. L’aumento continuerà. Il mercato potrebbe dirci come l’alleggerimento quantitativo sta per finire. Se ciò accade l’economia mondiale collasserà. Coloro che vogliono la fine dei QE non possono capire cosa stanno chiedendo. La deflazione prenderà immediatamente il suo posto risucchiando l’intera economia mondiale con essa.&lt;br /&gt;Il ritiro della liquidità sarà devastante, ma per un qualche tempo l’inflazione dei prezzi già presente nel sistema prevarrà, ma sarà su una pendenza verso il basso. La Fed è il responsabile e ciò che succede dipende da quello che fanno. L’inflazione causata da QE1 e QE2 e lo stimolo 1 e 2 non possono essere arginati dalla Fed. è già presente nel sistema e dovrà giocare la sua parte fino in fondo a meno che la Fed non inizi la QE3 in autunno, accompagnata dagli stimoli da parte del congresso. Sembra che la crescita economica non sia esistita per 11 anni ed ora è peggio che mai. La Fed non può tenere su l’economia a tempo indefinito, non importa quanta liquidità essa immette nel sistema. Si tratta solamente di una azione di difesa. Probabilmente avremo una QE3 e ce ne potranno essere altre, ma alla fine non porterà a niente. Questo sistema si deve autodistruggere.&lt;br /&gt;Ciò che la Fed ha dato a Wall Street e alle banche, che sono di proprietà della Fed, è una economia sotto steroidi, che non è una cura ma un palliativo continuo. Il debito e gli accordi non sovvenzionati in tutto il mondo finiranno disonorati.&lt;br /&gt;L’idea della Fed è di soffiare via i problemi, ma ciò può funzionare solo in termini generici. Come si fa a soffiare via il debito senza essere inadempienti? Forse il mercato sta iniziando a capire che non importa quanto denaro e credito viene immesso nel sistema: alla fine non funzionerà.&lt;br /&gt;Gli elitaristi sono ad un punto morto e sono ben consapevoli di ciò, poichè essi hanno deliberatamente creato questa mostruosità. Tutto è a posto per un fallimento economico, finanziario, sociale e politico, e non solo negli Stati Uniti, ma anche in molte altre nazioni. Il risultato impatterà negativemente sul mondo, per il tempo a venire. Il materialismo sta arrivando alla sua fine. Siete stati avvertiti.&lt;br /&gt;Negli stati uniti gli standard di vita per circa il 16% della popolazione è già ai livelli di povertà degli anni ’30. Vi riuscite ad immaginare dove sarebbe senza buoni per gli alimenti ed estesa disoccupazione, etc.; questo è causato dal salario del debito, seguito dalla disparità e diseguaglianza fra il ricco e il povero. Quel 16% è un totale di quasi 45 milioni di americani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5695006923456606636?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5695006923456606636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/i-livelli-di-poverta-negli-stati-uniti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5695006923456606636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5695006923456606636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/i-livelli-di-poverta-negli-stati-uniti.html' title='I livelli di povertà negli Stati Uniti uguali a quelli degli anni Trenta. Tratto da http://inforossa.altervista.org'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-pYoB35UZBe0/TeDFaojhNkI/AAAAAAAAAeo/3gdprER_5sg/s72-c/stati-uniti-poverta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3690402722729735944</id><published>2011-05-27T11:52:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T12:03:27.426+02:00</updated><title type='text'>Berlusconi va a piagnucolare da Obama: "Abbiamo una dittatura dei giudici di sinistra"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-zM9GKDHErVw/Td926OYoclI/AAAAAAAAAeg/7Tf4HifxTME/s1600/obama-berlusconi-269x162.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 162px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zM9GKDHErVw/Td926OYoclI/AAAAAAAAAeg/7Tf4HifxTME/s320/obama-berlusconi-269x162.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611334403392827986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia “abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra”: queste le parole choc del Cavaliere rivolte a Barack Obama nel contesto del G8 che si sta svolgendo a Deauville in Francia;poi Berlusconi non pago ha rincarato la dose: “Noi abbiamo presentato una riforma della giustizia che per noi e’ fondamentale perche’ in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra”. Obama non ha risposto assolutamente nulla al suo bizzarro interlocutore. Questa è l'ennesima figuraccia che Berlusconi ha fatto fare al nostro paese di fronte al mondo, non resta che sperare che questa farsa possa finire al più presto per il bene di tutti. Nel caso dovesse perdere Milano chissà che pericoli andrà a sbandierare piagnucolando alla Casa Bianca, magari un ritorno dei bolscevichi e della Guerra Fredda, contro cui, ne siamo certi, Silvio cercherà l'autorizzazione per un attacco preventivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3690402722729735944?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3690402722729735944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/berlusconi-va-piagnucolare-da-obama.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3690402722729735944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3690402722729735944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/berlusconi-va-piagnucolare-da-obama.html' title='Berlusconi va a piagnucolare da Obama: &quot;Abbiamo una dittatura dei giudici di sinistra&quot;'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zM9GKDHErVw/Td926OYoclI/AAAAAAAAAeg/7Tf4HifxTME/s72-c/obama-berlusconi-269x162.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8550951875124803458</id><published>2011-05-26T18:03:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T18:07:08.264+02:00</updated><title type='text'>Crisi: Grecia: decine di migliaia in piazza  contro Austerity sull'esempio pacifico dei madrileni a Porta del Sol . Tratto da www.controlacrisi.org</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7xIHQmth2OM/Td56p0SkpqI/AAAAAAAAAeY/GsYPjU1SiSs/s1600/14844-europe-peoples-rise-up.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-7xIHQmth2OM/Td56p0SkpqI/AAAAAAAAAeY/GsYPjU1SiSs/s320/14844-europe-peoples-rise-up.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611057044579985058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre a Bruxelles, come ha reso noto il Commissario greco Maria Damanaki, si parla del ritorno della Grecia alla dracma e ad Atene, fra governo e rappresentanti degli industriali si parla di referendum sul memorandum e del futuro europeo della Grecia, migliaia di cittadini greci di ogni età e ceto sociale hanno dato ieri una prima risposta contro le nuove misure di austerità decise dal governo. Lo hanno fatto scendendo in piazza pacificamente nelle grandi città del Paese sull'esempio dei cittadini spagnoli che da giorni manifestano nella piazza Puerta del Sol di Madrid. La grande partecipazione dei greci alle manifestazioni, come nota la stampa odierna, dimostra il livello di disperazione cui è giunto la grande maggioranza di loro. Ad Atene, sulla centralissima piazza Sintagma, si sono radunati migliaia di ateniesi, oltre 20 mila secondo i giornali, tra i quali c'erano giovani disoccupati, studenti, madri con i loro bambini, commercianti e pensionati per gridare tutti insieme «prendete il Memorandum e andatevene via». Intanto i rappresentanti della «troika» - Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea - in Grecia per verificare la rigida attuazione del programma economico varato dal governo, hanno voluto incontrare ieri anche i rappresentanti di Nea Dimocratia (ND), il principale partito d'opposizione di centro-destra per discutere anche con loro della situazione economica del Paese e del programma del partito presentato qualche giorno fa dal leader Antonis Samaras. L'incontro, durato più di due ore, si è svolto «in un clima buono», ha detto Nea Dimocratia in un comunicato. I rappresentanti della «troika» - secondo quanto riferiscono i giornali - hanno ascoltato quello che avevano da dire i dirigenti di ND e si sono impegnati a riferire ai loro superiori le posizioni del partito&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8550951875124803458?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8550951875124803458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/crisi-grecia-decine-di-migliaia-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8550951875124803458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8550951875124803458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/crisi-grecia-decine-di-migliaia-in.html' title='Crisi: Grecia: decine di migliaia in piazza  contro Austerity sull&apos;esempio pacifico dei madrileni a Porta del Sol . Tratto da www.controlacrisi.org'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7xIHQmth2OM/Td56p0SkpqI/AAAAAAAAAeY/GsYPjU1SiSs/s72-c/14844-europe-peoples-rise-up.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3383955340868790749</id><published>2011-05-26T11:31:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T11:39:40.179+02:00</updated><title type='text'>Siamo Tutti Operai, di Adriana Pollice</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-r3xJ_N2hRcU/Td4f13LftyI/AAAAAAAAAeI/5tNvJOrx1N8/s1600/thumb.php.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-r3xJ_N2hRcU/Td4f13LftyI/AAAAAAAAAeI/5tNvJOrx1N8/s320/thumb.php.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610957195955910434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le serrande dei negozi abbassate o ferme a metà ieri a viale Europa sono il primo segnale che a Castellammare non c’è ritorno alla normalità senza un nuovo piano per il cantiere stabiese. Gli operai si dividono tra il presidio che tiene sotto pressione il Municipio, il blocco stradale lungo l’arteria principale, su cui insistono ospedale e tribunale, fino all’occupazione dei binari della Circumvesuviana, la metropolitana regionale che collega Napoli a Sorrento. La strada ferrata, all’altezza della fermata di via Nocera, scorre sul piano del calpestio di pedoni e auto senza soluzione di continuità, tra case e negozi. Lì il gruppo più numeroso di operai forma un grumo umano. Col megafono arringano la folla di passanti del mattino, ma è quasi superfluo, tanto a Castellammare tutti sanno quello che sta succedendo. Chiudere il cantiere significa azzerare la loro identità, interrompere la catena di orgoglio e conoscenza che si passano da una generazione a un’altra. «Siamo stati tutti operai – racconta una signora che passa con le buste della spesa – quando c’è il varo la vita si ferma, io mi affaccio dalla finestra, solo quando la nave è in mare dico assa fa’, è andato tutto bene e torno a fare quello che devo fare. Protestate, protestate!». Il sindaco Luigi Bobbio, passati i cinque minuti di solidarietà avuti martedì, ieri invocava l’esercito per schiacciare la sovversione, «recuperare il controllo della piazza e a ripristinare la legalità». Una legalità senza lavoro, l’ordine la sua sola ossessione.&lt;br /&gt;Tra gli argomenti del giorno, i commenti all’incontro della sera prima con il presidente della regione, Stefano Caldoro. «La politica industriale non la faccio io, quattro ore per tirargli fuori l’impegno scritto a finanziare la ristrutturazione del bacino, soldi già stanziati e bloccati perché poi dipende da un diverso piano industriale di Fincantieri… siamo arrivati a questo sfascio anche perché nei palazzi che contano non ci difende nessuno», racconta Francesco D’Auria, operaio Fiom, mentre organizza nuove iniziative. «Siamo a un bivio, l’equilibrio sociale che si basava sul lavoro è appeso a un filo – riprende Rolando, elettricista per una ditta dell’indotto – a Castellammare negli ultimi due anni la disoccupazione è cresciuta del 37%, il piano per il Sud del ministro Tremonti è un piatto vuoto». Cantiere e stabilimenti termali, la storia della città tutta giocata sulle sue acque: il primo virtualmente chiuso, le seconde non pagano lo stipendio ai dipendenti da cinque mesi, dietro la porta la svendita ai privati. Così in città, come già accaduto a Pomigliano d’Arco con la crisi Fiat, stanno aumentando le famiglie vittime d’usura.&lt;br /&gt;Da anni attendono interventi per lo sviluppo. Per il comprensorio d’area torrese-stabiese furono stanziati 180 miliardi di vecchie lire, risultato: un porto turistico a Marina di Stabia e un hotel, il Crowne Plaza, 180 miliardi per creare appena 120 posti di lavoro, stagionali e sottoposti all’andamento di un turismo che da queste parti proprio non si vede visto che, poco più in là, c’è la costiera sorrentina. La paga media per un operaio dei cantieri è di 15 mila euro all’anno se non si resta a casa senza consegne, al nord il reddito medio è almeno il doppio: «Ma se mi devo prendere una vacanza – ragiona Giovanni – porto la famiglia a Sorrento a mangiare, panino e bibita 4 euro e non di più che, altrimenti, non ci possiamo permetterci la benzina per tornare. Ma chi ci va a ‘sto Crowne Plaza».&lt;br /&gt;Massimo ha 36 anni e tre figli, lavora anche lui nell’indotto. È in cassa integrazione, circa 900 euro al mese, 400 se ne vanno solo per l’affitto. Fa il carpentiere, si occupa delle strutture in legno su cui scorre la nave durante il varo. Il varo è la cerimonia fondante dell’identità di Castellammare, come il miracolo di San Gennaro per Napoli. L’evento eccezionale che ti dice chi sei e cosa rappresenti. Sul telefonino ha il video dell’ultima volta, novembre 2009: «Ci vedi tutti in fila con il casco, lavoriamo per ditte diverse ma siamo come un unico corpo. La nave scivola in acqua quando si recita la formula Madrina, in nome di dio, taglia». Noi gettiamo i guanti sulla fiancata come per accompagnarla, tutto intorno suonano le sirene, i fuochi dal ponte, si dice che la figlia piglia il mare, va dalla mamma. Arrivata in acqua, le cime la tengono e io grido fermati picceré». Massimo racconta e tutti intorno hanno letteralmente la pelle d’oca. Sono figli e nipoti d’arte: «Io e mia sorella – riprende – aspettavamo mio padre di ritorno dal lavoro perché il pomeriggio ci dovevamo fare pane e salame con il cestino del cantiere».&lt;br /&gt;Sono i più giovani d’Italia, sopravvissuti all’ultima ristrutturazione del ’94. Si sono ritrovati senza colleghi anziani a costruire navi, una sfida che hanno vinto, del resto sono passati indenni da una prova a un’altra. «Il bacino di costruzione non l’abbiamo mai potuto avere. Prima ci dicevano che c’era già a Napoli, poi lo hanno venduto ai privati ma, intanto, avevano investito ad Ancona, per noi non è mai arrivato il tempo, avremmo tolto lavoro al nord». I più giovani e i più bravi, in grado di conquistarsi i premi produzione. Fino al 2007 ognuno degli otto cantieri aveva una nave da costruire, nel 2008 le commesse sono scese a cinque, nel 2010 a tre. La crisi e la struttura obsoleta sono diventate armi di ricatto per spremere i lavoratori stabiesi: «Abbiamo costruito navi prototipo per Tirrenia e Grimaldi. Due per un committente finlandese, nello stesso tempo ad Ancona ne hanno consegnata solo una, pur avendo infrastrutture migliori». Tutte realizzate su scalo e poi il varo: il mare sale e invade il bacino, è come una tempesta forza sette. «Lì si vede che siamo bravi – spiegano – se si spezza il lavoro non è stato fatto a mestiere, altrimenti resisterà a qualsiasi burrasca. Da noi mai nessuna rottura». Nel 2009 l’ad Fincantieri, Giuseppe Bono, ha preteso la costruzione di un troncone per la Grimaldi in appena quattro mesi: «C’è la crisi, non possiamo acquistare i materiali, dovete adattare quello che avete già, ci ha detto. Allora abbiamo lavorato con quello che c’era senza far spendere un soldo per un progetto che prevedeva uno scafo particolare e pure fuori scala rispetto alla nostra struttura. Il troncone era talmente grande che, al momento del varo, la poppa era già in mare e il bulbo di prua sulla tribuna degli ospiti. Neanche questo ci ha fermato e adesso ci vengono a dire che dobbiamo chiudere». Sono giovani e sono bravi, sono pronti a qualsiasi riconversione per realizzare le navi del futuro, nessuna sfida li spaventa: «Bono è un incompetente – urlano – si levasse da mezzo lui che noi sappiamo stare nel mercato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3383955340868790749?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3383955340868790749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/siamo-tutti-operai-di-adriana-pollice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3383955340868790749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3383955340868790749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/siamo-tutti-operai-di-adriana-pollice.html' title='Siamo Tutti Operai, di Adriana Pollice'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-r3xJ_N2hRcU/Td4f13LftyI/AAAAAAAAAeI/5tNvJOrx1N8/s72-c/thumb.php.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5033275818830815743</id><published>2011-05-25T20:47:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T21:25:23.300+02:00</updated><title type='text'>Gli ultimi deliri del Caimano: "senza cervello chi vota a sinistra"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-nlLfT7Hc5EQ/Td1Xn7fvX3I/AAAAAAAAAeA/KFvxN4_PL2E/s1600/berlusconess.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 268px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-nlLfT7Hc5EQ/Td1Xn7fvX3I/AAAAAAAAAeA/KFvxN4_PL2E/s320/berlusconess.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610737054270840690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come prevedibile siamo arrivati già al tempo delle offese. E si, in effetti sembrava sin troppo strana la tregua tra Pisapia e la Moratti in attesa del ballottaggio. Questa volta ci ha pensato Berlusconi in persona ad alzare i toni come solo lui sa fare, e questa volta ha voluto prendere come bersaglio tutti coloro che votano a "sinistra". Berlusconi ha scelto "Porta a Porta" per vomitare la solita sequela di offese e di insulti a chi osa non pensarla come lui: «Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello». Parole gravissime, parole che mancano di rispetto a tutti i cittadini onesti che esercitano il loro legittimo diritto di scegliere per chi essere governati. Parole ancora più ridicole perchè pronunciate dal peggiore presidente del consiglio della storia repubblicana di questo paese.&lt;br /&gt;Ma Berlusconi non si è fermato qui: «La Moratti e Lettieri sono persone che hanno gestito aziende, sono capaci di prendere delle decisioni, mentre gli altri sono amministratori improvvisati. Io credo che Pisapia e De Magistris non riusciranno a vincere, se a Milano e Napoli la gente andrà a votare senza lasciare a casa il cervello».Il fatto che la Moratti abbia già governato Milano e che siano stati proprio i milanesi a decidere di mandarla al ballottaggio, evidentemente per il leader del Pdl non ha alcun tipo di peso. Ma non illudetevi, anche Pisapia ha ricevuto la sua giusta dose di bordate:«Pisapia ha presentato leggi a tutela dei terroristi, di eversori e per l'eutanasia» (l'eutanasia è di colpo diventata una pratica demoniaca, mentre riguardo ai suoi di amici: Mangano, Dell'Utri, in odore di Mafia, meglio tacere, loro non sono eversori), e ancora Pisapia non sarebbe capace di governare Milano perchè:«perchè non ha amministrato nemmeno un'edicola e invece Moratti e Lettieri per Napoli hanno gestito aziende con fortissima capacità»: frase quest'ultima di una gravità inusitata in quanto mostrerebbe che per Berlusconi la politica sarebbe nè più ne meno che, parafrasando Clausewitz, una prosecuzione degli affari con altri mezzi. Addirittura a Pisapia viene imputato il non essere un imprenditore, roba da fare accapponare la pelle.Riguardo poi alle accuse di essere un "agitatore politico" non mi viene in mente alcuna dichiarazione rilasciata dall'ex senatore di Rifondazione che induca anche solo a ritenerlo un eversivo; si può forse sostenere lo stesso di Berlusconi e dei suoi sodali? &lt;br /&gt;Ma i deliri, ahinoi, non finiscono qui. Udite, udite, Silvio Berlusconi a Milano avrebbe perso per "il blocco mediatico a sinistra"!!!: «Io credo ci sia una motivazione assolutamente precisa. Abbiamo contro un blocco mediatico terrificante, a partire dal Corriere della Sera, da Sky e La7 e le trasmissioni Rai pagate con i soldi di tutti che stanno con la sinistra»; ora anche la Rai è diventato un coacervo di pericolosi comunisti, solo che evidentemente Minzolini non se ne deve essere accorto. &lt;br /&gt;Berlusconi, non ancora stanco, ha poi negato la crisi che sta facendo soffrire milioni di italiani, anzi ha dichiarato che gli italiani spendono 10 miliardi in cosmetici, segno inequivocabile di un ottimo stato di salute dell'economia: &lt;br /&gt;«Le esperienze di tutti noi ci dicono che è difficile trovare un posto al ristorante, prenotare un posto in aereo o in treno per le vacanze di Pasqua ed inoltre spendiamo 10 miliardi di euro per i cosmetici». La domanda viene spontanea: ma quali italiani frequenta e conosce Silvio Berlusconi? non vogliamo saperlo.&lt;br /&gt;Infine si è lanciato contro la carta stampata e la presunta persecuzione giudiziaria che gli impedirebbe di governare al meglio l'Italia, insomma le solite boutades, trite e ritrite, e ormai anche un pò logore.&lt;br /&gt;Sentendo parlare Berlusconi si può effettivamente capire le proporzioni del baratro entro cui ha fatto sprofondare l'Italia; dobbiamo solo sperare che finalmente il suo regno in rovina lo travolga, scoperchiando il marciume raccoltosi in vent'anni di vergogne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d.c&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5033275818830815743?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5033275818830815743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/gli-ultimi-deliri-del-caimano-senza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5033275818830815743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5033275818830815743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/gli-ultimi-deliri-del-caimano-senza.html' title='Gli ultimi deliri del Caimano: &quot;senza cervello chi vota a sinistra&quot;'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nlLfT7Hc5EQ/Td1Xn7fvX3I/AAAAAAAAAeA/KFvxN4_PL2E/s72-c/berlusconess.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5915792809008794948</id><published>2011-05-25T20:10:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T20:12:16.844+02:00</updated><title type='text'>Avanzata dei comunisti nelle elezioni legislative di Cipro. Tratto da: www.lernesto.it; articolo di  Mauro Gemma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-bqfCTYpLQfY/Td1Ges46CII/AAAAAAAAAd4/UoDwWe8ITjQ/s1600/akel.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bqfCTYpLQfY/Td1Ges46CII/AAAAAAAAAd4/UoDwWe8ITjQ/s320/akel.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610718204033370242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comunisti ciprioti di AKEL, nonostante le pessimistiche previsioni della vigilia, continuano ad avanzare e con il 32,67% dei voti consolidano la loro posizione di forza di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 maggio si sono svolte le elezioni legislative a Cipro, per i 56 seggi della Camera dei rappresentanti di questa isola del Mediterraneo che fa parte dell'Unione Europea e dell'area euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni rappresentavano un difficile banco di prova per la coalizione di governo guidata dai comunisti di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore). I media nazionali e internazionali accreditavano una sconfitta clamorosa di AKEL, a causa soprattutto dei negoziati avviati con le autorità del settore del paese sotto controllo turco, dall'attuale presidente della Repubblica , Dimitris Christofias, per la riunificazione pacifica dell'isola, e una vittoria schiacciante del partito di destra DISY (Raggruppamento democratico), espressione dei settori più retrivi della borghesia cipriota e degli umori nazionalisti più esasperati della comunità greco-cipriota, che avrebbe dovuto assicurargli il pieno controllo del parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati sono stati una clamorosa smentita delle previsioni della vigilia e dei sondaggi interessati. Certo, DISY è diventato il primo partito di Cipro, ottenendo il 34,28% dei voti (+ 3,76%) e 20 deputati. Tuttavia, AKEL, a dimostrazione del suo profondo radicamento nella società cipriota, della giustezza della sua linea politica, dell'autorevolezza del suo ruolo nell'amministrazione del paese e anche dell'indubbio prestigio dell'attuale presidente della Repubblica comunista (va ricordato che a Cipro vige un regime presidenziale), non solo ha allontanato lo spettro della disfatta, ma ha addirittura rafforzato in modo significativo il risultato del 2006, raggiungendo il 32,67% dei consensi, con un incremento dell'1.36%, e 19 deputati, uno in più rispetto alla tornata elettorale precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l'alleato dei comunisti, il partito di centro-sinistra DIKO, pur perdendo il 2,2% dei consensi e scendendo al 15,76%, ottiene tuttavia i 9 deputati che permettono alla coalizione di mantenere il 50% degli eletti, e verosimilmente garantire la continuazione dell'esperienza di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i partiti minori, i socialdemocratici di EDEK mantengono le loro posizioni con l'8,93%, mentre il cosiddetto Partito Europeo subisce un tracollo a favore della destra, scendendo dal 6% al 3,8%. I verdi non vanno oltre il 2%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel commentare il risultato indubbiamente positivo ottenuto dal partito, il segretario generale di AKEL, Andros Kyprianou ha voluto evidenziare che, mentre nella totalità dei paesi appartenenti all'Unione Europea, le forze di governo, nei tempi recenti, hanno subito sconfitte cocenti, perdendo gran parte della loro forza, a Cipro le cose sono andate ben diversamente, facendo dei comunisti una vera e propria eccezione nel panorama elettorale continentale: “AKEL non solo non è stato spazzato via e neppure ha perso una parte della sua forza, ma al contrario è riuscito in condizioni molto difficili e avverse ad aumentare il suo risultato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kyprianou ha confermato che la risoluzione pacifica della questione cipriota continuerà a rappresentare la priorità nell'iniziativa di AKEL, allo scopo di raggiungere una “soluzione che sia giusta e che miri alla riunificazione dell'isola e del nostro popolo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi economica che colpisce duramente Cipro come il resto dei paesi europei sarà sicuramente l'oggetto delle maggiori preoccupazioni dei comunisti, che però, ha continuato Kyprianou, continueranno ad opporsi a qualsiasi piano di austerità imposto dall'esterno e “non accetteranno mai misure che vadano in senso antipopolare”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5915792809008794948?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5915792809008794948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/avanzata-dei-comunisti-nelle-elezioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5915792809008794948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5915792809008794948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/avanzata-dei-comunisti-nelle-elezioni.html' title='Avanzata dei comunisti nelle elezioni legislative di Cipro. Tratto da: www.lernesto.it; articolo di  Mauro Gemma'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bqfCTYpLQfY/Td1Ges46CII/AAAAAAAAAd4/UoDwWe8ITjQ/s72-c/akel.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8537032872559887660</id><published>2011-05-25T13:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T14:01:10.418+02:00</updated><title type='text'>Fincantieri: moblitazione e rabbia a Castallemmare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-aDJ7IFdo-lY/TdzvgFqqm7I/AAAAAAAAAdw/50X45uq02ow/s1600/fincantiers.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-aDJ7IFdo-lY/TdzvgFqqm7I/AAAAAAAAAdw/50X45uq02ow/s320/fincantiers.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610622570352778162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fincantieri è in subbuglio, non si ferma la protesta dei lavoratori, almeno 200 operai, che, esasperati, hanno preso la drastica e disperata decisione di bloccare un incrocio nevralgico della città dalle prime ore di questa mattina. Anche la stazione della circumvesuviana è stata bloccata da alcuni lavoratori, e hanno imposto la chiusura dei negozi in tutta la zona. La camera consiliare del comune continua ad essere occupata dagi operai da ieri, e nei pressi del comune rimangono alcuni presidi, segno che i lavoratori vogliono continuare la mobilitazione per segnalare il proprio disagio e ottenere un aiuto dalle istituzioni.&lt;br /&gt;"La mobilitazione non si fermerà finché non avremo certezze sul prosieguo dell'attività del cantiere e sulla continuazione della realizzazione delle navi per garantire i lavoratori di Fincantieri e del suo indotto": queste le parole di G.Sgambati, il segretario della Uilm campana, il quale ha affermato che i lavoratori non si sentono tutelati e temono che la chiusura dello stabilimento possa avvenire in ogni caso.&lt;br /&gt;La lotta dei lavoratori della Fincantieri mette a nudo le difficoltà sociali che si stanno attraversando nel nostro paese, delle difficoltà che lasciano i lavoratori isolati e deboli, senza nessuno nelle istituzioni, nella politica, nei sindacati che sia in grando di tutelarne gli interessi. Il rischio è che da questi scontri frontali migliaia di lavoratori finiranno per uscirne con le ossa rotte e perdendo anche il lavoro che garantiva perlomeno a loro e alle rispettive famiglie il sostentamento. La sensazione è che senza un inversione di rotta che sia capace di riaprire un nuovo scenario per il nostro paese, il governo attuale stia mese dopo mese sfaldando il tessuto economico e sociale. Non resta che augurarci che il prima possibile la politica possa essere nuovamente in grado di risolvere i problemi di chi, come i lavoratori della Fincantieri, rischia di essere lasciato indietro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8537032872559887660?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8537032872559887660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/fincantieri-moblitazione-e-rabbia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8537032872559887660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8537032872559887660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/fincantieri-moblitazione-e-rabbia.html' title='Fincantieri: moblitazione e rabbia a Castallemmare'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aDJ7IFdo-lY/TdzvgFqqm7I/AAAAAAAAAdw/50X45uq02ow/s72-c/fincantiers.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7993066980622647986</id><published>2011-05-25T13:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T13:04:14.042+02:00</updated><title type='text'>A Bolzano il Movimento 5 stelle supporta Casa Pound</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-V7cnAEkUsGI/TdziKu1Z54I/AAAAAAAAAdo/6B3Wm56rJ2I/s1600/grilluss.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 178px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-V7cnAEkUsGI/TdziKu1Z54I/AAAAAAAAAdo/6B3Wm56rJ2I/s320/grilluss.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610607909795391362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La notizia lascia sbalorditi, eppure controllando e ricontrollando non sembrano esserci errori. A Bolzano infatti poco meno di due mesi fa, secondo quanto riportato da Indymedia Piemonte, due consiglieri eletti nella “Lista civica 5 Stelle-Beppe Grillo” avrebbero abbandonato l’aula consiliare insieme agli altri consiglieri di destra per protestare contro il rifiuto della maggioranza comunale di iscrivere nell’albo delle associazioni culturali “Casa Italia”, legata a doppio filo con la tristemente nota “Casa Pound Italia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consigliere in questione, Claudio Vedovelli, ha difeso la sua scelta affermando che: «escludere un gruppo di ragazzi che non solo hanno le carte in regola ma anche , fino ad ora, organizzato serate su temi diversi e interessanti, senza segni di apologia, solo perché si ritiene siano in contatto con gruppi neo o nuovi fascisti, ci pare sbagliato oltrechè rischioso». Vedovelli evidentemente ignora in modo palese la natura nostalgica del fascismo di Casa Pound, e dunque non si riesce a capire il motivo della sua levata di scudi. Intanto il blog di Vedovelli è stato letteralmente preso di mira da centinaia di visitatori virtuali, i quali hanno voluto sottolineare il loro sdegno e soprattutto la loro incredulità nei confronti di una scelta che è perlomeno opportuno definire come poco avveduta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7993066980622647986?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7993066980622647986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/bolzano-il-movimento-5-stelle-supporta.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7993066980622647986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7993066980622647986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/bolzano-il-movimento-5-stelle-supporta.html' title='A Bolzano il Movimento 5 stelle supporta Casa Pound'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-V7cnAEkUsGI/TdziKu1Z54I/AAAAAAAAAdo/6B3Wm56rJ2I/s72-c/grilluss.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8190613853164835217</id><published>2011-05-25T10:45:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T10:46:33.329+02:00</updated><title type='text'>I Talebani si lanciano alla riconquista dell’Afghanistan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-HI_B2W7XL8I/TdzB5Z9QXZI/AAAAAAAAAdg/KWxjq7sfslY/s1600/talebani1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-HI_B2W7XL8I/TdzB5Z9QXZI/AAAAAAAAAdg/KWxjq7sfslY/s320/talebani1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610572427761311122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la morte di Osama Bin Laden, avvenuta a seguito del raid delle forze speciali americane nella località pakistana di Abbottabad, in molti legittimamente hanno ritenuto che fosse stato inferto un durissimo colpo ad Al Qaeda. La realtà però continua a parlare della forza e soprattutto dell’aggressività dei Talebani, i quali in Pakistan e in Afghanistan continuano a disporre di uomini, mezzi e soprattutto della volontà di offendere; smentendo dunque quanti, forse in modo troppo ottimistico, hanno pensato che dopo dieci anni di guerra fossero stati finalmente battuti o comunque ridimensionati. I Talebani hanno conquistato nella giornata di ieri la città di Duab, nella provincia del Nuristan, nella parte est dell’Afghanistan, a seguito di due giorni di combattimenti molto violenti con la polizia locale. A riferirlo l’emittente iraniana Press Tv, la quale ha contattato direttamente la polizia afghana per farsi raccontare l’accaduto. Secondo un comandante di polizia le forze armate del governo afghano avrebbero deciso di ritirarsi tatticamente da Duab, probabilmente perché conservarne il controllo avrebbe comportato troppi rischi. Nei combattimenti avrebbero perso la vita almeno dieci miliziani dei Talebani, e quattro agenti della polizia, oltre che ovviamente un numero ancora non chiarito di feriti più o meno gravi. E’ il secondo centro urbano di una certa importanza che finisce sotto il controllo dei Talebani nella provincia del Nuristan negli ultimi quattro mesi, dopo che i miliziani avevano preso il controllo anche della città di Barge Matal.&lt;br /&gt;Dopo dieci anni di guerra, migliaia di morti, miliardi di dollari spesi per finanziare la cosiddetta guerra al terrore, in Afghanistan la situazione permane ancora molto lontana dalla pacificazione, anzi vede i Talebani aver ritrovato un protagonismo che negli ultimi anni era stato in parte ridimensionato. Nelle aree rurali dell’Afghanistan i Talebani sono stati abili a ricostruire pazientemente un rapporto con le popolazioni locali, un rapporto che gli ha consentito di sopravvivere nei momenti più difficili e che ora sta permettendo loro di alzare la china e di lanciarsi alla riconquista del Nuristan e di altre aree del Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8190613853164835217?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8190613853164835217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/i-talebani-si-lanciano-alla-riconquista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8190613853164835217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8190613853164835217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/i-talebani-si-lanciano-alla-riconquista.html' title='I Talebani si lanciano alla riconquista dell’Afghanistan'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HI_B2W7XL8I/TdzB5Z9QXZI/AAAAAAAAAdg/KWxjq7sfslY/s72-c/talebani1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5850028652050353611</id><published>2011-05-24T16:22:00.000+02:00</published><updated>2011-05-24T16:25:25.029+02:00</updated><title type='text'>MADDALENA: PRIMO TENTATIVO FALLITO! tratto da  http://www.notav.info</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-21YttSvDrgU/Tdu_xWzfaCI/AAAAAAAAAdI/d8ULU7bWsB4/s1600/logocomitatopopolare.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 149px; height: 172px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-21YttSvDrgU/Tdu_xWzfaCI/AAAAAAAAAdI/d8ULU7bWsB4/s320/logocomitatopopolare.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610288615476127778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia così la Libera Repubblica della Maddalena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa mattina attorno al presidio Clarea si respira un’aria nuova. Sembra che finalmente uno dei luoghi maggiormente violentati dall’autostrada della Val di Susa abbia ritrovato una sorta di serenità. Questa notte chi voleva invaderlo ha dovuto fare marcia indietro. La determinazione di chi ha deciso di prendere in mano il proprio futuro ha saputo spiazzare gli avversari. E’ iniziata l’avventura, anzi ha preso una svolta. Nei prossimi giorni ma soprattutto nelle prossime notti dovremo essere tanti. Per dimostrare, come questa notte, che siamo tanti e determinati a vincere. Sul posto c’è molto spazio per accamparsi con le tende, c’è l’acqua e una natura lussureggiante. Insomma un posto ideale per passare delle splendide ore in quell’atmosfera conviviale tipica del nostro movimento. L’invito è aperto a tutti,  si può raggiungere il presidio sia da Chiomonte che da Giaglione, a piedi, in bici e (fino a un certo punto) anche in macchina. Questa sera (ed anche nei giorni a seguire) ci sarà un’assemblea alle ore 18:30. I segnali sono chiari, dobbiamo resistere una settimana. Una soltanto e saltano i fondi europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve cronaca dalla notte di lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera, dopo attente valutazioni sui “campanelli dall’arme”, è stato deciso di accorrere tutti alla Maddalena. La consueta riunione del lunedì sera al presidio Picapera ha subito espresso questa volontà. In poche ore, nonostante lo scarsissimo anticipo, circa 300 No Tav si sono trovati al presidio per cominciare a barricare tutte le vie d’accesso. Ognuno ha contribuito a suo modo nell’operazione. Il risultato è stato subito evidente a chi voleva invece farci la sorpresa. Per le forze dell’ordine l’unica possibilità rimaneva (e forse rimane?) la complicata apertura del guard-rail nei pressi agli imbocchi delle corsie sotto il piazzale della Maddalena. Il popolo No Tav  è rimasto tutta la notte schiarato e pronto a resistere. Tanto è bastato a far desistere la controparte che è restata rintanata nella galleria per oere senza saper bene cosa fare, per poi allontanarsi senza farsi vedere. Questa mattina il questore e il prefetto si riuniscono per decidere la linea da adottare per risolvere il problema e (a detta loro) per lavorare in sicurezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5850028652050353611?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5850028652050353611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/maddalena-primo-tentativo-fallito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5850028652050353611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5850028652050353611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/maddalena-primo-tentativo-fallito.html' title='MADDALENA: PRIMO TENTATIVO FALLITO! tratto da  http://www.notav.info'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-21YttSvDrgU/Tdu_xWzfaCI/AAAAAAAAAdI/d8ULU7bWsB4/s72-c/logocomitatopopolare.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-9016290264970238023</id><published>2011-05-24T15:32:00.000+02:00</published><updated>2011-05-24T15:35:25.160+02:00</updated><title type='text'>Il PdCI al II China-Europe High-Level Political Parties Forum</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-F_eDvEd9ftw/Tduz_pIX4II/AAAAAAAAAdA/Ht5WHf-DbLg/s1600/imgCHINASSS_0471.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-F_eDvEd9ftw/Tduz_pIX4II/AAAAAAAAAdA/Ht5WHf-DbLg/s320/imgCHINASSS_0471.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610275666774188162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quest’anno, per la seconda volta, il PdCI ha partecipato al Forum con i partiti europei organizzato dal Partito Comunista Cinese. La delegazione politica del Partito era composta dal Segretario Diliberto e dal Responsabile Esteri Francescaglia, a testimonianza del sempre più intenso interesse che il PdCI dedica alla Cina, ricambiato da una relazione di sincera e costruttiva amicizia da parte del PCC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Forum è stato l’occasione per discutere del XII piano quinquennale cinese e della Strategia europea 2020 ed è stato preceduto da un incontro con Xi Jinping, attuale Vice Presidente cinese, che il prossimo anno prenderà il posto del Presidente Hu Jintao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli 86 rappresentanti dei partiti europei (tra i quali Martin Schulz, copogruppo socialdemocratico al Parlamento Europeo, Rosy Bindi, Presidente del Pd, Rifondazione Comunista, il PCF, i comunisti Cechi, l’Akel di Cipro e la Linke tedesca) hanno potuto approfondire lo strumento di pianificazione economica cinese e toccare con mano i frutti del lavoro precedente visitando la città di Tianjin, la seconda città industriale e commerciale della Cina dopo Shanghai, situata a circa 120 km da Pechino e popolata da oltre 14 milioni di abitanti. Le performance economiche di Tianjin sono stupefacenti: 25,1% di crescita economica nel 2010; + 33,2% la produzione industriale 2010; il 47% del suo Pil è rappresentato dall’high-tech; 10.000 dollari il Pil pro capite. Tianjin, di fatto il porto di Pechino, ha un “piano regolatore” per i prossimi anni che prevede la creazione di un porto con 100km di banchine e la crescita della sua popolazione fino a 30 milioni di abitanti. È possibile vederne il progetto osservando numerosi plastici che fanno capire quanto la programmazione urbanistica sia dettagliata. Programmazione economica e programmazione urbanistica, due strumenti ormai sconosciuti in Europa. E, infatti, la sensazione che si ha al termine del Forum è che la Cina realizzerà i suoi impegni, mentre i pomposi documenti europei resteranno, come al solito, sulla carta. Si è deciso, inoltre, di realizzare una seconda sessione del Forum, ad ottobre, questa volta in Europa, a Bruxelles.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella foto: Oliviero Diliberto con Xi Jinping&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-9016290264970238023?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/9016290264970238023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/il-pdci-al-ii-china-europe-high-level.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9016290264970238023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/9016290264970238023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/il-pdci-al-ii-china-europe-high-level.html' title='Il PdCI al II China-Europe High-Level Political Parties Forum'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-F_eDvEd9ftw/Tduz_pIX4II/AAAAAAAAAdA/Ht5WHf-DbLg/s72-c/imgCHINASSS_0471.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8227271100223527112</id><published>2011-05-24T11:38:00.000+02:00</published><updated>2011-05-24T11:41:28.154+02:00</updated><title type='text'>L’aggressione alla militante PdL? Gestita dal direttore generale amico di La Russa. Tratto da www.Giornalettismo.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-k01LO0Nlg1A/Tdt9Qv6hVdI/AAAAAAAAAc4/fqRv4saxOdE/s1600/pisapia-moratti-elezioni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-k01LO0Nlg1A/Tdt9Qv6hVdI/AAAAAAAAAc4/fqRv4saxOdE/s320/pisapia-moratti-elezioni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610215487513384402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24 maggio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il referto medico di Francesca (Franca) Pagani in Rizzi: codice verde e sette giorni di prognosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giallo nel giallo. L’aggressione alla militante del Popolo delle Libertà Francesca Pagani, madre di Alan Christian Rizzi, al mercato di via Osoppo, da referto medico, non appare di particolare gravità. Ma soprattutto, riferisce Repubblica, il fascicolo all’ospedale San Carlo è stato gestito dal direttore generale della struttura, conoscente dell’ex moglie di Gianfranco Fini e amico di Romano La Russa, fratello di Ignazio. Scrive Massimo Pisa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Entra in codice verde alle due in punto, la signora Franca. «Riferisce — si legge nel referto — aggressione da persona non nota. In accoglienza sveglia, cosciente, collaborante, eupnoica ». Cioè non ha problemi respiratori. «Riferisce dolore arto inferiore sinistro e rachide cervicale-lombo sacrale. Motilità e sensibilità conservate». La visita inizia alle 15,13. L’anamnesi patologica recita: «Trauma da aggressione da persona non nota. Lamenta algia rachide cervicale e arto inferiore sinistro, nega traumi in altri distretti corporei». Dopo l’esame obiettivo, il medico che la visita conclude: «Rachide in asse, mobile su tutti i piani e dolente ai gradi estremi. Non algia alla percussione sulle spinose del tratto cervico-dorso-lombare. Non apparenti deficit neurovascolari periferici in atto, articolarità arto inferiore destro conservata e non dolente, articolarità arti superiori conservata e non algica». I dolori vengono rilevati al «gomito destro» e all’articolazione superiore della gamba sinistra. La botta quindi c’è stata ma la signora Franca, alle 17,17 di sabato, dopo le radiografie, una tac al rachide cervicale, gli esami del sangue e un elettrocardiogramma, firma il trasferimento da Traumatologia a Medicina. «Codice priorità di uscita: verde». La prognosi è stata di sette giorni e la signora «sotto shock» (come riferito da Moratti e Berlusconi).&lt;br /&gt;    Nei corridoi del San Carlo, però, molti hanno notato il fatto che il ricovero della signora Franca sia stato gestito in prima persona dal direttore generale Antonio Mobilia, cognato dell’ex moglie del presidente della Camera Gianfranco Fini, Daniela Di Sotto. Mobilia è vicinissimo a Romano La Russa, fratello del ministro Ignazio. Tutte questioni, però, che non rientrano nelle indagini della Digos milanese, diretta da Bruno Megale. Che si sta concentrando su due soli episodi: quello di via Osoppo e l’altro di piazza Cordusio, dove il militante pd Antonio Romano, 61 anni, sarebbe stato colpito alla testa con un casco da un militante pdl dopo un diverbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le testimonianze potrebbero far chiudere il caso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Una mezza dozzina i testimoni già ascoltati, tra appartenenti ai due schieramenti e neutrali: questi ultimi confermerebbero la versione di Shirin Kieayed, la donna che a Radio Popolare ha raccontato di «un ginocchio poggiato sulla schiena » da parte di un corpulento sostenitore di mezza età con la spilla pro Pisapia sulla giacca. Un altro paio lo saranno oggi, quando con ogni probabilità una comunicazione di notizia di reato verrà chiusa e trasmessa al procuratore aggiunto Armando Spataro. Quanto al video della scena, invocato ieri dal ministro della Difesa Ignazio La Russa («non capisco perché non sia stato trasmesso, invito chi ce l’ha a tirarlo fuori»), esisterebbe e smentirebbe la versione dei calci a terra descritti da Berlusconi. Sulla sua acquisizione, in questura né conferme né smentite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8227271100223527112?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8227271100223527112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/laggressione-alla-militante-pdl-gestita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8227271100223527112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8227271100223527112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/laggressione-alla-militante-pdl-gestita.html' title='L’aggressione alla militante PdL? Gestita dal direttore generale amico di La Russa. Tratto da www.Giornalettismo.com'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-k01LO0Nlg1A/Tdt9Qv6hVdI/AAAAAAAAAc4/fqRv4saxOdE/s72-c/pisapia-moratti-elezioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1626986918749309536</id><published>2011-05-24T10:58:00.000+02:00</published><updated>2011-05-24T10:59:48.775+02:00</updated><title type='text'>India: I Maoisti tornano all’offensiva</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GkK1q9jnW40/TdtzfuF2veI/AAAAAAAAAcw/PimkQjmayOs/s1600/maoistias.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 183px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GkK1q9jnW40/TdtzfuF2veI/AAAAAAAAAcw/PimkQjmayOs/s320/maoistias.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610204749605813730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell’India e della sua delicata situazione politica interna non parla quasi mai nessuno; i motivi sono tanti a cominciare dal fatto che l’India è un paese lontano, e probabilmente i media di casa nostra non sono molto interessati a rendere conto dell’estrema complessità delle sue dinamiche interne.&lt;br /&gt;In India i cosiddetti “naxaliti”(il nome con cui vengono chiamati i maoisti indiani) controllano una vasta zona che va dal Nepal fino all’India centrale, un’area soprannominata “corridoio rosso”. Secondo l’agenzia Pti i maoisti avrebbero effettuato un attacco nello stato orientale di Chattisgarh uccidendo ben nove agenti di polizia tra cui un ispettore. Se la ricostruzione dell’agenzia di stampa dovesse rivelarsi corretta, i poliziotti avrebbero deciso di perlustrare l’area a bordo di un veicolo perché insospettiti da alcuni movimenti sospetti, e i guerriglieri avrebbero fatto deflagrare a distanza una mina che non avrebbe quindi lasciato scampo al veicolo.&lt;br /&gt;Non è la prima volta che i maoisti osano attaccare le forze governative, e il governo indiano spende cifre rilevanti per armare gruppi di soldati con l’intento di “bonificare” gli stati in mano ai “naxaliti”. Negli ultimi anni anzi, i maoisti avevano dato l’impressione di intensificare le proprie azioni guerrigliere, tanto che si parlava di una vera e propria preoccupante escalation, poi per qualche tempo non sono più giunte notizie di azioni rilevanti commesse ai danni delle forze governative. L’attacco di Chattisgarh potrebbe lasciar pensare a una ritrovata capacità offensiva delle forze maoiste, evidentemente duramente colpite dalla reazione governativa negli scorsi mesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1626986918749309536?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1626986918749309536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/india-i-maoisti-tornano-alloffensiva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1626986918749309536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1626986918749309536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/india-i-maoisti-tornano-alloffensiva.html' title='India: I Maoisti tornano all’offensiva'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GkK1q9jnW40/TdtzfuF2veI/AAAAAAAAAcw/PimkQjmayOs/s72-c/maoistias.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6626138046835796858</id><published>2011-05-23T21:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-23T21:44:56.686+02:00</updated><title type='text'>Se cade Milano, cade anche il Cavaliere?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-OS0nZ3zQ1OE/Tdq5KtB-eII/AAAAAAAAAcg/4pRtSa_JRlo/s1600/pisapsias.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 183px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-OS0nZ3zQ1OE/Tdq5KtB-eII/AAAAAAAAAcg/4pRtSa_JRlo/s320/pisapsias.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609999879381088386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando Giuliano Pisapia è riuscito ad agguantare il ballottaggio a Milano contro la candidata del centrodestra Letizia Moratti, l'unico argomento su media e carta stampata sembra essere il futuro del governo. Milano infatti, più di altre città, ha incarnato la vera e propria essenza del berlusconismo, e la campagna mediatica stomachevole che sta utilizzando la destra per screditare il candidato del centrosinistra a Milano testimonia dell'importanza che ha assunto l'elezione del primo cittadino milanese per la maggioranza di governo. Berlusconi ha investito sulle amministrative mettendoci la faccia, in un periodo in cui arrivano inclementi i dati sulla sua gestione del governo, dei dati che lo condannano senza alcun appello. Se Pisapia dovesse espugnare Milano, per Berlusconi sarebbero guai grossi, ancor più perchè la Lega Nord di Umberto Bossi sta mettendo letteralmente le mani avanti, cercando di dissociare l'eventuale fallimento milanese dalle proprie responsabilità, addosandole quindi senza problemi a Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;Nella seconda fase della campagna elettorale, quella preparatoria al ballottaggio, il centrodestra ha letteralmente offerto il peggio di sè, accusando Pisapia delle peggiori nefandezze e mostrando in questo modo un lato grottesco che getta vergogna sull'intero paese. Accusare Pisapia di essere amico dei terroristi e di voler trasformare Milano in una Zingaropoli o in un rifugio per "femminielli" rende palese quelli che sono i temi che la Moratti è in grado di mettere sul tavolo; Pisapia invece cerca di far pesare sulla bilancia gli argomenti, ed è forse proprio per questo che i berluscones alzano i toni, essendo incapaci di ribattere sul merito delle questioni. La sensazione è che a Milano si decideranno le sorti del governo, se la Moratti dovesse farcela a vincere, forse il governo Berlusconi potrà trascinarsi lentamente e stancamente fino al prossimo scandalo; ma se invece Pisapia e De Magistris dovessero riuscire a battere i rispettivi rivali, allora forse finalmente in Italia si potrebbe inaugurare l'ingresso in un'era politica nuova. NOn ci resta che incrociare le dita e invitare tutti i lettori a mobilitarsi per Pisapia e De Magistris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d.c&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6626138046835796858?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6626138046835796858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/se-cade-milano-cade-anche-il-cavaliere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6626138046835796858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6626138046835796858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/se-cade-milano-cade-anche-il-cavaliere.html' title='Se cade Milano, cade anche il Cavaliere?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-OS0nZ3zQ1OE/Tdq5KtB-eII/AAAAAAAAAcg/4pRtSa_JRlo/s72-c/pisapsias.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4639536566277496622</id><published>2011-05-23T21:23:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T21:25:43.420+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-6bBezAiEVsQ/Tdq0s9td_gI/AAAAAAAAAcY/Kl6P_Uo5T30/s1600/referendum_4si_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6bBezAiEVsQ/Tdq0s9td_gI/AAAAAAAAAcY/Kl6P_Uo5T30/s320/referendum_4si_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609994970415889922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/--M06T_YDvIU/Tdq0ntTxBAI/AAAAAAAAAcQ/f075DnU4KOE/s1600/nucleare_def_318.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/--M06T_YDvIU/Tdq0ntTxBAI/AAAAAAAAAcQ/f075DnU4KOE/s320/nucleare_def_318.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609994880113771522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4vnta5ArbyE/Tdq0O4POcAI/AAAAAAAAAcI/5BeS3QJa2TI/s1600/110506acqua_318.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4vnta5ArbyE/Tdq0O4POcAI/AAAAAAAAAcI/5BeS3QJa2TI/s320/110506acqua_318.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609994453550788610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4639536566277496622?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4639536566277496622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4639536566277496622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4639536566277496622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/blog-post.html' title=''/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6bBezAiEVsQ/Tdq0s9td_gI/AAAAAAAAAcY/Kl6P_Uo5T30/s72-c/referendum_4si_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6232850476902742020</id><published>2011-05-23T15:28:00.000+02:00</published><updated>2011-05-23T15:30:21.862+02:00</updated><title type='text'>Egitto e Tunisia laboratori del piano economico neocoloniale di Obama  di Manlio Dinucci  su Il Manifesto del 23/05/2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-U-HGbq8T6y0/TdphZSX7WrI/AAAAAAAAAbw/b7qpEAvwCkk/s1600/finanza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-U-HGbq8T6y0/TdphZSX7WrI/AAAAAAAAAbw/b7qpEAvwCkk/s320/finanza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609903372900194994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Obama, nel suo discorso sul Medio Oriente e Nordafrica, annuncia un grande piano economico di «sostegno alla democrazia». I primi paesi in cui sarà attuato sono Egitto e Tunisia. Su richiesta di Washington, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale presenteranno, al summit G-8 che si terrà in Francia il 26-27 maggio, un piano per «stabilizzare e modernizzare le economie egiziana e tunisina».&lt;br /&gt;Gli Stati uniti, dice Obama, non vogliono che un Egitto democratico sia appesantito dal debito del passato: rilevano quindi 1 miliardo di dollari del debito estero egiziano. Non dice però che, se l’Egitto si è indebitato per oltre 30 miliardi di dollari pur essendo un grosso esportatore di petrolio e gas naturale e anche di prodotti finiti, ciò è dovuto al fatto che la sua economia è dominata dalle multinazionali statunitensi ed europee, cui Mubarak aveva spalancato le porte. Tale dominio si rafforzerà, poiché la quota del debito egiziano rilevata da Washington permetterà alle multinazionali statunitensi di ottenere quote di aziende e concessioni petrolifere per un valore di un miliardo di dollari, senza sborsare un dollaro. Sempre per «rafforzare la crescita e l’imprenditorialità» in Egitto, gli Usa garantiranno anche un prestito di 1 miliardo di dollari, stringendo così ancora di più il cappio del debito. Scopi analoghi persegue Washington in Tunisia.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, annuncia Obama, gli Stati uniti stanno creando «fondi d’impresa da investire in Egitto e Tunisia, sul modello di quelli che hanno sostenuto la transizione nell’Europa orientale», ossia il suo assoggettamento alle potenze occidentali. E’ una iniziativa bipartisan promossa dal senatore democratico John Kerry e dal repubblicano John McCain. Scopo di tali investimenti, sia in Egitto che in Tunisia, è «promuovere il settore privato e joint-venture con imprese statunitensi» e, in generale, «la creazione di una classe media». Gli Usa mirano a conquistare anche le piccole e medie imprese: in Egitto sono 160mila, cui si aggiungono 2,4 milioni di microimprese. Quali sia lo scopo di tali investimenti lo rivela il regolamento del Fondo d’impresa Usa-Egitto: esso sarà governato da un consiglio direttivo di 4 cittadini privati statunitensi e 3 egiziani e anche questi ultimi saranno «nominati dal presidente degli Stati uniti».&lt;br /&gt;Crollati i regimi di Mubarak e Ben Ali, Washington tenta in tal modo di creare in Egitto e Tunisia una nuova base sociale che garantisca i suoi interessi. Questi due paesi saranno il laboratorio in cui si metterà a punto il piano, che prevede lo stanziamento di 2 miliardi di dollari per «sostenere gli investimenti privati in tutta la regione» e lanciare una «iniziativa complessiva di partnership di commercio e investimenti in Medio Oriente e Nordafrica». A tale piano, aggiunge Obama, partecipa anche la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che si prepara a «fornire alla transizione democratica e alla modernizzazione economica in Medio Oriente e Nord Africa lo stesso appoggio dato all’Europa orientale».&lt;br /&gt;Infine Obama annuncia che «aiuteremo i nuovi governi democratici a recuperare i beni rubati». Chiaro è il riferimento anche ai fondi sovrani libici, ammontanti a oltre 150 miliardi di dollari, «congelati» soprattutto da Stati uniti, Gran Bretagna e Francia. Quando saranno «scongelati», saranno trasformati in «fondi d’impresa» per impadronirsi dell’economia libica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6232850476902742020?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6232850476902742020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/egitto-e-tunisia-laboratori-del-piano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6232850476902742020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6232850476902742020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/egitto-e-tunisia-laboratori-del-piano.html' title='Egitto e Tunisia laboratori del piano economico neocoloniale di Obama  di Manlio Dinucci  su Il Manifesto del 23/05/2011'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-U-HGbq8T6y0/TdphZSX7WrI/AAAAAAAAAbw/b7qpEAvwCkk/s72-c/finanza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2779162494737797070</id><published>2011-05-21T13:54:00.000+02:00</published><updated>2011-05-23T14:08:54.905+02:00</updated><title type='text'>La rinascita è possibile.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-jvdzGaDhERI/TdpN_O_Ug1I/AAAAAAAAAbg/n9RVU_0TQw0/s1600/peugnis.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 184px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-jvdzGaDhERI/TdpN_O_Ug1I/AAAAAAAAAbg/n9RVU_0TQw0/s320/peugnis.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609882034594153298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo 2011 è cominciato in modo molto particolare, tanto da lasciar pensare che la storia sia cominciata nuovamente a scorrere dopo un periodo più o meno lungo di appiattimento e di congelamento dello status quo a livello mondiale. Certo sarebbe oltremodo superficiale sottostimare i cambiamenti dirimenti che hanno interessato il mondo nel trapasso tra il XX e il XXI secolo, tuttavia nel gennaio/febbraio del 2011 abbiamo assistito a una vera e propria accellerazione della storia, come se avesse voluto in pochi mesi recuperare il tempo perso. Abbiamo assisitito alle rivolte di Tunisia ed Egitto, ai rivolgimenti in Libia che hanno scatenato l'ennesima guerra imperialista della Nato tesa all'accaparramento di risorse energetiche, abbiamo assistito ai massacri ordinati dalle autorità siriane per soffocare nel sangue le rivolte contro il regime. Tutti questi avvenimenti, se messi insieme e analizzati dall'esterno, ci parlano di un enorme cambiamento rivoluzionario avvenuto nel mondo, un cambiamento che avviene parallelamente e forse anche consecutivamente al declino inesorabile del cosiddetto Primo Mondo, del capitalismo così come lo abbiamo conosciuto. I giovani tunisini, egiziani, libici, sono scesi nelle piazze perchè per la prima volta si sono trovati non solo in un presente senza prospettive, ma anche a vivere senza alcuna speranza nel futuro, il quale anzi si configurava come un possibile peggioramento delle già grame condizioni di vita attuali. Pensateci bene, anche in Italia la generazione dei giovani attuali per la prima volta nella storia del nostro paese si trova a subire un peggioramento del proprio tenore di vita, e si trova soprattutto a guardare al futuro con allarmismo, e non con speranza.&lt;br /&gt;In tutto ciò come non considerare da vicino anche l'influsso, troppe volte sottovalutato, dell'Unione Europea, la quale de facto limita la sovranità di ogni singolo paese europeo mettendo dei paletti soprattutto per quanto riguarda la politica economica che mettono la museruola a ogni possibile cambiamento sociale o a ogni esperimento alternativo. Il capitalismo non solo si è affermato ma è anche riuscito a costruire quelli che chiameremo dei veri e propri sistemi di salvataggio in modo da consentire alla macchina di funzionare anche quando le sue strutture vengono intaccate da rivolgimenti terrificanti.&lt;br /&gt;Non è causale che il capitalismo, nel suo momento più cupo, non trovi innanzi a sè nessun sistema alternativo che sia pronto non solo a criticarlo ma anche a promuovere un sistema che possa sostituirlo; proprio per questo forse negli ultimi 20 anni si è lavorato in tutto il mondo per affossare ogni idea relativa al comunismo, al socialismo, all'interpretazione marxista delle dinamiche sociali ed economiche. Ma credo che oggi, alla luce di quanto sta accadendo, possiamo affermare orgogliosamente che "i Re sono nudi", e soprattutto che la nostra analisi, i nostri criteri interpretativi, le nostre teorie, sono corrette. Per questo credo che non solo sia necessario abbandonare ogni remora, ma che sia anche doveroso tornare a proporsi all'interno del contesto sociale come dei veri e propri poli aggregativi alternativi allo status quo e al sistema di cose vigente. Abbiamo attraversato una lunga fase di sbandamento, in cui, possiamo anche ammetterlo, per qualche istante siamo anche arrivati a considerare che, tutto sommato, visto il nostro crollo forse i nostre avversari non avessero tutti i torti. Abbiamo pensato, per qualche anno, che fosse finita l'epoca dei comunisti, forse senza accorgercene, senza crederci, senza essere d'accordo, ma un pò tutti credo ci abbiamo pensato. Ecco credo che sia arrivato finalmente il tempo di ribadire di fronte a tutti che no, il tempo dei comunisti non è passato, e non passerà mai finchè le contraddizioni di questo sistema economico continueranno a creare miseria, disperazione e sfruttamento.&lt;br /&gt;Ma se un gruppo di persone ritene di avere ragione nella sua analisi, e per un motivo o per l'altro non riesce a convincere nessuno riguardo alle sue posizioni, è evidente che esiste un problema alla base; un problema che probabilmente riguarda la comunicazione con cui tali gruppi cercano di rendere note le proprie posizioni. Chiaramente dopo 20 anni di reazione contro le idee socialiste e comuniste in tutto il mondo, e dopo il crollo del socialismo reale, la società è stata ampiamente indottrinata riguardo allo scetticismo nei confronti dei gruppi succitati che cercano di propagandare un sistema alternativo a quello vigente. Occorre dunque inq uesta fase avere molta umiltà, occorre capire che  il rilancio di una prospettiva comunista nella società contemporanea deve partire dalla condivisione di temi e modalità di aggregazione all'interno della società civile. La società civile va per certi versi rieducata a masticare i temi propri della nostra identità, poichè li ha ormai dimenticati o relegati nell'insieme delle cose vecchie e inutili. Se riusciremo  a resistere, nonostante l'immane attacco che le nostre idee hanno subito nel corso degli ultimi 20 anni, riusciremo sicuramente a imbastire una reazione degna di questo nome, tanto più efficace quanto saranno grandi le contraddizioni provocate dal sistema capitalistico in fase avanzata. I giovani arabi tunisini, egiziani e libici ci hanno dimostrato che dopo che una certa soglia viene raggiunta, il mettersi in gioco nelle piazze costi quello che costi avviene quasi automaticamente, senza cioè che sia stato preparato in alcun modo, come avvenisse per saturazione ed esplosione del tappo di una bottiglia ormai incapace di tenere a bada il contenuto. I giovani spagnoli con il movimento degli "indignati" ci mostrano che anche in un paese occidentale e all'interno dell'Ue è possibile lavorare soprattutto tra i ragazzi, per organizzare il dissenso e mettere in discussione l'organizzazione sociale impostaci. Per questo ritengo che anche in Italia sia necessario iniziare un discorso di questo tipo, cercando di saldare le rivendicazioni settoriali (studenti, operai) in vista di un fine più ampio che deve essere la proposta di un modello economico e sociale alternativo. Sarà difficile, ma possiamo farcela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2779162494737797070?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2779162494737797070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/la-rinascita-e-possibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2779162494737797070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2779162494737797070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/la-rinascita-e-possibile.html' title='La rinascita è possibile.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jvdzGaDhERI/TdpN_O_Ug1I/AAAAAAAAAbg/n9RVU_0TQw0/s72-c/peugnis.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6115684778878386964</id><published>2011-05-19T18:04:00.001+02:00</published><updated>2011-05-19T19:35:57.974+02:00</updated><title type='text'>Il bizzarro gioco dei Media</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-p_s2vCrUBdc/TdVU-XHd2tI/AAAAAAAAAbY/ub49t9rXE0w/s1600/censured.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 261px; height: 193px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-p_s2vCrUBdc/TdVU-XHd2tI/AAAAAAAAAbY/ub49t9rXE0w/s320/censured.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608482341293775570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 e il 16 maggio 2011, come sapete, si sono svolte in Italia le elezioni amministrative di vari comuni e province, elezioni che hanno visto avanzare il centrosinistra un pò dappertutto, assestando un colpo forse decisivo alla maggioranza di centrodestra che sta da tempo soffocando il paese. Non starò qui a dilungarmi sui commenti elettorali, ancor più che blog e giornali hanno ampiamente sviscerato nel minimo dettaglio questo aspetto.Quello che mi sta a cuore è sollevare un altro problema, tornato prepotentemente alla ribalta proprio in occasione di queste elezioni amministrative. Voglio infatti cogliere l'occasione per parlarvi dei mass media e del loro potere, ormai ampiamente riconosciuto da tutti, di incidere nella vita politica di un paese "democratico". Vi porto l'esempio della Federazione della Sinistra, che come sapete è una federazione che lega insieme più realtà autonome come Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani. Ora sia Rifondazione che i Comunisti Italiani hanno all'interno delle proprie file personaggi che, volente o nolente, sono stati dei protagonisti all'interno della politica italiana a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Sto parlando dei vari Oliviero Diliberto (ex ministro della Giustizia), di Paolo Ferrero (ex ministro del Lavoro) e di molti altri. Ecco, indipendentemente dalla simpatia o antipatia che questi personaggi possono suscitare nei lettori, tutti però saranno unanimi nel constatare la loro completa sparizione dai media nostrani. Sicuramente questi personaggi avranno delle loro colpe, non bucheranno lo schermo, saranno antipatici, tuttavia vedendo che personaggi che rappresentano partiti che hanno un peso molto minore rispetto a PDci e Prc sono ospiti fissi delle televisioni, perlomeno sarebbe opportuno porsi alcune domande. Basti vedere Niki Vendola, indiscusso leader politico di Sel, di cui nessuno potrebbe mettere in discussione l'appeal mediatico. Indubbiamente Vendola sa parlare, riesce a bucare lo schermo, e infatti è continuamente invitato a parlare in televisione, dove viene anche molto apprezzato.Nulla di sbagliato in questo, non fosse che Niki Vendola è un politico e rappresenta un partito, Sinistra e Libertà, che è nato da una costola di Rifondazione Comunista a seguito di un Congresso controverso di cui non andrò a ripercorrere le dinamiche.Dalla fondazione di Sel a oggi ci sono state alcune scadenze e verifiche elettorali che hanno visto un sostanziale pareggio tra la Fds e Sel, dunque per un semplice principio di par condicio apparirebbe già bizzarra la presenza continua del leader di Sel in televisione e l'oscuramento totale dei leader della Fds. In ogni dibattito elettorale Vendola ormai è stato imposto dai media come il referente della "Sinistra", e questo accade non solo nei salotti del Cavaliere ma anche in quelli della più indipendente La 7, solo per fare qualche esempio. L'apice si è toccato proprio negli ultimi mesi e con i dibattiti di commento ai risultati elettorali delle ultime amministrative. Sono stati trasmessi da mesi sondaggi che vedevano Sel volare all'8% e la Fds all'1%, sondaggi che non hanno retto alla prova dei fatti, che hanno visto la Fds assestarsi a un 4,1% (sommando i dati delle provinciali, e che l'hanno vista si battuta da Sel, ma di misura (61mila voti contro 93mila), contraddicendo in modo sostanziale i pronostici e i sondaggi. Nei commenti post-elettorali non solo la Fds non è nemmeno stata nominata, nonostante si sia rivelata in fin dei conti decisiva ovunque tranne a Torino, con risultati ottimi a Milano (3,3%) e a Napoli (3,6% dove peraltro è stato l'unico partito insieme all'Italia dei Valori ad appoggiare De Magistris), ma è anche stata data all'1,9%!!! nel sondaggio pubblicato in tutta fretta da Pagnoncelli. In questo sondaggio incredibile Sel è stata data all'8,9%, ben 7 punti percentuali in più della Fds, quando la distanza tra i due partiti alla verifica dei dati si assesta all'1%.&lt;br /&gt;Questo, senza colpevolizzare in alcun modo Sel, rappresenta un fatto increscioso e molto grave, in quanto rappresenta a ben vedere una vera e propria mistificazione della realtà. La Fds ha denunciato all'Agcom la Rai per questo comportamento discutibile, e i media non hanno dato alcun risalto all'accaduto, continuando a ignorare la Federazione della Sinistra in modo inspiegabile; o forse in modo del tutto spiegabile, a seconda dell'ottica con cui si sceglie di guardarlo.&lt;br /&gt;Ma non finisce qui. I media si dimostrano un vero e proprio attore attivo nell'agone politico, determinando nel bene e nel male quelle che sono le "mode" del momento. Non starò qui a parlare del sistema mediatico di cui si è avvantaggiato Silvio berlusconi nella sua ascesa al potere, su cui sono stati versati litri di inchiostro, ma mi concentrerò su un altro esempio molto attuale e recente. Alludo al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, il quale ha ottenuto un affermazione elettorale straordinaria alle ultime amministrative (10% a Bologna, 5% a Torino, 3% a Milano, 6% a Napoli). Il Movimento 5 Stelle, senza aver avuto alle spalle nessuna affermazione elettorale perchè appena nato, ha conquistato da subito la ribalta dei media, giovandosi della notorietà del suo mentore Grillo. Fin qui nulla di male, giustamente Beppe Grillo sfrutta la sua abilità di oratore e ottiene spazio un pò dappertutto riuscendo a convincere sempre più italiani con la sua antipolitica. Meno giusto sembra però che al Movimento 5 Stelle venga continuamente dato più spazio rispetto ad altri partiti, come la Fds, presente anch'essa sul territorio e attiva all'interno delle lotte e delle questioni sociali, ancor più dei 5 Stelle. La politica purtroppo non è un intrattenimento mediatico, in quanto dietro gli ascolti e i profitti pubblicitari delle televisioni ci sono però le idee, la convinzione, il lavoro di migliaia di persone, le quali vengono mortificate e umiliate dalle omissioni e dai black out dell'informazione.&lt;br /&gt;Quando Luigi De magistris appoggiato dalla Fds e dall'Idv ha battuto il suo rivale Morcone per andarsi a giocare il ballottaggio con il Pdl al comune di Napoli, i media hanno parlato della vittoria del candidato appoggiato dall'Italia dei Valori, senza(salvo poche eccezioni)nemmeno nominare la Fds. Non è stato nemmeno invitato nessuno della Fds a commentare il risultato elettorale in qualche trasmissione politica. Questi fatti mi inducono a esporre un'ipotesi: I media, chiaramente non certo in modo indipendente, decidono che la Federazione della Sinistra (o un altro partito)non rappresenta un partito degno di meritare spazio televisivo e nella carta stampata, e di conseguenza questo comporta giocoforza un ridimensionamento dello stesso partito, anche perchè al contrario gli altri partiti invece godono di una sovraesposizione mediatica. In parte gli ultimi risultati elettorali hanno però smentito questo teorema in quanto la Fds ha dimostrato con il duro lavoro nei territori di riuscire comunque ancora a raccogliere voti e consensi, nonostante la censura e il bavaglio che è stato imposto dai Media. Ora questo fatto è allarmante non tanto perchè la vittima del momento è stata la Federazione della Sinistra, ma perchè mette in luce un altro vulnus della democrazia italiana, forse un pò troppo trascurato. Il dubbio che quando un partito, un organizzazione politica, un insieme di cittadini impegnati, non va a genio a chi controlla i media possa venire cancellato dall'opinione pubblica e quindi relegato a una sorta di "escluso" sociale fa venire i brividi lungo la schiena. Ancor più se questo partito, organizzione politica, gruppo di cittadini impegnati, non viola in alcun modo la legge e rispetta seriamente  i principi della sua Costituzione e della democrazia, quando al contrario partiti e gruppi d'opinione che li infangano palesemente (vedi la Lega Nord e molti esponenti del Pdl) ottengono come premio ancora più minuti in fascia serale.&lt;br /&gt;D.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6115684778878386964?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6115684778878386964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/il-regime-dei-media.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6115684778878386964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6115684778878386964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/il-regime-dei-media.html' title='Il bizzarro gioco dei Media'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-p_s2vCrUBdc/TdVU-XHd2tI/AAAAAAAAAbY/ub49t9rXE0w/s72-c/censured.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4489438792559015226</id><published>2011-05-19T17:36:00.001+02:00</published><updated>2011-05-19T17:36:48.740+02:00</updated><title type='text'>Primi dati e impressioni sul voto alla Federazione della Sinistra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-dm7EI-UGkac/TdU5DIon_VI/AAAAAAAAAbQ/St6P2gaT-Nw/s1600/fdss.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dm7EI-UGkac/TdU5DIon_VI/AAAAAAAAAbQ/St6P2gaT-Nw/s320/fdss.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608451636980088146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primi dati e impressioni sul voto alla Federazione della Sinistra     Il voto delle provinciali è tradizionalmente il voto più politico nelle elezioni amministrative, perchè voto di lista senza preferenza. Nelle province in cui si votava la FdS ha ottenuto: Reggio Calabria 7.6%, Lucca 6.6%, Gorizia 5.9% Trieste 4.8%, Macerata 4.2%, Ravenna 3.8%, Pavia 3.0%, Mantova 3.1%, Campobasso (Prc+Pdci) 3%, Vercelli 2.7% … alla faccia dei sondaggi da 1% di tutte le risme con cui siamo stati bombardati nei mesi scorsi, da una campagna disfattista tutt'altro che casuale e “innocente”...   Alle comunali nella grandi città: Torino 1,2%, Bologna 1,5%, Milano 3,2%, Napoli 3,7%.   Considerando comunali e provinciali nel loro insieme, si calcola (in modo ancora approssimativo) una media nazionale del 3% circa: nel contesto dato, è un risultato di tutto rispetto. Esso può essere consolidato e migliorato alle prossime elezioni politiche, se si persegue una linea di radicamento nel conflitto sociale, di rottura del black out mediatico, e una tattica combinata di unità e di protagonismo politico a sinistra, di non mera subalternità al PD (e di non contrapposizione pregiudiziale ad esso, con capacità di interlocuzione con quella parte ancora importante di popolo di sinistra che continua a votare PD), di forte interlocuzione con tutte le forze politiche a sinistra del PD (tra cui SEL e IDV), evitando ogni isolamento settario ed ogni auto-marginalizzazione.   I risultati disastrosi, a Napoli, della lista civica autonoma di alcuni piccoli gruppi comunisti duri e puri (promossa dalla Rete dei comunisti e da altri raggruppamenti) ha ottenuto lo 0,19%, meno del PCL di Ferrando che ha ottenuto qui lo 0,21%. Non c'è bisogno di commento. I fatti hanno la testa dura, più di qualsivoglia velleitaria elucubrazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4489438792559015226?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4489438792559015226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/primi-dati-e-impressioni-sul-voto-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4489438792559015226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4489438792559015226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/primi-dati-e-impressioni-sul-voto-alla.html' title='Primi dati e impressioni sul voto alla Federazione della Sinistra'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dm7EI-UGkac/TdU5DIon_VI/AAAAAAAAAbQ/St6P2gaT-Nw/s72-c/fdss.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-917982505492860436</id><published>2011-05-19T17:29:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T17:30:56.873+02:00</updated><title type='text'>Diliberto accusa la Rai di censura, e minaccia una denuncia all’AGCOM</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_gd4N-u6MZU/TdU3reL4JyI/AAAAAAAAAbI/a4G6fHvoa5M/s1600/diliberto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 184px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_gd4N-u6MZU/TdU3reL4JyI/AAAAAAAAAbI/a4G6fHvoa5M/s320/diliberto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608450130936604450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo queste elezioni amministrative in televisione sono immediatamente cominciati i canonici approfondimenti politici con tanto si interviste, sondaggi e speciali. Questa volta però a scatenare un vespaio di polemiche, e forse non del tutto a torto, ci ha pensato Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra. L’ex ministro della Giustizia ha infatti rilasciato un comunicato con il quale lamenta la censura della Rai nei confronti della Federazione della Sinistra; anche se non è la prima volta che la Fds si lamenta del trattamento riservatole dai media nostrani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il nostro risultato a livello  è di tutto rispetto: 3,8%. Siamo stati decisivi in tutti i Comuni, ad iniziare da Milano e Napoli, e in tutte le Province. Ma i ‘salotti’ della Rai continuano ad ignorarci: da Ballarò ad Annozero a Porta a Porta…Addirittura ieri sera a Ballarò i sondaggi di Pagnoncelli, contro ogni evidenza, ci davano all’1.9%! Non protestiamo per mera smania di visibilità, ma perché alla Rai  c’è un serio problema di libertà di informazione che ci colpisce negativamente. E meraviglia che campioni della libertà di informazione, da Floris a Santoro a Vespa, se ne rendano complici.»: queste le dure parole di commento di Oliviero Diliberto, il quale lamenta da tempo la poca attinenza alla realtà dei sondaggi che vengono continuamente mandati in televisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-917982505492860436?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/917982505492860436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/diliberto-accusa-la-rai-di-censura-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/917982505492860436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/917982505492860436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/05/diliberto-accusa-la-rai-di-censura-e.html' title='Diliberto accusa la Rai di censura, e minaccia una denuncia all’AGCOM'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_gd4N-u6MZU/TdU3reL4JyI/AAAAAAAAAbI/a4G6fHvoa5M/s72-c/diliberto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4585388078054918485</id><published>2011-02-10T18:22:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T18:26:17.936+01:00</updated><title type='text'>Perché gli israeliani preferiscono Omar Suleiman. Tratto da www.resistenze.org; di Yasser al-Zaatera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-eQOJCYrvXoI/TVQfthwg5ZI/AAAAAAAAAbA/WBeE-1O_b3E/s1600/mubby.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 192px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-eQOJCYrvXoI/TVQfthwg5ZI/AAAAAAAAAbA/WBeE-1O_b3E/s320/mubby.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572113505980573074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin da quando si profilò la possibilità di una trasmissione ereditaria del potere in Egitto, circa otto anni fa, affiancata dal persistente rifiuto del presidente Hosni Mubarak di nominare un vicepresidente, sembrò che il direttore dei servizi segreti Omar Suleiman – o il ministro Omar Suleiman, come egli ama farsi chiamare in Egitto – fosse entrato in un’aspra competizione con il figlio del presidente egiziano, Gamal, per assicurarsi il sostegno straniero – un fattore che gli avrebbe permesso di prevalere su Gamal nella corsa alla presidenza, soprattutto vista l’assenza di altri avversari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nel frattempo, pesanti trasformazioni stavano travolgendo gli Stati Uniti, nei quali si stava affermando l’era dei neocon, e di conseguenza dell’egemonia della lobby sionista sul Congresso americano – sia sui repubblicani che sui democratici. Il risultato fu che la politica estera americana divenne ostaggio delle ossessioni israeliane come non era mai accaduto in passato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il fatto è che Mustafa el-Feki, presidente della Commissione affari esteri del parlamento egiziano, e uno dei pilastri politici dell’era Mubarak, non aveva affatto travalicato la verità affermando che per definire il nuovo presidente egiziano c’era bisogno “dell’accordo di Washington e della non opposizione di Israele”. Egli aveva fatto tali affermazioni prima che si delineasse l’era delle rivoluzioni arabe preannunciata dalla Rivoluzione dei Gelsomini in Tunisia. E anche adesso, il fattore straniero non ha perso del tutto la sua importanza, come dimostra il fatto che esso ha contribuito all’insediamento dell’attuale governo in Tunisia, il quale senza dubbio non soddisfa gli obiettivi della rivoluzione tunisina. E non è detto che questo discorso non valga anche per l’Egitto, alla luce della frenesia israeliana che ha raggiunto un livello senza precedenti nell’esercitare pressioni su tutti i suoi alleati, e della stessa situazione negli Stati Uniti, dove i politici seguono da vicino lo sviluppo degli eventi al Cairo e nelle altre città egiziane.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questo clima, è evidente che Washington, anche su richiesta dello stato ebraico, ha chiesto al presidente egiziano Hosni Mubarak di nominare Omar Suleiman alla vicepresidenza, in primo luogo per porre fine alle voci su una possibile trasmissione ereditaria del potere – che rappresentava una provocazione per l’opinione pubblica egiziana – e per tentare di placare la collera popolare nelle strade; ed in secondo luogo, per assicurare un passaggio dei poteri senza scossoni qualora gli sforzi per convincere Mubarak a lasciare l’Egitto fossero stati coronati dal successo (cosa non ancora verificatasi nel momento in cui scriviamo queste righe). Il fatto che i manifestanti si siano concentrati su Mubarak significa che una sua partenza potrebbe realmente portare a un declino del movimento di protesta, in attesa delle riforme che potrebbero essere portate avanti da Suleiman in qualità di nuovo presidente o di presidente di transizione (dove l’espressione “presidente di transizione” in realtà non significa nulla, poiché Suleiman potrebbe restare a tempo indeterminato, o fino a quando non verrà rovesciato da una nuova rivoluzione).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da almeno otto anni Suleiman è entrato in competizione per la presidenza assecondando gli americani nelle questioni che maggiormente attiravano il loro interesse, in primo luogo la questione palestinese. Non vi è dubbio che la trasformazione della politica regionale americana al servizio di Israele abbia contribuito a questo. Suleiman ha ricevuto in gestione l’intera questione palestinese, e non vi era politico israeliano, di destra o di sinistra, che non avesse colloqui con lui, e che non stringesse amicizia con lui.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per contro, Hosni Mubarak, benché avesse ottenuto il silenzio americano sulla propria campagna per mettere a tacere l’opposizione (ed in primo luogo i Fratelli Musulmani), non era in grado di opporsi al fatto che a Suleiman rimanesse il pieno controllo della questione palestinese, pur essendo egli consapevole dell’ambizione di Suleiman di giungere alla presidenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quest’ultimo ha gestito la questione palestinese in una delle fasi più delicate degli ultimi decenni. Fu lui a fornire agli israeliani la possibilità di assassinare Yasser Arafat senza clamore (è opinione pressoché unanime nel mondo arabo che la morte di Arafat, avvenuta in circostanze misteriose e mai chiarite del tutto, sia stata “provocata”; inoltre l’intelligence egiziana ha storicamente avuto notevoli capacità di infiltrarsi nei territori palestinesi, soprattutto a Gaza, prima che Hamas si impadronisse della Striscia (N.d.T.) ), e successivamente a garantire una transizione del potere senza scossoni nelle mani di coloro che in precedenza avevano cercato di ribellarsi ad Arafat – la fazione di Mahmoud Abbas e di Mohammed Dahlan. Non vi è dubbio che ciò avvenne a seguito degli sforzi di schiacciare la seconda Intifada, cosa che rappresentava una priorità per lo stato ebraico.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo di ciò, Suleiman supervisionò le fasi successive – dalle elezioni legislative palestinesi ai successivi provvedimenti volti a boicottare Hamas e ad assediare il suo governo, fino alla guerra di Gaza in occasione della quale Suleiman compì ogni sforzo affinché il conflitto si concludesse con la disfatta totale di Hamas. Egli esercitò enormi pressioni sui negoziatori di Hamas affinché annunciassero un cessate il fuoco unilaterale, al fine di farli apparire sconfitti e di far accettare loro le condizioni israeliane – cosa che fallì, come tutti sanno, visto che furono gli israeliani ad annunciare un cessate il fuoco.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nel frattempo Omar Suleiman sovrintendeva al percorso sul quale concordano tutti gli israeliani, ovvero il programma dello stato palestinese dai confini provvisori – una soluzione “temporanea” a tempo indeterminato – ed esercitava pressioni sui palestinesi affinché tenessero fede agli impegni sulla collaborazione di sicurezza con Israele, continuando intanto a lavorare quotidianamente per soffocare la Striscia di Gaza e addomesticare Hamas attraverso pressioni e varie forme di ricatto, in particolare riguardo all’unico valico della Striscia che dà sul mondo esterno (il valico di Rafah al confine con l’Egitto (N.d.T.) ). Non vi è poi bisogno di ricordare qui il ruolo di Suleiman nel raggiungimento dell’accordo per la fornitura di gas a Israele, sebbene alcuni abbiano attribuito questo accordo ad Ahmed Ezz, membro di spicco del Partito Nazionale Democratico al governo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alla luce di tutto questo, è possibile dire che gli israeliani attendono col fiato sospeso i futuri sviluppi. Essi preferirebbero senza alcun dubbio che la crisi si risolvesse con la presidenza di Omar Suleiman, tanto più che essi sanno bene che Hosni Mubarak, a causa del suo precario stato di salute, non potrà resistere alla presidenza per più di un anno o due. Per gli israeliani, Omar Suleiman è certamente preferibile a Gamal Mubarak poiché Suleiman è senza dubbio maggiormente in grado di controllare la situazione interna del paese.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se la rivolta egiziana dovesse tradursi nella presidenza di Suleiman, sarebbero gli israeliani ad emergere come i principali vincitori, non solo sul piano egiziano che a loro interessa più di qualsiasi altra cosa, ma anche sul piano della possibilità di fermare il propagarsi delle rivolte arabe, le quali certamente entrerebbero in una fase di delusione e frustrazione qualora dovessero essere questi i risultati. Tuttavia non possiamo essere certi di quest’ultimo esito, ed anzi tendiamo a ritenere che le masse, che hanno ormai scoperto il segreto della loro forza, non si sottometteranno a nessuno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il popolo egiziano – che si è ribellato non solo per il pane, come sostengono molti, ma per la libertà, il pluralismo, la dignità e la salvaguardia della sicurezza nazionale – questo grande popolo non accetterà di scambiare Hosni Mubarak con Omar Suleiman, tanto più che quest’ultimo è un elemento essenziale del regime che ha rovinato il paese e impoverito i suoi abitanti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questi giorni il popolo egiziano non difende solo se stesso e i suoi diritti, ma difende noi tutti, dall’Oceano Atlantico al Golfo Persico. Difende il nostro diritto a vivere liberi e ad essere padroni delle nostre decisioni. Quando questo accadrà, la fine del progetto sionista sarà solo questione di tempo. Allora finalmente la nazione araba avrà diritto ad avere un posto sotto il sole adeguato alla sua storia, alla sua religione ed alla sua civiltà.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Yasser al-Zaatera è un commentatore ed analista politico giordano di origine palestinese; scrive abitualmente sul quotidiano giordano al-Dustour; è autore di diversi libri, fra cui “Il fenomeno islamista prima e dopo l’11 settembre”, pubblicato in Libano nel 2004&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Versione originale: http://www.aljazeera.net/NR/exeres/74002B45-09CE-444D-9AC1-95934EEDB1EA.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4585388078054918485?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4585388078054918485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/02/perche-gli-israeliani-preferiscono-omar.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4585388078054918485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4585388078054918485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/02/perche-gli-israeliani-preferiscono-omar.html' title='Perché gli israeliani preferiscono Omar Suleiman. Tratto da www.resistenze.org; di Yasser al-Zaatera'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-eQOJCYrvXoI/TVQfthwg5ZI/AAAAAAAAAbA/WBeE-1O_b3E/s72-c/mubby.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6524659665745398440</id><published>2011-02-10T18:19:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T18:22:12.654+01:00</updated><title type='text'>Lega: L’ennesima vergogna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uDb1V6fotSQ/TVQewU6NqCI/AAAAAAAAAa4/MkDg2lEgx2k/s1600/bossssssis.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 217px; height: 233px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uDb1V6fotSQ/TVQewU6NqCI/AAAAAAAAAa4/MkDg2lEgx2k/s320/bossssssis.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572112454559574050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bastava che gli esponenti leghisti in tempi non troppo remoti dichiarassero di volersi pulire il sedere con il tricolore, a rendere ancora più chiaro l’intento di Bossi e soci ci ha pensato il Ministro della Semplificazione Calderoli. Il buon Calderoli ha infatti pensato bene di dire la sua riguardo alle imminenti celebrazioni per l’unità d’Italia, previste per il 17 marzo, dunque tra poco più di un mese. Queste le parole agghiaccianti del ministro leghista: "In un periodo di crisi come quello attuale meglio festeggiare lavorando piuttosto che stando a casa". L’intento della Lega Nord di voler sabotare e delegittimare i festeggiamenti per il Centocinquantesimo è quindi palese, e si cerca di utilizzare la crisi economica come un pretesto per mascherare intenti ben poco nobili.  &lt;br /&gt;Chiaramente le dichiarazioni improvvide del ministro hanno provocato parecchi commenti, come quello della leader della Cgil Susanna Camusso, che in diretta radiofonica ha dichiarato di essere: &lt;br /&gt;"stupita da queste polemiche che fanno scomparire tematiche lavorative molto più importanti come la disoccupazione giovanile e la discriminazione ai danni delle donne". La Camusso ha poi subito dopo rincarato la dose, dichiarando di non vedere motivi di dibattito riguardo al 17 marzo e chiedendo un po’ di riposo per i lavoratori e i cassaintegrati dato che, quest’anno, il 25 aprile cadrà di Pasquetta, e il 1 maggio di domenica. In effetti sembra perlomeno grottesco che Calderoli proponga di tenere aperti gli uffici per salvaguardare le aziende, quando già due feste che si ripetono ogni anno cadono in giorni festivi.&lt;br /&gt;Persino Raffaele Bonanni, leader della Cisl, si è detto preoccupato da queste divisioni e avrebbe sottolineato che sarebbe stato assai meglio se avessero sentito prima le parti sociali. &lt;br /&gt;Italia Futura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo, sul suo sito internet ha criticato aspramente Confindustria e la Lega Nord per la richiesta di abolire la festa del 17 marzo, dichiarando polemicamente: "Tutta questa confusione per una festa che si celebra ogni 150 anni, a questo punto aboliamo anche la Befana che quest'anno è capitata di giovedì e si celebra ogni anno".&lt;br /&gt;Alessandro Pigniatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCi-Federazione della sinistra, ha commentato la vicenda: "Si proclama una festa nazionale per ricordare l'unità e poi la si boicotta? Solo in Italia succedono cose di questo genere. Calderoli dimostra per l'ennesima volta che la Lega è secessionista nelle viscere. Ci chiediamo come può una siffatta forza politica continuare a rimanere al governo del Paese, che è unitario per Costituzione".&lt;br /&gt;In effetti non sembra niente affatto casuale che tale folle richiesta sia arrivata proprio da uno degli esponenti più sfegatati della Lega Nord, un partito che non si riconosce minimamente nelle istituzioni italiane e che, senza peraltro volerlo nascondere in alcun modo, ambisce da sempre alla secessione. La cosa grottesca è che Calderoli abbia trovato una sponda persino nella Confindustria, come a voler significare che nel nuovo millennio i profitti valgono di più  persino della tradizione e della celebrazione nazionale; una celebrazione che per la cronaca avviene solo ogni cinquant’anni.&lt;br /&gt;Resta da domandarsi se centocinquanta anni fa i garibaldini avrebbero fatto quello che hanno fatto, se solo avessero saputo chi ci governa oggi.&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6524659665745398440?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6524659665745398440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/02/lega-lennesima-vergogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6524659665745398440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6524659665745398440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/02/lega-lennesima-vergogna.html' title='Lega: L’ennesima vergogna'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uDb1V6fotSQ/TVQewU6NqCI/AAAAAAAAAa4/MkDg2lEgx2k/s72-c/bossssssis.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4262596152490458870</id><published>2011-01-17T18:18:00.000+01:00</published><updated>2011-01-17T18:53:32.602+01:00</updated><title type='text'>L'ennesima caduta nel baratro.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TTSBWQW55vI/AAAAAAAAAas/n7b70TUaRJs/s1600/rubyxx.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 237px; height: 157px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TTSBWQW55vI/AAAAAAAAAas/n7b70TUaRJs/s320/rubyxx.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563213659057546994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti quanti gridano nuovamente allo scandalo vista la nuova vicissitudine giudiziaria che riguarderà Silvio Berlusconi. Stiamo parlando della vicenda relativa a Ruby, la ormai famosissima (escort?) marocchina che avrebbe avuto dei rapporti non meglio chiariti con il nostro premier quando aveva ancora 17 anni. Vi ricorderete che era circolata anche una voce grottesca che vedeva proprio il nostro amato premier intercedere con la polizia per riuscire a tirare fuori dai guai la "povera" ragazzina.&lt;br /&gt;Inutile dire che ancora una volta la democrazia italiana fa una pessima figura, mettendoci alla berlina di mezzo mondo, ma questa ahimè non è una novità dato che i gossip sulla vita privata del nostro premier sono ormai alla ribalta da troppo tempo.&lt;br /&gt;Ed è proprio qui che si innesta la mia riflessione a riguardo; siamo davvero certi che sia giusto dare tutto questo risalto alla vita privata di un personaggio come Berlusconi? non viene anche a voi il dubbio che parlando delle sue frequentazioni sessuali si mettano invece in secondo piano le condizioni disastrose del nostro paese, in grandissima parte provocate proprio dallo scellerato governo del Pdl? Se non fosse stato per la coraggiosa azione di studenti e di operai la già marciscente coscienza di questo paese sarebbe stata abbandonata al deserto di contenuti che è voluta dai predicatori di nulla della maggioranza, e il continuo gossip infarcito di illazioni piccanti non è altro che un operazione in tutto e per tutto consustanziale al mantenimento del potere da parte di Berlusconi. Meglio farsi accusare di andare a prostitute minorenni del resto,(sempre che possa essere provato, cosa improbabile) che invece essere accusato di aver ceduto una rete televisiva nazionale alla mafia, o peggio di aver fatto con essa patti che hanno inserito organizzazioni criminali all'interno della gestione della politica. Molto meglio parlare del lettone di Putin o delle mille escort di Arcore che della deriva autoritaria che sta investendo l'Italia. Ancora una volta spetta ai comunisti smascherare chi cerca con questi gossip da edicola di non parlare dei reali problemi del paese. Che Berlusconi facesse quello che vuole in casa propria, la nostra riprovazione morale è scontata riguardo alle sua dissolutezza, e non c'è nemmeno bisogno di ribadirlo. Altra cosa è per un partito o un organizzazione politica perdere tempo a discutere della moralità di un personaggio che dovrebbe essere attaccato per fatti mille e mille volte più gravi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d.c&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4262596152490458870?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4262596152490458870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/lennesima-caduta-nel-baratro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4262596152490458870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4262596152490458870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/lennesima-caduta-nel-baratro.html' title='L&apos;ennesima caduta nel baratro.'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TTSBWQW55vI/AAAAAAAAAas/n7b70TUaRJs/s72-c/rubyxx.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1009924953622530432</id><published>2011-01-13T12:17:00.000+01:00</published><updated>2011-01-13T12:19:28.677+01:00</updated><title type='text'>Fiat: il bastone e la carota   di Michele Michelino  trtatto da www.resistenze.org</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7fvesRjiI/AAAAAAAAAak/_wZK2R7U5kw/s1600/Fiom.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 151px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7fvesRjiI/AAAAAAAAAak/_wZK2R7U5kw/s320/Fiom.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561628596634750498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una società in cui la maggior parte delle ricchezze e delle risorse è nelle mani di pochi, gli operai sono una classe non per scelta ma per necessità. Come tutti i proletari e i salariati non hanno modo di sfamare se stessi e le loro famiglie se non vendendo la propria forza lavoro a un capitalista, un padrone. Della ricchezza da essi prodotta si appropria una minoranza, la classe borghese la quale se ne serve per comprare istituzioni, politici, sindacalisti, mass-media e i governi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La lotta per la sopravvivenza in periodi di crisi lascia i lavoratori completamente soli, le loro organizzazioni, influenzate dalle grandi aziende e dal governo, li lasciano in balia della classe padronale. Nel cercare di difendersi, per tentare di risolvere giornalmente i loro problemi quotidiani sono costretti a sfidare l’ordine costituito con forme di lotta individuali ai limiti dell’autolesionismo, attraverso scioperi della fame, salite sui tetti, sulle ciminiere, sulle gru, a mettersi anche contro i propri “rappresentanti” inseriti a pieno titolo nel sistema e da questi foraggiati economicamente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quando i lavoratori si liberano dalle pastoie e dal controllo in cui li tengono istituzioni, partiti e sindacati sostenitori del sistema capitalista e si uniscono ad altri lavoratori organizzandosi autonomamente in modo indipendente nella lotta contro lo sfruttamento, la loro forza diventa rivoluzionaria e sovversiva.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sempre più spesso sono proprio i sindacati e i partiti, che pur dicono di rappresentare i lavoratori a sostenere interessi contrari a quelli che dicono di rappresentare. Molti ex sindacalisti diventati dirigenti e funzionari d’istituzioni regolatori del mercato del lavoro, mediatori del conflitto fra capitale e lavoro non fanno altro che difendere le loro condizioni di privilegio “conquistate” difendendo chi li paga.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il patto sociale basato su un “compromesso di classe” che riconosce ai sindacati il diritto di negoziare per i suoi iscritti è quello che oggi porta i padroni a scegliersi la “controparte” più in sintonia con i suoi interessi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi viviamo in una società in cui i valori sono capovolti; gli sfruttatori, i capitalisti e i parassiti che non hanno mai lavorato in vita loro sono insigniti con l’onorificenza di Cavalieri del Lavoro, mentre gli operai fanno la fame. La vicenda Fiat è paradigmatica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi alle multinazionali, ai padroni non basta più sfruttare i lavoratori, spogliarli dei diritti di esseri umani. Come ha affermato Marchionne se il referendum a Mirafiori voluto dalla Fiat non vince con il 51 %, l’azienda non farà investimenti spostando la produzione in altri paesi dove i diritti dei lavoratori sono inesistenti. I lavoratori dovranno esprimere un voto non libero al referendum sottoposti al ricatto della perdita del lavoro. Per i capitalisti gli operai non devono solo essere sfruttati, ma anche contenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questo la Fiat é sostenuta non solo, da CISL-UIL-FISMIC-UGL (che alle ultime elezioni RSU hanno ottenuto insieme oltre il 70%), dal governo, Confindustria, e parte della CGIL, ma anche da molti politici di centrosinistra, fra cui i vari D’Alema, Fassino e molti altri. I soli contrari la FIOM e i COBAS che non hanno firmato l’accordo, sono esclusi dalla rappresentanza in fabbrica, perché il padrone sceglie lui invece degli operai chi è rappresentativo e chi no.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La FIOM-CGIL, che insieme ai Governi (di centrodestra e centrosinistra), Confindustria e gli altri sindacati collaborazionisti per anni ha ostacolato i Cobas sulla rappresentanza perché non firmatari del contratto nazionale, nel momento in cui essa stessa si trova in conflitto con le scelte padronali è esclusa dalla rappresentanza penalizzata dalle stesse regole usate contro i sindacati di base.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La storia è piena di episodi in cui organizzazioni nate dai lavoratori con dirigenti validi, una volta inseriti nelle istituzioni borghesi, assuefatti alla democrazia delegata rappresentativa, diventando frequentatori dei salotti e ambienti governativi tendono a diventare personale delle burocrazie gestite da professionisti. In questo caso anche dirigenti provenienti dal proletariato, cambiando condizioni materiali diventano a tutti gli effetti funzionari di regime.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La crisi economica ha portato licenziamenti, riduzione dei salari, aumento della precarietà e dell’instabilità economica, attacco alla contrattazione collettiva nazionale, mentre vengono progressivamente smantellate le garanzie pubbliche per i lavoratori e i diritti costituzionali. Il recente Trattato di Lisbona che ha inglobato le Costituzioni Nazionali ed Europea mette al primo posto non più il diritto, ma il Mercato cui sono subordinati i diritti. Nel mondo “globalizzato”, in cui i vari imperialismi dettano legge, l’illusione di risolvere i propri problemi attraverso strategie individuali, aziendali, o locali diventa sempre più una chimera che porta a cocenti sconfitte il movimento operaio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nella società imperialista gli operai, i proletari, i lavoratori salariati non sono cittadini liberi ed eguali ma schiavi salariati che vivono solo lavorando per qualcun altro, e costretti a fare la fame e lasciati in mezzo ad una strada se disoccupati. Ecco perché i lavoratori contano sempre meno e sono sempre meno influenti eppure c’è chi continua a spacciare illusioni sui cambiamenti pacifici della società chiamando i lavoratori alle urne. Contro la classe borghese, contro il capitale si può lottare solo con lo sciopero generale nazionale e internazionale di tutti i proletari, gli sfruttati, non solo per limitare lo sfruttamento, ma per abolirlo insieme al sistema del lavoro salariato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il problema del potere operaio, “dell’assalto al cielo” che in passato si è reso concreto se pur brevemente nella Comune di Parigi e nella Rivoluzione d’Ottobre in Russia e altre parti del mondo col passare degli anni è andato scemando diventando un labile ricordo. La conquista del potere proletario in Europa negli ultimi decenni per alcuni era possibile solo con il voto per il proprio partito o sindacato, le rivolte locali o settoriali o con forme di lotta armata di piccoli gruppi, strategie che si sono dimostrate tutte fallimentari. La lotta di classe, politica, economica e in tutti gli aspetti, finora più latente che diretta, è oggi da porsi nuovamente all’ordine del giorno. Nell’epoca dell’imperialismo ancor più che nel passato non è possibile migliorare e difendere la condizione di un settore della classe operaia se contemporaneamente non si migliorano le condizioni di tutti gli altri lavoratori.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’esperienza ha dimostrato che non esiste un capitalismo buono, dal volto umano, che rispetta i diritti dei lavoratori e uno cattivo che li calpesta. Se durante i periodi di ripresa in cui tutti i padroni fanno lauti affari i capitalisti e i loro rappresentanti politici nei governi di centro destra o centrosinistra, possono permettersi di fingersi “democratici”, nella crisi l’aumento della concorrenza rende i padroni più “cattivi”. La contrattazione fra le parti sociali e la concertazione, frutto del patto sociale fra padroni-governi e sindacati, figlia della “democrazia industriale”, nella crisi è accantonata a favore del più rigido comando di fabbrica che mostra il vero volto, l’altra faccia della medaglia, la brutalità del modo di produzione capitalista. La volontà del padrone diventa legge senza mediazioni; imponendo alla forza-lavoro la violenza di un sistema che si appropria della ricchezza prodotta da milioni di esseri umani calpestando e reprimendo ogni diritto che ostacola l’accumulazione dei profitti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le istituzioni capitaliste-imperialiste a cominciare dai governi che difendono gli interessi degli sfruttatori e degli oppressori cercano di governare mediando e moderando i conflitti sociali per impedire che il malcontento diffuso diventi esplosivo, reprimendo ogni protesta che ostacola o metta in discussione il loro potere. Oggi non basta più cercare di difendersi. Come proletari, lavoratori, non possiamo lasciarci trascinare in questa guerriglia quotidiana limitandoci a resistere agli attacchi continui del capitale e ai mutamenti del mercato. L’attuale sistema che continua a produrre miseria e lutti per la classe operaia ha in se le condizioni materiali per il suo sovvertimento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ giunto il momento in cui gli operai non subiscano soltanto, ma riprendano in mano il loro destino lottando apertamente per una società senza padroni, che non produce per il profitto ma per soddisfare i bisogni dell’umanità. Bisogna ritornare a lottare per un altro sistema economico e sociale che abolisca la società che legittima il sistema del lavoro salariato, considerando lo sfruttamento degli esseri umani, un crimine contro l’umanità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi chiunque critica l’attuale modo di produzione è bollato come Comunista. A rafforzare il coro dei politici di centrodestra si aggiungono i sindacalisti e gli intellettuali di sinistra inseriti nella società e nelle istituzioni borghesi da cui traggono vantaggi economici e sociali, che fanno a gara nel predicare i sacrifici per gli operai e nel ripudiare e denigrare il comunismo. E’ arrivato il momento in cui il movimento operaio si riappropri delle teorie proprie della sua classe. La lotta di classe non può lasciarla fare solo ai padroni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questi anni chiunque si opponeva alle guerre imperialiste, alla miseria, allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo o ha semplicemente contrastato il potere dei monopoli e dei potenti di turno chiedendo l’applicazione delle stesse leggi borghesi per tutti è stato bollato di comunismo. E’ ormai tempo che gli operai, i proletari, i lavoratori coscienti, rivoluzionari che vogliono costruire una nuova società libera dallo sfruttamento non siano più solo una testimonianza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli operai coscienti non possono essere solo uno spettro che aggira per l’Europa, una favola dei tempi passati, ma una realtà che comincia a scuotere dalle fondamenta il sistema capitalista agitando i sonni finora tranquilli degli sfruttatori, trasformandoli in incubi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1009924953622530432?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1009924953622530432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/fiat-il-bastone-e-la-carota-di-michele.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1009924953622530432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1009924953622530432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/fiat-il-bastone-e-la-carota-di-michele.html' title='Fiat: il bastone e la carota   di Michele Michelino  trtatto da www.resistenze.org'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7fvesRjiI/AAAAAAAAAak/_wZK2R7U5kw/s72-c/Fiom.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1798225459746786852</id><published>2011-01-13T12:15:00.000+01:00</published><updated>2011-01-13T12:16:07.400+01:00</updated><title type='text'>Diliberto sul referendum Fiom</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7e8is58DI/AAAAAAAAAac/FurO78v1JMw/s1600/diliberto2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7e8is58DI/AAAAAAAAAac/FurO78v1JMw/s320/diliberto2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561627721537810482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il fatto che il governo non abbia stoppato un referendum illegittimo, perché anticostituzionale nella sostanza, dimostra la sua natura classista. Siamo ad un bivio della nostra civiltà. Opporsi al modello Marchionne non è solo un dovere civile ma un'esigenza democratica. Se passa quel modello, che produce uno scivolamento verso la barbarie, lo stesso concetto di democrazia rischia di svuotarsi, con conseguenze pesanti nella vita di tutti i giorni. Quel referendum è un passpartout pericolosissimo". Lo dichiara Oliviero Diliberto, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, al quotidiano on line quinews.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1798225459746786852?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1798225459746786852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/diliberto-sul-referendum-fiom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1798225459746786852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1798225459746786852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/diliberto-sul-referendum-fiom.html' title='Diliberto sul referendum Fiom'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TS7e8is58DI/AAAAAAAAAac/FurO78v1JMw/s72-c/diliberto2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5184139945466942161</id><published>2011-01-11T17:39:00.000+01:00</published><updated>2011-01-11T18:08:07.545+01:00</updated><title type='text'>Fiat: O la Borsa o la Vita RICATTI DA XXI SECOLO</title><content type='html'>Siamo arrivati al punto di non ritorno. In un paese alla deriva dove la democrazia è in pericolo e dove ormai le istituzioni sono completamente allo sbando, arriva all'ordine del giorno il vitale nodo della Fiat Mirafiori, il braccio di ferro tra Marchionne e la Fiom che sta tenendo con il fiato sospeso migliaia di lavoratori.&lt;br /&gt;I lavoratori di Mirafiori non sono felici, si rendono conto della situazione esiziale che si sta configurando davanti a loro nel futuro immediato, si rendono conto anche che votare eventualmente "si" al referendum non sarebbe affatto una assicurazione sul loro futuro lavorativo e su quello della FIAT.&lt;br /&gt;Marchionne con le sue affermazioni sta cercando di scaricare sulla FIOM tutto il peso di scelte che probabilmente sono a lungo termine inevitabili, e soprattutto non fa assolutamente niente per cercare di mostrarsi con un volto diverso da quello che sta cercando di conculcare dei diritti che sono stati guadagnati col sudore e il sangue di lotte ora sbiadite, e che nessuno riesce più a ricordare. Ancor più che il discorso tirato in ballo da Marchionne non riguarda solamente la questione FIAT, ma si estende giocoforza ad abbracciare tutto l'ambito della contrattazione sul posto di lavoro, e quindi tutti i rapporti tra lavoratori e aziende nel nostro paese. Ammettiamo per un attimo la buonafede di Marchionne, cosa cui io personalmente non credo, siamo davvero certi che votare "si" in massa al suo referendum/ricatto non possa creare un mostruoso precedente capace di ricacciare indietro i diritti dei lavoratori a decenni fa? Il rischio a ben guardare è troppo alto, ancor più che gli operai italiani guadagnano molto meno di quasi tutti i loro omologhi europei, e che il nostro paese non mostra alcun tipo di possibilità di ripresa industriale, nonostante quello che viene dichiarato da Tremonti e soci. &lt;br /&gt;Ma torniamo al discorso FIAT e analizziamo nel dettaglio quello che è a tutti gli effetti inaccettabile nel discorso di Marchionne: la minaccia. "Se non fate come diciamo noi, noi ce ne andiamo". Qualcuno obietterà che è pienamente legittimo che un datore di lavoro, qualora vedesse i propri profitti messi a repentaglio, possa decidere per tutelarli di andarsene. Ebbene la FIAT però non mi risulta essere una semplice azienda monofamiliare di qualche imprenditore di provincia, è un azienda che nel bene e nel male ha fatto la storia di questo paese. Migliaia di operai italiani hanno sudato nelle catene di montaggio della FIAT, migliaia di italiani hanno comperato macchine della FIAT, ma ora, se nessuno compra un numero sufficiente di automobili FIAt come mai devono essere proprio gli stessi italiani a pagare?&lt;br /&gt;Se qualsiasi azienda per aumentare i profitti minacciasse i propri lavoratori di accettare condizioni di lavoro più massacranti e stipendi più bassi pena la chiusura e l'allontanamento degli stabilimenti,ci troveremmo di fronte a una macelleria sociale che sarebbe da anticamera a una guerra tra poveri, già ahimè realtà in alcune parti d'Europa.&lt;br /&gt;Un paese serio interverrebbe nel vuoto lasciato dai sindacati,incapaci di proteggere i lavoratori (FIOM esclusa ovviamente), e cercherebbe di mediare e trovare un accordo che però non ricatti i lavoratori e non cerchi di metterli di fronte al tremendo e antimoderno ricatto de " O la borsa o la vita". La realtà, amarissima e pericolosa, è che i poteri forti stanno cercando di utilizzare MArchionne come ariete, al fine di scaridnare quello che resta delle tutele lavorative. Una volta crollata quella diga, potrà passare tutto, e allora nulla potrà più salvare i nostri lavoratori, i nostri giovani, i nostri ragazzi, dalla guerra del povero contro il povero, tutti uguali contro la miseria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5184139945466942161?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5184139945466942161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/fiat-o-la-borsa-o-la-vita-ricatti-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5184139945466942161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5184139945466942161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/fiat-o-la-borsa-o-la-vita-ricatti-da.html' title='Fiat: O la Borsa o la Vita RICATTI DA XXI SECOLO'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8738267442535603684</id><published>2011-01-05T13:40:00.000+01:00</published><updated>2011-01-05T13:41:48.783+01:00</updated><title type='text'>“L’Italia è il laboratorio del totalitarismo moderno”. Intervista a Stefano Rodotà. di Miguel Mora, da El Paìs, traduzione italiana di Andrea Pinna</title><content type='html'>Difensore della laicità, della democrazia e del buon senso, Stefano Rodotà è uomo di squisita gentilezza. Maestro del diritto, schierato senza ambiguità ed erede dell’operosità di Pasolini, è forse il penultimo umanista europeo ed uno dei pochi intellettuali di razza che rimangono in questa Italia «triste e sfilacciata che si guarda l’ombelico e sembra sempre di più un’appendice del Vaticano mentre si avvicinano i 150 anni dell’unità del Paese.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore emerito di diritto civile alla Sapienza di Roma, Rodotà nato a Cosenza 73 anni fa, scrive libri ed articoli, partecipa a congressi, dirige il Festival del Diritto a Piacenza, promuove manifesti e combatte battaglie per innumerevoli cause,dalla libertà di stampa all’etica pubblica, all’eutanasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eletto deputato del PCI nel ’79, visse come parlamentare la convulsa decade finale della prima Repubblica e fu poi il primo presidente del PDS, fondato nel ’91 da Achille Occhetto dalle ceneri del PCI. Appena un anno dopo, forse prevedendo ciò che sarebbe successo, abbandonò la politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi insegna in molte università del mondo e come specialista in filosofia del diritto e coautore della Carta fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea, è un riferimento obbligato in tema di libertà individuali, nuovi diritti, qualità democratica e abusi di potere. Sono ormai dei classici i suoi lavori sulla relazione tra diritto e privacy, tecnologia, lavoro, informazione e religione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato appena tradotto (in spagnolo, NdT) il suo libro “La vita e le regole. Tra diritto e non diritto”, un saggio del 2006 ampliato nel 2009, nel quale Rodotà riesamina i limiti del diritto e ne rivendica una natura «più sobria e rispettosa delle molteplici e nuove forme che ha assunto la vita umana».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professore denuncia la tirannia che i nuovi chierici del diritto vogliono imporre ai cittadini: una «casta di notabili» costituita da giuristi e avvocati, dai grandi studi internazionali che «elaborano le regole del diritto globale su incarico delle multinazionali», gli «invisibili legislatori che sequestrano lo strumento giuridico, trasformando una mediazione tecnica in una procedura sacralizzata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro traccia una critica post-marxista della giungla dei vincoli legali che comprimono le libertà introdotte dalle innovazioni tecniche e scientifiche. Citando Montaigne («la vita è un movimento variabile, irregolare e multiforme») Rodotà spiega come il “vangelo del mercato”, il potere politico e la religione abbiano prodotto insieme «una mercantilizzazione del diritto che apre la strada alla mercificazione persino dei diritti fondamentali», come si rileva da questioni tanto diverse quali l’immigrazione, le tecniche di fecondazione artificiale, o le nuove frontiere della biologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parere di Rodotà questa logica mercantilista e invasiva è «in totale contraddizione con la centralità della libertà e dignità» e la privatizzazione della legalità in un mondo globale crea enormi diseguaglianze, paradisi ed inferni, «luoghi dove si creano nuovi diritti e libertà e altri dove il legislatore pretende di impadronirsi della vita delle persone».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il paradosso è che questa disparità, che in teoria dovrebbe favorire la coscienza dell’eguaglianza nel mondo, rischia invece di consacrare una nuova cittadinanza basata sul censo», spiega. «Se si legifera sui geni, il corpo, il dolore, la vita, i privilegi o il lavoro applicando la repressione, l’arroganza e la tecnica d’impresa della delocalizzazione, le libertà diventano merci e solo chi può permettersi di pagare ne potrà fruire».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodotà cita come esempio il matrimonio omosessuale o la fecondazione assistita, «che in Italia producono un flusso di turisti del diritto verso paesi come la Spagna e altri meno sicuri come la Slovenia o l’Albania». E per converso, «i paradisi fiscali e i paesi meno rispettosi dei diritti di chi lavora o con una blanda legislazione ambientale che attraggono imprese e capitali».&lt;br /&gt;La grande sfida, afferma Rodotà, è «uscire dal diritto e tornare alla vita». O come afferma nel prologo del libro il prof. Josè Luis Piñar Mañas «unire vita e diritto, diritto e persona, persona, libertà e dignità; mettere il diritto al servizio dell’uomo e non del potere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Non è paradossale che un giurista metta in guardia dagli eccessi del diritto?&lt;br /&gt;R. Il vero paradosso è che il diritto, che dev’essere solo una mediazione sobria e sensata, si trasformi in un’arma prepotente e pretenda di appropriarsi della vita umana; il che è collegato alle innovazioni scientifico-tecnologiche. Prima nascevamo in un solo modo, da quando Robert Edwards, premio Nobel, ha inventato il bebè in provetta, sono cambiate le regole del gioco e la legge naturale non è governata solo dalla procreazione naturale. Ci sono altre possibilità e nasce quindi il problema: deve intervenire il diritto? E fino a dove? Talvolta la sua pretesa è di mettere in gabbia la scienza, contrapporre il diritto ai diritti, usare il diritto per negare le libertà. Questo è lecito? Talora può sembrare che lo sia, ad esempio nella clonazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. E in altri contesti?&lt;br /&gt;R. A mio parere il diritto deve intervenire senza arroganza, senza abusare, lasciando le persone libere di decidere in coscienza. Il caso di Eluana Englaro è un esempio lampante dell’uso prepotente della legge e anche del ritardo culturale e politico che vive l’Italia. Il potere e la Chiesa hanno deciso, violando il dettato costituzionale sull’inalienabile diritto della persona alla dignità e alla salute, che era necessario intervenire per limitare la dignità di quella donna ormai senza vita cerebrale e il diritto di suo padre a decidere per lei. Il problema non è solo lo strappo autoritario del potere politico, ma l’insensata sfida alla norma suprema, la Costituzione, e l’attiva partecipazione della Chiesa a quell’attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. La proibizione della fecondazione assistita è stata confermata in Italia da un referendum popolare.&lt;br /&gt;R. Alcune scoperte scientifiche pongono in dubbio l’antropologia profonda dell’essere umano come l’uso e il non utilizzo di diversi embrioni nelle tecniche di fecondazione assistita. Il diritto deve prevedere queste innovazioni, non bloccarle. Gli scienziati chiedono regole per sapere se le loro scoperte sono eticamente e socialmente accettabili. Un uso prepotente della legge limita le loro ricerche, nega il progresso umano e così si appropria delle nostre vite perché ci nega ogni diritto o peggio, lo nega solo ad alcuni. Gli italiani ricchi possono andare in Spagna a sottoporsi alle tecniche di fecondazione, ai poveri ciò è precluso. Si crea una cittadinanza fondata sul censo e si distrugge lo Stato sociale. La vita viene prima della politica e del diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. L’Italia attuale è sottomessa al fondamentalismo cattolico?&lt;br /&gt;R. L’Italia è un laboratorio del totalitarismo moderno. Il potere, abusando del diritto, privatizzandolo e considerandolo una merce, crea le premesse per un fondamentalismo politico e religioso e questo mina la democrazia. I vescovi italiani si oppongono al testamento biologico; quelli tedeschi ne hanno proposto una regolamentazione che è più avanzata di quella elaborata dalla sinistra italiana. Ad un anno dalla morte di Eluana, Berlusconi ha scritto una lettera alle suore che l’assistettero comunicando loro il suo dolore per non averle potuto salvare la vita. Ha ammesso pubblicamente che il potere ha tentato di appropriarsi della vita di Eluana; adesso sta proponendo alla Chiesa un “piano per la vita”, come moneta di scambio perché lo appoggi e gli permetta così di continuare a governare. Cioè ha svenduto lo Stato di diritto al Vaticano per quattro soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Gli omosessuali continuano a non avere diritti e i laici contano sempre meno.&lt;br /&gt;R. La Corte costituzionale si è pronunciata nel senso che il Parlamento deve legiferare riconoscendo il matrimonio omosessuale; questo diritto è già garantito dalla Carta dei diritti dell’Unione europea. Abbiamo bisogno di un diritto sobrio, non negatore dei diritti; la religione non può condizionare la libertà. La Costituzione del 1948 all’art.32 afferma che la legge non può mai violare i limiti imposti dal rispetto della vita umana; detto articolo fu elaborato ricordando gli esperimenti nazisti e con la memoria rivolta ai processi contro i medici (nazisti NdT) a Norimberga. Fu un articolo voluto da Aldo Moro, un politico cattolico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Ha mai pensato che avrebbe un giorno rimpianto la Democrazia Cristiana?&lt;br /&gt;R. Quei politici avevano ben altro spessore culturale. La dialettica parlamentare tra la DC e il PCI era di un livello che oggi appare impensabile. Mentre la DC era al potere, si approvarono le leggi sul divorzio e sull’aborto; i democristiani sapevano che la società e il femminismo le volevano e capirono che opporsi li avrebbe danneggiati politicamente. Molti di loro erano dei veri laici,avevano il senso della misura e maggior rispetto verso gli avversari. Oggi siamo ridotti al turismo per poter nascere e morire, la gente si prenota negli ospedali svizzeri per poter morire con dignità. È mai possibile che uno Stato democratico obblighi i suoi cittadini a chiedere asilo politico per morire? Il diritto deve regolare questi conflitti, non acuirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Rosa Luxemburg diceva che dietro ogni dogma c’era un affare da difendere.&lt;br /&gt;R. Certo, immagino che gli interessi della sanità privata influenzino le posizioni del Vaticano. Rispetto alle conclusioni del Concilio, le cose sono andate progressivamente peggiorando e oggi l’Italia è governata da movimenti come Comunione e Liberazione, che fanno affari favolosi con l’aiuto e il consenso del Governo. La cattiva politica è figlia della cattiva cultura; i problemi attuali nascono dal degrado culturale. Spero che il regime politico di Berlusconi finisca al più presto, ma ci vorranno decenni per superare gli effetti di questo deserto culturale. L’uso della televisione non solo come strumento di propaganda, ma come mezzo di abbruttimento; la degenerazione del linguaggio… tutto è peggiorato. Il degrado ha invaso un’area molto più ampia di quella del centro-destra e c’imbattiamo dovunque in comportamenti speculari a quelli di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Vengono posti in discussione persino i diritti del lavoro.&lt;br /&gt;R. Il pensiero giuridico si è molto impoverito. Negli anni settanta approvammo una riforma radicale del diritto di famiglia perché la cultura giuridica e la sua ispirazione democratica lo permisero. Si chiusero i manicomi, si approvò lo Statuto dei lavoratori… riforme che oggi sarebbero impensabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. La sinistra non reagisce adeguatamente, perché?&lt;br /&gt;R. Il recupero della cultura è la premessa per ridar fiato all’iniziativa della sinistra. Tutti dicono che si deve guardare al centro, io credo che si debba prima rianimare la sinistra. Craxi distrusse la socialdemocrazia, il PCI si è suicidato, un cataclisma di cui perdurano ancora gli effetti. Abbiamo perso il primato della libertà e oggi comanda l’uso privato e autoritario delle istituzioni. La società si è decomposta, il Paese rischia il disfacimento. La politica mostra i muscoli e il diritto si sbriciola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. L’Europa ci salverà?&lt;br /&gt;R. L’Europa non vive un momento splendido. Aumentano xenofobia e razzismo; la debolezza culturale italiana si allarga a tutto il continente. Trono e altare sono di nuovo alleati, anche se in un’altra maniera rispetto al passato. Oggi assistiamo alla fusione di mercato, fede e politica che pretendono di organizzare le nostre vite manipolando il diritto. Il problema italiano non è l’insufficiente contrasto della corruzione, bensì che la si promuove ai sensi di legge, come emerge dallo scandalo della Protezione civile: si è derogato dalla trasparenza e dai controlli ordinari per poter rubare più facilmente. Negli anni settanta le tangenti erano ridicole e comunque c’era maggiore compostezza e rispetto della collettività. Craxi ebbe un ruolo devastante, rappresentò un cambio d’epoca. Adesso si è imposta la regola “Se lo fa Berlusconi, perché non lo posso fare io?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8738267442535603684?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8738267442535603684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/litalia-e-il-laboratorio-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8738267442535603684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8738267442535603684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2011/01/litalia-e-il-laboratorio-del.html' title='“L’Italia è il laboratorio del totalitarismo moderno”. Intervista a Stefano Rodotà. di Miguel Mora, da El Paìs, traduzione italiana di Andrea Pinna'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-543442317263202703</id><published>2010-12-22T13:50:00.000+01:00</published><updated>2010-12-22T14:11:57.778+01:00</updated><title type='text'>Ora lo sciopero generale. E generalizzato Ora lo sciopero generale. E generalizzato  di Loris Campetti su il manifesto del 22 dicembre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TRH5GVeDFcI/AAAAAAAAAaM/0488C062gXk/s1600/scioperop.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TRH5GVeDFcI/AAAAAAAAAaM/0488C062gXk/s320/scioperop.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553493702762239426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sciopero generale e generalizzato. Nei cortei dei giovani e dei precari, nelle scuole e nelle facoltà occupate, sui tetti, è questa la parola d’ordine che rimbomba da Roma a Torino a Palermo. Non è un’interferenza impropria negli affari interni di un sindacato – la Cgil – ma la richiesta di continuare insieme ai lavoratori un cammino avviato il 16 ottobre alla manifestazione nazionale della Fiom. È con i metalmeccanici che gli studenti hanno una maggiore familiarità, dopo le irruzioni di giovani davanti ai cancelli delle fabbriche e grazie alla presenza di delegati e dirigenti Fiom nei dibattiti nelle università e nelle proteste contro la Gelmini in tutt’Italia, l’ultima il 14 dicembre a Roma. «Uniti contro la crisi» c’è, e c’è anche la minoranza del sindacato guidato da Susanna Camusso, «La Cgil che vogliamo», con la richiesta pressante ma finora inascoltata alla confederazione di promuovere lo sciopero generale. Ma gli studenti sono arrivati anche alla manifestazione nazionale della Cgil del 27 novembre, e in molte categorie il confronto è aperto. Naturalmente nell’Flc, il sindacato della conoscenza il cui segretario generale, Mimmo Pantaleo, ieri ha ribadito la partecipazione alla manifestazione di oggi: «La Flc è ancora una volta a fianco degli studenti per rivendicare un’altra università e fermare il ddl Gelmini. Chiediamo a tutti coloro che saranno in piazza di manifestare pacificamente, respingendo ogni forma di violenza».&lt;br /&gt;Il tentativo di contrapporre le generazioni mettendo i giovani precari contro i garantiti, che con la pensione si mangerebbero il futuro di figli e nipoti, non va giù a Carla Cantone, segretaria generale dello Spi-Cgil, il potente sindacato dei pensionati. Si arrabbia ancora adesso se pensa all’ultima puntata di «Anno zero», con gli insulti di La Russa e le insinuazioni di un giornalista berlusconiano: «Gli anziani di oggi – dice Cantone – sono le persone che si sono battute nella seconda metà del Novecento per strappare quelle conquiste che oggi vengono negate ai figli e ai nipoti. La generazione a cui viene sottratto il futuro che scende nelle strade è più sfortunata e perciò più arrabbiata delle precedenti, ma sa che gli anziani sono ormai l’ultimo ammortizzatore sociale disponibile. Sa che il nemico va cercato altrove. Dobbiamo tenere unite le generazioni perché il futuro non ha età: la Cgil si batte per cambiare il paese, per questo ci incontriamo con i giovani». Sullo sciopero generale, invece, Cantone ha un’idea diversa dalla Fiom e dalla minoranza della Cgil. «Non è la panacea, lo sciopero generale non risolve tutti i problemi. Si potrà anche fare, ma quel che conta è dare continuità alle iniziative e alle battaglie unitarie perché la lotta degli studenti non è solo contro la riforma universitaria, i giovani vogliono un futuro diverso, un futuro non precario».&lt;br /&gt;Andare oltre la solidarietà generica, per l’area congressuale «La Cgil che vogliamo» come per la Fiom, presuppone scelte impegnative, coraggiose. La richiesta dello sciopero generale non nasce da un rituale stanco ma dalla convinzione che la Cgil debba farsi carico di indicare una strada per uscire dalla crisi, alternativa alle ricette del governo e della Confindustria, ricette che acuiscono le disuguaglianze colpendo i più deboli, giovani e anziani, studenti e operai, migranti. La Cgil può essere un punto di riferimento contro un modello sociale fondato sullo sperpero delle risorse anche intellettuali e dei beni comuni e sulla precarietà di massa. In questo contesto nasce l’unità con gli studenti in lotta. Ieri al direttivo della Cgil sia Gianni Rinaldini che Carlo Podda della minoranza hanno denunciato le dichiarazioni «di stampo autoritario e fascista» di membri del governo contro le manifestazioni studentesche, fino a prefigurare un «clima da strategia della tensione». «La Cgil – dice Podda – difenda il diritto di manifestare di giovani e studenti».&lt;br /&gt;Nella Cgil la discussione è accesa, e questo è un segno di salute. Giorgio Cremaschi, storico dirigente della Fiom, tra i promotori del gruppo «Uniti contro la crisi», non risparmia critiche alla segretaria generale Susanna Camusso, colpevole a suo avviso di sottovalutare «la portata e il valore della lotta degli studenti». E colpevole, aggiunge Cremaschi, di aver «cancellato» nella relazione introduttiva al Direttivo confederale «lo sciopero generale». Ma forse, più che alle posizioni interne ai gruppi dirigenti bisognerebbe guardare alle iniziative dal basso che crescono nei territori e vedono sempre più mescolati i lavoratori, gli studenti, gli attivisti dei movimenti per i beni comuni e ambientalisti: dal porto di Ancona a Palermo, dalle università torinesi a Mirafiori, dalla Calabria all’Emilia. In genere a promuovere questa inedita promiscuità sociale e generazionale è proprio «Uniti contro la crisi», una parola d’ordine condivisa prima ancora che una sigla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-543442317263202703?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/543442317263202703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/ora-lo-sciopero-generale-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/543442317263202703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/543442317263202703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/ora-lo-sciopero-generale-e.html' title='Ora lo sciopero generale. E generalizzato Ora lo sciopero generale. E generalizzato  di Loris Campetti su il manifesto del 22 dicembre'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TRH5GVeDFcI/AAAAAAAAAaM/0488C062gXk/s72-c/scioperop.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6968816147060170801</id><published>2010-12-20T19:10:00.000+01:00</published><updated>2010-12-20T19:45:36.900+01:00</updated><title type='text'>Il ritorno dei fascisti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQ-ifjGZk8I/AAAAAAAAAaE/26kKwAZAhq0/s1600/anrtifajpeg.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 167px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQ-ifjGZk8I/AAAAAAAAAaE/26kKwAZAhq0/s320/anrtifajpeg.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552835528452838338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tornati, anche se per la verità qualcuno potrebbe intelligentemente arguire che non se siano mai andati. Mi riferisco alle agghiaccianti dichiarazioni di Maurizio Gasparri, discusso e discutibile personaggio che tutti conosciamo non certo per il suo acume e per la profondità delle sue analisi politiche. Il genio del PDL ha infatti pensato bene di sbraitare contro gli studenti, invocando una sorta di DASPO ad hoc per le manifestazioni di piazza; una sorta di vero e proprio arresto preventivo teso a togliere di mezzo i dissidenti dalle strade, un vero e proprio amarcord di regime fascista, un regime cui il nostro caro amico Gasparri deve senz'altro essere molto affezionato. &lt;br /&gt;Gasparri ama fare rispettare le leggi, anche se evidentemente non le conosce tutte. Ad esempio deve essersi scordato la "legge Scelba": (L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione", anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche»),ma non gliene faremo una colpa, se ne sarà semplicmente dimenticato. Del resto anche da giovane, quando amava vestire la camicia nera dei fascisti, doveva avere un pò di confusione in testa. Lui e Ignazio La Russa se la prendono con gli studenti, chiamati terroristi e potenziali assassini, ma chi erano da giovani i due camerati oggi riciclatosi ministri del peggiore governo della Repubblica italiana? Non starò a dilungarmi ricordando i trascorsi del terribile Ignazio, il quale è stato addirittura implicato nei fatti di piazza che portarono alla morte di un poliziotto, oppure alla "nera" giovinezza di Gasparri, mi limiterò a dire che la nostra Costituzione è, quello si, antifascista, e non certo anti studenti. La cosa paradossale e anche un pò ributtante è che coloro i quali sono chiamati a far rispettare la legge, quella legge violentano intimamente dato che la loro fede fascista, mai ritrattata, è palese e chiara a tutti. La violenza è sempre sbagliata, ma quanto sbagliano coloro i quali si accaniscono contro gli studenti, peraltro sempre opportunamente infarciti di infiltrati che sanno cosa devono fare, quanto sbagliano nel dimenticarsi che i veri violenti non sono coloro che vomitano la loro rabbia nei moti di piazza bensì coloro i quali sbraitano al caldo delle loro case, magari con il busto del Duce vicino al camino, aspettando il Santo Natale.&lt;br /&gt;Che incarichino qualcun altro dunque di richiamare all'ordine gli studenti, lo faccia Napolitano o qualche personaggio credibile, non lo facciano fare a La Russa, uno di quei personaggi che è talmente fascista che ti rendi conto di cosa pensa anche senza che parli; peccato che sia anche il Ministro della Difesa.&lt;br /&gt;Fanno credere che la rivolta studentesca contro l'indegna riforma Gelmini sia unicamente in mano ai violenti, una mossa tattica effettivamente geniale dato che in questo modo si può ottenere di sviare l'attenzione pubblica dai contenuti di questa riforma, una riforma che spazzerà via l'università e la scuola pubblica, consentendo solo ai figli delle famiglie abbienti di accedere all'istruzione. Questo del resto è solo la punta dell'iceberg di un disegno più ampio, un disegno che passa per i deliri di Gasparri, che si mostra ora in tutta la sua volgare aggressività, una volgarità che si nutre di rancore di intrighi e di ignoranza, non certo di cultura.&lt;br /&gt;Che valore può avere per dei fascisti la cultura? mi sembra più che normale che rifuggano da essa come il diavolo dall'acqua santa, ci mancherebbe.&lt;br /&gt;E fanno ancora più pena i giornalisti, che, come segugi affamati, si sono lanciati sui blog e sui volantini degli studenti cercando di carpire ogni singolo segnale che possa essere strumentalizzato al fine di tacciare tutto il movimento come "violento", ed "eversivo", gli stessi giornalisti del resto che omettono di raccontarci molte cose che accadono in questo, ancora per poco, Bel Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6968816147060170801?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6968816147060170801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/il-ritorno-dei-fascisti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6968816147060170801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6968816147060170801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/il-ritorno-dei-fascisti.html' title='Il ritorno dei fascisti'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQ-ifjGZk8I/AAAAAAAAAaE/26kKwAZAhq0/s72-c/anrtifajpeg.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5666158675576556551</id><published>2010-12-12T19:13:00.000+01:00</published><updated>2010-12-12T19:56:39.334+01:00</updated><title type='text'>Verso il 14 dicembre, senza illusioni</title><content type='html'>Il 14 è alle porte, e in molti si affannano a immaginarsi che cosa potrà succedere nel panorama nazionale qualora Berlusconi dovesse venire sfiduciare. Mancano pochi giorni e , a oggi, è impossibile riuscire a prevedere che cosa accadrà in quanto restano aperte le possibilità più svariate.E' infatti possibile che Silvio Berlusconi riesca, con una scellerata compravendita, a comprarsi la fiducia di cui ha tanto bisogno per evitare di fare i conti la giustizia; ma è altrettanto possibile che alla fine, in qualche modo, di Berlusconi ci si riesca a liberare.&lt;br /&gt;Occorre comunque non illudersi in quanto Berlusconi ricorrerà a qualsiasi mezzo per riuscire a comprarsi la fiducia, e, potete starne certi, il calciomercato dei senatori è già entrato nel vivo.&lt;br /&gt;Qualora Berlusconi dovesse raggiungere la tanto ambita fiducia per un pugno di voti, si creerebbe in ogni caso una situazione di ingovernabilità che potrebbe comunque portare il governo alla caduta entro breve; sicuramente la situazione è fluida e ora come ora è importante contribuire a picconare questo governo insopportabile con ogni mezzo lecito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5666158675576556551?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5666158675576556551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/verso-il-14-dicembre-senza-illusioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5666158675576556551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5666158675576556551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/verso-il-14-dicembre-senza-illusioni.html' title='Verso il 14 dicembre, senza illusioni'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7728525197700726669</id><published>2010-12-12T19:09:00.000+01:00</published><updated>2010-12-12T19:13:32.699+01:00</updated><title type='text'>Piazza Fontana, per non dimenticare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQUQyQVNc7I/AAAAAAAAAZ8/oAhEQSOC8Pk/s1600/strage.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 163px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQUQyQVNc7I/AAAAAAAAAZ8/oAhEQSOC8Pk/s320/strage.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549860571367437234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 dicembre 1969, con la bomba che esplode nella Banca Nazionale dell'Agricoltura, a Milano,  gli Italiani entrarono in una fase storica che sarebbe durata per più di un decennio: il terrorismo. Tutto ad un tratto, sulla scena nazionale comparivano morti ammazzati, non dalla polizia durante le dimostrazioni (com’era avvenuto un anno prima), non dalla mafia (le cui abitudini sanguinarie erano più oggetto di interesse folcloristico che politico), ma da qualcuno che faceva parte di qualcosa che i più ebbero difficoltà ad identificare. L’anno prima c’era stato il 1968, con le rivolte studentesche in tutto il mondo; nell’autunno le idee di cambiamento rivoluzionario erano entrate in comunicazione con gli operai in lotta per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Il Partito Comunista Italiano aveva fatto un grande balzo in avanti nelle elezioni e, soprattutto, il vecchio regime dominato da una Democrazia Cristiana che raccoglieva anche i voti della destra più reazionaria, cominciava a scricchiolare. Gli USA stavano attraversando il loro periodo più nero, con una guerra logorante e impopolare nel Vietnam e una fortissima opposizione interna che sfociava in manifestazioni violente che scuotevano il sistema che doveva essere da esempio a tutte le nazioni occidentali. In Grecia, il regime dei colonnelli instauratosi in seguito al colpo di stato fascista del 67, perdeva sempre più credibilità. Anche l’Unione Sovietica era dovuta intervenire per reprimere duramente i tentativi cecoslovacchi di rendere più democratica la loro democrazia imbrigliata nel blocco comunista, e questo ne aveva ulteriormente intaccato la credibilità come modello alternativo al sistema capitalistico. Una bella confusione! Ci fu qualcuno che credette di ripercorrere le strade sperimentate con successo da Hitler e dai nazisti con l’incendio del Reichstag : compiere attentati, attribuirne la colpa alle sinistre e utilizzare la paura e il disgusto dei cittadini per dar vita ad un governo autoritario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Dopo le bombe si cercò di accusare gli anarchici , forse perché, nell’immaginario collettivo questi rappresentavano qualcosa di oscuro, di senzadio, di intangibile e pericoloso. In realtà vennero scelti perché erano disorganizzati, ingenui, poveri e isolati dalle altre forze politiche. Uno di loro, il ferroviere Giuseppe Pinelli, volò da una finestra della questura di Milano, uno dei cui dirigenti era il commissario Calabresi (sull’omicidio del quale si sta svolgendo un interminabile vicenda giudiziaria). Un altro era un ballerino, che rimase in carcere per anni sino al punto in cui il parlamento italiano dovette votare una nuova legge per risparmiare a lui altre ingiuste sofferenze e allo stato, un’insostenibile vergogna. Un altro ancora, si professava anarchico, ma in realtà era un fascista che si era trovato in mezzo al gruppo degli accusati per uno di quei casi strani della vita: cercava di fare il provocatore (e probabilmente era stato addestrato a questo durante una visita compiuta ai colonnelli golpisti in Grecia), ma ,di fatto, si trovò coinvolto in una vicenda più grossa di lui che gli fece passare molti anni in carcere per poi ritrovarsi, anche lui, innocente. A trent’anni dalla strage, non si sa ancora chi siano i colpevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Clinton ha fatto, recentemente, alcune ammissioni sul coinvolgimento della CIA in combutta con una parte dei fascisti italiani di allora. Il regime democristiano cercò di coprire tutto, così come gran parte degli apparati di sicurezza dello stato (quanti ufficiali dei servizi segreti, dei carabinieri, della polizia vennero, negli anni successivi, inquisiti e condannati per depistaggio!) ma, oggi, nessuno sa ancora esattamente chi sia stato a decidere la morte di cittadini innocenti la cui unica colpa era quella di trovarsi in una banca a cambiare un assegno, fare un versamento o pagare una cambiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Chi crede in una società giusta non ha bisogno di vendette per continuare a crederci, ma chiedere la verità è un diritto e un dovere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    L’umanità (o almeno una parte, forse la meno colpita nei suoi affetti più cari) già comincia a dimenticarsi i più orrendi crimini mai visti nella storia dell’umanità compiuti durante lo sterminio delle popolazioni ebraiche in Europa, durante la II Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;    Dovremmo quindi anche  scordarci degli assassini di Piazza Fontana ? Siamo sicuri che non siano ancora fra noi ? Siamo sicuri che non possano ancora uccidere (magari in qualche altra parte del mondo) ? E soprattutto, siamo sicuri che la violenza, la menzogna di stato, la soppressione della verità, la sottomissione ai poteri economici degli apparati dello stato, siano stati completamente eliminati salla nostra società  ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Possiamo, da ultimo, accettare di vivere in una nazione di serie B in cui ‘certi’ crimini non trovano mai un responsabile ? Ci possiamo sentire sicuri di vivere in una democrazia ?&lt;br /&gt;    Lo scopo di questo sito non è commemorativo: alle commemorazioni ci penserà sicuramente la politica ufficiale con le sue lacrime di coccodrillo e le promesse che non verranno mantenute per non disturbare gli interessi di quelli che ancora contano !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Quello che cercheremo di fare è:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    1- Reinterpretare gli eventi&lt;br /&gt;    2- Raccogliere testimonianze&lt;br /&gt;    3- Acquisire e diffondere nuovi elementi di informazione e controinformazione&lt;br /&gt;    4- Dimostrare che c’è chi non accetta l’oblio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    E, soprattutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Far capire che la tentazione a seguire la strada della violenza, della sopraffazione e della menzogna necessita di cure lunghe e difficili per essere debellata, e che non bisogna mai abbassare la guardia o far finta di dimenticare: la prossima volta potrebbe toccare a noi !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.informagiovani.it/terrorismo/piazzafontana/default.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7728525197700726669?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7728525197700726669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/piazza-fontana-per-non-dimenticare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7728525197700726669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7728525197700726669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/piazza-fontana-per-non-dimenticare.html' title='Piazza Fontana, per non dimenticare'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TQUQyQVNc7I/AAAAAAAAAZ8/oAhEQSOC8Pk/s72-c/strage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1693251750506293378</id><published>2010-12-07T10:33:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T10:35:09.286+01:00</updated><title type='text'>Il governo dell'Ecuador si impone sulle multinazionali petrolifere; da www.gara.net</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TP3_ydW3_WI/AAAAAAAAAZ0/XCCPv948NzY/s1600/ecuadores.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 217px; height: 232px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TP3_ydW3_WI/AAAAAAAAAZ0/XCCPv948NzY/s320/ecuadores.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547871558329433442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo ecuadoregno si appresta ad assumere il controllo dei campi petroliferi dell'azienda brasiliana Petrobras e di altre tre aziende minori che non hanno accettato i nuovi contratti che sono stati loro offerti, ne informa fonte ufficiale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Martedì si è conclusa la rinegoziazione, durata tre mesi, con le multinazionali che sfruttano i grandi giacimenti petroliferi ecuadoregni: Petrobras, la coreana Canada Grande, la statunitense EDC e la cinese CNPC. Queste lasceranno il paese perché non hanno accettato le condizioni poste dal governo, desideroso di garantire maggiori benefici dallo sfruttamento di questa risorsa nazionale. Le aziende che lasceranno il paese estraevano il 14% del petrolio sfruttato da privati, lo dichiara il Ministero delle Risorse naturali non rinnovabili, che spiega pure che lo Stato vi subentrerà a breve, nell'arco di 120 giorni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Imprese come l'ispano-argentina Repsol YPF, la cilena ENAP, l'italiana Agip e le cinesi Andes Petroleum e Petroriental hanno invece sottoscritto nuovi contratti con Quito.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In base al nuovo contratto lo Stato è il padrone di tutto il petrolio estratto dalle multinazionali private, e a ciascuna viene pagata una tariffa fissa intorno al 15%.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il ministro delle Risorse non rinnovabili, Wilson Pástor, ha dichiarato che la rendita petrolifera statale, in virtù dei nuovi contratti, salirà dal 70% all'80%.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il suo viceministro, Carlos Pareja Yanuzelli, ha segnalato che non ci sarà nessuna ricaduta sul personale dei giacimenti, continueranno a lavorarci gli stessi dipendenti; "cambiano soltanto le direttive". Egli ha negato che questa misura governativa possa produrre la fuga degli investimenti in Ecuador: "Credo che avverrà il contrario, giacché le regole ora sono più chiare, e sono a vantaggio nostro ma anche delle aziende, lo dimostra il fatto che vi sono imprese petrolifere che sono rimaste qui".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ha poi aggiunto che il fatto che se ne sia andata Petrobras non avrà nessuna ricaduta nelle relazioni con il Brasile, mentre l'azienda brasiliana, da parte sua, ha fatto sapere che non intende sostituire i contratti per l'estrazione con altri per sole prestazioni di servizio e avvierà l'iter per ottenere l'indennizzo che le spetta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Traduzione di www.resistenze.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1693251750506293378?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1693251750506293378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/il-governo-dellecuador-si-impone-sulle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1693251750506293378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1693251750506293378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/il-governo-dellecuador-si-impone-sulle.html' title='Il governo dell&apos;Ecuador si impone sulle multinazionali petrolifere; da www.gara.net'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TP3_ydW3_WI/AAAAAAAAAZ0/XCCPv948NzY/s72-c/ecuadores.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2424820950611422866</id><published>2010-12-04T13:15:00.000+01:00</published><updated>2010-12-04T13:17:36.926+01:00</updated><title type='text'>IMPARINO DAGLI AYATOLLAH, DI GIULIETTO CHIESA megachip.info/</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoxXFKsjrI/AAAAAAAAAZs/oZs_Q1QxU-I/s1600/ayatollah_ali_khamenei.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoxXFKsjrI/AAAAAAAAAZs/oZs_Q1QxU-I/s320/ayatollah_ali_khamenei.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546800163653979826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Iran hanno intuito per tempo che lo sbarco di Murdoch era il cavallo di Troia per cloroformizzare l’opinione pubblica e le coscienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra italiana, che ha regalato a Berlusconi il controllo dell’etere, invece di capire che fa più male “C’è posta per te” delle dichiarazioni di Cicchitto, continua ad inseguire le tv del Cavaliere sul terreno dei pollai televisivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farebbero meglio a mandare una delegazione in Iran per imparare.&lt;br /&gt;Perfino gli Āyatollāh sono più svegli della sinistra italiana. Cioè perfino loro hanno capito cosa significa l’intrattenimento per rincoglionire il colto e l’inclita. Si dà il caso che Rupert Murdoch abbia deciso di attaccare preventivamente l’Iran con i suoi incrociatori massmediatici (guai arrivare secondi!). Detto fatto ha comprato una televisione privata afghana, la “Farsi 1”, mediante un prestanome di nobile stirpe afghana e, mettendo la sua possente portaerei News Corp, insieme alla barchetta Moby Group di Saad Mohseni, ha cominciato a trasmettere via satellite verso il territorio iraniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Farsi 1”, a differenza della Voice of America, o della Bbc, non trasmette informazioni: solo intrattenimento e pubblicità. Soap opera, amori, commedie, drammi sudamericani, detectives and mafia stories. Abbastanza sesso per solleticare il prurito dei voyeurs iraniani. Ma non troppo, per non suscitare reazioni puritane. Perfino baci in bocca e, ovviamente, capelli al vento per fare arrabbiare i mollah. Ma niente propaganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, se il governo di Teheran fosse stupido come lo sono stati tutti i governi di centro sinistra, lasciando campo libero a Berlusconi sul terreno di cui sopra, non avrebbe mosso un dito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe ragionato così, più o meno: se Murdoch si mette a fare politica noi chiediamo la par condicio e gliela facciamo vedere noi a quello stronzo. Ma siccome lui fa vedere solo un po’ di cosce indiano-americane, faccia pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece a Teheran hanno studiato “Divertirsi da Morire” di Neil Postman e hanno capito da tempo che vale di più una tetta scoperta, o anche allusivamente suggerita, che cento discorsi di Obama. Così come, trasferendo il discorso in Italia, vale di più una Maria De Filippi (per istupidire la gioventù italiana) di mille dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sono partiti all’attacco. Lo hanno fatto, per altro, con tecnologie raffinate: mettendo in campo i loro hacker (ne hanno anche loro, a quanto pare) e mandando sui siti di “Farsi 1” una serie di minacce non precisamente pacifiste. «I sogni di chi cerca di distruggere le fondamenta della famiglia conducono dritti alla fossa». Meglio perfino della Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che Rupert ha un’armata di “ingegneri di anime”, presumibilmente non meno abili di Fedele Confalonieri, che riescono a infilare in un normale thriller anche l’idea che i musulmani sono tutti terroristi. Del resto metà dei film hollywoodiani ormai da oltre un decennio sono pieni di terroristi musulmani come gli agnolotti di Bologna lo sono di carne tritata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo, soprattutto, non piace agli Āyatollāh che, avendo una dignità nazionale da difendere e sapendo - per averlo sperimentato direttamente - che la Cia non è seconda a nessuno nell’organizzazione di attentati terroristici, non gradiscono che sugli schermi di casa propria impazzino film dove i musulmani sono invariabilmente i cattivi. Per loro sfortuna, però, non hanno una cosa paragonabile a Hollywood, per cui far muovere gli hacker non serve granché, essendo cosa solo difensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno capito, questo è certo, che per liquidare un paese e la sua memoria storica basta lasciare agli americani il compito di “divertirlo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui si limitano a ripetere la sconfitta dei russi. I quali non hanno ancora capito che gli Stati Uniti hanno demolito l’Unione Sovietica conquistando le anime dei russi con le loro televisioni. E, ancora adesso, venti anni dopo essere stati colonizzati dalla Cnn, non hanno ancora realizzato che dovrebbero fare come Murdoch ma alla rovescia: comprarsi delle catene televisive in Occidente e cominciare a “narrare il mondo” (citazione da Niki Vendola) dal punto di vista di Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece lasciano in giro i loro oligarchi coglioni a comprarsi squadre di calcio e a farsi fabbricare i loro yacht più lunghi del mondo, come Roman Abramovič, che con quei soldi si poteva comprare cento canali digitali in Europa. Ma questo è un altro discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a Teheran e al centro sinistra. Il quale ultimo (in tutti i sensi) pensava che impadronendosi delle tv di Stato, avrebbe potuto contrastare quelle del caimano. L’inghippo si verificò quando Romano Prodi, salito al governo dopo che D’Alema, Veltroni, Violante and company avevano regalato a Silvio Berlusconi tutto il regalabile in termini televisivi, invece di fare programmi e palinsesti alternativi a quelli di Berlusca, fecero sui loro canali (cioè sui nostri, ma occupati da loro) le stesse cose che faceva Berlusconi per istupidire il pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così accadde quello che tutti sappiamo. Il rincoglionimento è stato elevato al quadrato, invece di essere ridotto della metà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque permettetemi di elevare un mesto omaggio agli Āyatollāh iraniani. Si difendono come possono, ma almeno si vede che hanno individuato il pericolo. Suggeriamo a Bersani di invitare una delegazione di Guardie della Rivoluzione qui a Roma, non appena Berlusconi avrà mollato l’osso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il compito preciso di spiegare a Sergio Zavoli, a Gentiloni e a Paolo Garimberti che gli animi si conquistano solo dopo averli anestetizzati.&lt;br /&gt;Giulietto Chiesa&lt;br /&gt;Fonte: www.megachip.info&lt;br /&gt;Link: http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/5185-imparino-dagli-ayatollah.html&lt;br /&gt;4.12.2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo pubblicato su www.lavocedellevoci.it di dicembre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2424820950611422866?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2424820950611422866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/imparino-dagli-ayatollah-di-giulietto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2424820950611422866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2424820950611422866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/imparino-dagli-ayatollah-di-giulietto.html' title='IMPARINO DAGLI AYATOLLAH, DI GIULIETTO CHIESA megachip.info/'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoxXFKsjrI/AAAAAAAAAZs/oZs_Q1QxU-I/s72-c/ayatollah_ali_khamenei.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-6631239947710578991</id><published>2010-12-03T10:37:00.001+01:00</published><updated>2010-12-04T12:50:29.183+01:00</updated><title type='text'>Wikileaks, il new world order e la caduta di Berlusconi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoq_rsGlFI/AAAAAAAAAZk/CSD-PVg8WFY/s1600/wikileaks%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoq_rsGlFI/AAAAAAAAAZk/CSD-PVg8WFY/s320/wikileaks%2B1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546793164608017490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vogliono farmi fuori come con Mattei": queste le parole con cui Silvio Berlusconi ha deciso di commentare tutti i dati che stanno continuando a venire fuori da Wikileaks e che rendono di pubblico dominio le sue fosche relazioni internazionali con Putin &amp;co. Hanno reso di pubblico dominio anche i suoi "wild parties" i quali avrebbero ormai da tempo seriamente minato il suo stato di salute, al punto da rendere preoccupati i suoi alleati di Washington.&lt;br /&gt;Innanzitutto anche solo a ipotizzare un raffronto tra Silvio Berlusconi e il defunto Mattei viene da ridere, non fosse altro che per la diversa levatura morale dei due personaggi, imparagonabili e troppo diversi. In secondo luogo, e lo abbiamo già detto, Assange non sta rivelando nulla di incredibile, almeno in Italia sapevamo già tutto quanto sul conto di Mr. B, se non altro tutto ciò servirà a diffondere anche nel mondo un ritratto quantomai verosimile delle abitudini del "nostro" Premier. &lt;br /&gt;ma alla fine chi ne ha tratto giovamento dalle dichiarazioni uscite fuori da Wikileaks? Non certo l'Iran, che, come sappiamo, è il primo nemico di Israele, paese che stranamente non viene toccato in nessun modo dalle rivelazioni si Assange. Inoltre non può davvero essere un dettaglio che il succitato Assange possa permettersi di mettere in crisi l'intera diplomazia internazionale impunemente, senza che nessuno abbia pensato di prevenire la sua azione, peraltro abbondantemente prevista e niente affatto orchestrata nell'ombra. Assange dal conto suo ha dichiarato di voler rendere pubbliche tutte le carte che dimostrano le fonti di finanziamento di Wikileaks, pensando forse che la gente sia così ingenua da credere che i servizi segreti non siano abili a costruire coperture finanziarie in giro per il mondo. Da un punto di vista pragmatico poi, è proprio Israele a trarre vantaggio dalle rivelazioni dell'hacker, in quanto si è sdoganato in modo inequivocabile il prossimo conflitto contro teheran, in modo che già ci si possa allenare a masticare il concetto, come se volesse concederci qualche mese per entrare in quell'ordine di idee. E che non sia una semplice idea di qualche scettico, viene sottolineato anche dal governo turco, il quale ha espresso in modo ufficiale il dubbio che dietro al volto cinematografico di Assange possa celarsi proprio la longa manus di Tel Aviv.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-6631239947710578991?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/6631239947710578991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/wikileaks-il-new-world-order-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6631239947710578991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/6631239947710578991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/wikileaks-il-new-world-order-e-la.html' title='Wikileaks, il new world order e la caduta di Berlusconi'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPoq_rsGlFI/AAAAAAAAAZk/CSD-PVg8WFY/s72-c/wikileaks%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8322151707070317634</id><published>2010-12-03T10:31:00.000+01:00</published><updated>2010-12-03T10:33:59.777+01:00</updated><title type='text'>La via brasiliana; di Emir Sader - Carta Maior, da www.rebelion.org/noticia.php?id=117238</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPi5hD5NZfI/AAAAAAAAAZc/1iRfUNG6VKI/s1600/brasil.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 224px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPi5hD5NZfI/AAAAAAAAAZc/1iRfUNG6VKI/s320/brasil.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546386918738847218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le elite brasiliane avevano solo due orizzonti: lo stato di benessere sociale europeo o il dinamismo e l'accesso al consumo degli Stati Uniti, il primo identificato con la civilizzazione e la stabilità, il secondo col dinamismo e la modernità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il "getulismo" è stato il nostro modello di benessere sociale, con uno Stato che si assumeva le responsabilità dello sviluppo economico e dei diritti dei lavoratori. Questo modello è sempre stato ripudiato dalle elite, che sono state beneficiate dall'espansione industriale spinta dai governi ma che hanno mantenuto fermo il rifiuto di Getulio (Vargas), considerandolo incompatibile con le loro esigenze di rappresentabilità. Il modello di alleanza di classe che voleva Getulio, agevolato dall'espansione del mercato interno e dell'appoggio della base popolare, non fu mai digerito neppure dalla borghesia industriale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lo stesso Juscelino Kubitschek - dallo stile politico più moderato, oltre ad aver consegnato l'egemonia economica nelle mani del capitale straniero con lo sviluppo dell'industria automobilistica - non è mai stato gradito alla grande imprenditoria paulista (JK giunse terzo alle elezioni del 1955, dietro Adhemar de Barros e al candidato udenista Juárez Távora).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Joao Goulart ("Jango") divenne governatore quando l'impulso economico mostrava già segnali di esaurimento, con un'evidente spaccatura fra lavoratori e imprenditoria che s'impadroniva dello scenario politico riflesso in una grande bolla inflazionaria. La soluzione del conflitto avvenne per via violenta ("La borghesia preferisce un fine violento piuttosto che una violenza senza fine" diceva Marx nel XVIII Brumaio). Il modello installato tagliò drasticamente il processo di distribuzione del profitto con l'espansione del mercato internazionale, favorendo l'accumulazione del capitale basato sui consumi delle classi alte e sull'esportazione. Gli aggiustamenti salariali e l'intervento dei sindacati, produssero poi una luna di miele per il grande capitale nazionale e internazionale, che poté guadagnare come mai gli era riuscito durante la dittatura.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il riferimento dell'élite era un modello usamericano di libero commercio con esclusione sociale e concentrazione delle rendite, un modello economico di dinamismo del capitale internazionalizzato e di depressione del mercato di consumo interno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La democratizzazione fu impedita dalla crisi del 1979/80, quando l'economia smise di crescere - in pratica per la prima volta dal 1930 - e la crisi del debito fece in modo che l'economia girasse in funzione dell'esportazione, con l'obiettivo di ricavare le risorse per pagare i debiti - moltiplicati dalla crisi - . Lo sviluppo e il benessere sociale rimasero lettera morta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il decennio neoliberale finì poi col sotterrare definitivamente lo sviluppo, con l'obiettivo centrale di mantenere la stabilità monetaria. La democratizzazione non portò né il recupero dell'espansione economica né il miglioramento sociale nella maggior parte della popolazione, e il neoliberalismo istituzionalizzò questa tendenza, a fronte dell'attesa che il controllo dell'inflazione si riflettesse nelle condizioni sociali della popolazione. Ciò è stato immediatamente certo, fino a quando l'impulso è finito, l'economia ha patito la recessione degli ultimi tempi e la situazione sociale del popolo é tornata a degradarsi parecchio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La socialdemocrazia è arrivata al governo nel momento della sua conversione al neoliberalismo cominciando in Francia e poi in Spagna, i principali referenti dei "tucani" [socialdemocratici brasiliani NdT], ma non ha portato con sé il benessere sociale, ma piuttosto il modello più mercantilista che si sia mai conosciuto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con il governo di Lula il superamento della crisi è arrivato attraverso un modello costruito da poco, che ha incassato il consenso nazionale per il controllo dell'inflazione ma che non ne ha fatto l'asse portante, ma una delle sue dimensioni. La specificità del nuovo modello è stato il recupero della crescita economica strutturalmente articolato con l'espansione del mercato interno del consumo popolare, che ha reso necessario delle politiche sociali come elemento induttivo della crescita e della garanzia dei diritti sociali da parte dello Stato. Il Brasile sta ora costruendo il proprio cammino di sviluppo storico.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fonte - http://www.cartamaior.com.br/templates/postMostrar.cfm?blog_id=1&amp;post_id=626&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8322151707070317634?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8322151707070317634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/la-via-brasiliana-di-emir-sader-carta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8322151707070317634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8322151707070317634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/la-via-brasiliana-di-emir-sader-carta.html' title='La via brasiliana; di Emir Sader - Carta Maior, da www.rebelion.org/noticia.php?id=117238'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPi5hD5NZfI/AAAAAAAAAZc/1iRfUNG6VKI/s72-c/brasil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2244560906910555292</id><published>2010-12-01T19:53:00.000+01:00</published><updated>2010-12-01T19:56:24.678+01:00</updated><title type='text'>Alcune considerazioni sulla riforma Gelmini; di Paolo Barnard, tratto da www.paolobarnard.info</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPaaTeOWULI/AAAAAAAAAZU/uqYM0-zZwp8/s1600/paolo_barnard%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 188px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPaaTeOWULI/AAAAAAAAAZU/uqYM0-zZwp8/s320/paolo_barnard%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545789650474782898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che sia chiara a tutti la finalità ultima dell’attacco all’istruzione pubblica cui da tempo assistiamo. Eppure l’intento primario è alla luce del sole e si qualifica appieno come parte del Più Grande Crimine, cioè l’ennesimo massacro delle speranze di vita per milioni di cittadini europei, noi inclusi di certo, lungo il percorso preordinato della distruzione del sistema Europa. Prima di scrivere di questo scempio, chiedo al lettore di sostare per alcune righe su un effetto collaterale che per dovere di completezza va ricordato, e che gode di un preliminare favorevole, questo: la paralisi completa inflitta agli Stati dell’Eurozona nella loro capacità di spendere a deficit per creare la piena ricchezza sociale, di cui la scuola e l’università sono una parte (sulla paralisi si legga il saggio http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=192.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questo effetto collaterale dell’attacco all’istruzione, va detto qualcosa che vada oltre l’ovvia e annosa pratica dell’impoverimento di un servizio pubblico al fine poi di renderlo appetibile per una privatizzazione selvaggia per pochi spiccioli e per il giubilo degli investitori privati (pratica di cui il centrosinistra italiano è maestro eccelso). Il fatto che risulta evidente è che nell’intervallo che separa la scuola pubblica di oggi dalla sua definitiva scomparsa, non era concepibile per il settore privato non lucrarvi sopra in attesa del banchetto finale. A tal proposito, la corsa al business dell’istruzione ci dovrebbe insegnare di nuovo come lavora il Vero Potere. Sotto il naso distratto di studenti e genitori, e distratto non di rado dai falò dell’Antisistema dei falsari italiani, sono spuntate ovunque sigle come European Schoolnet, ANSAS, CoSN, Education.eu, EMINENT 2010, UNI-C, ANP, DANTE, BDEB, Consortium GARR, HEAnet, RedlRIS, RENATER, SWITCH… e una ridda di altre. Sulla facciata si tratta di impeccabili istituti per l’avanzamento delle tecnologie didattiche, non profit di rigore, che tuttavia nascondono immancabilmente le ombre onnipresenti in ogni loro mossa di Microsoft, Intel, Oracle, Pasco, Smart, eInstruction, Acer, Apple, per dirne solo alcuni. Bè, che le nascondano non è proprio il termine giusto, poiché in effetti ci sono istanze in cui mostrano una faccia tosta incredibile. Alla premiazione di Docente dell’Anno 2010, la sorridente Mariastella Gelmini accompagnata dall’amministratore delegato della Microsoft Italia Pietro Scott Jovene, premiava un progetto scolastico chiamato “Un robot che gioca a Dama è spesso avanti di un passo se utilizza Windows!”. No comment. La quantità di eventi, simposi, concorsi, summits, che costoro sono in grado di organizzare è incredibile. Il loro lavoro di lobbistica presso i ministeri competenti non lascia speranza di poter distrarre la formazione di milioni di nostri giovani da quel killer delle anime che si chiama Information Computer Technology (ITC). Cioè un sistema educativo all’esclusivo servizio di chi da una parte spera nella scomparsa dell’umanizzazione dei cittadini, e dall’altra nella trasformazione (in atto) di chiunque abbia ancora una mente ribelle in puri attivisti di tastiera per annullarli (esiste già il termine inglese di clicktivism). Naturalmente, sempre per l’esclusivo interesse del solito Vero Potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo allo scopo primario dell’attacco all’istruzione. Eccolo: drasticamente ridurre il numero di giovani che conseguono un titolo d’istruzione alto, per schiacciare ancora di più le rivendicazioni salariali. In altre parole, impoverirci in massa. La tendenza storica originatasi dal dopoguerra d’innalzamento delle qualifiche di studio nella popolazione media, ha portato nei decenni a reclamare redditi sempre più alti, ed è avvenuto, anche se poi il trend è stato interrotto. Questo però è un meccanismo che anche solo in sé, cioè per il solo fatto di esistere, da sempre minaccia il piano di deflazione della ricchezza pubblica e dei mercati voluto dai falchi neoliberisti, di scuola ricardiana soprattutto, i seguaci dell’eminenza grigia Francois Perroux, che nel 1933 scrisse: “Il futuro vedrà la supremazia delle nazioni capaci di imporre povertà di massa, per generare super profitti e perciò accumulo di capitale”. Costoro, cioè i nostri reali padroni, temono sempre gli altissimi pericoli di una deflagrazione sociale anche nelle classi medie, quelle che oggi vedono i propri figli laureati elemosinare lavori ignobili per stipendi ignobili quando va bene. E più cresce il numero di giovani cittadini altamente qualificati, più diviene difficile per i datori di lavoro comprimere i loro salari senza scatenare ondate di sdegno nelle opinioni pubbliche e soprattutto instabilità sociali incontrollabili. Meglio, come strategia, evitare all’origine la creazione di tali professionalità, e quindi la falcidia delle istituzioni scolastiche secondarie e universitarie diventa essenziale, con la mira di impedirvi l’accesso ai più. In Gran Bretagna, una ricerca della Ipsos Mori ha scoperto che il vertiginoso aumento dei costi universitari pianificato dal presente governo taglierà fuori dagli atenei fino ai 2/3 (sic) degli studenti meno ricchi. Come dimostrato nei dettagli nel mio Il Più Grande Crimine, la pianificazione economica/sociale del Vero Potere in Europa e negli Stati Uniti, impersonato dalle destre finanziarie e grandi industriali, punta alla creazione, in Europa soprattutto, di sacche di sottoccupazione ‘cinese’. La strategia della creazione delle moneta unica (euro) e della stagnazione degli stipendi reali negli USA sta rendendo realtà quel piano. Servono quindi masse di giovani sotto qualificati e possibilmente disoccupati per imporre il crollo dei salari, mentre pochi colletti bianchi rigorosamente figli di classi agiate (gli unici in grado di pagarsi l’università) saranno funzionali alla nuova classe dirigente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mariastella Gelmini è solo un’esecutrice di ordini, che come sempre vengono dall’esterno del ‘cortiletto del potere, escono cioè dalle stanze del Vero Potere. Personalmente non provo alcuno scandalo per ciò che ella sta facendo; è il suo compito di scherana e lo svolge con diligenza, forse unica nel governo Berlusconi ad aver compreso cosa si deve fare per una carriera futura di prestigio (Prodi docet). Assai più scandaloso è che nessuno dei sindacati italiani stia capendo chi sia il nemico del lavoro e dei salari, e non parlo dei patetici CGIL, CISL e UIL, ma precisamente delle formazioni cosiddette oltranziste. E chi ci rimette alla fine…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro premier per parte sua non ne capisce nulla di questa storia, ed è stato ‘suicidato’ il 10 novembre scorso quando ha versato (consapevolmente?) la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Vero Potere finanziario internazionale con una lettera consegnata al G20 di Seul, dove il Cavaliere (o chi per lui) chiede “che il G20 adotti misure che contrastino la speculazione sui mercati finanziari e delle materie prime… e un maggiore controllo sui derivati… Le regole e la vigilanza devono riguardare anche i mercati precedentemente non regolamentati… al fine di scoraggiare operazioni esclusivamente speculative… noi, leader del G20, dobbiamo fare pressione perché siano prese azioni immediate e incisive”. Per un uomo che l’organo di stampa del Vero Potere, il Wall Street  Journal, definiva nel marzo del 2008 “un nemico corporativo del Libero Mercato”, questa è la fine. Vero Fini? (salvo sorprese clamorose dall’elettorato italiano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la falcidia dell’istruzione come mezzo di emancipazione sociale non si fermerà. Masse sottoqualificate, sottoccupate, intimidite, e dunque da pagare poco. Semplice. Come ai bei vecchi tempi di David Ricardo, appunto. Questo attende tuo figlio. Smetti di farti distrarre, datti da fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2244560906910555292?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2244560906910555292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/alcune-considerazioni-sulla-riforma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2244560906910555292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2244560906910555292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/alcune-considerazioni-sulla-riforma.html' title='Alcune considerazioni sulla riforma Gelmini; di Paolo Barnard, tratto da www.paolobarnard.info'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPaaTeOWULI/AAAAAAAAAZU/uqYM0-zZwp8/s72-c/paolo_barnard%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5830157005549219879</id><published>2010-12-01T13:56:00.000+01:00</published><updated>2010-12-01T14:14:11.335+01:00</updated><title type='text'>Wikileaks, ennesima presa in giro?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPZKHAUdqoI/AAAAAAAAAZM/U-YFOAlRpU8/s1600/wikileaks%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPZKHAUdqoI/AAAAAAAAAZM/U-YFOAlRpU8/s320/wikileaks%2B1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545701475358714498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente le rivelazioni del sito Wikileaks hanno fatto il giro del mondo, creando aspettative non indifferenti che hanno tenuto milioni di persone incollate alla tv o a internet in attesa. Le rivelazioni sono poi puntualmente arrivate, scatenando, specialmente tra gli addetti ai lavori, un vero e proprio putiferio.&lt;br /&gt;Sicuramente però la maggior parte dei lettori avrà constatato che le rivelazioni mirabolanti di Wikileaks, promesse dal suo creatore Assange, sono state in realtà una sonora delusione. Nessuna novità rilevante è infatti emersa dal sito del pirata informatico più famoso e ricercato del mondo; nessuna rivelazione sconvolgente; solamente conferme di quanto un pò tutti già sapevano. Forse ha sorpreso qualcuno sapere che Silvio Berlusconi sarebbe nientemeno che il megafono di Vladimir Putin? o forse che sarebbe spesso impegnato da stancanti "wild parties" notturni? direi di no.Qualcuno si è forse sorpreso nel sentire che Gheddafi si contornia di infermiere rigorosamente bionde e sarebbe ipocondriaco?. Semmai le rivelazioni interessanti sono quelle di politica estera, riguardanti per esempio la Nord Korea e l'Iran. Secondo quanto riferito da Wikileaks infatti tutti i paesi arabi avrebbero fatto pressioni sugli Stati Uniti per invadere Teheran; e la Cina avrebbe invece fatto sapere di accettare l'eventualità di una Korea riunificata.Ed è proprio a questo punto che emergono alcuni dubbi in merito a tutta la vicenda:&lt;br /&gt;innanzitutto sembra assai strano che tale Assange abbia potuto sfidare la burocrazia di mezzo mondo e l'intelligence del paese più potente della Terra rimanendo ancora a piede libero. Ancora più buffo che il Ministro degli Esteri italiano Frattini abbia prima gridato a un "11 settembre diplomatico", per poi richiedere in modo quasi isterico la cattura del famigerato Assange. Credono veramente che nel mondo della globalizzazione dove un ip può essere tracciato a migliaia di chilometri e dove per la Cia lavorano migliaia di hacker professionisti non possa essere possibile rintracciare un personaggio che rilascia impunemente interviste a Londra e di cui tutti conoscono il volto e la professione? Evidentemente si.&lt;br /&gt;E se tutta questa vicenda di Wikileaks servisse, in qualche modo, a far accettare dalla comunità internazionale un ormai inevitabile attacco all'Iran? a pensar male si fa peccato...ma come disse qualcuno...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5830157005549219879?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5830157005549219879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/wikileaks-ennesima-presa-in-giro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5830157005549219879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5830157005549219879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/wikileaks-ennesima-presa-in-giro.html' title='Wikileaks, ennesima presa in giro?'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPZKHAUdqoI/AAAAAAAAAZM/U-YFOAlRpU8/s72-c/wikileaks%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4773585909210682683</id><published>2010-12-01T11:09:00.001+01:00</published><updated>2010-12-01T11:10:07.136+01:00</updated><title type='text'>Università, continua la protesta - Occupazioni da nord a sud. Tratto da bellaciao.org</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPYe-7r0icI/AAAAAAAAAZE/xllIduacn1U/s1600/fisica_occupata-2bedb.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 273px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPYe-7r0icI/AAAAAAAAAZE/xllIduacn1U/s320/fisica_occupata-2bedb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545654057675557314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09:17 Cagliari, corteo notturno, continuano le occupazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corteo notturno degli studenti dell’Università di Cagliari. Dopo il voto finale alla Camera che ha dato il via libera al ddl Gelmini, che ora approderà in Senato, e dopo un’assemblea organizzativa al Palazzo delle Scienze, il cui tetto è tuttora presidiato, una parte degli studenti hanno deciso di effettuare una nuova azione di protesta tra le vie cittadine. Il corteo, partito prima di mezzanotte, ha effettuato varie tappe nelle strade principali del capoluogo: tra piazza Yenne, via Roma, viale Regina Margherita, piazza Costituzione, viale Regina Elena per chiudersi alla Casa dello Studente in via Trentino. Oggi nuova assemblea di tutti gli studenti ed i ricercatori per decidere le iniziative di protesta che saranno portate avanti sino al giorno della discussione del ddl al Senato. Nel frattempo continuano le occupazioni nella Facoltà di Magistero e nel Palazzo delle Scienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08:58 Roma, occupato il liceo Mameli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si ferma la protesta degli studenti neanche nella Capitale. Questa mattina ’’contro la riforma Gelmini e contro i tagli ai fondi per la scuola pubblica e i finanziamenti alle paritarie’’ sono scesi in campo gli studenti del liceo classico Mameli di Roma, che hanno occupato l’istituto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08:45 Milano, occupata nella notte l’Accademia di Brera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa notte studenti legati ai manifestanti che hanno protestato in corteo, ieri, contro il ddl Gelmini, hanno occupato l’Accademia di Brera. Al momento non è noto quanti siano e dove si trovino esattamente. L’azione sarebbe stata compiuta intorno alle 4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08:17 Palermo, un centinaio di studenti occupano il Comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un centinaio di studenti che protestavano contro la riforma dell’istruzione approvata ieri a Montecitorio, hanno occupato la notte scorsa il Palazzo delle Aquile, sede del comune di Palermo. Nel corso di un’assemblea durata un paio d’ore, gli studenti hanno deciso di proseguire l’occupazione delle scuole e delle facoltà universitarie fino al prossimo 14 dicembre, giorno in cui alla camera è previsto il voto di fiducia al governo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padova 30.11- 10.000 in corteo selvaggio! Paralizzata la città - Occupata la Stazione! In serata ancora 5 Facoltà Occupate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di oggi è stata una giornata importante a Padova così come nel resto del Paese. Centinaia di migliaia di studenti, ricercatori, precari del mondo della formazione sono scesi nelle strade di tutta Italia con una parola d’ordine comune: se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo le città! La pratica dei blocchi metropolitani che incidono sul regolare svolgersi dei flussi produttivi è stata messa in atto in tutte le città, con occupazioni di stazioni ferroviarie, autostrade e arterie della circolazione cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata di ieri ha visto assemblee a Scienze politiche, Lettere e filosofia, Scienze MMFFNN, Ingegneria e Psicologia che si sono concluse con l’occupazione di tutte le facoltà in agitazione mentre i ricercatori hanno fatto una protesta simbolica calandosi con uno striscione dai tetti dei dipartimenti. La mattinata è cominciata con picchetti e filtri davanti alle facoltà per coinvolgere tutti gli studenti nella grande giornata di mobilitazione contro l’approvazione del DDL Gelmini prevista oggi alla Camera. Vista la larghissima partecipazione nelle scorse settimane alle iniziative contro la riforma, la scelta è stata di lanciare due concentramenti, uno che raccogliesse le facoltà scientifiche in zona Portello e uno in piazza dei Signori per le facoltà del centro a mezzogiorno. Nel frattempo alcune decine di ricercatori e dottorandi hanno dato vita ad un bike block attraversando la città e intralciando il traffico. Dai concentramenti siamo partiti in due cortei bloccando la circonvallazione esterna. Il corteo di psicologi, scienziati e ingegneri, circa 3000, ha tenuto bloccato piazzale Stanga per un’oretta mentre l’altro corteo, che contava altrettanti studenti, ha bloccato gli accessi nella parte ovest della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il blocco della Stanga il corteo si è diretto verso la stazione dei treni. Gli studenti hanno aggirato i poliziotti presenti all’entrata della stazione scavalcando le recinzioni laterali e sedendosi sui binari. Intanto l’altro corteo era all’altezza di Prato della Valle e all’arrivo della notizia dell’occupazione della stazione, si è mosso per ricongiungersi agli studenti sui binari. Durante il percorso che ha attraversato il centro della città il corteo ha continuato ad ingrossarsi e, all’una, gli studenti sui binari sono arrivati ad essere diecimila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i ritardi sulle linee si accumulavano, gli studenti hanno comunicato a pendolari e viaggiatori le ragioni della protesta ottenendo una comunicazione ufficiale attraverso l’impianto della stazione e il consenso dei tanti che affollavano i binari. Intorno alle 14.30 il corteo è ripartito in direzione del Rettorato bloccando ancora una volta la circolazione della città. In attesa della votazione alla Camera abbiamo deciso di tornare nelle rispettive facoltà occupate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata di oggi, mentre arrivavano le comunicazioni di quanto stava accadendo nelle altre città italiane, è stata una delle più importanti che il mondo della formazione e la città di Padova abbia visto. La determinazione, la capacità di mobilitarsi dimostrata dagli studenti e dai ricercatori di tutta Italia in queste ultime settimane dimostra che possiamo farcela, che questa riforma, come ogni altro provvedimento che prova a distruggere il nostro futuro, verrà respinta al mittente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dalla giornata straordinaria di oggi rilanciamo la mobilitazione per i prossimi giorni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella situazione politica in cui si trova il Paese, con un Governo in bilico, con una riforma che da due anni, tra le proteste degli studenti, viene fatta slittare, le variabili che ci troviamo davanti sono molte, ora tocca a noi e alla nostra capacità di agire all’interno dei conflitti reali che ci sono e che stiamo aprendo. Il DDL non è ancora stato approvato, la mobilitazione continua, per riprenderci il futuro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studenti Indisponibili - Padova&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4773585909210682683?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4773585909210682683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/universita-continua-la-protesta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4773585909210682683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4773585909210682683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/12/universita-continua-la-protesta.html' title='Università, continua la protesta - Occupazioni da nord a sud. Tratto da bellaciao.org'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPYe-7r0icI/AAAAAAAAAZE/xllIduacn1U/s72-c/fisica_occupata-2bedb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8921216755679140922</id><published>2010-11-30T17:28:00.000+01:00</published><updated>2010-11-30T17:31:05.623+01:00</updated><title type='text'>Il movimento sta vincendo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUmw77moHI/AAAAAAAAAY8/UuEqtM-HMok/s1600/diocan.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 149px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUmw77moHI/AAAAAAAAAY8/UuEqtM-HMok/s320/diocan.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545381138339897458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il movimento grande, unitario, pacifico che sta urlando la sua rabbia in tutto il Paese sta vincendo: lo dimostra chiaramente l'isteria scomposta di Berlusconi. Un Governo 'a scadenza' non può approvare questa riforma." Lo affermano in una nota i Gc e la Fgci, le organizzazioni giovanili della Federazione della sinistra che in tutto il Paese hanno partecipato alle proteste. Sulle tensioni nel corteo di Roma aggiungono "E' responsabilità esclusiva di chi oggi ha gestito l'ordine pubblico: se si rende inaccessibile e si blinda un'intera città, e si impedisce di raggiungere Montecitorio, in un'atmosfera carica di tensione da "stato di Polizia", non si possono accusare gli studenti. La situazione è stata resa volutamente ingestibile. Maroni e il Governo devono risponderne." Infine rilanciano "Gli emendamenti approvati costringono la riforma a tornare al Senato; nei prossimi giorni Berlusconi e la Gelmin i saranno definitivamente sconfitti: nelle aule parlamentari e nelle piazze del Paese."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8921216755679140922?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8921216755679140922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/il-movimento-sta-vincendo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8921216755679140922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8921216755679140922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/il-movimento-sta-vincendo.html' title='Il movimento sta vincendo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUmw77moHI/AAAAAAAAAY8/UuEqtM-HMok/s72-c/diocan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8419580375193202772</id><published>2010-11-30T17:09:00.000+01:00</published><updated>2010-11-30T17:18:43.240+01:00</updated><title type='text'>Lotta fino all'ultimo contro il ddl Gelmini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUjrL0HDiI/AAAAAAAAAYs/27tgUHOEgbs/s1600/manifestanti3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 199px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUjrL0HDiI/AAAAAAAAAYs/27tgUHOEgbs/s320/manifestanti3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545377740989337122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studenti nella giornata di oggi hanno manifestato il loro sdegno e la loro rabbia nei confronti di una riforma dell'università incompresibile e culturicida. A Roma, Milano, Palermo, Udine, Torino, Bologna, ovunque gli studenti hanno bloccato il traffico al fine di rendere palese la contrarietà della maggioranza del mondo della scuola alla proposta del "ministro"(?) Gelmini. &lt;br /&gt;Nel mentre continua la discussione interna alla Camera dove il DDL verrà votato nella giornata di oggi, con un Berlusconi vergognoso che parla di studenti per bene che stanno a casa a studiare e di piazze strumentalizzate dai centri sociali. Innanzitutto se i centri sociali disponessero di un tale dispiegamento di forze non ci troveremmo certamente in questa situazione, secondo Berlusconi ignora, o finge di farlo, che in piazza si trovavano centinaia di ricercatori e dottorandi, dunque non certo studenti fuori corso come ha sbraitato in modo ridicolo.&lt;br /&gt;Anche Fini cala la maschera mostrando il volto autoritario dell'uomo d'ordine, schifato e disgustato dalla protesta di piazza. La speranza è che l'ennesima porcheria del governo aiuti la massa indefinita degli indifferenti ad aprire gli occhi e a scendere in piazza insieme agli studenti contro un governo infame e improponibile.&lt;br /&gt;Questo governo ha sottovalutato troppo a lungo una intera generazione, che ora non tollera di vedere il proprio futuro sgretolato sotto il tacco dei profitti. L'università deve rimanere pubblica e non deve essere un azienda al servizio del mercato; questo è un punto su cui non si deve recedere e non si può transigere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8419580375193202772?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8419580375193202772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/lotta-fino-allultimo-contro-il-ddl.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8419580375193202772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8419580375193202772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/lotta-fino-allultimo-contro-il-ddl.html' title='Lotta fino all&apos;ultimo contro il ddl Gelmini'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPUjrL0HDiI/AAAAAAAAAYs/27tgUHOEgbs/s72-c/manifestanti3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2295137600208974993</id><published>2010-11-28T11:59:00.000+01:00</published><updated>2010-11-28T12:00:48.053+01:00</updated><title type='text'>Lo Stato o è sociale o non è</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPI2WRVRQbI/AAAAAAAAAYk/k2b9GEOGs5c/s1600/9FSD.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPI2WRVRQbI/AAAAAAAAAYk/k2b9GEOGs5c/s320/9FSD.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544553847484137906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Berlusconi risponde alla crisi con la politica dei tagli al sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre la crisi fa aumentare disoccupati, povertà e disuguaglianze, il governo risponde con lo smantellamento dello stato sociale attraverso tagli e misure che promuovono un welfare mercantile e caritatevole dove il pubblico si ritrae facendo venir meno il rispetto dei principi costituzionali, quelli che vedono lo Stato impegnato a rimuovere ogni ostacolo all’uguaglianza sociale (art. 3).&lt;br /&gt;I fondi sul sociale passano da 2 miliardi e mezzo del 2008 ad appena 500 milioni nel 2011. In particolare, il fondo nazionale per le politiche sociali passa da 930 a 275 milioni. Quello per le politiche della famiglia da 345 a 52,5. Il Fondo per la non autosufficienza non avrà neanche 1 euro nel 2011.&lt;br /&gt;I trasferimenti a regioni, province e comuni si riducono di 18 miliardi in due anni. Tagli che determinano la riduzione, quando non la chiusura, di servizi sociali, socio sanitari ed educativi, dagli asili nido ai centri diurni. A subirne le conseguenze sono disabili, anziani, minori, ex detenuti e tutte quelle categorie svantaggiate che vengono letteralmente lasciate sole.&lt;br /&gt;Si vuol far pagare la crisi a chi non l’ha causata e ne subisce gli effetti più drammatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli operatori sociali non sono lavoratori di serie B. Garantire maggiore stabilità e migliori salari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tagli colpiscono gli utenti, ma anche i lavoratori sociali, che già vivono condizioni contrattuali precarie e malpagate. Il rischio concreto è quello di non vedere rinnovato il proprio contratto o di dover accettare condizioni di lavoro ancora peggiori. E in questa situazione drammatica, risulta inaccettabile l’atteggiamento delle tre principali centrali cooperative, che propongono il rinnovo del contratto per gli oltre 250mila operatori sociali con soli 38 euro di aumento medio per tre anni. Un’offesa alla dignità di tutte quelle persone che ogni giorno, nonostante le difficoltà, garantiscono la sopravvivenza dei servizi sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non ci stiamo e siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori sociali nelle loro battaglie per avere maggiore stabilità e migliori salari. Siamo impegnati a promuovere e sostenere un modello di welfare fondato sui diritti sia delle persone che beneficiano dei servizi che di quelle che vi lavorano. Perché non può funzionare un sistema di welfare che contrappone i diritti degli utenti a quelli degli operatori sociali; perché non può esistere un buon servizio senza un buon lavoro. Un modello che contempla la presenza pubblica come l’unica forma di garanzia universalistica dei diritti sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve un vero confronto tra sindacati, istituzioni e associazioni di categoria finalizzato ad ottenere un contratto dignitoso e rispettoso dei diritti dei lavoratori sociali, ad eliminare il ricorso a gare d’appalto al massimo ribasso  che  compromettono  la  qualità  dei  servizi  e  la  tutela  contrattuale  degli  operatori. Per queste ragioni, il 3 dicembre saremo in piazza al fianco di quelle sigle sindacali che hanno proclamato manifestazioni in tutta Italia contro il silenzio assordante di cooperative e istituzioni  e per avere un nuovo e serio contratto di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federazione della Sinistra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2295137600208974993?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2295137600208974993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/lo-stato-o-e-sociale-o-non-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2295137600208974993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2295137600208974993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/lo-stato-o-e-sociale-o-non-e.html' title='Lo Stato o è sociale o non è'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TPI2WRVRQbI/AAAAAAAAAYk/k2b9GEOGs5c/s72-c/9FSD.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4262143159263351857</id><published>2010-11-26T01:45:00.000+01:00</published><updated>2010-11-26T01:46:33.903+01:00</updated><title type='text'>Combattere Unione Europea, BCE e FMI   Dichiarazione politica del Partito Comunista d'Irlanda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO8DZVZqEAI/AAAAAAAAAYc/ZdptFrf4rAk/s1600/irelandssss.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 177px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO8DZVZqEAI/AAAAAAAAAYc/ZdptFrf4rAk/s320/irelandssss.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543653400092741634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aggravarsi della crisi del sistema capitalista monopolistico - l'imperialismo - ha mostrato la profonda crisi strutturale che ne è alla base. La crisi ha anche reso palese come il sistema sia incapace di risolvere le sue profonde contraddizioni senza ricorrere a un massiccio attacco alle condizioni di lavoro, agli standard di vita dei lavoratori e alle conquiste realizzate nel corso di decenni di lotta di classe di massa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il sistema stesso è incapace di risolvere e trovare soluzioni ai molti e sempre più numerosi problemi che l'umanità deve affrontare, comprese la povertà di massa, la fame e scarsità di cibo, e l'impellente necessità di contrastare il surriscaldamento globale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La politica perseguita è quella dell'imposizione della disoccupazione di massa, di una crescente disuguaglianza, di una maggiore concentrazione della ricchezza, più monopolizzazione e un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei poveri, della distruzione di comunità, dell'aumento della militarizzazione e delle guerre.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il popolo irlandese, sia a nord che a sud, è ora costretto a pagare un pesante prezzo per le politiche fallimentari di entrambi i governi irlandese e britannico. Questi attacchi raggiungono un livello qualitativamente nuovo, costruiti su politiche di bilancio che prevedono una deliberata riduzione della spesa pubblica, attacchi organizzati al servizio pubblico, al sistema del welfare, con aumento delle imposte dirette e indirette sui lavoratori e i poveri, e con la socializzazione del debito societario lasciando intatta la ricchezza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'imposizione pervenuta dal capitale finanziario internazionale e dall'Unione Europea di un piano di rientro del deficit in quattro anni è stata concepita per aggirare e indebolire la volontà democratica del popolo. Il loro approccio consiste nel costruire programmi di riadeguamento strutturale per ogni tipo di politica economica e sociale che qualsiasi eventuale futuro governo irlandese possa voler attuare. Le politiche di UE e BCE mirano a promuovere e tutelare gli interessi del capitale monopolistico finanziario tedesco e francese e delle banche.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le politiche del FMI hanno seminato una scia di distruzione in tutto il mondo costringendo i lavoratori a pagare per le politiche e le strategie economiche che le élite locali, in alleanza con il capitalismo monopolistico, hanno inflitto ai loro paesi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La crisi ha anche evidenziato il danno provocato, sia a nord che a sud, allo sviluppo economico e sociale dall'eccessiva fiducia riposta nella finanza, nei settori assicurativo e immobiliare, e nel capitalismo transnazionale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'Unione Europea sta sfruttando la crisi per far passare il suo orientamento strategico volto a stabilire un maggiore controllo sopra le strategie di bilancio nazionali e sulle urgenze sociali ed economiche dei paesi membri. In tutta Europa, i lavoratori, le piccole imprese, i lavoratori autonomi, le famiglie contadine e quelle a carico dell'assistenza sociale sono costretti a pagare un prezzo molto alto a questa crisi. A questi strati sociali nei paesi periferici all'interno dell'Unione Europea viene chiesto di sopportare un peso ancora maggiore per salvare il capitale finanziario tedesco, francese e inglese, e di fatto per salvare lo stesso euro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La resistenza a queste politiche sta crescendo in tutta Europa. In Irlanda, come altrove, il movimento dei lavoratori è fondamentale per questa opposizione. Lo sviluppo di un'alternativa chiara al suo interno e nel movimento sindacale, sulla base degli interessi delle masse popolari e non di quelli padronali e delle banche, risulta essenziale. Questo significa il rifiuto ad ogni livello da parte del movimento operaio della corrotta e ora chiaramente fallimentare strategia della "concertazione sociale". Il padronato sta già mettendo in chiaro di non aver alcuna intenzione di difendere i posti di lavoro o arrestare i tagli salariali. E' anche chiaro che il movimento sindacale e i lavoratori del settore pubblico sono stati bidonati con l'accordo di Croke Park.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il governo e il padronato non reputano più necessaria la "concertazione sociale" per proteggere i loro interessi strategici. La leadership sindacale deve esplicitare altrettanto chiaramente di non riporre ulteriori illusioni su di essa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E' ora necessaria una vigorosa e ferma campagna non solo per respingere la prossima finanziaria ma l'intera strategia economica del governo -  ampiamente supportata dai principali partiti dell'opposizione - e per contrapporsi alla privatizzazione dei servizi pubblici e alla svendita delle aziende pubbliche.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il movimento sindacale in Irlanda del Nord ha dimostrato nella recente mobilitazione di migliaia di lavoratori che è possibile resistere in presenza di una leadership e di istanze chiare e riconoscibili. Questa è la lezione su cui costruire il movimento operaio in tutta l'Irlanda. Il Partito Comunista d'Irlanda invita i lavoratori, i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi e i disoccupati a sostenere la mobilitazione del 27 novembre, organizzata dalla ICTU [Irish Congress of Trade Unions].&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non è troppo tardi per affermare l'assoluta necessità della mobilitazione autonoma dei lavoratori. I lavoratori hanno bisogno di presentare la propria visione dell'indispensabile sviluppo economico e sociale. Un primo passo necessario è quello di respingere la costruzione del consenso ideologico, per cui tutti noi dobbiamo "condividere il dolore". Come la crisi ha rappresentato per il capitalismo monopolistico di Stato la possibilità di lanciare attacchi più profondi e sostenuti ai lavoratori, così il movimento sindacale deve rispondere con le proprie rivendicazioni e con una strategia economica alternativa. I lavoratori devono ugualmente opporsi alle politiche dell'Unione Europea e del Fondo monetario internazionale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La profonda debolezza strutturale, di nord e sud, può essere superata solo attraverso un approccio strategico di tutta l'Irlanda rivolto a uno sviluppo economico e sociale, una strategia che politicamente, economicamente e socialmente sia trasformativa. Solo lo sviluppo dell'uso socialmente pianificato di capitali e risorse è in grado di superare l'anarchia e il caos del capitalismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al centro di ogni alternativa ci devono essere:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• Il rifiuto del debito: è il loro debito, non il nostro; &lt;br /&gt;• La restituzione del potere fiscale da Bruxelles al popolo irlandese; &lt;br /&gt;• Il trasferimento dei pieni poteri economici e fiscali all'esecutivo dell'Irlanda del Nord; &lt;br /&gt;• La creazione di una banca di investimento statale; &lt;br /&gt;• L'istituzione di una agenzia di sviluppo economico di tutta l'Irlanda sotto il controllo democratico; &lt;br /&gt;• Il controllo sociale di tutte le risorse naturali e marine, da sviluppare in modo sostenibile da parte del popolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4262143159263351857?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4262143159263351857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/combattere-unione-europea-bce-e-fmi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4262143159263351857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4262143159263351857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/combattere-unione-europea-bce-e-fmi.html' title='Combattere Unione Europea, BCE e FMI   Dichiarazione politica del Partito Comunista d&apos;Irlanda'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO8DZVZqEAI/AAAAAAAAAYc/ZdptFrf4rAk/s72-c/irelandssss.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-7998946844041911485</id><published>2010-11-25T10:22:00.000+01:00</published><updated>2010-11-25T10:23:52.025+01:00</updated><title type='text'>CONTINUA LA PROTESTA CONTRO LA RIFORMA GELMINI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4rJBxtlrI/AAAAAAAAAYU/tZk224WrHDo/s1600/FGCI.jPg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4rJBxtlrI/AAAAAAAAAYU/tZk224WrHDo/s320/FGCI.jPg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543415625435420338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La protesta contro la Riforma Gelmini dell'Università continua in ogni città del paese. Il governo Berlusconi sta distruggendo sistematicamente il nostro futuro, con una riforma operata metodicamente che precarizza in modo maggore il sistema dell'istruzione italiano, eliminando innanzitutto la ricerca e quindi la possibilità di crescita di tutta quanta l'Italia, in ogni settore economico e sociale.&lt;br /&gt;La Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Torino esprime la piena solidarietà alle manifestazioni, occupazioni e proteste di ogni tipo ora in corso. Esprimiamo poi ulteriore sostegno ai ricercatori che da ieri si trovano sul tetto di Palazzo Nuovo in forte contestazione alla riforma del ministro alla Pubblica Distruzione Gelmini.&lt;br /&gt;Le ragazze e i ragazzi della FGCI torinese sono stati presenti alle mobilitazioni di ieri e continueranno a partecipare all'occupazione e alle mobilitazioni di questi giorni, perchè riteniamo intollerabile che la crisi economica (da cui il paese non è assolutamente ancora uscito) venga fatta pagare con enormi tagli all'istruzione pubblica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ivano Osella&lt;br /&gt;Coordinatore Provinciale Fgci Torino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-7998946844041911485?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/7998946844041911485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/continua-la-protesta-contro-la-riforma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7998946844041911485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/7998946844041911485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/continua-la-protesta-contro-la-riforma.html' title='CONTINUA LA PROTESTA CONTRO LA RIFORMA GELMINI'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4rJBxtlrI/AAAAAAAAAYU/tZk224WrHDo/s72-c/FGCI.jPg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-3615751891667798574</id><published>2010-11-25T10:20:00.000+01:00</published><updated>2010-11-25T10:22:24.149+01:00</updated><title type='text'>"La nostra Patria non deve morir": iniziativa organizzata dai Gc2.0 e dalla rivista Indipendenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4qyJovJbI/AAAAAAAAAYM/aJ_jkEoOKeg/s1600/la%2Bnostra%2Bpatria%2Bnon%2Bdeve%2Bmorir.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4qyJovJbI/AAAAAAAAAYM/aJ_jkEoOKeg/s320/la%2Bnostra%2Bpatria%2Bnon%2Bdeve%2Bmorir.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543415232408266162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovani Comunisti Torino 2.0 e Rivista Indipendenza presentano:&lt;br /&gt;La nostra Patria non deve morir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledi 24 novembre 2010&lt;br /&gt;Via Millio 64 - Torino&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Ore 18: Commemorazione di Dante di Nanni (per tutti gli interessati contattateci gc-torino@libero.it)&lt;br /&gt;Ore 19:30 Aperitivo Popolare&lt;br /&gt;Ore 20:30 Dibattito - Resistenza: una linea spezzata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne discutiamo con&lt;br /&gt;Valerio Gentili (autore del libro: la legione romana degli arditi del popolo)&lt;br /&gt;Bruno Dal Bo (coautore del libro: Il Martinetto e dintorni 1943-45)&lt;br /&gt;Eros Ricotti (Anpi)&lt;br /&gt;Francesco Labonia (Rivista Indipendenza)&lt;br /&gt;Dario Romeo (Rivista Indipendenza)&lt;br /&gt;Daniele Cardetta (Fgci Torino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduce e modera&lt;br /&gt;Luca Mezzacappa (resp. rievocazione storica dei Giovani Comunisti Torino 2.0)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Garibaldi, brigate d'assalto, tu che sorgi dall'italo cuore,&lt;br /&gt;per la patria, la fede e l'onore contro chi maledetto tradì.&lt;br /&gt;Partigiano di tutte le valli, pronto il mitra, le bombe e cammina;&lt;br /&gt;la tua patria travolta in rovina, la tua patria non deve morir.&lt;br /&gt;Giù dai monti discendi alle valli se il nemico distrugge il tuo tetto; partigiano, impugna il moschetto, partigiano non devi morir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tema spinoso e per certi versi totalizzante quale quello del concetto di “patria” all’interno del fenomeno resistenziale italiano non può non partire dalla considerazione di quella che si venne a configurare quale la realtà dei fatti nell’Italia nel periodo che va dal 25 luglio 1943, data in cui il Re Vittorio Emanuele III esautorò Mussolini, fino approssimativamente al 25 aprile 1945; approssimativamente perché in realtà il concetto di “patria” e le sue elaborazioni hanno in realtà lasciato strascichi molto importanti fino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;L’Italia venne inghiottita a partire dall’8 settembre 1943 in quella che è stata giustamente soprannominata come “guerra civile europea”, ovvero in quel dilaniante conflitto civile che ha contraddistinto gran parte dei paesi vittime dell’occupazione da parte delle truppe nazifasciste. Ovunque in Europa ma soprattutto in Francia e in Italia infatti la popolazione civile si trovò letteralmente da un giorno all’altra inghiottita dal conflitto e messa di fronte alla esiziale scelta tra invasori e resistenti, tra collaborazionisti dell’invasore e partigiani. Per quanto una semplificazione di questo tipo possa sembrare banalizzante, in quanto non tiene conto della scelta della stragrande maggioranza della popolazione che preferì mantenersi nella cosiddetta “zona grigia”, ben guardandosi dal prendere posizione in attesa dell’evolversi degli eventi, penso che sia utile a rendere l’idea della divisione netta e senza ritorno che si venne a creare in ciascuno dei paesi coinvolti.  Dopo l’8 settembre 1943 fu il concetto stesso di “patria”, su cui la pletorica propaganda fascista aveva battuto la grancassa per un ventennio a venire sgretolato dall’oggi al domani, per almeno una gran parte degli italiani. Ci fu chi, è vero, decise di combattere fino all’ultimo per glorificare i resti fumanti della patria fascista, ma ci fu anche chi prese la decisione opposta, ribellandosi al concetto stesso di Patria imposto da coloro che hanno portato l’Italia allo sfascio.&lt;br /&gt;Nella lotta resistenziale all’invasore tedesco e ai repubblichini si è forgiato e temprato un nuovo concetto di patria, un concetto molto diverso da quella che era stata la patria fin a quel momento per milioni di italiani. Fu in quel momento, come ricorda Battaglia nella sua opera sul Significato nazionale della Resistenza, che gli italiani iniziarono a concepire la patria come un “bene comune da conquistarsi quotidianamente, noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro") . Il concetto di patria è sempre rimasto un qualcosa di estraneo alle fasce popolari italiane, e questa fu una sorta di piaga che il nostro paese si è portato avanti sin dal Risorgimento, esplodendo in tutta la sua dirompenza con il collasso delle strutture statuali avvenuto nel corso del conflitto bellico. Le masse che erano state escluse dal primo risorgimento si sono trovate coinvolte nell’elaborazione di un nuovo concetto di patria, forgiato con il fuoco dei fucili e dal sangue dei caduti. Ho parlato di primo risorgimento perché per certi versi ritengo che sia opportuno e corretto parlare della guerra civile italiana avvenuta tra il settembre ’43 e l’aprile 1944, come di un vero e proprio secondo risorgimento che avrebbe interessato con il fenomeno della Resistenza le fasce popolari, permettendo che lasciassero un segno indelebile nella storia.&lt;br /&gt;La patria dunque non più come un insieme di costumi e di tradizioni da imparare sui libri e glorificare con pletoriche manifestazioni celebrative, ma come quella pratica quotidiana che portava individui diversi, ma accomunati dallo stesso fine, a costruirla con atti concreti e tangibili. Dopo l’8 settembre furono moltissimi i soldati sradicati che si trovarono sbandati in territori lontanissimi dalla loro casa; siciliani, pugliesi, campani spesso decisero di mettersi al servizio di un nuovo concetto di patria decidendo di salire in montagna a combattere contro il nazifascismo accanto a piemontesi, lombardi, romagnoli che condividevano con loro la stessa medesima aspirazione. Costoro avrebbero potuto imboscarsi, come alcuni comprensibilmente fecero, avrebbero anche potuto decidere di servire il nemico, cosa anche questa verificatesi, ma in molti altri casi li portò a combattere non per se stessi ma per la Patria, e decisero di fare questo rinnegando la sedicente repubblica di Salò e decidendo di mettersi in gioco per la costruzione di qualcosa di diverso, qualcosa di completamente diverso dai dogmi fascisti. Il fascismo per troppo tempo ha pensato di aver plasmato a piacimento le menti degli italiani, e quando lo stato è collassato ed è venuto meno nelle sue strutture vitali anche la costruzione ideologica del fascismo si è quindi mostrata in tutta la sua pochezza, permettendo quindi alle forze realmente patriottiche e popolari, per troppo tempo represse, di guadagnare la ribalta.&lt;br /&gt;Coloro che sono andati alla macchia per vendicare la vergogna della guerra al fianco dell’Asse non erano certo tutti letterati o fini teorici, erano spesso e volentieri soldati o lavoratori che hanno sentito dentro di sé il richiamo per la Patria, “sentimmo l’amor per patria nostra” recitava una canzone partigiana, a indicare che se la Patria tratteggiata dal fascismo repubblichino era un ideale di cupa e atavica devozione verso un ideale nazionalistico ormai desueto e distaccato dal popolo, la nuova Patria dei resistenti era invece un qualcosa che si sentiva nel profondo del cuore, un qualcosa ancora da costruirsi nella pratica comune, nel lavoro, e nella lotta all’invasore che proprio quella Patria stava annichilendo. &lt;br /&gt;Oggi l’Italia si appresta a celebrare, un po’ in sordina visto l’esplodere della crisi economica, il centocinquantesimo anniversario dell’unificazione. Mai come oggi il sentimento patrio è ai minimi termini, e quindi torna di attualità tutto quanto abbiamo sinora detto&lt;br /&gt;.Certo dal 1943 è cambiato tutto, lo Stato esiste anche se malato e non c’è fortunatamente alcuna guerra combattuta che rischi di far collassare le strutture statuali come nella Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia il concetto di patria torna prepotentemente alla ribalta nel momento in cui assistiamo ai tentativi di una destra aggressiva e razzista di disconoscere il concetto stesso della Patria che ci è stata consegnata dai nostri nonni al termine della guerra combattuta contro il nazifascismo. La Resistenza come abbiamo detto ha consentito alle classi popolari, escluse dal Risorgimento, di lasciare una propria traccia; non è casuale, a parer mio, che una certa parte politica miri al collasso del paese che si è incardinato anche sulla Resistenza per demolirne i residui concetti di una patria comune intorno ai quali milioni di italiani in qualche modo, quasi inconsciamente ancora si riconoscono. Per fugare ogni dubbio sto parlando della Lega Nord, quello stesso partito che offendendo le radici stesse della fondazione dell’Italia, e offendendo anche la tradizione di Garibaldi cui non casualmente guardarono i resistenti,  cerca di delegittimarne gli ideali al fine di innestane al loro posto dei nuovi miti, questa volta inventati e ancora una volta artefatti, che possano servire al conseguimento dei loro obiettivi,  antitetici rispetto al concetto di Patria di cui, fin qui, abbiamo parlato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Cardetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-3615751891667798574?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/3615751891667798574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/la-nostra-patria-non-deve-morir.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3615751891667798574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/3615751891667798574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/la-nostra-patria-non-deve-morir.html' title='&quot;La nostra Patria non deve morir&quot;: iniziativa organizzata dai Gc2.0 e dalla rivista Indipendenza'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO4qyJovJbI/AAAAAAAAAYM/aJ_jkEoOKeg/s72-c/la%2Bnostra%2Bpatria%2Bnon%2Bdeve%2Bmorir.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-2683788093184012419</id><published>2010-11-24T14:23:00.000+01:00</published><updated>2010-11-24T14:25:23.189+01:00</updated><title type='text'>Diliberto a "Nuova Spazio Radio"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0SPUZo5TI/AAAAAAAAAYE/DhTuoN9M5sU/s1600/diliberto2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0SPUZo5TI/AAAAAAAAAYE/DhTuoN9M5sU/s320/diliberto2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543106770746533170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamane sono stato intervistato da “Nuova Spazio Radio”. Ad una domanda specifica su un possibile accordo con Vendola, ho risposto di aver semplicemente avanzato una proposta di buon senso: tutti insieme, noi, Sel e chi ci vorrà stare, possiamo rappresentare la seconda gamba del centro-sinistra. Io voglio allearmi con il Pd ma non esserne succube. Su molti temi noi siamo più in sintonia con il popolo della sinistra di quanto lo sia il Pd e sui temi del lavoro e della conoscenza abbiamo argomenti più forti del Pd. E lo si è visto in tutte le primarie. Perché, allora, non provare ad unire  le nostre forze per portare finalmente un po’ di risultati alle persone? Ieri Migliore ha fatto uno sbarramento, ma con un’analisi tutta politicista in cui la lotta degli studenti, il lavoro, i diritti non avevano alcuno spazio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-2683788093184012419?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/2683788093184012419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/diliberto-nuova-spazio-radio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2683788093184012419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/2683788093184012419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/diliberto-nuova-spazio-radio.html' title='Diliberto a &quot;Nuova Spazio Radio&quot;'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0SPUZo5TI/AAAAAAAAAYE/DhTuoN9M5sU/s72-c/diliberto2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-4761128443858829452</id><published>2010-11-24T14:17:00.000+01:00</published><updated>2010-11-24T14:22:38.533+01:00</updated><title type='text'>E' tornato l'autunno caldo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0Rlr6zx4I/AAAAAAAAAX8/CiD-CfwqCtQ/s1600/students.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0Rlr6zx4I/AAAAAAAAAX8/CiD-CfwqCtQ/s320/students.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543106055505168258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro questo governo impresentabile e contro il "ministro" Gelmini e la sua riforma che attenta all'università pubblica in tutta Italia è esplosa la protesta di studenti e ricercatori. Ormai il Governo prende acqua da tutte le parti e questa ennesima farsa del DDL Gelmini rappresenta una vera e propria goccia che fa traboccare il vaso,  peraltro già stracolmo. A Roma gli studenti hanno cercato di fare irruzione nel Senato, a Torino i ricercatori sono saliti sopra i tetti di Palazzo Nuovo decisi a rimanervi a oltranza, questo mentre in Parlamento si discute della riforma immonda succitata. Per questo occorre proprio in questi giorni dare manforte agli studenti in tutti i modi possibili, in modo da mostrare a questo governo impresentabile che ormai la società civile si è svegliata ed è disposta a incalzarli fino all'ultimo. Uniti nella lotta con i ricercatori e con gli studenti, contro la Gelmini, contro il Governo.&lt;br /&gt;Al posto di parlare di riforme, la Gelmini ci spieghi come è diventata ministro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-4761128443858829452?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/4761128443858829452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/e-tornato-lautunno-caldo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4761128443858829452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/4761128443858829452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/e-tornato-lautunno-caldo.html' title='E&apos; tornato l&apos;autunno caldo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TO0Rlr6zx4I/AAAAAAAAAX8/CiD-CfwqCtQ/s72-c/students.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8493399387756637155</id><published>2010-11-22T14:10:00.000+01:00</published><updated>2010-11-22T14:11:35.470+01:00</updated><title type='text'>FDS al Primo Congresso. Ecco il nuovo simbolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOpr-I4HqlI/AAAAAAAAAX0/TonPjS9WTOo/s1600/9FSD.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOpr-I4HqlI/AAAAAAAAAX0/TonPjS9WTOo/s320/9FSD.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542361006711745106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra è il nuovo soggetto politico che riunisce tutti i comunisti italiani, o quasi visto che Nichi Vendola è altrove. A sancire la riunione tra Prc e Pdci è il congresso fondativo della Federazione della Sinistra che ha eletto nuovo portavoce Oliviero Diliberto e chiuso una pagina apertasi nell'ottobre 1998 da un dilemma politico fortemente condizionato da una pregiudiziale ideologica: convivere con il governo Prodi o farlo cadere? Al partito di Bertinotti questo dubbio irrisolto costò una scissione con la nascita del Pdci guidato da Oliviero Diliberto.&lt;br /&gt;Dodici anni dopo i rancori tra i neocomunisti si sono prima sopiti, poi addolciti anche grazie a Silvio Berlusconi. Il nuovo dilemma è diventato infatti come cacciarlo dal Governo e chiudere la sua «era», ovviamente nefasta per la Fds. La sinistra finalmente federata ha un avversario da battere a tutti i costi, ma anche un alleato «impossibile»: Nichi Vendola, forse competitore alle primarie nel Pd, ma anche interlocutore «distaccato» dei neocomunisti.&lt;br /&gt;Dal congresso fondativo della Federazione della Sinistra è emersa con forza la necessità di un dialogo con il «cugino pugliese». La visibilità mediatica di Vendola è un invidiabile trampolino di lancio per la Fds che ha l'obiettivo di ritornare in parlamento, come ha detto Ferrero, «non per occupare poltrone ma per testimoniare politicamente la battaglia per i diritti dei lavoratori e la lotta delle classi subalterne».&lt;br /&gt;L'assise della Federazione della Sinistra ha lanciato qualche mayday a Sinistra e Libertà, tutti rivolti al salvataggio elettorale unitario. Fds e Sel potrebbero tornare insieme in Parlamento con un cartello elettorale, con la quasi certezza di superare lo sbarramento del 4%. Ma la neonata Federazione della Sinistra non si fida del governatore delle Puglie e cerca un'alternativa: il ritorno in parlamento potrebbe essere garantito da un'alleanza elettorale con il Pd. Di assumere responsabilità di governo per la Fds non se ne parla nemmeno, ma il confronto potrebbe essere interamente dedicato ai programmi con un possibile appoggio esterno a un governo di centrosinistra. (ANSA).&lt;br /&gt;Facebook&lt;br /&gt;Twitter&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8493399387756637155?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8493399387756637155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/fds-al-primo-congresso-ecco-il-nuovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8493399387756637155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8493399387756637155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/fds-al-primo-congresso-ecco-il-nuovo.html' title='FDS al Primo Congresso. Ecco il nuovo simbolo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOpr-I4HqlI/AAAAAAAAAX0/TonPjS9WTOo/s72-c/9FSD.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-5301844430150359924</id><published>2010-11-18T18:40:00.003+01:00</published><updated>2010-11-21T14:37:58.799+01:00</updated><title type='text'>comunisti nel XXI secolo</title><content type='html'>La situazione politica estremamente problematica che sta attraversando il nostro paese deve indurre tutti coloro che sono interessati alle sue sorti a una profonda riflessione su quella che dovrebbe essere una prospettiva comunista proiettata nel XXI secolo; una prospettiva che in sostanza si attagli al presente e che guardi al futuro e che non sia intrisa di un passato che però ha assimilato introiettandone i valori e i successi. Innanzitutto, e non sono certo il primo a dirlo, la realtà dei fatti ha smentito tutti coloro che hanno urlato alla fine di una alternativa al capitalismo imperante. Mai come oggi le contraddizioni del capitalismo si mostrano in tutta la loro cruda realtà, una realtà che forse ci è stata edulcorata negli anni passati, facendocela sembrare ben diversa da quella che è. I problemi sollevati da un autorevole economista del XIX secolo come Karl Marx sono attuali mai come oggi, e i progressi fatti dai paesi sudamericani ci mostrano in modo inequivocabile che una prospettiva socialista e comunista non è solo possibile, ma è anche auspicabile al fine di una riorganizzazione della vita umana. Che il capitalismo non sia immortale ne abbiamo la riprova considerando il fatto che se tutta la terra consumasse la stessa energia degli Stati Uniti, non basterebbero cinque pianeti come la Terra per soddisfare il fabbisogno energetico dell'umanità. Chiunque sia dotato di un cervello funzionante vedrebbe in modo lapalissiano che questo sistema-mondo è dunque profondamente sbagliato vista la situazione pragmatica in cui, come umanità, ci troviamo. Questo però dal nostro punto di vista, se cioè pensassimo che le risorse debbano essere suddivise in modo equo e sostenibile con l'ambiente; ma purtroppo il problema è che coloro che tengono in mano il destino dei paesi più sviluppati hanno un'idea completamente agli antipodi. Per quale motivo il 10% più ricco della terra dovrebbe rinunciare ai suoi privilegi in virtù di un concetto astratto come la giustizia? il profitto è l'unico Dio del capitalismo e del sistema economico da esso generato, e finora si è dimostrato un Dio invicibile e vendicativo. Mai come oggi i diritti dei lavoratori nei paesi più sviluppati vengono messi in discussione, e come in tutti i momenti di crisi si assiste a uno spostamento preoccupante verso destra dell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;Si è già detto che il comunismo è crollato e ha lasciato il suo storico ruolo di argine alla prepotenza del capitale,e soprattutto si è già detto del significato simbolico deflagrante rappresentato dal crollo dell'unica alternativa concretatasi nella storia dell'uomo contemporaneo. Nessuno vuole più credere in qualcosa che, si dice, è stato sconfitto dalla storia.Ma se ben guardiamo il comunismo non è un movimento personalistico, nato cioè intorno alla figura di un personaggio eroico morto il quale tale movimento non ha più alcun motivo di esistere; bensì è un movimento che si prepone degli obiettivi che non sono stati ancora assolutamente conseguiti; da qui la sua attualità. Non sto affatto dicendo che il comunismo è solamente un ideale, un fine, da raggiungere nei mezzi più disparati; altrimenti non vi sarebbe motivo di dichiararsi comunisti dato che credo che un mondo più giusto dove non esista più sfruttamento dell'uomo sull'uomo non sia unicamente il sogno di un comunista. I comunisti sono però coloro che sono realmente determinati a innestare nella società un cambiamento concreto che possa portare alla realizzazione di tali obiettivi; sono perciò coloro che organizzano la propia azione col fine di ottenere dei risultati, adattandosi alla realtà in cui vivono, alla cultura del paese ove si trovano e soprattutto ai tempi. Quello che è mancato, a mio modesto parere, al comunismo del XXI secolo è stato proprio questo insistere sugli obiettivi senza rimodellare i mezzi per conseguirli. Una pigrizia questa che è stata letale in quanto la società mai come negli ultimi vent'anni è cambiata, creando una vera e propria discrasia tra gli obiettivi (che sono rimasti gli stessi), e la concretezza della realtà.&lt;br /&gt;I valori rappresentati dal movimento comunista, e soprattutto i fini che esso si prepone sono immortali, non potranno mai essere definiti desueti fintanto che essi rimarranno irrealizzati. Mai come oggi dunque il comunismo è attuale. Che lo si intenda come il movimento atto a modificare lo stato di cose presenti, o come un sistema di valori che ponga al suo centro la cooperazione tra gli uomini e non la competizione, il comunismo è, come tutte le alternative, un cantiere aperto; e lo è ancora di più proprio perchè ora esiste solamente sulla carta in molti paesi e dunque potrà prendere forme e contenuti differenti a seconda delle diverse culture mondiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può però chiedere, e questo mi sembra il punto fondamentale, ai cittadini di un paese occidentale di fare un salto nel buio, perchè avrebbero ancora troppo da perdere vivendo noi in una sorta di "belle epoque" dove, pur germinando la crisi,i frutti del benessere sono ancora abbastanza diffusi e irradiati all'interno delle società europee. Sostenere che bisogna abbattere il sistema vigente spaventa, per forza di cose, la stragrande maggioranza della popolazione in quanto li pone di fronte alla possibilità di perdere tutto senza sapere che cosa guadagnare. Di fronte a questo sarà inutile cercare di convincerli mettendoli di fronte all'iniquità del sistema che si intende distruggere, in quanto essi pur riconoscendo l'iniquità del sistema si guarderanno bene dal volerlo distruggere se non saranno certi di ottenere in cambio un sistema migliore.La gente si abbandona ad idee rivoluzionarie solo quando la sua esistenza diventa davvero grama e difficile, ma anche questo fattore da solo può non bastare in quanto per intraprendere realmente un processo rivoluzionario occorrono anche dei fattori esogeni che sono imprevedibili e che si saldino alle condizioni di vita della popolazione rendendo la situazione ingovernabile. Solo quando un sistema cioè appare per fattori che vengono percepiti come incontrollabili sull'orlo del collasso, la popolazione decide di compiere un salto nel vuoto percependo di non avere più nulla da perdere. Io credo che coloro che si vogliono ancora definire come comunisti ormai nel XXI secolo debbano spiegare, anche in modo dettagliato, che cosa effettivamente vogliono fare della società. E questo si esplica non con semplici elaborazioni teoriche ma con esempi fattuali che possano far capire alla gente che in realtà la costruzione di una società alternativa non è una mera utopia ma può essere concretata mediante la prassi quotidiana nella realtà.&lt;br /&gt;Applicando quando sto sostenendo alla società italiana emerge con nettezza come siano completamente fuori luogo i discorsi fin qui fatti relativi a un rilancio dei comunisti nel nostro paese senza cominciare a dire con chiarezza che le divisioni lancinanti del movimento comunista italiano pongono un limite invalicabile alla costruzione di un soggetto coerente e coeso. Le idee, inutile nasconderlo, sono molto diverse, tuttavia la situazione non sembra essere così grave se si continua a sparare a zero contro i partiti "cugini" o "fratelli" e si fatica a trovare una unità di intenti di fronte a un nemico improponibile e aggressivo. Questo significa che il fondo del barile è ancora molto lontano se esistono ancora gruppi di persone che trovano le energie per screditare coloro i quali cercano di rilanciarsi esperendo soluzioni differenti da quelle date per scontate. Bisogna ripartire dai fatti, senza vergognarsi o avere paura di assumersi responsabilità di governo in qualsiasi sede e in qualsiasi frangente. La Federazione della Sinistra che ha fatto il suo Congresso fondativo in questi giorni vuole proprio essere un contenitore e uno strumento per coloro i quali, fedeli a una impostazione marxista, vogliono cercare di costruire una alternativa coerente a quella del sistema capitalistico imperante. Sarà però un percorso molto difficile e frastagliato dove, non lo nascondiamo, si potrà nuovamente sbagliare. In molti per esempio già storcono il naso alle dichiarazioni di Diliberto di voler partecipare all'eventuale governo del paese da parte del PD, urlando e sbraitando all'ennesimo tradimento. Costoro dovrebbero ricordarsi che i bolscevichi nel lontano 1917 erano disposti ad allearsi con altre realtà politiche se questo poteva arrecare un beneficio concreto al movimento comunista. Per questo stesso motivo non bisogna vergognarsi, a mio giudizio, di rischiare di andare incontro alle ennesime figuracce accettando eventuali impegni di governo; occorre portare le istanze dei comunisti sin dentro le istituzioni continuando parallelamente a lavorare fuori dalle istituzioni, un lavoro questo ben più prezioso e che non deve nel modo più assoluto andare in contraddizione con quanto invece viene portato avanti a un livello istituzionale.&lt;br /&gt;D.C&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-5301844430150359924?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/5301844430150359924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/comunisti-nel-xxi-secolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5301844430150359924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/5301844430150359924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/comunisti-nel-xxi-secolo.html' title='comunisti nel XXI secolo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-8337040976735759333</id><published>2010-11-16T12:22:00.000+01:00</published><updated>2010-11-16T12:24:01.766+01:00</updated><title type='text'>Adesione alle iniziative del 17 novembre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOJpxRZUyjI/AAAAAAAAAXs/ek4yu2pVE1A/s1600/fffdddss.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOJpxRZUyjI/AAAAAAAAAXs/ek4yu2pVE1A/s320/fffdddss.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540106786823260722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 novembre è una data di grande valore simbolico per gli studenti e non solo: in quel giorno del 1939, infatti, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti.&lt;br /&gt;Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.&lt;br /&gt;Contro l’attacco al sapere portato avanti dal governo delle destre, il 17 novembre di quest’anno si svolgeranno in tutta Italia manifestazioni degli studenti e  la FLC CGIL ha proclamato uno sciopero generale per tutti isettori della conoscenza, anche in previsione della ripresa del dibattito parlamentare sul DdL “Gelmini” sull’università.&lt;br /&gt;Per lo stesso giorno, l’Osservatorio della Ricerca, dopo avere raccolto in pochi giorni moltissime firme di ricercatori e docenti contro l’attacco agli Enti pubblici di ricerca che il governo, tramite i nuovi “statuti”, tenta di trasformare in colonie dei ministeri, ha organizzato una manifestazione a Montecitorio contro questi statuti e per una ricerca di qualità.&lt;br /&gt;Il 17 novembre si prospetta perciò come una giornata cruciale per il mondo della conoscenza che vedrà uniti docenti, studenti, precari e ricercatori pubblici. Garantiamo quindi a tutte queste iniziative la nostra adesione ed il nostro più completo appoggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p. la Federazione della Sinistra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eeonora Forenza (PRC-SE)&lt;br /&gt;Maria Rosaria Marella (Socialismo 2000)&lt;br /&gt;Vito Francesco Polcaro (PdCI)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-8337040976735759333?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/8337040976735759333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/adesione-alle-iniziative-del-17.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8337040976735759333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/8337040976735759333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/adesione-alle-iniziative-del-17.html' title='Adesione alle iniziative del 17 novembre'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOJpxRZUyjI/AAAAAAAAAXs/ek4yu2pVE1A/s72-c/fffdddss.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-1326184983942950292</id><published>2010-11-14T22:32:00.000+01:00</published><updated>2010-11-14T22:33:57.922+01:00</updated><title type='text'>La maggioranza dei rumeni preferisce il comunismo al capitalismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOBVwnO7p_I/AAAAAAAAAXk/R9vpqMt_7C8/s1600/romaneascaes.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 194px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOBVwnO7p_I/AAAAAAAAAXk/R9vpqMt_7C8/s320/romaneascaes.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539521835319404530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'organizzazione denominata "Istituto per l'investigazione dei crimini del comunismo e della memoria dell'esilio rumeno (IICMER)" ha patrocinato un'inchiesta che però ha fornito risultati contrari agli interessi dell'Istituto, che aveva finanziato questo studio per mostrare alla popolazione i mali del comunismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'inchiesta realizzata dall'Istituto rumeno di sondaggi d'opinione (CSOP), su istanza dell'IICMER, ha rivelato che più del 60% degli intervistati definiscono il comunismo come "una buona idea" e che il 49% considera che la sua vita era migliore quando governava il comunista Nicolae Ceausescu, mentre solo il 23% preferisce vivere sotto le bandiere del capitalismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fra coloro che hanno dichiarato di vivere meglio sotto il comunismo, il 62% lo motiva affermando che sotto il governo rivoluzionario esisteva una disponibilità di posti di lavoro molto buona, il 26% ha fatto riferimento alle condizioni di vita dignitose ed il 19% ha indicato la garanzia universale dell'abitazione come motivo per cui il comunismo è preferito al capitalismo. Solo il 7% degli intervistati ha dichiarato di avere sofferto sotto il comunismo, con un altro 6% che, pur non avendo subito un danno personale, affermava che ciò era accaduto a qualche membro della sua famiglia. Anche in questo caso, le ragioni addotte erano soprattutto economiche: la maggioranza si riferiva alla penuria prodottasi negli anni 80, quando la Romania mise in moto un programma di austerità con lo scopo di ripagare il debito estero del paese. Una piccola parte della minoranza che ha sofferto durante il periodo comunista riteneva di essere stata danneggiata dalla nazionalizzazione delle sue proprietà, ed un numero trascurabile (il 6% di coloro che ricordavano brutte esperienze sotto il comunismo) diceva che mentre i comunisti erano al potere, loro, o qualche membro della famiglia, in un qualche momento erano stati detenuti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ritorcendo arbitrariamente il risultato dell'inchiesta, l'IICMER ha comunicato che i numerosi intervistati (il 41% ed il 42%, rispettivamente) erano d'accordo con l'affermazione che il regime comunista era o criminale o illegittimo. Alcune minoranze importanti (37% e 31%) era esplicitamente in disaccordo con quelle affermazioni, ed i restanti si mostravano neutrali o non si pronunciavano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Inoltre, benché la maggior parte dei partecipanti valutasse positivamente il comunismo - solo il 27% dichiarava di essere in disaccordo sui principi -, la maggioranza di coloro che offrivano un'opinione definita pensava anche che le idee comnuniste non erano giunte ad una messa in opera ottimale prima del cambio di regime nel 1989. Il 14% dava la risposta inequivocabile che il comunismo era una buona idea e che in Romania era stata messa in pratica nella maniera migliore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Perciò, una cospicua parte dei rumeni indecisi sul fatto che il comunismo fosse o meno una forma legale e legittima di governo ed una grande maggioranza di quelli che dicevano che il comunismo fu realizzato nella forma scorretta erano, tuttavia, inequivocabili quando pensavano che il sistema posto in opera dal Partito Comunista Romeno, con tutti i suoi difetti, offriva una vita migliore alla gente rispetto a quella che offre il capitalismo dei nostri giorni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Successi comunisti&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prima che i comunisti prendessero il potere in Romania, la maggior parte della popolazione era analfabeta e non aveva accesso all'assistenza sanitaria. Unicamente una minoranza della popolazione rurale, che era la parte dominante, aveva accesso alla sanità o disponeva di corrente elettrica. I tassi di mortalità infantile erano tra i peggiori d'Europa e l'aspettativa di vita era inferiore ai 40 anni a causa dell'inanizione e di altre malattie. Il regime di destra rumeno si alleò con Hitler durante la Seconda guerra mondiale, e nel quadro di quell'alleanza capitalista si mandò la maggioranza della popolazione ebraica del paese ai campi di sterminio nazisti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Innalzati al potere dopo la vittoria sovietica contro la Germania nazista nel 1945, i comunisti rumeni, fino a quel momento un gruppo illegale di lotta clandestina contro il governo rumeno filo-fascista e nazista, raggiungevano le poche migliaia di persone. Nonostante ciò riuscirono a mobilitare l'entusiasmo della popolazione per ricostruire il paese devastato dalla guerra. Posero praticamente termine all'analfabetismo, il servizio sanitario migliorò e si ampliò massicciamente, e - come rivelano gli intervistati dallo CSOP - i posti di lavoro, l'abitazione e livelli decenti di vita diventarono accessibili per tutti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Incoraggiato da questi successi, il governo comunista diretto da Nicolae Ceausescu si indebitò durante gli anni 70 con l'acquisto di costose forniture industriali dall'Occidente, al fine di aumentare il tasso di crescita economica del paese e nella speranza che i paesi occidentali avrebbero incrementato le loro importazioni di prodotti rumeni. Questa strategia fallì ed il programma di austerità predisposto per potere pagare il debito nazionale diede luogo ad un crescente risentimento. Nicolae Ceausescu e sua moglie Elena vennero fucilati da un plotone d'esecuzione il giorno di Natale del 1989. La loro sentenza di morte giunse dopo un processo sommario ordinato dai nuovi dirigenti riformisti del paese: furono dichiarati colpevoli di crimini contro il popolo rumeno. Ma nonostante quella condanna, e benché l'opinione generale che si riflette nei risultati dell'inchiesta dello CSOP sia che il sistema comunista, per come si applicò in Romania, fallì, solo una piccola minoranza degli interpellati (15%) afferma che l'ex capo comunista Nicolae Ceausescu era un cattivo dirigente. La maggioranza si mostra neutrale o indecisa al riguardo, ed il 25% afferma che la leadership di Ceausescu è stata buona per il paese. Nella valutazione dei risultati, l'IICMER osserva che i rumeni non sono gli unici ad avere una valutazione positiva del comunismo del secolo appena trascorso. Secondo un'inchiesta realizzata in vari paesi del centro e dell'est Europa nel 2009, da parte del Centro di investigazione statunitense Pew, la percentuale di popolazione nei paesi ex-socialisti che considera la vita sotto il capitalismo peggiore di quella durante il periodo comunista è la seguente:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Polonia: 35% &lt;br /&gt;Repubblica Ceca: 39% &lt;br /&gt;Slovacchia: 42% &lt;br /&gt;Lituania: 42% &lt;br /&gt;Russia: 45% &lt;br /&gt;Bulgaria: 62% &lt;br /&gt;Ucraina: 62% &lt;br /&gt;Ungheria: 72%&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Particolarmente significativo nei risultati dell'inchiesta CSOP/IICMER del 2010 in Romania è che, man mano che acquisiscono maggiore esperienza nella vita sotto "l'economia di mercato", le persone divengono sempre di più negative rispetto al capitalismo e più positive rispetto al comunismo. Nell'inchiesta precedente, realizzata nel 2006, il 53% esprimeva un'opinione favorevole verso il comunismo; in quella del 2010 la percentuale sale fino al 61%.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le conclusioni dell'inchiesta del CSOP non sorprendono se si ricorda quanto è accaduto da quando è stato reintrodotto il capitalismo: una povertà crescente, un aumento del tasso di disoccupazione e dell'insicurezza. Il sistema sanitario rumeno è attualmente in crisi ed i lavoratori del settore pubblico hanno visto il loro stipendio ridursi del 25%.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Informazioni tecniche su questa inchiesta: 1.133 persone di età superiore ai 15 anni sono state intervistate tra il 27 agosto e 2 settembre 2010. Le interviste sono state realizzate sulla base di un questionario standardizzato, faccia a faccia e nella loro casa. Il margine di errore è del 2,9%.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fonte: http://21stcenturysocialism.com/article/romanians_say_communism_was_better_than_capitalism_02030.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1604448427116919627-1326184983942950292?l=ilnuovovento.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/feeds/1326184983942950292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/la-maggioranza-dei-rumeni-preferisce-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1326184983942950292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1604448427116919627/posts/default/1326184983942950292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnuovovento.blogspot.com/2010/11/la-maggioranza-dei-rumeni-preferisce-il.html' title='La maggioranza dei rumeni preferisce il comunismo al capitalismo'/><author><name>Il Nuovo Vento</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03617364858934842398</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DBmjTYEvL7s/TOBVwnO7p_I/AAAAAAAAAXk/R9vpqMt_7C8/s72-c/romaneascaes.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1604448427116919627.post-195217638537283444</id><published>2010-11-13T01:50:00.000+01:00</published><updated>2010-11-13T01:51:29.761+01:00</updated><title type='text'>La Cina "all'assalto" del Portogallo</title><content type='html'>Recentemente è avvenuta una importante visita di  Hu Jintao, il presidente cinese, in Portogallo. Al termine del viaggio nel paese lusitano Hu Jintao ha dichiarato di voler intraprendere misure concrete al fine di aiutare Lisbona, in difficoltà per via dell’ingente debito pubblico che sta strangolando il paese. Pechino in sostanza sarebbe pronta a sostenere gli sforzi del Portogallo per ridurre l’impatto della crisi, il che vorrebbe dire che i cinesi si impegnerebbero a breve nell’acquisto del debito pubblico portoghese.&lt;br /&gt;La situazione economica del paese iberico, effettivamente, non è delle più rosee, tanto che gli oneri finanziari sono in aumento e il rischio è che Lisbona possa tra breve ripercorrere lo stesso percorso di Atene e cercare il sostegno finanziario dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale al fine di arginare la crisi del debito.&lt;br /&gt;La maggior parte degli investitori infatti, almeno stando a quanto riferito dal ministro dell’Economia portoghese Josè Vieira da Silva, sarebbe concentrata in Europa e Stati Uniti, e quindi un ingresso di capitali cinesi sarebbe propedeutico a diversificare la base di investitori facendone così giovare l’economia di Lisbona. Tralaltro un alto funzionario portoghese, che ha preferito celare la sua identità, ha riferito che gli investitori cinesi avrebbero già messo le mani sul 5% del debito lusitano nel febbraio 2010, e su un altro 19,5% a marzo. La situazione ora emerge in tutta la sua chiarezza dato che Pechino aveva già comprato titoli di Stato spagnoli e avanzato un’ offerta dello stesso tenore al governo ellenico.&lt;br /&gt;Considerato che Pechino tiene letteralmente per le mani i cordoni della borsa statunitense, detenendo oltre 900 miliardi di dollari del debito di Washington, ora i cinesi stanno pensando a insediarsi anche in Europa.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blog
