venerdì 12 marzo 2010

Le porcherie che disturbano l'Imperatore




Ci risiamo, rieccoci al complotto dei bolscevichi. Silvio Berlusconi, che evidentemente non ha digerito la mazzata del TAR, urla nuovamente le sue accuse contro la magistratura e contro la sinistra italiana, non lesinando niente del suo repertorio che abbiamo ormai imparato fin troppo bene a conoscere.
Secondo il premier infatti, dietro l'esclusione delle liste del Lazio ci sarebbe "un disegno ben pensato", teso evidentemente a fare l'ennesimo sgambetto al PDL e al suo leader. Poco importa se vi erano delle regole che evidentemente qualcuno non ha rispettato, Berlusconi sembra addossare le colpe ai suoi avversari politici, ma anche questa ormai non è di certo una novità.
"Sabato 20 saremo noi in piazza per dar una lezione alla sinistra. Se loro ritornassero al potere l'Italia sarebbe meno libera": queste le sue parole riguardo i suoi oppositori politici, un opinione peraltro ribadita in ogni circostanza manco fosse un martello pneumatico.
C'è tensione comunque nello schieramento del Cavaliere, come se si fossero accorti che qualcosa si sta incrinando nella dorata vallata di consenso sognata, e lo conferma Bondi, il quale ha nuovamente parlato di clima invelenito voluto da una certa parte politica che fa dell'odio il proprio modus vivendi.
Che dire siamo nell'epoca dei paradossi, un partito come quello di Berlusconi si configura sempre di più come il partito dell'Amore...normale che tutti quelli che non la pensano come lui vengano accusati di nutrirsi d'odio. Tutte parole già sentite tralaltro, ma come disse Antonio Gramsci la storia insegna, sono gli scolari però che mancano

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