lunedì 20 dicembre 2010

Il ritorno dei fascisti





Sono tornati, anche se per la verità qualcuno potrebbe intelligentemente arguire che non se siano mai andati. Mi riferisco alle agghiaccianti dichiarazioni di Maurizio Gasparri, discusso e discutibile personaggio che tutti conosciamo non certo per il suo acume e per la profondità delle sue analisi politiche. Il genio del PDL ha infatti pensato bene di sbraitare contro gli studenti, invocando una sorta di DASPO ad hoc per le manifestazioni di piazza; una sorta di vero e proprio arresto preventivo teso a togliere di mezzo i dissidenti dalle strade, un vero e proprio amarcord di regime fascista, un regime cui il nostro caro amico Gasparri deve senz'altro essere molto affezionato.
Gasparri ama fare rispettare le leggi, anche se evidentemente non le conosce tutte. Ad esempio deve essersi scordato la "legge Scelba": (L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione", anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche»),ma non gliene faremo una colpa, se ne sarà semplicmente dimenticato. Del resto anche da giovane, quando amava vestire la camicia nera dei fascisti, doveva avere un pò di confusione in testa. Lui e Ignazio La Russa se la prendono con gli studenti, chiamati terroristi e potenziali assassini, ma chi erano da giovani i due camerati oggi riciclatosi ministri del peggiore governo della Repubblica italiana? Non starò a dilungarmi ricordando i trascorsi del terribile Ignazio, il quale è stato addirittura implicato nei fatti di piazza che portarono alla morte di un poliziotto, oppure alla "nera" giovinezza di Gasparri, mi limiterò a dire che la nostra Costituzione è, quello si, antifascista, e non certo anti studenti. La cosa paradossale e anche un pò ributtante è che coloro i quali sono chiamati a far rispettare la legge, quella legge violentano intimamente dato che la loro fede fascista, mai ritrattata, è palese e chiara a tutti. La violenza è sempre sbagliata, ma quanto sbagliano coloro i quali si accaniscono contro gli studenti, peraltro sempre opportunamente infarciti di infiltrati che sanno cosa devono fare, quanto sbagliano nel dimenticarsi che i veri violenti non sono coloro che vomitano la loro rabbia nei moti di piazza bensì coloro i quali sbraitano al caldo delle loro case, magari con il busto del Duce vicino al camino, aspettando il Santo Natale.
Che incarichino qualcun altro dunque di richiamare all'ordine gli studenti, lo faccia Napolitano o qualche personaggio credibile, non lo facciano fare a La Russa, uno di quei personaggi che è talmente fascista che ti rendi conto di cosa pensa anche senza che parli; peccato che sia anche il Ministro della Difesa.
Fanno credere che la rivolta studentesca contro l'indegna riforma Gelmini sia unicamente in mano ai violenti, una mossa tattica effettivamente geniale dato che in questo modo si può ottenere di sviare l'attenzione pubblica dai contenuti di questa riforma, una riforma che spazzerà via l'università e la scuola pubblica, consentendo solo ai figli delle famiglie abbienti di accedere all'istruzione. Questo del resto è solo la punta dell'iceberg di un disegno più ampio, un disegno che passa per i deliri di Gasparri, che si mostra ora in tutta la sua volgare aggressività, una volgarità che si nutre di rancore di intrighi e di ignoranza, non certo di cultura.
Che valore può avere per dei fascisti la cultura? mi sembra più che normale che rifuggano da essa come il diavolo dall'acqua santa, ci mancherebbe.
E fanno ancora più pena i giornalisti, che, come segugi affamati, si sono lanciati sui blog e sui volantini degli studenti cercando di carpire ogni singolo segnale che possa essere strumentalizzato al fine di tacciare tutto il movimento come "violento", ed "eversivo", gli stessi giornalisti del resto che omettono di raccontarci molte cose che accadono in questo, ancora per poco, Bel Paese.

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