giovedì 9 giugno 2011

La Cina valuta l’invio di aiuti umanitari a Tripoli



«La Cina sta esaminando le attuali condizioni umanitarie della Libia e valuterà se fornire ulteriori aiuti al Paese»: con queste parole Chen Xiaodong, il direttore generale del Dipartimento per l’Asia occidentale e il Nord Africa del ministero degli Esteri di Pechino, ha voluto sottolineare l’attenzione con cui la Cina guarda alle recenti vicende libiche. Le parole di Chen Xiaodong sono arrivate subito dopo l’incontro avvenuto a Pechino tra Yangh Jiechi, il capo della diplomazia cinese, e il suo omologo libico Abdul Ati al-Obeidi, mandato in Cina dal Colonnello Gheddafi in persona. Questo incontro è molto importante in quanto rende palese quella che è una strategia a breve e lungo termine della Repubblica Popolare, ovvero inserirsi nelle dinamiche sociali ed economiche del continente africano.

Ma se fino a questo momento la Repubblica Popolare ha cercato la penetrazione economica nell’Africa subsahariana, negli ultimi mesi ha approfittato delle rivolte che hanno reso instabile il Nord Africa per inserirsi anche in questo contesto. La Cina sostiene infatti l’Egitto con un milione di dollari e la Tunisia con due milioni di dollari e con aiuti umanitari tesi a far fronte all’arrivo di rifugiati libici nei due Paesi. Il ministro Yang ha poi esortato le due parti in guerra, ribelli e lealisti, ad «avviare un processo politico per risolvere presto la crisi in atto, in modo da tutelare la pace e la stabilità nella regione»; la priorità secondo la Cina insomma dovrebbe essere il raggiungimento di un cessate il fuoco teso a evitare grandi disastri umanitari e a risolvere la crisi politicamente.

Ricordiamo infine che la Repubblica Popolare, allo stesso modo che la Russia, si è astenuta dal voto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di marzo, voto che sanciva la no-fly zone sulla Libia e che ha preluso all’intervento militare alleato nel paese di Gheddafi. La Cina intrattiene relazioni diplomatiche continuativamente con la Libia sin dal 1978, e dallo scoppio della guerra ha evacuato da Tripoli almeno 40mila cinesi, quasi tutti impiegati in aziende edili, petrolifere, di telecomunicazioni e infrastrutture. Questo a testimoniare lo stretto legame strettosi nel tempo tra Pechino e Tripoli, un legame che non è stato incrinato nemmeno dal deflagrare della crisi.

Daniele Cardetta

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