lunedì 26 aprile 2010

Austria: Fischer sbanca le Presidenziali ma l’estrema destra fa paura





Di Daniele Cardetta

E’ il giorno della vittoria di Heinz Fischer, noto capo di Stato in carica del partito socialdemocratico, il quale ha vinto con un importante 78,9% di preferenze. Il campanello d’allarme però arriva dall’ottimo piazzamento di Barbara Rosenkranz, candidata della destra radicale (FPOE) erede di Haider, che ha conseguito un preoccupante 15,62%.
La notizia dei risultati delle presidenziali arrivano subito dopo la conferma da Budapest della vittoria in Ungheria di nazionalpopulisti nelle elezioni parlamentari dello scorso 9 aprile, segno inequivocabile che all’interno dell’Unione Europea gli slogan della destra radicale riescono a trovare consensi e seguito.
In Austra queste presidenziali sono state le prime dove hanno potuto recarsi alle urne i cittadini dai sedici anni in su, dunque in parte questo potrebbe spiegare l’exploit dell’estrema destra, da cui i giovani disoccupati sono da tempo affascinati.
Bassissima l’affluenza con solo il 49,17% dei cittadini che ha deciso di recarsi alle urne contro il circa 70% del 2004, anno delle scorse elezioni presidenziali.
La Rosenkranz intanto gongola per il suo 15,62%, energica cinquantunenne che ha chiamato i suoi figli con nomi rigidamente germanici sulla falsariga delle usanze del Terzo Reich. Del resto questa simpatica signora si era presentata agli austriaci avendo l’ardire di chiedere la revisione delle leggi che proibiscono la ricostruzione del partito nazionalsocialista o la negazione dell’Olocausto. Ad aggiungere preoccupazioni valide anche per il nostro paese la Rosenkranz ha chiesto con insistenza la proibizione alla costruzione di moschee, sfondando quindi una porta da tempo aperta dai militanti della Lega Nord più radicali anche in Italia.

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