lunedì 17 maggio 2010

2 alpini morti in Afghanistan. Tratto da www.nuovasocieta.it




Due alpini della Brigata Taurinense sono morti e altri due sono rimasti feriti in modo grave nell'esplosione di un ordigno che ha colpito un blindato Lince che faceva parte di un convoglio in movimento verso il nord dell'Afghanistan. Le vittime sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, originario di Velletri (Roma), e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, originario di Grumo Appula (Bari). Tra i due feriti figura anche una donna: Cristina Buonacucina, caporale del 32.esimo reggimento Genio «Taurinense», originaria di Foligno. Il secondo militare ferito è Gianfranco Scirè, 28 anni, di Casteldaccia, un comune in provincia di Palermo. Con le due vittime di oggi sale a 24 il numero degli italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione, nel 2004.

Secondo quanto si è appreso, i quattro militari italiani si trovavano a bordo di un veicolo blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, verso nord. Dalle prime ricostruzioni risulta che il veicolo colpito occupava la quarta posizione lungo il convoglio che era in movimento e si trovava a 25 chilometri a sud di Bala Murghab. Allo stato attuale i soldati italiani dispiegati nella regione ovest del paese asiatico, sono circa 2.800. Il contingente nazionale di stanza a Herat è dal 20 aprile 2010 al comando del generale di Brigata Claudio Berto, comandante della brigata alpina «Taurinense».

Dal prossimo mese di giugno arriveranno circa mille uomini, rinforzi decisi dal governo nell'ambito della nuova strategia fortemente voluta dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama e approvata dalla Nato. Il presidente della camera, Gianfranco Fini, esprime cordoglio per la morte dei due soldati italiani caduti a Herat. «Lo scacchiere internazionale continua a provocare lutti e tragedie. Rivolgo - ha detto Fini aprendo un convegno sulla moratoria alla pena di morte - alle forze armate e alle famiglie dei due militari morti in Afghanistan il senso della più cordiale e sincera partecipazione».

Al comando della Brigata Taurinense di Torino, nella Caserma Garibaldi di Corso Quattro Novembre, sono pochi i militari rimasti: tutta la brigata, di fatto, è schierata in Afghanistan. La notizia dell'attentato è arrivata in tempo reale alla sede del comando torinese della brigata ed ha lasciato scossi i colleghi dei militari uccisi e feriti. «È così...», si lascia sfuggire commosso uno dei loro compagni nei pressi della caserma, al cui comando è adesso il generale Francesco Paolo Figliuolo.

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