venerdì 21 maggio 2010

Venti di guerra sulle Coree




Soffiano di nuovo venti di guerra sulle due Coree. Per l'ennesima volta infatti, proprio quando i rapporti tra i due paesi storicamente rivali sembravano aver imboccato la lenta strada della cooperazione, si sta andando seriamente vicino a una rottura totale e a un conflitto vero e proprio.

Il governo di Seul infatti ha reso noto l'affondamento di una sua corvetta, la Cheonan, in cui avrebbero perso la vita ben 46 persone per via di un siluro lanciato dai militari nordcoreani. Seul ha ovviamente promesso un'azione forte contro Pyongyang mentre le autorità nordcoreane hanno negato con rabbia ogni addebito e sono arrivate a minacciare una guerra qualora Seul decidesse di portare anche a livello internazionale le sue proteste per proporre l'adozione di nuove sanzioni.

L'affondamento della Cheonan sarebbe avvenuto il 26 marzo 2010 e la commissione investigativa incaricata di raccogliere informazioni sulla tragedia avrebbe raccolto le prove, questo almeno stando a quanto si dice a Seul, che inchioderebbero la Corea del Nord di fronte alle proprie responsabilità.

Da parte sua Pyongyang nega in modo categorico qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e alza anzi il livello dello scontro non mostrando alcun timore nei confronti delle parole aggressive pronunciate da Seul, e anzi alzando il tiro. Dopo aver definito come "imbottite di bugie" le conclusioni della commissione di inchiesta sudcoreana le autorità della Corea del Nord hanno annunciato l'adozione di "misure forti" fino alla "guerra generale" nel caso Seul dovesse mettere in pratica rappresaglie di qualsiasi natura. A Pyongyang si è anche parlato di "colpo di forza fisica senza pietà", a testimoniare che evidentemente nella capitale nordcoreana si è presa la cosa assai sul serio.

Unanime la condanna dell'Onu, degli Usa e della Gran Bretagna oltre che della comunità internazionale nel suo insieme, segnale questo di un vicino isolamento di Pyongyang. Anche gli Usa hanno fatto sapere di condividere i risultati dell'inchiesta di Seul sull'affondamento della corvetta e di condannare le azioni di Pyongyang in modo deciso. Ban Ki-moon, segretario dell'Onu, ha espresso grande preoccupazione così come il premier del Giappone Hatoyama, la quale ha definito "imperdonabile" l'atto consumato ai danni della corvetta sudcoreana.

Da Pechino invece arriva un richiamo alla moderazione e un invito alla pacificazione; ciò che è certo è che la situazione è incandescente e dopo le minacce di Pyongyang il livello di allerta nella regione è ai massimi livelli.

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