mercoledì 5 maggio 2010

Europa, siamo arrivati al capolinea?






"E' in ballo e in gioco il futuro dell'intera Europa e della moneta unica, non soltanto la salvezza della Grecia": queste le allarmate parole di Angela Merkel pronunciate nel Bunderstag per convincere i legislatori tedeschi ad approvare il decreto "salvagrecia".Aldilà della retorica politica, è chiaro che la crisi greca si sta riverberando ben oltre il paese ellenico, insinuando dubbi e crepe all'interno del sempre meno stabile edificio dell'Ue. In Grecia intanto il popolo insorge contro le draconiane misure imposte dall'Fmi e dall'Ue al governo del PASOK di Papandreu, dimostrando alle masse europee che di fronte alle difficoltà e un futuro che si preannuncia quantomai fosco, c'è qualcuno che intende combattere fino all'ultimo per far valere i propri diritti e chiedere giustizia ed equità.
Il KKE ha dato una lezione alla sinistra dormiente dell'Europa organizzando un presidio presso il Partenone con tanto di falci e martello e bandiere rosse a fare da cornice a uno striscione ove si poteva leggere: "PEOPLE OF EUROPE RISE UP".
Un urlo di disperazione lanciato nel vuoto? un appello che rimarrà inascoltato?
Per rispondere a questa domanda biosgna subito chiarire che sembra alquanto improbabile che la crisi ecoonomica nel prossimo futuro non riguardi anche altri paesi come Portogallo, Spagna, Irlanda, e anche Italia. Dunque le sorti del paese ellenico ci riguardano da vicino, in quanto la situazione di collasso civile e sociale che sta contraddisguendo in questi giorni Atene prima o dopo potrebbe viversi anche all'ombra del Colosseo.
Nel corso di una manifestazione contro le manovre di Papandreu, i più facinorosi, forse gli anarchici dell'Exarchia, hanno lanciato bombe molotov contro una banca della capitale, causando la morte di tre persone presenti all'interno dell'edificio.
Scontri contro la polizia sono avvenuti anche a Patrasso e a Salonicco, segno emblematico che la situazione in Grecia sta degenerando. La rabbia dei lavoratori greci, che si vedono decurati i propri stipendi mentre i veri responsabili della crisi ancora una volta se la caveranno senza troppi grattacapi, è per certi versi comprensibile, e il timore è che senza avere valvole di sfogo che possano disinnescarla,la violenza possa ancora propagarsi in modo imponderabile.
La sinistra italiana dovrebbe osservare da vicino il modus operandi dei partiti fratelli greci, i quali stanno organizzando scioperi senza precedenti contro misure che in effetti sono di una durezza senza precedenti.
Qualsiasi cosa ci riserverà il futuro, su Atene e su tutta Europa si respira un aria pesante, e in Italia la situazione è forse per certi versi ancora più grave perchè al timone di una nave alla deriva si trova forse uno dei peggiori capitani in circolazione.Una delle poche vie percorribili per trovare uno squarcio di speranza in una cappa opprimente di disperazione e impotenza dovrà essere la solidaretà tra i lavoratori europei e la lotta comune per riuscire a far sollevare dal proprio torpore la massa delle persone su cui la crisi si accanirà.

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