sabato 11 giugno 2011

Colombia: Finalmente aperto il dialogo con le Farc


In Colombia è in atto, ormai da parecchi anni, quella che avrebbe tutti i connotati per essere definita una vera e propria guerra civile, anche se fortunatamente è circoscritta solo ad alcune determinate aree del paese, e negli ultimi anni la situazione è andata leggermente migliorando. Ora invece, sembra finalmente esserci l’opportunità per una vera e propria svolta nei rapporti tra il governo di Bogotà e le Farc, il gruppo guerrigliero di impronta marxista che in un modo o nell’altro riesce a resistere alla repressione governativa ed è riuscito a radicarsi in alcune aree consistenti della Colombia.

«Ho sempre detto che la porta non è chiusa al dialogo con le Farc, ma devono cessare ogni attività terroristica e presentarsi in piena buona fede»: queste le dichiarazioni rilasciate dal presidente colombiano Juan Manuel Santos al Washington Post all’indomani dell’importantissimo gesto da lui compiuto, ovvero l’aver firmato la legge che compenserà 4 milioni di colombiani vittime del lungo e ancora irrisolto conflitto civile che ha insanguinato il paese Mesoamericano. Tale legge è stata firmata alla presenza del segretario generale dell’Onu, Ban ki Moon, e rappresenta una vera e propria svolta nei rapporti tra il governo e le Farc, perchè viene considerata una legge storica nei confronti di tutte le famiglie che hanno perso beni e familiari a partire dal 1985.

La guerra civile colombiana negli ultimi decenni ha causato la morte di qualcosa come 200mila persone, una cifra enorme che è spesso passata inosservata ai media di tutto il mondo, attratti forse da teatri ritenuti strategicamente maggiormente interessanti. Questa legge firmata dal presidente Santos ha l’ambizione di affrontare alla radice le cause del conflitto, restituendo migliaia di ettari di terra ai contadini poveri, costretti fino a questo momento a vedersela espropriare da veri e propri squadroni della morte e boss locali. Inoltre lo sforzo che sta compiendo Santos si pone in completa antitesi rispetto all’operato del suo predecessore, Alvaro Uribe, il quale era arrivato persino a negare che in Colombia esistesse un confronto civile armato, non essendo disposto a dare dignità ai guerriglieri delle Farc. Lo stesso Uribe si era sempre dimostrato contrario a una legge di questo tipo in quanto sosteneva in modo grottesco che tale legge avrebbe penalizzato ingiustamente esercito e polizia per crimini di guerra.

Il riconoscere che migliaia di colombiani sono stati danneggiati nel corso degli anni e che quindi dovrebbero aver diritto a un risarcimento, potrebbe essere un primo passo verso una pacificazione generale che possa consentire al paese colombiano una lenta e difficile transizione verso la pace.

Daniele Cardetta

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