giovedì 19 maggio 2011

Il bizzarro gioco dei Media





Il 15 e il 16 maggio 2011, come sapete, si sono svolte in Italia le elezioni amministrative di vari comuni e province, elezioni che hanno visto avanzare il centrosinistra un pò dappertutto, assestando un colpo forse decisivo alla maggioranza di centrodestra che sta da tempo soffocando il paese. Non starò qui a dilungarmi sui commenti elettorali, ancor più che blog e giornali hanno ampiamente sviscerato nel minimo dettaglio questo aspetto.Quello che mi sta a cuore è sollevare un altro problema, tornato prepotentemente alla ribalta proprio in occasione di queste elezioni amministrative. Voglio infatti cogliere l'occasione per parlarvi dei mass media e del loro potere, ormai ampiamente riconosciuto da tutti, di incidere nella vita politica di un paese "democratico". Vi porto l'esempio della Federazione della Sinistra, che come sapete è una federazione che lega insieme più realtà autonome come Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani. Ora sia Rifondazione che i Comunisti Italiani hanno all'interno delle proprie file personaggi che, volente o nolente, sono stati dei protagonisti all'interno della politica italiana a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Sto parlando dei vari Oliviero Diliberto (ex ministro della Giustizia), di Paolo Ferrero (ex ministro del Lavoro) e di molti altri. Ecco, indipendentemente dalla simpatia o antipatia che questi personaggi possono suscitare nei lettori, tutti però saranno unanimi nel constatare la loro completa sparizione dai media nostrani. Sicuramente questi personaggi avranno delle loro colpe, non bucheranno lo schermo, saranno antipatici, tuttavia vedendo che personaggi che rappresentano partiti che hanno un peso molto minore rispetto a PDci e Prc sono ospiti fissi delle televisioni, perlomeno sarebbe opportuno porsi alcune domande. Basti vedere Niki Vendola, indiscusso leader politico di Sel, di cui nessuno potrebbe mettere in discussione l'appeal mediatico. Indubbiamente Vendola sa parlare, riesce a bucare lo schermo, e infatti è continuamente invitato a parlare in televisione, dove viene anche molto apprezzato.Nulla di sbagliato in questo, non fosse che Niki Vendola è un politico e rappresenta un partito, Sinistra e Libertà, che è nato da una costola di Rifondazione Comunista a seguito di un Congresso controverso di cui non andrò a ripercorrere le dinamiche.Dalla fondazione di Sel a oggi ci sono state alcune scadenze e verifiche elettorali che hanno visto un sostanziale pareggio tra la Fds e Sel, dunque per un semplice principio di par condicio apparirebbe già bizzarra la presenza continua del leader di Sel in televisione e l'oscuramento totale dei leader della Fds. In ogni dibattito elettorale Vendola ormai è stato imposto dai media come il referente della "Sinistra", e questo accade non solo nei salotti del Cavaliere ma anche in quelli della più indipendente La 7, solo per fare qualche esempio. L'apice si è toccato proprio negli ultimi mesi e con i dibattiti di commento ai risultati elettorali delle ultime amministrative. Sono stati trasmessi da mesi sondaggi che vedevano Sel volare all'8% e la Fds all'1%, sondaggi che non hanno retto alla prova dei fatti, che hanno visto la Fds assestarsi a un 4,1% (sommando i dati delle provinciali, e che l'hanno vista si battuta da Sel, ma di misura (61mila voti contro 93mila), contraddicendo in modo sostanziale i pronostici e i sondaggi. Nei commenti post-elettorali non solo la Fds non è nemmeno stata nominata, nonostante si sia rivelata in fin dei conti decisiva ovunque tranne a Torino, con risultati ottimi a Milano (3,3%) e a Napoli (3,6% dove peraltro è stato l'unico partito insieme all'Italia dei Valori ad appoggiare De Magistris), ma è anche stata data all'1,9%!!! nel sondaggio pubblicato in tutta fretta da Pagnoncelli. In questo sondaggio incredibile Sel è stata data all'8,9%, ben 7 punti percentuali in più della Fds, quando la distanza tra i due partiti alla verifica dei dati si assesta all'1%.
Questo, senza colpevolizzare in alcun modo Sel, rappresenta un fatto increscioso e molto grave, in quanto rappresenta a ben vedere una vera e propria mistificazione della realtà. La Fds ha denunciato all'Agcom la Rai per questo comportamento discutibile, e i media non hanno dato alcun risalto all'accaduto, continuando a ignorare la Federazione della Sinistra in modo inspiegabile; o forse in modo del tutto spiegabile, a seconda dell'ottica con cui si sceglie di guardarlo.
Ma non finisce qui. I media si dimostrano un vero e proprio attore attivo nell'agone politico, determinando nel bene e nel male quelle che sono le "mode" del momento. Non starò qui a parlare del sistema mediatico di cui si è avvantaggiato Silvio berlusconi nella sua ascesa al potere, su cui sono stati versati litri di inchiostro, ma mi concentrerò su un altro esempio molto attuale e recente. Alludo al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, il quale ha ottenuto un affermazione elettorale straordinaria alle ultime amministrative (10% a Bologna, 5% a Torino, 3% a Milano, 6% a Napoli). Il Movimento 5 Stelle, senza aver avuto alle spalle nessuna affermazione elettorale perchè appena nato, ha conquistato da subito la ribalta dei media, giovandosi della notorietà del suo mentore Grillo. Fin qui nulla di male, giustamente Beppe Grillo sfrutta la sua abilità di oratore e ottiene spazio un pò dappertutto riuscendo a convincere sempre più italiani con la sua antipolitica. Meno giusto sembra però che al Movimento 5 Stelle venga continuamente dato più spazio rispetto ad altri partiti, come la Fds, presente anch'essa sul territorio e attiva all'interno delle lotte e delle questioni sociali, ancor più dei 5 Stelle. La politica purtroppo non è un intrattenimento mediatico, in quanto dietro gli ascolti e i profitti pubblicitari delle televisioni ci sono però le idee, la convinzione, il lavoro di migliaia di persone, le quali vengono mortificate e umiliate dalle omissioni e dai black out dell'informazione.
Quando Luigi De magistris appoggiato dalla Fds e dall'Idv ha battuto il suo rivale Morcone per andarsi a giocare il ballottaggio con il Pdl al comune di Napoli, i media hanno parlato della vittoria del candidato appoggiato dall'Italia dei Valori, senza(salvo poche eccezioni)nemmeno nominare la Fds. Non è stato nemmeno invitato nessuno della Fds a commentare il risultato elettorale in qualche trasmissione politica. Questi fatti mi inducono a esporre un'ipotesi: I media, chiaramente non certo in modo indipendente, decidono che la Federazione della Sinistra (o un altro partito)non rappresenta un partito degno di meritare spazio televisivo e nella carta stampata, e di conseguenza questo comporta giocoforza un ridimensionamento dello stesso partito, anche perchè al contrario gli altri partiti invece godono di una sovraesposizione mediatica. In parte gli ultimi risultati elettorali hanno però smentito questo teorema in quanto la Fds ha dimostrato con il duro lavoro nei territori di riuscire comunque ancora a raccogliere voti e consensi, nonostante la censura e il bavaglio che è stato imposto dai Media. Ora questo fatto è allarmante non tanto perchè la vittima del momento è stata la Federazione della Sinistra, ma perchè mette in luce un altro vulnus della democrazia italiana, forse un pò troppo trascurato. Il dubbio che quando un partito, un organizzazione politica, un insieme di cittadini impegnati, non va a genio a chi controlla i media possa venire cancellato dall'opinione pubblica e quindi relegato a una sorta di "escluso" sociale fa venire i brividi lungo la schiena. Ancor più se questo partito, organizzione politica, gruppo di cittadini impegnati, non viola in alcun modo la legge e rispetta seriamente i principi della sua Costituzione e della democrazia, quando al contrario partiti e gruppi d'opinione che li infangano palesemente (vedi la Lega Nord e molti esponenti del Pdl) ottengono come premio ancora più minuti in fascia serale.
D.C.

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