lunedì 18 ottobre 2010

Fgci: nelle piazze c'è un risveglio della coscienza


Riforma Gelmini slittata e il Governo mostra le sue debolezze. Da una parte si scontra con programmi e decisioni che sembrano troppo fragili, dall'altro con un movimento che mostra la sua rabbia nelle piazze italiane. Ai cortei si sono viste molte bandiere della Fgci, Federazione Giovani Comunisti Italiani. Abbiamo parlato con Ivano Osella, il coordinatore di Torino.

«Il decreto è un'operazione terribile di distruzione della scuola pubblica. Ciò che non hanno fatto la Moratti e il governo Prodi prima, lo stanno facendo la Gelmini e Tremonti. Gli effetti sono la riduzione delle ore soprattutto nelle scuole primarie e il peggioramento dell'istruzione nelle superiori perché sono state tolte delle materie importanti. Lo scopo dichiarato è quello di fare cassa in un periodo di crisi economica. Invece di recuperare i soldi dall'evasione fiscale, è stata tagliata l'istruzione. In ballo c'è la riforma del sistema universitario. Questa cosa è stata fermata da questo Governo che non ha retto alle proteste. 30.000 persone sono scese in piazza l'8 ottobre, 4.500 studenti hanno occupato il rettorato venerdì. Tutto questo ha fatto traballare il Governo».

Di questo ci sono segnali?

«Secondo me, è il segno che qualcosa in questo paese sta cambiando. Sabato abbiamo notato che c'è un risveglio di coscienza enorme che rischia di intaccare la scarsa stabilità del Governo».

La riforma è slittata a novembre. È una vittoria del movimento?

«Non è una vittoria definitiva ma un primo passo. Il testo della riforma è stato scritto e il Governo ha un numero spropositato di deputati ma abbiamo visto in passato che queste situazioni hanno la tendenza a perdere. Di fronte a questo clima di forte mobilitazione potrà essere bloccata».

Qual è stato il coinvolgimento dell'opposizione?

«Nell'opposizione c'è un problema molto forte. Le uniche forze politiche che stanno cercando di fare opposizione di piazza sono quelle della sinistra extraparlamentare. Ci troviamo davanti ad un Pd che dovrebbe fare opposizione ma non è presente e all'Italia dei Valori che fa grandi proclami ma a questi proclami non fa seguire i fatti. Fa solo antiberlusconismo e giustizialismo che sono giusti ma non bastano».

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