giovedì 10 febbraio 2011

Lega: L’ennesima vergogna





Non bastava che gli esponenti leghisti in tempi non troppo remoti dichiarassero di volersi pulire il sedere con il tricolore, a rendere ancora più chiaro l’intento di Bossi e soci ci ha pensato il Ministro della Semplificazione Calderoli. Il buon Calderoli ha infatti pensato bene di dire la sua riguardo alle imminenti celebrazioni per l’unità d’Italia, previste per il 17 marzo, dunque tra poco più di un mese. Queste le parole agghiaccianti del ministro leghista: "In un periodo di crisi come quello attuale meglio festeggiare lavorando piuttosto che stando a casa". L’intento della Lega Nord di voler sabotare e delegittimare i festeggiamenti per il Centocinquantesimo è quindi palese, e si cerca di utilizzare la crisi economica come un pretesto per mascherare intenti ben poco nobili.
Chiaramente le dichiarazioni improvvide del ministro hanno provocato parecchi commenti, come quello della leader della Cgil Susanna Camusso, che in diretta radiofonica ha dichiarato di essere:
"stupita da queste polemiche che fanno scomparire tematiche lavorative molto più importanti come la disoccupazione giovanile e la discriminazione ai danni delle donne". La Camusso ha poi subito dopo rincarato la dose, dichiarando di non vedere motivi di dibattito riguardo al 17 marzo e chiedendo un po’ di riposo per i lavoratori e i cassaintegrati dato che, quest’anno, il 25 aprile cadrà di Pasquetta, e il 1 maggio di domenica. In effetti sembra perlomeno grottesco che Calderoli proponga di tenere aperti gli uffici per salvaguardare le aziende, quando già due feste che si ripetono ogni anno cadono in giorni festivi.
Persino Raffaele Bonanni, leader della Cisl, si è detto preoccupato da queste divisioni e avrebbe sottolineato che sarebbe stato assai meglio se avessero sentito prima le parti sociali.
Italia Futura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo, sul suo sito internet ha criticato aspramente Confindustria e la Lega Nord per la richiesta di abolire la festa del 17 marzo, dichiarando polemicamente: "Tutta questa confusione per una festa che si celebra ogni 150 anni, a questo punto aboliamo anche la Befana che quest'anno è capitata di giovedì e si celebra ogni anno".
Alessandro Pigniatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCi-Federazione della sinistra, ha commentato la vicenda: "Si proclama una festa nazionale per ricordare l'unità e poi la si boicotta? Solo in Italia succedono cose di questo genere. Calderoli dimostra per l'ennesima volta che la Lega è secessionista nelle viscere. Ci chiediamo come può una siffatta forza politica continuare a rimanere al governo del Paese, che è unitario per Costituzione".
In effetti non sembra niente affatto casuale che tale folle richiesta sia arrivata proprio da uno degli esponenti più sfegatati della Lega Nord, un partito che non si riconosce minimamente nelle istituzioni italiane e che, senza peraltro volerlo nascondere in alcun modo, ambisce da sempre alla secessione. La cosa grottesca è che Calderoli abbia trovato una sponda persino nella Confindustria, come a voler significare che nel nuovo millennio i profitti valgono di più persino della tradizione e della celebrazione nazionale; una celebrazione che per la cronaca avviene solo ogni cinquant’anni.
Resta da domandarsi se centocinquanta anni fa i garibaldini avrebbero fatto quello che hanno fatto, se solo avessero saputo chi ci governa oggi.
Daniele Cardetta

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