domenica 12 giugno 2011

Nasce la guerra cibernetica: Fmi sotto attacco



Tra i vari tipi di terrorismo e di guerra del XXI secolo, in molti hanno già espresso il fondato giudizio di includere anche quelli di tipo cibernetico e informatico; nella società globalizzata e informatizzata dei nostri tempi infatti, moltissimi servizi di vitale importanza vengono gestiti da sistemi informatici ramificati e complessi, e quindi gli stati devono vigilare giorno e notte sulla loro sicurezza, se non vogliono trovarsi di fronte a episodi di pirateria o sabotaggio.

Quella che sembrerebbe la trama di un film di intrighi e spie, in realtà si sta configurando come pura e semplice realtà almeno dalle prime ore di questa mattina, quando cioè è stata resa pubblica la notizia che i computer del Fondo Monetario Internazionale sarebbero sotto attacco cibernetico. A confermarlo ci ha pensato proprio un portavoce del Fmi, affidando le sue dichiarazioni al New York Times: «Il Fondo è pienamente operativo. Posso solo confermare che sull’incidente è stata aperta un’indagine». Ricordiamo che il Fmi ha acesso a informazioni sensibili di moltissime Nazioni, e quello che ha subito sembrerebbe essere un attacco cibernetico sofisticato su larga scala, non una bravata episodica dunque, ma un vero e proprio attacco pianificato e organizzato a tutto il sistema. Il New York Times ha riferito che il consiglio direttivo dell’Fmi sarebbe stato informato dell’accaduto solo mercoledì scorso.

Ovviamente l’Fbi sta indagando approfonditamente sull’accaduto, come reso noto peraltro da un portavoce del dipartimento della Difesa, secondo il quale l’obiettivo vero dell’attacco sarebbe stato quello di installare un software che desse lo status di “nazione” ad un “intruso digitale”. Queste ipotesi lasciano una sorta di cappa inquietante su tutta la vicenda, ancor più che non si sa assolutamente nulla relativamente all’identità e ai propositi di questi hackers, non si sa se hanno lavorato in qualità di indipendenti o se invece hanno eseguito ordini arrivati da qualcun’altro, sicuramente questo potrebbe essere l’inizio della prima Cyber War del XXI secolo.

Daniele Cardetta

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