domenica 29 maggio 2011

Reportage. Tav: libera repubblica della Maddalena. Tratto da www.Articolotre.com





“Era dai tempi di Venaus e del Seghino che non vedevamo così tanta gente”. Davanti al centro polivalente di Bussoleno manca ancora un’ora all’inizio dell’assemblea pubblica del movimento No Tav, ma la sala è già colma di gente. Cinquecento persone che arrivano non solo da tutti i paesi della Valle, ma anche dalla pianura. Pensionati, giovani universitari, falegnami, rappresentanti dei movimenti cattolici. La discussione è aperta dal Alberto Perino, leader dei No Tav che stigmatizza subito il dato delle oltre settecento pietre rinvenute dalla questura con queste parole: “Più persone significano meno pietre”.

Gli echi della notte di resistenza sono arrivati in tutta Italia. Lo testimoniano i comunicati di solidarietà arrivati dai lavoratori Fincantieri di Genova che oggi hanno raggiounto in delegazione la “Libera repubblica della Maddalena”.

Tra gli interventi dal palco spicca quello del presidente della comunità montana Sandro Plano che ci tiene a ribadire la sua contrarietà all’opera tanto quanto alle compensazioni. “Essere contro la Tav significa essere contro ogni tipo di compensazione” spiega Plano smentendo così le indiscrezioni pubblicate dai principali quotidiani che prospettavano una rottura tra il presidente e il movimento. Rottura che stando a sentire la calorosa reazione dei cinquecento di Bussoleno alle parole di Plano sembra essere ben lontana dalla realtà. “Bisogna però essere consapevoli del proprio ruolo, il movimento fa le barricate in legno, noi come istituzioni possiamo provare a farle di carta” conclude Plano riferendosi ai ricorsi su presunte irregolarità presentate al Tar del Lazio e alla corte dei Conti.

Nel corso della serata, viene poi annunciata l’intenzione di costituire un’associazione di imprenditori della Valle contrari alla Tav. Una risposta indiretta a chi sostiene di avere dalla sua parte la parte imprenditoriale della Val di Susa “La raccolta dei possessori di partita Iva contrari alla Tav è già partita e verrà formalizzata nei prossimi giorni” spiega Perino. Ma i timori sulle conseguenze negative dell’opera non coinvolgono solamente la parte imprenditoriale della Valle, ma anche gli agricoltori che lavorano nella zona adiacente alla Maddalena. La zona del cantiere accoglie oggi numerosi vigneti e campi agricoli che potrebbero essere sacrificati sull’altare del progresso. “Nessuna compoensazione ci potrà restituire il valore del nostro lavoro”.

Dopo oltre tre ore di interventi fiume, l’assemblea si scioglie dandosi appuntamento alla Maddalena. La scadenza del 31 maggio si avvicina sempre di più e al presidio della Maddalena vige uno stato di allerta permanente. Gli abitanti e i contadini della zona continuano a portare viveri , frutta e verdura ai presidianti e nel fine settimana la presenza al presidio è destinata a salire di numero.

di Simone Bauducco

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