domenica 24 ottobre 2010

La destra si riorganizza. L'alternativa è a sinistra di Oliviero Diliberto






Tempi tristi per chi ha fermamente creduto che nessuna mediazione fosse possibile tra Berlusconi e Fini. E invece la mediazione sembra essere in atto e, di conseguenza, comincia a cambiare il clima politico. Non a caso il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Mercedes Bresso. Lo dico con dispiacere: l’inadeguatezza del Pd è grande. Invece di prendere il toro per le corna e capire che non era più aria di giocare di fioretto; invece di inventarsi governi tecnici o “di scopo”, come dicono quelli più chic; invece di dividersi tra chi punta al centro (numerosissimi e rumorosissimi), chi vuole fare il nuovo Ulivo e chi sogna Montezemolo, occorreva cogliere al volo l’opportunità data dalla crisi profonda del berlusconismo e stare con le mani, i piedi e la testa dentro la manifestazione dei metalmeccanici assumendone la portata generale di cambiamento. E invece, mentre il Pd gioca ai quattro cantoni, il centrodestra riorganizza le sue truppe. Con difficoltà, con lacerazioni che persistono, con dissensi che possono nuovamente scoppiare. Ma se riescono a risistemare le caselle del potere interno, ridando a Fini quel che è di Fini, potrebbero anche farcela. Eppure non tutto è perduto. La crisi del berlusconismo – in senso politico e culturale – non è da poco e credo senza via di uscita. Il punto drammaticamente scoperto è l’alternativa: una coalizione vera, con contenuti veri, con punti programmatici prioritari. Non c’è e quando si apre l’occasione, come nel caso della manifestazione dei metalmeccanici, quella possibile alternativa si sbriciola. Ma in politica gli spazi vuoti non esistono. Nella straordinaria manifestazione sindacale del 16 la voglia di politica e di organizzazione politica era un’esplosione che tracimava lo stato di cose esistenti. Poneva due obiettivi tremendamenti seri : tenere in piedi i comitati che hanno lavorato per rendere possibile la manifestazione ed arrivare allo sciopero generale. Non c’era spazio per Grillo in quella piazza seria. Ce n’era poco persino per Di Pietro. Ce n’era parecchio di più per la Federazione della Sinistra e per Sel che mescolavano bandiere e militanti aquelli della Fiom. E allora se la destra si riorganizza e il centrosinistra resta nel pallone, sta a noi, con le nostre poche forze, ed ai metalmeccanici, con la loro forza straordinaria, riempire lo spazio politico, drammaticamente vuoto, dell'alternativa.

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