lunedì 22 febbraio 2010

20 anni fa se ne andava il Presidente partigiano.






Era il 24 febbraio 1990 quando Sandro Pertini spirava all’età di 93 anni a Roma. Per ricordare e descrivere un personaggio di questa levatura qualsiasi scritto sarebbe oltremodo insufficiente essendo Pertini una di quelle personalità destinate a restare nella memoria vivente di un paese in eterno.
Pertini combattè entrambe le guerre del XX secolo da protagonista, combattè la Prima Guerra Mondiale sull’Isonzo e conseguì per meriti militari la medaglia d’argento al valor militare nel 1917. Soldato instancabile e amante del suo paese nel primo Dopoguerra aderì al Partito Socialista Italiano facendosi da subito segnalare per una netta e mai messa in dubbio ostilità nei confronti del fascismo. Conobbe anche il carcere, Sandro Pertini, quando Mussolini nel 1925 lo fece incarcerare per otto mesi e poi lo costrinse ad abbandonare l’amata patria per la Francia, dove trovò molti esuli antifascisti italiani ad attenderlo.
Per aver partecipato alla lotta antifascista all’estero fu arrestato nuovamente nel 1929 per essere rientrato in Italia sotto falso nome, e mandato al confino di polizia.
Per venire liberato dovette attendere sino al 1943, quando dopo la rovinosa caduta del fascismo riuscì a riguadagnarsi la libertà e a combattere attivamente a Porta San Paolo nella battaglia contro i tedeschi a Roma. La sua vita avventurosa lo portò con Pietro Nenni a ricostruire il PSI e a essere poi catturato dalle SS e condannato a morte; solo un pronto intervento dei GAP riuscì a trarlo in salvo.
Partecipò quindi attivamente alla guerra partigiana entrando a far parte del CLN e organizzando in prima persona l’insurrezione di Milano del 25 aprile 1945; prese parte altresì alla votazione del decreto per la messa a morte del Duce e conseguì per i suoi atti di eroismo nella Resistenza la medaglia d’oro al valor militare.
Il Pertini-partigiano una volta restituita l’Italia alla libertà e alla democrazia prenderà parte all’Assemblea Costituente iniziando un percorso nelle istituzioni altrettanto luminoso che quello percorso come soldato in gioventù. Dal 1968 al 1976 si fa segnalare come Presidente della Camera dei Deputati e nell’8 luglio 1978 vede premiati i suoi sforzi essendo eletto Presidente della Repubblica italiana.
In qualità di presidente fu capace di farsi amare da tutti, tanto che a distanza di anni ancora ci si ricorda di Pertini come del presidente più amato. Seppe sempre intervenire nel modo giusto, parlando al cuore della gente, e seppe esprimere le sue idee sempre con compostezza e lucidità. Ne è un esempio l’intervista in cui fu chiamato a esprimere le sue idee politiche e in cui dichiarò: “Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro,che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...]”. Ancora più significative le sue parole sul fascismo:” Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fascismo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui”.
Sandro Pertini seppe anche parlare direttamente ai giovani dando loro un punto di riferimento e seppe farsi amare da tutti tanto che mai nessuno mise in dubbio la liceità della carica da lui rivestita.
Ateo, nel suo studio teneva sempre un crocifisso perché gli piaceva l’idea che Gesù fosse stato un uomo capace di farsi uccidere per perorare le proprie convinzioni.
Morì sereno all’età di 93 anni nella Roma che da giovane aveva contribuito a liberare, oggi nel 2010 ci manca ancora, e tanto.

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