mercoledì 25 maggio 2011

Gli ultimi deliri del Caimano: "senza cervello chi vota a sinistra"





Come prevedibile siamo arrivati già al tempo delle offese. E si, in effetti sembrava sin troppo strana la tregua tra Pisapia e la Moratti in attesa del ballottaggio. Questa volta ci ha pensato Berlusconi in persona ad alzare i toni come solo lui sa fare, e questa volta ha voluto prendere come bersaglio tutti coloro che votano a "sinistra". Berlusconi ha scelto "Porta a Porta" per vomitare la solita sequela di offese e di insulti a chi osa non pensarla come lui: «Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello». Parole gravissime, parole che mancano di rispetto a tutti i cittadini onesti che esercitano il loro legittimo diritto di scegliere per chi essere governati. Parole ancora più ridicole perchè pronunciate dal peggiore presidente del consiglio della storia repubblicana di questo paese.
Ma Berlusconi non si è fermato qui: «La Moratti e Lettieri sono persone che hanno gestito aziende, sono capaci di prendere delle decisioni, mentre gli altri sono amministratori improvvisati. Io credo che Pisapia e De Magistris non riusciranno a vincere, se a Milano e Napoli la gente andrà a votare senza lasciare a casa il cervello».Il fatto che la Moratti abbia già governato Milano e che siano stati proprio i milanesi a decidere di mandarla al ballottaggio, evidentemente per il leader del Pdl non ha alcun tipo di peso. Ma non illudetevi, anche Pisapia ha ricevuto la sua giusta dose di bordate:«Pisapia ha presentato leggi a tutela dei terroristi, di eversori e per l'eutanasia» (l'eutanasia è di colpo diventata una pratica demoniaca, mentre riguardo ai suoi di amici: Mangano, Dell'Utri, in odore di Mafia, meglio tacere, loro non sono eversori), e ancora Pisapia non sarebbe capace di governare Milano perchè:«perchè non ha amministrato nemmeno un'edicola e invece Moratti e Lettieri per Napoli hanno gestito aziende con fortissima capacità»: frase quest'ultima di una gravità inusitata in quanto mostrerebbe che per Berlusconi la politica sarebbe nè più ne meno che, parafrasando Clausewitz, una prosecuzione degli affari con altri mezzi. Addirittura a Pisapia viene imputato il non essere un imprenditore, roba da fare accapponare la pelle.Riguardo poi alle accuse di essere un "agitatore politico" non mi viene in mente alcuna dichiarazione rilasciata dall'ex senatore di Rifondazione che induca anche solo a ritenerlo un eversivo; si può forse sostenere lo stesso di Berlusconi e dei suoi sodali?
Ma i deliri, ahinoi, non finiscono qui. Udite, udite, Silvio Berlusconi a Milano avrebbe perso per "il blocco mediatico a sinistra"!!!: «Io credo ci sia una motivazione assolutamente precisa. Abbiamo contro un blocco mediatico terrificante, a partire dal Corriere della Sera, da Sky e La7 e le trasmissioni Rai pagate con i soldi di tutti che stanno con la sinistra»; ora anche la Rai è diventato un coacervo di pericolosi comunisti, solo che evidentemente Minzolini non se ne deve essere accorto.
Berlusconi, non ancora stanco, ha poi negato la crisi che sta facendo soffrire milioni di italiani, anzi ha dichiarato che gli italiani spendono 10 miliardi in cosmetici, segno inequivocabile di un ottimo stato di salute dell'economia:
«Le esperienze di tutti noi ci dicono che è difficile trovare un posto al ristorante, prenotare un posto in aereo o in treno per le vacanze di Pasqua ed inoltre spendiamo 10 miliardi di euro per i cosmetici». La domanda viene spontanea: ma quali italiani frequenta e conosce Silvio Berlusconi? non vogliamo saperlo.
Infine si è lanciato contro la carta stampata e la presunta persecuzione giudiziaria che gli impedirebbe di governare al meglio l'Italia, insomma le solite boutades, trite e ritrite, e ormai anche un pò logore.
Sentendo parlare Berlusconi si può effettivamente capire le proporzioni del baratro entro cui ha fatto sprofondare l'Italia; dobbiamo solo sperare che finalmente il suo regno in rovina lo travolga, scoperchiando il marciume raccoltosi in vent'anni di vergogne.

d.c

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