domenica 10 luglio 2011

Il comunismo torna d’attualità?


23 giu. Dopo molti anni di arretramento e di forzata marginalità, la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) si è finalmente in parte rilanciata in occasione delle ultime elezioni ammistrative, dove è risultata decisiva per la vittoria di Pisapia a Milano, e di De Magistris a Napoli. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, ha recentemente lanciato una nuova avventura editoriale insieme a Fausto Sorini del Pdci, e a Vladimiro Giacchè, economista marxista, un libro chiamato con il titolo esemplificativo di “Ricostruire il partito comunista”. Il libro è stato il frutto di una duratura e intensa rilfessione, ed è stato pensato e concepito per coloro i quali non si sono rassegnati a una marginalità delle teorie marxiste, e anzi ne vedono maturi i tempi per un loro pronto rilancio. La fatica di Diliberto, Sorini e Giacchè è stata promossa in giro per l’Italia, con un tour ignorato dai mass media, che sta però riempiendo le sale, facendo letteralmente il tutto esaurito nelle librerie, un risultato del tutto inatteso anche per gli stessi ideatori.
Per la prima edizione sono state stampate ben 3.500 copie, subito andate a ruba, e per questo dopo solo un mese è già stata prevista la ristampa del volume. Nessuno avrebbe previsto un successo simile, un successo editoriale e politico che potrebbe anche sbarcare all’estero, come riferito dallo stesso Diliberto, che ha investito molto del suo tempo proprio in questo progetto:«Il successo ha sorpreso anche noi; tra i tanti che affollano le presentazioni ci sono molti giovani che non hanno conosciuto il partito comunista e si dimostrano interessati. E poi, abbiamo ricevuto inviti per andare a parlarne a Parigi, Bruxelles, Lisbona, Atene e Nicosia». Il libro fornisce un interessante analisi e disamina economica e sociale degli ultimi vent’anni, applicando i paradigmi del marxismo al mondo in cambiamento del XXI secolo, e fornendo una piattaforma di concetti, dati e strumenti di primordine per comprenderne la profonda complessità.
Per la prima volta si forniscono nuovi elementi a una discussione, quella riguardo al comunismo, data per morente con troppo anticipo (almeno secondo gli autori del libro). Lo stesso Diliberto chiosa a riguardo che:«tutti si aspettavano che dopo la caduta del muro di Berlino, il comunismo fosse finito in tutto il mondo e invece dalla Cina al Sudafrica e a gran parte dell’America latina, i comunisti sono al governo»; e il segretario del Pdci vede anche per l’Italia la possibilità di un rilancio per quelle forze che si dichiarano ancora, nonostante tutto, comuniste: «Credo che i margini per una formazione comunista a sinistra della sinistra moderata ci siano, innanzitutto tra noi e Rifondazione. Basti pensare che alle ultime amministrative ci siamo presentati insieme, con falce e martello nel simbolo e senza avere nessuna visibilità rispetto a Sel di Nichi Vendola, siamo stati altrettanto determinanti».
Insomma un successo editoriale da tenere d’occhio, e un lavoro di tutto rispetto che merita senza ombra di dubbio tutto l’interesse di simpatizzanti, curiosi e studiosi.
Daniele Cardetta

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