mercoledì 1 dicembre 2010

Alcune considerazioni sulla riforma Gelmini; di Paolo Barnard, tratto da www.paolobarnard.info





Non credo che sia chiara a tutti la finalità ultima dell’attacco all’istruzione pubblica cui da tempo assistiamo. Eppure l’intento primario è alla luce del sole e si qualifica appieno come parte del Più Grande Crimine, cioè l’ennesimo massacro delle speranze di vita per milioni di cittadini europei, noi inclusi di certo, lungo il percorso preordinato della distruzione del sistema Europa. Prima di scrivere di questo scempio, chiedo al lettore di sostare per alcune righe su un effetto collaterale che per dovere di completezza va ricordato, e che gode di un preliminare favorevole, questo: la paralisi completa inflitta agli Stati dell’Eurozona nella loro capacità di spendere a deficit per creare la piena ricchezza sociale, di cui la scuola e l’università sono una parte (sulla paralisi si legga il saggio http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=192.)

Di questo effetto collaterale dell’attacco all’istruzione, va detto qualcosa che vada oltre l’ovvia e annosa pratica dell’impoverimento di un servizio pubblico al fine poi di renderlo appetibile per una privatizzazione selvaggia per pochi spiccioli e per il giubilo degli investitori privati (pratica di cui il centrosinistra italiano è maestro eccelso). Il fatto che risulta evidente è che nell’intervallo che separa la scuola pubblica di oggi dalla sua definitiva scomparsa, non era concepibile per il settore privato non lucrarvi sopra in attesa del banchetto finale. A tal proposito, la corsa al business dell’istruzione ci dovrebbe insegnare di nuovo come lavora il Vero Potere. Sotto il naso distratto di studenti e genitori, e distratto non di rado dai falò dell’Antisistema dei falsari italiani, sono spuntate ovunque sigle come European Schoolnet, ANSAS, CoSN, Education.eu, EMINENT 2010, UNI-C, ANP, DANTE, BDEB, Consortium GARR, HEAnet, RedlRIS, RENATER, SWITCH… e una ridda di altre. Sulla facciata si tratta di impeccabili istituti per l’avanzamento delle tecnologie didattiche, non profit di rigore, che tuttavia nascondono immancabilmente le ombre onnipresenti in ogni loro mossa di Microsoft, Intel, Oracle, Pasco, Smart, eInstruction, Acer, Apple, per dirne solo alcuni. Bè, che le nascondano non è proprio il termine giusto, poiché in effetti ci sono istanze in cui mostrano una faccia tosta incredibile. Alla premiazione di Docente dell’Anno 2010, la sorridente Mariastella Gelmini accompagnata dall’amministratore delegato della Microsoft Italia Pietro Scott Jovene, premiava un progetto scolastico chiamato “Un robot che gioca a Dama è spesso avanti di un passo se utilizza Windows!”. No comment. La quantità di eventi, simposi, concorsi, summits, che costoro sono in grado di organizzare è incredibile. Il loro lavoro di lobbistica presso i ministeri competenti non lascia speranza di poter distrarre la formazione di milioni di nostri giovani da quel killer delle anime che si chiama Information Computer Technology (ITC). Cioè un sistema educativo all’esclusivo servizio di chi da una parte spera nella scomparsa dell’umanizzazione dei cittadini, e dall’altra nella trasformazione (in atto) di chiunque abbia ancora una mente ribelle in puri attivisti di tastiera per annullarli (esiste già il termine inglese di clicktivism). Naturalmente, sempre per l’esclusivo interesse del solito Vero Potere.

Vengo allo scopo primario dell’attacco all’istruzione. Eccolo: drasticamente ridurre il numero di giovani che conseguono un titolo d’istruzione alto, per schiacciare ancora di più le rivendicazioni salariali. In altre parole, impoverirci in massa. La tendenza storica originatasi dal dopoguerra d’innalzamento delle qualifiche di studio nella popolazione media, ha portato nei decenni a reclamare redditi sempre più alti, ed è avvenuto, anche se poi il trend è stato interrotto. Questo però è un meccanismo che anche solo in sé, cioè per il solo fatto di esistere, da sempre minaccia il piano di deflazione della ricchezza pubblica e dei mercati voluto dai falchi neoliberisti, di scuola ricardiana soprattutto, i seguaci dell’eminenza grigia Francois Perroux, che nel 1933 scrisse: “Il futuro vedrà la supremazia delle nazioni capaci di imporre povertà di massa, per generare super profitti e perciò accumulo di capitale”. Costoro, cioè i nostri reali padroni, temono sempre gli altissimi pericoli di una deflagrazione sociale anche nelle classi medie, quelle che oggi vedono i propri figli laureati elemosinare lavori ignobili per stipendi ignobili quando va bene. E più cresce il numero di giovani cittadini altamente qualificati, più diviene difficile per i datori di lavoro comprimere i loro salari senza scatenare ondate di sdegno nelle opinioni pubbliche e soprattutto instabilità sociali incontrollabili. Meglio, come strategia, evitare all’origine la creazione di tali professionalità, e quindi la falcidia delle istituzioni scolastiche secondarie e universitarie diventa essenziale, con la mira di impedirvi l’accesso ai più. In Gran Bretagna, una ricerca della Ipsos Mori ha scoperto che il vertiginoso aumento dei costi universitari pianificato dal presente governo taglierà fuori dagli atenei fino ai 2/3 (sic) degli studenti meno ricchi. Come dimostrato nei dettagli nel mio Il Più Grande Crimine, la pianificazione economica/sociale del Vero Potere in Europa e negli Stati Uniti, impersonato dalle destre finanziarie e grandi industriali, punta alla creazione, in Europa soprattutto, di sacche di sottoccupazione ‘cinese’. La strategia della creazione delle moneta unica (euro) e della stagnazione degli stipendi reali negli USA sta rendendo realtà quel piano. Servono quindi masse di giovani sotto qualificati e possibilmente disoccupati per imporre il crollo dei salari, mentre pochi colletti bianchi rigorosamente figli di classi agiate (gli unici in grado di pagarsi l’università) saranno funzionali alla nuova classe dirigente.

Mariastella Gelmini è solo un’esecutrice di ordini, che come sempre vengono dall’esterno del ‘cortiletto del potere, escono cioè dalle stanze del Vero Potere. Personalmente non provo alcuno scandalo per ciò che ella sta facendo; è il suo compito di scherana e lo svolge con diligenza, forse unica nel governo Berlusconi ad aver compreso cosa si deve fare per una carriera futura di prestigio (Prodi docet). Assai più scandaloso è che nessuno dei sindacati italiani stia capendo chi sia il nemico del lavoro e dei salari, e non parlo dei patetici CGIL, CISL e UIL, ma precisamente delle formazioni cosiddette oltranziste. E chi ci rimette alla fine…

Il nostro premier per parte sua non ne capisce nulla di questa storia, ed è stato ‘suicidato’ il 10 novembre scorso quando ha versato (consapevolmente?) la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Vero Potere finanziario internazionale con una lettera consegnata al G20 di Seul, dove il Cavaliere (o chi per lui) chiede “che il G20 adotti misure che contrastino la speculazione sui mercati finanziari e delle materie prime… e un maggiore controllo sui derivati… Le regole e la vigilanza devono riguardare anche i mercati precedentemente non regolamentati… al fine di scoraggiare operazioni esclusivamente speculative… noi, leader del G20, dobbiamo fare pressione perché siano prese azioni immediate e incisive”. Per un uomo che l’organo di stampa del Vero Potere, il Wall Street Journal, definiva nel marzo del 2008 “un nemico corporativo del Libero Mercato”, questa è la fine. Vero Fini? (salvo sorprese clamorose dall’elettorato italiano).

Ma la falcidia dell’istruzione come mezzo di emancipazione sociale non si fermerà. Masse sottoqualificate, sottoccupate, intimidite, e dunque da pagare poco. Semplice. Come ai bei vecchi tempi di David Ricardo, appunto. Questo attende tuo figlio. Smetti di farti distrarre, datti da fare.

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